“Lei non si rende conto di quanto è rifiutata dagli italiani”… nuova lettera del prof. Sinagra a Laura Boldrini

Gentile Signora Boldrini,
ho esitato molto a scrivere queste poche righe perché non vorrei che qualcuno pensasse che io le attribuisca una ingiustificata importanza. Lei per me, come per tantissimi altri, non ha alcun rilievo né politico e meno ancora culturale.
Tuttavia, sono costretto a scriverle. Leggo infatti che lei ha deciso di ricandidarsi come Deputato. Le dico subito che la notizia non è devastante ma è semplicemente comica. Francamente non le riconoscevo alcun senso dell’ironia. Mi sbagliavo.

La sua disponibilità non è stata raccolta da nessun Partito. È caduta in un generale e gelido silenzio. Forse lei pensa di creare un suo Partito? La cosa si farebbe ancor più interessante perché darebbe la possibilità di verificare quanti consensi lei riscuoterebbe. Forse i suoi familiari stretti, ma poi chi altri?
Lei ha motivato tale sua spericolata decisione dichiarando che deve finire il lavoro, ma quale non si capisce. E che è disponibile a dare ancora il suo contributo. Anche questo non gliel’ha chiesto nessuno.
Dalle mie parti direbbero che lei “se la canta e se la suona” da sola.

Forse il lavoro da terminare è quello di ottenere la demolizione di tutte le opere pubbliche e private realizzate dal Fascismo? Ovvero di assicurarsi, per la gioia del suo Collega Fiano, che nessuno più abbia portachiavi con l’effige del Duce? Oppure di assicurare l’arrivo in Italia di molte altre centinaia di migliaia di africani affinché molti di essi possano continuare a sopravvivere in condizioni di nulla facenti?

Oppure, il lavoro da terminare è l’approvazione della acquisizione della cittadinanza italiana in forza dello ius soli? Con il risultato di attrarre in misura crescente ulteriore immigrazine irregolare specialmente di donne incinte che poi non mancherebbero di rivendicare il diritto di ricongiungimento familiare facendo venire in Italia padre, madre, sorelle e fratelli.

Forse il suo lavoro è la “cinesizzazione” del mercato del lavoro in Italia con drastica riduzione dei salari anche dei cittadini italiani, riduzione delle pensioni (quelle degli altri) e completamento dello smantellamento dello Stato sociale che fu l’opera più grandiosa del Fascismo.

Lei è disponibile a dare ancora il suo contributo! Che generosità! Ma quale contributo? Quello di dividere ancor più gli animi degli italiani devastandone la coscienza politica, storica e morale?
Recentemente lei, in visita in Nigeria, ha dichiarato che avrebbe voluto vivere in quel Paese. Ecco, questa è una buona idea e sarebbe una saggia decisione.

Lei non si rende conto di quanto è rifiutata dagli italiani, accecata com’è dalla sua autoreferenzialità.
Un suggerimento, però, glielo voglio dare. Lei ha lavorato molti anni all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Ritorni a quel lavoro e magari si faccia destinare in Libia (non è la Nigeria, ma occorre un po’ di spirito di adattamento) e così potrà verificare di persona i rapporti tra gli scafisti e le ONG. E potrà constatare che non si tratta di rifugiati ma di una squallida tratta di esseri umani. Ma perché parlo? Lei queste cose le sa già molto bene.

In ogni caso, quel che le consiglio sommamente è di farsi dimenticare e di rifugiarsi in quell’opaco anonimato che maggiormente le si addice.

Prof. Augusto Sinagra (professore ordinario di diritto comunitario)

 

“Lei è un corpo estraneo alla democrazia”: lettera aperta a Laura Boldrini da parte del prof. Augusto Sinagra

LETTERA APERTA ALLA SIGNORA LAURA BOLDRINI da parte del Prof. Augusto Sinagra, docente ordinario di diritto delle comunità europeee alla Sapienza di Roma.

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Gentile Signora, in occasione delle  onoranze ai Caduti della RSI al Campo X del Cimitero Monumentale Musocco di Milano il suo antifascismo ha palesato una delle sue punte più acute. Le racconto una cosa: quando nel 1925 a seguito della morte di Giacomo Matteotti il non ancora “Regime” traballò, si racconta che Benito Mussolini chiese a Vittorio Emanuele Orlando di assumere la presidenza del Regio Senato. Questi rifiutò osservando che mai avrebbe assunto la presidenza del Senato se non vi era libertà per i cittadini di associarsi in qualsivoglia Partito politico. Mussolini replicò che se avesse assunto la presidenza del Senato egli avrebbe disciolto il PNF. Ma Orlando replicò che ancor meno avrebbe assunto la presidenza del Senato se fosse stato precluso a qualsivoglia cittadino di costituire ed associarsi anche nel Partito Nazionale Fascista. Non so se lei ha capito cosa vuol dire questa narrazione. Penso che lei farà finta di non capire perché lei è un corpo estraneo alla democrazia; lei è espressione di un partito politico minimale non solo sul piano numerico ma soprattutto sul piano propositivo. Lei è stata eletta Presidente della Camera (dico “Presidente” e non “Presidenta” per non storpiare la lingua italiana) all’esito di intese partitiche alle quali i cittadini e la democrazia sono rimasti estranei. Lei non sa nulla di fascismo e il suo antifascismo è solo strumentale alla pur comprensibile sua esigenza di dare una giustificazione alla sua stessa esistenza. Se poi il fascismo viene dogmaticamente assunto come “violenza”, la invito a riflettere sul fatto che vi sono due tipi di violenza: quella fisica e quella morale. Alla prima si può resistere, alla seconda non si può e lei non si rende conto di esercitare una continua violenza morale. Non ne perde l’occasione anche quando, tra le altre cose, pretende di imporre il suo punto di vista a proposito delle invasioni migratorie che subisce il nostro Paese. Perché lei lo faccia, francamente non mi interessa. Evidentemente è uno dei suoi problemi, come quello della rimozione dell’Obelisco Mussolini al Foro Italico di Roma. La storia non si cancella, egregia Signora, e al fondo vedo un’attitudine palesemente rivolta alla paura quando lei sollecita imperiosamente iniziative censorie di immagini ed opinioni su facebook rievocative del fascismo. Mi fermo qui, egregia Signora. Discutere con lei non ha rilievo culturale. Voglio tuttavia colmare una delle sue molte lacune storiche: i responsabili del sequestro dell’On. Giacomo Matteotti furono condannati a 16 anni di reclusione dalla Corte di Assise di Chieti per omicidio preterintenzionale. Ma si sa, la Corte di Assise di Chieti era condizionata dal Regime. Pensi che i tre erano difesi dall’On. Roberto Farinacci!!! Dunque, il processo fu ricelebrato a Roma dinanzi alla Corte di Assise speciale nel 1948 e i tre, difesi dall’antifascista Vittori Ambrosini, ebbero la pena ridotta a 14 anni! Sempre per omicidio preterintenzionale. Si faccia spiegare dai suoi collaboratori alla Camera dei Deputati cosa significa omicidio preterintenzionale. Le auguro le migliori cose per questo scorcio di legislatura perché lei non sarà più rieletta Presidente della Camera.

prof. Augusto Sinagra, professore ordinario di diritto delle comunità europee presso La Sapienza a Roma.