250.000 visualizzazioni in circa 7 mesi. Grazie a tutti!

Questo blog, nato per difendere i principi inderogabili della Costituzione primigenia, ha aperto i battenti il 14 febbraio 2017. In poco più di sette mesi ha superato le 250.000 visualizzazioni!

E dire che, a parte qualche rara eccezione, sono l’unico che vi ci scrive…

Grazie a tutti e continuate a seguirmi…

Avv. Giuseppe PALMA

Abbiamo superato le 130.000 visualizzazioni in appena quattro mesi e mezzo!!!

Ho aperto questo blog il 14 febbraio di quest’anno e, salvo qualche rara eccezione, sono il solo che vi ci scrive…

In appena quattro mesi e mezzo lacostituzioneblog.com ha superato le 130.000 visualizzazioni!

Grazie a tutti e continuate a seguirmi… io cercherò sempre, nel mio piccolo, di vigilare sul rispetto della Costituzione.

Per chi volesse sostenere questo blog a difesa dei principi inderogabili della Costituzione del ’48, segua le istruzioni di cui al seguente link: http://lacostituzioneblog.com/donazioni/

W la Costituzione! W l’Italia libera e sovrana!

Giuseppe PALMA

 

Abbiamo superato le 70.000 visualizzazioni in appena 81 giorni! Grazie a tutti!

Ho aperto questo blog il 14 febbraio di quest’anno e, salvo qualche rara eccezione, sono il solo che vi ci scrive…

In appena 81 giorni di vita, lacostituzioneblog.com ha superato le 70.000 visualizzazioni!

Grazie a tutti e continuate a seguirmi…

Per chi volesse sostenere questo blog a difesa dei principi inderogabili della Costituzione del ’48, segua le istruzioni di cui al seguente link: http://lacostituzioneblog.com/donazioni/

W la Costituzione!

Giuseppe PALMA

 

40.000 volte grazie!

Questo mio blog ha aperto i battenti il 14 febbraio 2017, e sono il solo ed unico autore che vi ci scrive (fatta eccezione per pochi articoli di altri autori pubblicati sporadicamente).

In meno di sessanta giorni, ed esattamente in appena 56 giorni, lacostituzioneblog.com ha superato le 40.000 visualizzazioni!

Grazie di cuore a tutti! Un riconoscimento particolare va al collega ed amico Marco Mori (che spesso condivide i miei articoli sui social) e ad “Economia Democratica“, pagina facebook di divulgazione in materia economica, che già da novembre scorso ospita miei video e articoli. Ma un mio particolare riconoscimento va anche, e soprattutto, all’amico Filippo Altobelli, cioè a colui che mi aiuta nella grafica e senza il quale non avrei potuto realizzare questo impegnativo progetto di divulgazione a difesa della Costituzione!

Continuate a seguirmi: ripristineremo i principi inderogabili della Costituzione primigenia!

W la Costituzione del 1948!

 

Avv. Giuseppe PALMA

lacostituzioneblog.com

 

 

 

ATTENZIONE! “La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni” (il nuovo libro di Giuseppe PALMA)

E’ uscito il mio nuovo libro (con prefazione del prof. Paolo Becchi):

LA COSTITUZIONE COME NESSUNO L’HA MAI SPIEGATA. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

(Key editore, 31 marzo 2017)

Autore: Giuseppe PALMA

Prefazione di Paolo BECCHI

§§§

Il 27 dicembre di quest’anno (2017), e il 1° gennaio dell’anno prossimo (2018), ricorrono i settant’anni rispettivamente dalla promulgazione e dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, non a torto definita la più bella del mondo.

Ho dunque sentito il dovere, ma soprattutto la felicità, di scrivere questo libro che non ha affatto la pretesa di essere esaustivo, infatti non spiega tutti gli articoli della Costituzione, ma svolge un compito ancor più importante e difficile: racconta il senso profondo della Costituzione, cioè entra nell’anima della Carta fondamentale dello Stato e ne presenta radici e finalità, fornendone la chiave di lettura autentica secondo le intenzioni dei Padri Costituenti.

Dopo una presentazione un tantinello “romantica”, cerco di riassumere l’intera Costituzione in un viaggio storico-giuridico, addentrandomi successivamente nell’analisi dei Principi Fondamentali della Carta che sono a fondamento della Repubblica, vero obiettivo di questa pubblicazione.

Dopo aver commentato nel dettaglio i primi dodici articoli della Costituzione, svolgo un’analisi sulle gravi criticità scaturenti dal rapporto tra i principi inderogabili della Costituzione primigenia con la moneta unica europea e con la vile costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio, strumenti del potere sovranazionale europeo che hanno esautorato gran parte di quei “principi supremi” sui quali trova fondamento l’intero ordinamento costituzionale.

Successivamente analizzo, nel dettaglio, il rapporto difficile – per non dire impossibile – tra Costituzione e Trattati europei.

Infine svolgo un’analisi critica nei confronti della revisione costituzionale respinta dal popolo in sede referendaria lo scorso 4 dicembre, in ordine al tentativo (fortunatamente scongiurato) di costituzionalizzare il vincolo esterno UE.

Coloro che leggeranno per intero questo mio nuovo lavoro avranno la fortuna – quantomeno nelle mie intenzioni – di percepire finanche l’odore dei sassi di quel percorso e di quel programma che i Padri Costituenti vollero lasciare in dono alle generazioni future, le quali, ignorando del tutto la bellezza di una creatura unica e irripetibile, l’hanno consegnata in catene prima a Bruxelles e poi a Francoforte.

Lo scorso anno, il 2016, ho girato l’Italia da nord a sud con il mio libro “Figli destituenti” per spiegare le ragioni del NO al referendum costituzionale del 4 dicembre. Ho sempre trovato ad accogliermi sale stracolme e persone che pendevano dalle mie labbra. C’era gente che, mentre andavo via, mi inseguiva con carta e penna per chiedermi conforto o chiarimenti.  Un giorno a Ferrara, verso la metà di novembre, una donna – ascoltando le mie parole – ha pianto. Sì, ha pianto e – con la voce strozzata dalle lacrime – mi ha detto: «Avvocato, Lei mi ha fatto capire cose che ignoravo completamente. Da domani mattina mi impegnerò anch’io personalmente per salvare la nostra Costituzione». Non lo dimenticherò mai! Quella donna non l’ho più rivista, e forse non la rivedrò mai più, però mi dicono che da quella sera non è più la stessa: ha iniziato a parlare di Costituzione con tutti i suoi amici e parenti.

Adesso ho quasi trentanove anni, ma ho iniziato ad amare la nostra Costituzione sin dai tempi delle scuole superiori quando, studiando per la prima volta il diritto pubblico, sentii dentro di me una forza ed un piacere che non ho più sentito per nessun’altra cosa.

Amate la Costituzione, amatela e vigilate su di essa come un bambino vigila sui suoi giochi, con possessività, gelosia, rispetto e Amore. Credevamo fosse una conquista irreversibile, e invece, a causa della colpevole disattenzione dei suoi figli, è oggi indifesa e inapplicata.

Avv. Giuseppe PALMA

§§§

Per l’acquisto:

Per acquistare il libro, momentaneamente disponibile in e-book (tra qualche giorno sarà disponibile anche la versione cartacea), è possibile farlo direttamente dal sito della Key editore oppure attraverso una qualsiasi libreria on-line:

La lista delle librerie on-line verrà continuamente aggiornata nelle prossime ore.

N.B. Si precisa che il formato cartaceo della pubblicazione sarà in vendita su tutto il territorio nazionale nelle principali librerie giuridiche, i cui nominativi e indirizzi sono reperibili sul sito dell’editore: http://www.keyeditore.it/mappa-punti-vendita/

Solo per l’edizione cartacea: nel caso in cui dall’elenco delle librerie indicate nel sito dell’editore non doveste trovare la vostra città, è possibile acquistare il libro effettuando un ordine on-line (dal sito della casa editrice o tramite una qualsiasi libreria on-line), oppure recandovi in una qualsiasi libreria della vostra città ed ordinarlo.

http://www.homebookshop.it/index.php/diritto/diritto-pubblico/la-costituzione-come-nessuno-l-ha-mai-spiegata.html

La costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

La costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

 

 

 

 

 

 

 

L’incompatibilità tra Costituzione e Trattati europei (paper di Giuseppe PALMA)

Ripropongo, qui di seguito, il mio paper sull’incompatibilità tra Costituzione italiana e Trattati europei, pubblicato nel settembre 2015 sulla rivista giuridica diritto.it

Per accedere alla lettura del paper, cliccare su uno dei link sottostanti:

Avv. Giuseppe PALMA

 

Oggi in Senato la conferenza-stampa per presentare il DDL di revisione costituzionale che ripristina la sovranità nazionale (di Giuseppe PALMA)

Oggi, giovedì 23 marzo 2017, ore 12, terrò una conferenza stampa in Senato per presentare il mio DDL di revisione costituzionale (n. 2703 comunicato alla Presidenza il 15 febbraio 2017), a firma delle senatrici Paola De Pin e Monica Casaletto (di Riscossa Italia – Gruppo Misto).

Appuntamento presso il Senato della Repubblica, sala ISMA (Istituto Santa Maria in Aquiro), P.zza Capranica n. 72, Roma, giovedì 23 marzo 2017 ore 12;00. 

A partire da mezzogiorno sarà disponibile la diretta facebook!

Alla conferenza stampa, oltre a me, prenderanno parte la senatrice Paola De Pin (co-firmataria del DDL), quindi gli avvocati Marco Mori e Luigi Pecchioli (rispettivamente segretario e presidente di “Riscossa Italia“).

I principali obiettivi di questo mio DDL di revisione costituzionale sono:

  • la costituzionalizzazione dei contro-limiti così come sanciti dalla Corte costituzionale (Sentenze numm. 284/2007 e 238/2014);
  • l’abrogazione del vincolo del pareggio di bilancio vigliaccamente introdotto in Costituzione nel 2012, oltre alla costituzionalizzazione del suo ripudio;
  • la costituzionalizzazione dell’inderogabilità della sovranità monetaria (quindi il suo ripristino addirittura per via costituzionale);
  • il ripristino della sovranità nazionale attraverso la costituzionalizzazione della preminenza della legislazione nazionale su quella europea ed internazionale;
  • la costituzionalizzazione dell’obbligo per la Repubblica di perseguire l’obiettivo della piena occupazione;
  • la costituzionalizzazione dei limiti all’imposizione fiscale;
  • il mantenimento del sistema del bicameralismo paritario ma con l’introduzione di una commissione parlamentare di conciliazione che funzioni attraverso procedure democratiche previste da legge costituzionale. L’approvazione delle leggi avverrà sempre e comunque da parte di entrambe le aule parlamentari in un sistema di bicameralismo paritario, ma con un tentativo di miglioramento del sistema stesso, pur garantendo il ruolo paritario delle due Camere.

§§§

Per poter legge il mio DDL è possibile scaricarlo direttamente dal sito del Senato cliccando uno dei seguenti link:

Versione in PDF, stampabile (con allegata Relazione al DDL):

Versione a video:

 Versione stampabile (da video):

Avvocato Giuseppe PALMA

 

 

Giovedì 23 marzo la mia conferenza-stampa in Senato per presentare il DDL di revisione costituzionale da me redatto, che ripristina la sovranità (di Giuseppe PALMA)

Giovedì 23 marzo 2017, ore 12, terrò una conferenza stampa in Senato per presentare il mio DDL di revisione costituzionale (n. 2703 comunicato alla Presidenza il 15 febbraio 2017), a firma delle senatrici Paola De Pin e Monica Casaletto (di Riscossa Italia – Gruppo Misto).

23 marzo 2017, ore 12, Senato della Repubblica, sala ISMA (Istituto Santa Maria in Aquiro), P.zza Capranica n. 72, Roma.

Per accreditarsi e quindi partecipare all’incontro, inviate una e-mail a: ierardi.michela@gmail.com  specificando nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e quindi l’intenzione di partecipare.

I dettagli nella locandina:

Alla conferenza stampa, oltre a me, prenderanno parte la senatrice Paola De Pin (co-firmataria del DDL), quindi gli avvocati Marco Mori e Luigi Pecchioli (rispettivamente segretario e presidente di “Riscossa Italia“).

I principali obiettivi di questo mio DDL di revisione costituzionale sono:

  • la costituzionalizzazione dei contro-limiti così come sanciti dalla Corte costituzionale (Sentenze numm. 284/2007 e 238/2014);
  • l’abrogazione del vincolo del pareggio di bilancio vigliaccamente introdotto in Costituzione nel 2012, oltre alla costituzionalizzazione del suo ripudio;
  • la costituzionalizzazione dell’inderogabilità della sovranità monetaria (quindi il suo ripristino addirittura per via costituzionale);
  • il ripristino della sovranità nazionale attraverso la costituzionalizzazione della preminenza della legislazione nazionale su quella europea ed internazionale;
  • la costituzionalizzazione dell’obbligo per la Repubblica di perseguire l’obiettivo della piena occupazione;
  • la costituzionalizzazione dei limiti all’imposizione fiscale;
  • il mantenimento del sistema del bicameralismo paritario ma con l’introduzione di una commissione parlamentare di conciliazione che funzioni attraverso procedure democratiche previste da legge costituzionale. L’approvazione delle leggi avverrà sempre e comunque da parte di entrambe le aule parlamentari in un sistema di bicameralismo paritario, ma con un tentativo di miglioramento del sistema stesso, pur garantendo il ruolo paritario delle due Camere.

§§§

Per poter legge il mio DDL è possibile scaricarlo direttamente dal sito del Senato cliccando uno dei seguenti link:

Versione in PDF, stampabile (con allegata Relazione al DDL):

Versione a video:

 Versione stampabile (da video):

 

Avvocato Giuseppe PALMA

 

PER USCIRE DALL’EURO E’ SUFFICIENTE UN DECRETO LEGGE: articolo di Giuseppe PALMA e Giuseppe PACCIONE su “La Verità”

Qui di seguito un articolo di Giuseppe PALMA e Giuseppe PACCIONE pubblicato su “La Verità” di oggi, mercoledì 15 marzo 2017 (a pagina 7):

Per fare uscire l’Italia dall’euro è sufficiente un decreto legge

di Giuseppe PALMA e Giuseppe PACCIONE

Si parta da un presupposto imprescindibile: l’Italia ha certamente sia la facoltà di abbandonare l’euro restando nell’Unione Europea (in tal caso sarebbe preferibile lo strumento del decreto legge emanato dall’esecutivo applicando il principio della Lex Monetae nell’interesse nazionale, quindi convertendo il 96% circa del debito pubblico – ancora sotto nostra giurisdizione – in nuova moneta nazionale), sia di uscire anche dall’UE appellandosi all’articolo 50 del TUE, il quale prevede un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un Paese dall’UE (e di conseguenza dall’eurozona). Se l’Italia decidesse di uscire contemporaneamente dall’UE e dall’euro, dovrebbe dunque notificare la decisione al Consiglio europeo, aprendo così la fase dei negoziati (della durata di circa due anni). Soluzione farraginosa che ci esporrebbe a pesanti ricatti da parte dei mercati e della BCE.

Ciò detto, tornare a moneta sovrana è una facoltà non esclusa neppure dai Trattati stessi: in tal caso gli artt. 139 e 140 del TFUE – Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea – non escludono la possibilità per gli Stati “la cui moneta è l’euro” di tornare allo status antecedente all’adesione, e per far ciò sarebbe sufficiente il mancato rispetto di alcuni parametri economico-finanziari richiesti per l’adesione alla moneta unica.

Inoltre, gli artt. 139 e 140 del TFUE andrebbero letti in parallelo alla Convenzione di Vienna sul Diritto dei Trattati del 1969, la quale renderebbe il recesso dall’eurozona meno traumatico da un punto di vista giuridico. E’ opportuno dunque precisare che il recesso è possibile anche in relazione alla sola moneta unica senza dover uscire del tutto dall’UE.

Una volta usciti dall’euro, la nuova moneta nazionale (alla quale andrebbe attribuito “valore intrinseco”, cioè le tasse andrebbero fissate in nuova lira) sarebbe convertita 1:1 con l’euro, con la possibilità di operare aggiustamenti sul cambio e rendere maggiormente competitive le nostre esportazioni rispetto a quelle della Germania (nostro maggior competitor continentale nell’export), senza la necessità di svalutare il lavoro, cioè senza dover contrarre salari e garanzie del lavoratore.

Ma per quale ragione in Italia non viene data la parola ai cittadini se restare o meno nell’UE e/o nell’eurozona? Perché la Costituzione lo vieta, per due ragioni.

Il primo è rappresentato dall’articolo 75, comma 2, che non prevede il referendum abrogativo per le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali, per cui ab antiquo si è voluto riservare al Parlamento la tutela di alcuni interessi fondamentali dello Stato. A tal proposito la Consulta ha asserito che è inammissibile la richiesta sull’abrogazione di leggi a contenuto vincolato: si tratta di una limitazione emersa in alcune sentenze con le quali si precisava che non può ritenersi ammissibile un referendum che miri all’abrogazione di una normativa interna avente contenuto tale da costituire per l’Italia il soddisfacimento di un obbligo derivante dall’appartenenza all’UE. Il ragionamento della Consulta è quello che, se la normativa nazionale fosse abrogata, lo Stato italiano si troverebbe inadempiente rispetto agli obblighi imposti a livello europeo, ragion per cui la normativa in questione non può essere oggetto di un quesito referendario. Il secondo impedimento è invece riscontrabile dalla lettura dell’articolo 80 della Costituzione in base al quale le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali: da ciò si deduce che il Parlamento è l’unico ad avere il potere di ratifica con legge ordinaria dei trattati internazionali, e che tali leggi non possono essere oggetto di referendum abrogativo.

Per dare quindi ai cittadini la possibilità di ricorrere allo strumento referendario sui trattati europei sarebbe necessaria una modifica della Costituzione, nel senso che per superare tale divieto occorrerebbe una legge costituzionale ad hoc approvata secondo la procedura aggravata prevista dall’articolo 138 della Costituzione, la quale potrebbe anche non modificare il secondo comma dell’art. 75 della Carta bensì introdurre un referendum di tipo consultivo. Tuttavia, si resta convinti che l’unica soluzione davvero praticabile per uscire dall’euro sia quella del decreto legge da emanarsi allo scopo di tutelare e ripristinare i principi inderogabili della Costituzione primigenia!

di Giuseppe PALMA e Giuseppe PACCIONE 

su “La Verità”, mercoledì 15 marzo 2017 (a pagina 7)

 

 

Legge elettorale, una proposta di Giuseppe PALMA: il “LODO PALMA”

Ripropongo ai miei lettori, e non, una mia proposta di legge elettorale pubblicata il 3 febbraio 2017 su “Il Giornale d’Italia” e denominata “LODO PALMA

§§§

Vi presento, in pillole, uno schema riassuntivo circa una mia proposta di legge elettorale.

Voglio anzitutto precisare che, in linea di principio, sono favorevole al proporzionale puro (esatta corrispondenza tra voto popolare e relativa traduzione di questa in seggi) con soglia di sbarramento molto bassa (1 o 2 per cento al massimo), ma sono altrettanto convinto che, vivendo in un periodo storico molto particolare dove la maggior parte delle forze politiche sono a libro paga – o sotto ricatto – della sovrastruttura EUropea e del capitale internazionale, e che per questo sventrano in continuazione la Costituzione e i diritti fondamentali in essa sanciti, occorre una legge elettorale, sì, proporzionale, ma con equilibrata e diversificata correzione maggioritaria che consenta ad eventuali forze anti-crimin€ di ottenere la maggioranza in Parlamento e portarci finalmente fuori (quantomeno) dalla gabbia dell’euro.

Fatta questa doverosa premessa, ecco lo schema della mia proposta di legge elettorale:

1) se nessuna lista dovesse superare la soglia del 30% dei voti validamente espressi, i seggi dovranno essere assegnati con metodo proporzionale puro (cioè esatta corrispondenza tra voto popolare e traduzione in seggi);

2) se la lista vincente dovesse superare la soglia del 30% dei voti validamente espressi (cioè prendere almeno il 30% + 1 dei voti), ma non dovesse superare il 40%, le verrebbe assegnato un premio di maggioranza pari al 7% (esempio: la lista A vince le elezioni con il 31,7% dei voti, quindi ottiene il premio di maggioranza del 7%, cioè ottiene seggi pari al 38,7%);

3) se la lista vincente dovesse superare la soglia del 40% dei voti validamente espressi (cioè prendere almeno il 40% + 1 dei voti), le verrebbe assegnato un premio di maggioranza pari al 10% (esempio: la lista B vince le elezioni con il 41,9% dei voti, quindi ottiene il premio di maggioranza del 10%, cioè ottiene seggi pari al 51,9%);

4) qualunque sia la sommatoria tra esatta percentuale dei voti ottenuti e percentuale del premio di maggioranza attribuito, il numero dei seggi assegnati alla lista vincente non dovrà in nessun caso superare i 340 alla Camera e i 170 al Senato, salvo il solo caso che un numero più alto di seggi non venga regolarmente ottenuto con voto popolare (cioè se la lista vincente dovesse ottenere ad esempio il 58% del voto popolare, si aggiudica regolarmente il 58% dei seggi);

5) soglia di sbarramento al 2% su base nazionale;

6) gli elettori dovranno poter esprimere fino ad un massimo di tre preferenze tra i candidati della lista prescelta (NO a liste bloccate e NO a capilista imposti);

7) ciascun candidato non potrà candidarsi in più di 10 circoscrizioni e, se eletto in più circoscrizioni, varrà il sistema del sorteggio (che stabilirà la circoscrizione d’elezione) così come enunciato pochi giorni fa dalla Corte costituzionale;

8) ciascuna lista, all’atto del deposito delle liste dei candidati o anche sul proprio simbolo presente sulla scheda elettorale, avrà la facoltà di indicare il nominativo della persona indicata a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei ministri (fatto salvo, in ogni caso, quanto previsto dalla Costituzione in merito al conferimento dell’incarico da parte del Capo dello Stato al Presidente del Consiglio);

9) perché ciascuna lista possa presentarsi in tutte le circoscrizioni elettorali, occorrerà – a mio parere – diminuire il numero di firme necessarie da raccogliere, portandolo (ad esempio) a non più di 5.000 firme valide (complessivamente), indifferentemente dalle aree geografiche dove le stesse verrebbero raccolte (in tal modo si amplierebbe la partecipazione democratica e si garantirebbero le minoranze);

10) si ritiene sia meglio non prevedere coalizioni tra liste (in senso stretto), bensì alleanze politico-elettorali (in sede di elezioni) tra liste diverse che potranno confluire in un’unica lista. Il resto (cioè la formazione di una maggioranza parlamentare) dovrebbe essere demandato alle alleanze in Parlamento.

Questa, in breve, la mia proposta. Da un lato verrebbe garantita la rappresentatività democratica e l’esatta (o quantomeno tendenziale) traduzione in seggi della sovranità popolare espressa col voto, dall’altro si eviterebbe che le liste esecutrici del crimine dell’euro abbiano sempre e comunque la golden share per la formazione del Governo.

 Avv. Giuseppe PALMA

mio articolo pubblicato su “Il Giornale d’Italia” venerdì 3 febbraio 2017: