Una proposta di legge costituzionale per abrogare il pareggio di bilancio in Costituzione (VIDEO della conferenza stampa) – Marco Mori, Paola De Pin e Giuseppe Palma

Giovedì 23 marzo 2017 si è tenuta in Senato (presso sala ISMA) una conferenza stampa per presentare il mio DDL di revisione costituzionale (n. 2703 comunicato alla Presidenza il 15 febbraio 2017), a firma delle senatrici Paola De Pin e Monica Casaletto (di Riscossa Italia – Gruppo Misto).

Alla conferenza stampa, oltre a me, prendevano parte la senatrice Paola De Pin (co-firmataria del DDL) e l’avvocato Marco Mori (segretario di “Riscossa Italia“).

I principali obiettivi di questo mio DDL di revisione costituzionale sono:

  • la costituzionalizzazione dei contro-limiti così come sanciti dalla Corte costituzionale (Sentenze numm. 284/2007 e 238/2014);
  • l’abrogazione del vincolo del pareggio di bilancio vigliaccamente introdotto in Costituzione nel 2012, oltre alla costituzionalizzazione del suo ripudio;
  • la costituzionalizzazione dell’inderogabilità della sovranità monetaria (quindi il suo ripristino addirittura per via costituzionale);
  • il ripristino della sovranità nazionale attraverso la costituzionalizzazione della preminenza della legislazione nazionale su quella europea ed internazionale;
  • la costituzionalizzazione dell’obbligo per la Repubblica di perseguire l’obiettivo della piena occupazione;
  • la costituzionalizzazione dei limiti all’imposizione fiscale;
  • il mantenimento del sistema del bicameralismo paritario ma con l’introduzione di una commissione parlamentare di conciliazione che funzioni attraverso procedure democratiche previste da legge costituzionale. L’approvazione delle leggi avverrà sempre e comunque da parte di entrambe le aule parlamentari in un sistema di bicameralismo paritario, ma con un tentativo di miglioramento del sistema stesso, pur garantendo il ruolo paritario delle due Camere.

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Qui di seguito il VIDEO della conferenza stampa:

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Per poter legge il mio DDL è possibile scaricarlo direttamente dal sito del Senato cliccando uno dei seguenti link:

Versione in PDF, stampabile (con allegata Relazione al DDL):

Versione a video:

 Versione stampabile (da video):

 

Avvocato Giuseppe PALMA

 

 

 

Il sì del PD, con Enrico Letta, alla costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio (di Giuseppe PALMA)

Ecco l’intervento in aula a Montecitorio di Enrico Letta, all’epoca vice-segretario del Partito Democratico (e successivamente Presidente del Consiglio dei ministri), che plaude – addirittura come momento solenne – la vigliaccata della costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio!

Per non dimenticare chi ha tradito l’Italia e la sua Costituzione:

 

Giuseppe PALMA

 

 

Cosa vuol dire PAREGGIO DI BILANCIO in Costituzione? (VIDEO di Giuseppe PALMA)

Propongo qui di seguito un mio VIDEO di pochi mesi fa con il quale spiego, in breve, il PAREGGIO DI BILANCIO in Costituzione.

Trattasi della sesta puntata di un mio speciale-video per la pagina facebook “Economia Democratica“. Il video qui di seguito riportato è ripreso da youtube. Buona visione:

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L’Italia, a partire dal 2019 (inizialmente era stato previsto dal 2014, ma abbiamo goduto di diverse proroghe), dovrà fare PAREGGIO DI BILANCIO, quindi dovrà necessariamente lasciare ZERO ricchezza al suo popolo (tanto lo Stato spenderà, tanto dovrà incassare, lasciando quindi NULLA a imprese e cittadini)! Già il prossimo anno (2018), secondo quanto previsto dal DEF, dovremo mantenere un rapporto deficit/PIL entro l’1,2%… il pareggio di bilancio è ormai alle porte, e con esso la definitiva distruzione di cittadini e imprese!

Chi ha voluto il PAREGGIO di BILANCIO, prima con il Fiscal Compact e poi con l’inserimento del relativo vincolo in Costituzione?

  • Partito Democratico
  • l’allora PDL (con qualche eccezione coraggiosa)
  • e UDC (oggi sarebbe scelta civica e alternativa popolare)
  • Il tutto sotto la guida del Governo presieduto da Mario Monti, che sottoscriveva il Fiscal Compact il 2 marzo 2012.

Giuseppe PALMA

 

 

COS’E’ IL PAREGGIO DI BILANCIO INSERITO IN COSTITUZIONE NEL 2012 (video di Giuseppe PALMA)

Vi propongo la visione e l’ascolto di un mio VIDEO – della durata di circa otto minuti – con il quale spiego la costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio, avvenuta nel 2012 per mano di un Parlamento sordo e schiavo, il quale – vigliaccamente – tradì il popolo e i principi inderogabili della Costituzione primigenia.

Buona visione:

Avv. Giuseppe PALMA

 

PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE: CHIAMATELO PURE CRIMINE. LA CORTE COSTITUZIONALE LO TOLGA DI MEZZO (di Giuseppe PALMA e Luca TIBALDI)

 

PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE: CHIAMATELO PURE CRIMINE. LA CORTE COSTITUZIONALE LO TOLGA DI MEZZO

(di Giuseppe PALMA e Luca TIBALDI)

Pochi mesi fa, ed esattamente a settembre 2016, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, del Partito democratico, ha ammesso spudoratamente di provare vergogna per il fatto che il Parlamento, nel 2012, avesse provveduto ad inserire in Costituzione, senza neppure un minimo di discussione nel Paese, il vincolo del pareggio di bilancio, circostanza discutibile anche nel merito (così disse il ministro!).

Ma il forte clamore per l’ammissione del ministro non è scaturito tanto per questo, quanto per il fatto che lo stesso abbia addirittura ammesso che, se non l’avessero fatto, la Banca centrale europea avrebbe chiuso i rubinetti. 

Questa ammissione si aggiunge alle dichiarazioni, tra gli altri, di Massimo Garavaglia, senatore della Lega Nord, che qualche anno fa descrisse una situazione similare: a seguito di una visita dei commissari della Bce nel 2011 fu chiesto ai senatori della commissione bilancio del Senato se avrebbero sostenuto un allora ipotetico governo Monti. Dopo che i senatori evidenziarono che un governo in quel momento esisteva ancora e che godeva della fiducia del Parlamento, gli inviati della Bce risposero: “Se voi non sostenete il governo di Mario Monti, noi non compriamo i vostri Titoli di Stato per due mesi e andate in fallimento“.

Da tali dichiarazioni emergono principalmente tre gravissimi aspetti criminali: 1) che l’Italia è un Paese ormai schiavo e totalmente sottomesso ai criminali di Bruxelles e Francoforte; 2) che nel 2012 il Parlamento fu addirittura “costretto” a costituzionalizzare il vincolo esterno del pareggio di bilancio capace di uccidere i principi inderogabili della Costituzione primigenia, uno su tutti il diritto al lavoro e il suo significato costituzionale; 3) che se il Parlamento non l’avesse fatto, la Bce avrebbe chiuso i rubinetti, dichiarazione che ammette esplicitamente le terribili conseguenze connesse alla perdita di sovranità monetaria, circostanza che pone lo Stato in una situazione di pericolosa sudditanza nei confronti della Bce stessa, quindi di perenne ricatto da parte dei mercati finanziari e della stessa banca centrale europea, che è indipendente dalla politica e non funge neppure da prestatrice di ultima istanza.

Ciò detto, è evidente che la perdita di sovranità monetaria altro non ha prodotto che aver posto il nostro Paese in una pesante ed insopportabile posizione di schiavitù.

La costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio blinda invece la “naturale” prosecuzione del crimine! 

Se lo Stato italiano non può scegliere in autonomia le politiche monetarie e fiscali, ma al contrario è costretto ad ottenere la liquidità di cui necessita dai grandi mercati dei capitali privati, automaticamente si lega mani e piedi, incapace non solo di agire, ma addirittura di affrontare una qualsiasi emergenza, senza poter neppure garantire e incoraggiare il risparmio dei cittadini (come dovrebbe fare ai sensi dell’articolo 47 della Costituzione).

Lo Stato, a seguito dell’introduzione della moneta Euro e della costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio, è del tutto impotente.

Per fortuna, pochi mesi fa, la Corte costituzionale – con l’importante sentenza n. 275/2016 – ha sancito il principio che l’equilibrio di bilancio di cui all’art. 81 della Costituzione (quel vincolo del pareggio di bilancio inserito nel 2012) non può costituire un limite quando lo Stato è chiamato a garantire i “diritti incomprimibili“. È l’equilibrio di bilancio che deve conformarsi ai “diritti incomprimibili” e non il contrario! 

Ora la Corte costituzionale deve però mostrare più coraggio e spingersi a dichiarare l’incostituzionalità del vincolo costituzionale del pareggio di bilancio – introdotto con legge costituzionale n. 1/2012 – per palese violazione dei principali inderogabili della Costituzione primigenia.

Occorre al più presto liberare la Costituzione dalle catene della schiavitù imposte dalla criminale sovrastruttura EUropea!

 Giuseppe PALMA e Luca TIBALDI

Articolo pubblicato su AbruzzoWeb il 6 gennaio 2017: http://www.abruzzoweb.it/contenuti/pareggio-di-bilancio-chiamatelo-crimine-corte-costituzionale-lo-tolga-di-mezzo-/617085-2/

 

 

HANNO UCCISO LA COSTITUZIONE! IL MINISTRO ORLANDO AMMETTE IL RICATTO DELLA BCE IN ORDINE ALLA COSTITUZIONALIZZAZIONE DEL VINCOLO DEL PAREGGIO DI BILANCIO (video)

 

Versiliana 2016 – Festa de “Il Fatto Quotidiano” – 3 settembre 2016 (cioè poco più di cinque mesi fa).

Ecco il VIDEO del momento in cui l’attuale Ministro della Giustizia Andrea Orlando – del Partito Democraticoammette esplicitamente che l’inserimento del vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione (2012) è avvenuto sotto il ricatto della BCE e senza alcuna discussione nel Paese, decisione di cui egli ancora oggi si vergogna.

Buona visione (fonte del video Byoblu di Claudio Messora):

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Rinunciando alla sovranità monetaria, i vili esecutori del progetto UE-Euro hanno consentito che democrazia costituzionale e libertà siano posti su un gradino inferiore rispetto alle esigenze antidemocratiche dei mercati e della finanza! 

HANNO UCCISO LA COSTITUZIONE!

Avv. Giuseppe PALMA

 

 

IL PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE RENDE L’ITALIA SCHIAVA DI BRUXELLES (articolo di Giuseppe PALMA pubblicato su LA VERITA’ il 29 gennaio 2017)

Ripropongo qui di seguito il mio articolo dal titolo “Il pareggio di bilancio in Costituzione rende l’Italia schiava di Bruxelles“, pubblicato sul quotidiano “La Verità” il 29 gennaio 2017 (in seconda pagina) – Giuseppe PALMA:

IL PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE RENDE L’ITALIA SCHIAVA DI BRUXELLES

(articolo di Giuseppe PALMA pubblicato su LA VERITA’ il 29 gennaio 2017)

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È il 2 marzo 2012: 25 Stati dell’Ue sottoscrivono il «Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria» (meglio conosciuto come fiscal compact), il quale prevede che gli Stati firmatari si impegnino al perseguimento del pareggio di bilancio. L’Italia, unica tra i 25, provvede addirittura a inserirlo in Costituzione. E lo fa, in seconda votazione (la procedura di revisione costituzionale ebbe inizio già nel 2011). con una maggioranza dei 2/3 dei componenti di Camera e Senato, in modo tale da evitare il referendum popolare confermativo previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Ma cos’è il pareggio di bilancio? È l‘obbligo per lo Stato di incassare in misura equivalente a quanto spende, lasciando zero ricchezza ai Cittadini. Se addirittura anche i Trattati europei prevedono la possibilità di indebitamento nella misura del 3% del rapporto defìcit/pil, il vincolo del pareggio di bilancio impone invece zero spesa a deficit. Ma perché questo?

Perché castrarci per i prossimi decenni di qualsiasi politica economica che favorisca cittadini e imprese? La risposta è nel funzionamento della moneta unica: l‘euro è una moneta fiat, cioè creata dal nulla dalla Bce, ma non è destinata ai governi, bensi alle riserve dei mercati dei capitali privati (banche private, assicurazioni). Tutti e 19 gli Stati dell‘eurozona, avendo perso sovranità monetaria, sono quindi costretti ad andarsi a cercare la moneta, e possono farlo solo in tre modi: 1) andandola a chiedere in prestito ai mercati dei capitali privati, ai quali va restituita con gli interessi (per cui avere un bilancio statale in pareggio favorisce l’abbassamento dei tassi d‘interesse sui Titoli di Stato collocati sul mercato primario): 2) estorcendola a cittadini e imprese attraverso l‘aumento delle tasse, i tagli selvaggi alle voci di spesa pubblica più sensibili (come ad esempio sanità, pensioni, giustizia, sicurezza e istruzione) e l‘inasprimento dei sistemi di accertamento fiscale che trasformano uno Stato democratico in uno Stato giacobino di polizia tributaria ; 3) favorendo l‘ingresso di capitali esteri attraverso l’aumento delle esportazioni, ma, non potendo gli aggiustamenti in termini di competitività avvenire sul cambio (essendo l’euro un accordo di cambi fissi), avvengono sul lavoro attraverso il taglio dei salari e la contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore. Capite adesso perché occorre fare pareggio di bilancio? Del resto, ad ammetterlo è addirittura l‘attuale ministro della giustizia Andrea Orlando, del partito democratico, il quale durante la Versiliana il 3 settembre dello scorso anno (cioè appena quattro mesi fa) ammise spudoratamente che: «Noi stiamo vivendo un enorme conflitto tra democrazia ed economia. Oggi, sostanzialmente, i poteri sovranazionali sono in grado di bypassare completamente le democrazie nazionali (…). Faccio un esempio: la modifica della Costituzione per quanto riguarda il tema dell‘obbligo del pareggio di bilancio, non fu il frutto diuna discussione nel Paese; fu il frutto del fatto che, a un certo punto, la banca centrale europea fece capire: «o mettete questa clausola nella vostra Costituzione, o altrimenti chiudiamo i rubinetti».lo devo dire che è una delle scelte di cui mi vergogno di più (…)». Occorre aggiungere altro? Credo proprio di no. Il pareggio di bilancio serve unicamente alle finalità criminali dell’euro, a scapito dei diritti fondamentali e della democrazia costituzionale.

L’euro non è solo una moneta, ma uno strumento di governo a servizio del capitale internazionale che scarica violentemente le sue finalità sui principi inderogabili cui trova fondamento la Costituzione primigenia.

Avv. Giuseppe PALMA

articolo pubblicato sul quotidiano “La Verità” il 29 gennaio 2017