Giuseppe PALMA legge due sue Poesie contenute nel suo ultimo libro (LA SOLITUDINE DI UNA GENERAZIONE SENZA LAVORO) – VIDEO

Ecco il VIDEO con il quale presento su facebook il mio ultimo libro (in e-book) dal titolo: “La solitudine di una generazione senza lavoro” – Raccolta di Poesie Sociali e dell’Essere  (come la crisi economica ha devastato l’animo umano), Editrice GDS, giugno 2017.

Nel video, di circa cinque minuti, leggo due delle mie poesie contenute nell’e-book:

Video su Facebook:

Coloro che volessero acquistare l’e-book (costo € 0,99) potranno farlo attraverso qualsiasi libreria on-line. 

Giuseppe PALMA 

 

Il Giornale d’Italia presenta l’ultimo libro di Giuseppe PALMA: “La solitudine di una generazione senza lavoro”, raccolta di Poesie in e-book

Qui di seguito la recensione della redazione de “Il Giornale d’Italia” all’ultimo libro (in e-book) di Giuseppe PALMA, “La solitudine di una generazione senza lavoro“, una raccolta di Poesie Sociali e dell’Essere su come la crisi economica e la mancanza di lavoro devastano l’animo umano:

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“Giuseppe Palma, avvocato di professione, è certamente uno degli scrittori italiani più prolifici degli ultimi anni. Ad oggi, nonostante abbia neppure 39 anni, ha pubblicato ben venticinque libri: dal diritto costituzionale al diritto dell’Unione Europea, dalla storia del diritto alla storia moderna e contemporanea, dalla critica letteraria alla narrativa, fino alla poesia.

Nei giorni scorsi è uscito infatti in e-book il suo ultimo libro dal titolo “La solitudine di una generazione senza lavoro” , una raccolta di poesie Sociali e dell’Essere con le quali Palma mette in Versi gli effetti devastanti che la crisi economica e la mancanza di lavoro provocano all’animo umano.

L’intellighènzia radical-chic del nostro Paese pubblicizza solo i libri degli intellettuali salariati. Noi invece no; noi abbiamo la corretta abitudine di presentarvi soprattutto l’altra faccia delle situazioni, quella nascosta, quella che l’establishment nazionale e sovranazionale non vuole farvi vedere né tantomeno conoscere.

Palma è certamente uno scrittore libero e indipendente, uno di quelli che proprio  l’establishment vorrebbe nascondervi. Per questo noi accogliamo su questo giornale sia i suoi articoli che i suoi libri – La Redazione”.

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Recensione pubblicata a pag. 4 su “Il Giornale d’Italia” di venerdì 23 giugno 2017: http://edicoladigitale.ilgiornaleditalia.org/giornaleditalia/books/giornaleditalia/2017/20170623giornaleditalia/index.html#/4/

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Chi volesse acquistare l’e-book (al costo di € 0,99), potrà farlo attraverso qualsiasi libreria on-line:

Amazonhttps://www.amazon.it/solitudine-una-generazione-senza-lavoro-ebook/dp/B071KMZSSF/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1497960348&sr=1-1&keywords=la+solitudine+di+una+generazione+senza+lavoro

Ibs: https://www.ibs.it/solitudine-di-generazione-senza-lavoro-ebook-giuseppe-palma/e/9788867826391?inventoryId=75904606

Libreria Universitaria: https://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788867826391/autore-giuseppe-palma/la-solitudine-di-una-generazione-senza-lavoro-e-book.htm

BookRepublic: https://www.bookrepublic.it/book/9788867826391-la-solitudine-di-una-generazione-senza-lavoro/

Nelle prossime ore verrà continuamente aggiornato l’elenco delle librerie on-line presso le quali sarà possibile acquistare l’e-book.

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“LA SOLITUDINE DI UNA GENERAZIONE SENZA LAVORO” – Raccolta di Poesie Sociali e dell’Essere sulla mancanza di lavoro (e-book di Giuseppe PALMA)

E’ uscito un mio nuovo libro. 

Trattasi di una raccolta in e-book di Poesie Sociali e dell’Essere circa la devastazione dell’animo umano a causa della mancanza di lavoro o della precarietà dello stesso: 

LA SOLITUDINE DI UNA GENERAZIONE SENZA LAVORO

Raccolta di Poesie Sociali e dell’Essere (come la crisi economica ha devastato l’animo umano)”

Autore: Giuseppe PALMA

Editore: Editrice GDS, giugno 2017

Formato: e-book; costo: € 0,99

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Scrivo Poesie dal 1996. E’ stata la mia prima passione.

Il pubblico mi conosce ormai come scrittore di testi soprattutto di diritto costituzionale e diritto dell’Unione Europea, o anche come divulgatore storico e letterario. Meno come narratore. Ma certamente in pochi, tranne i compagni dell’ “età mia nova” (cit. Leopardi), mi conoscono come poeta. Tuttavia, come talvolta uso affermare nelle mie conferenze, “io nasco poeta”.

Dopo aver scritto e pubblicato otto saggi e tre racconti con i quali ho denunciato e messo in evidenza – da un lato tecnicamente e dall’altro in narrativa – i gravi aspetti di criticità sia dei Trattati europei che dell’Euro, oltre che spiegare la Costituzione, i suoi principi fondamentali e il suo rapporto critico con i Trattati UE e la moneta unica, ecco che su questi temi arriva anche la Poesia.

Ho messo dunque in Versi le terribili conseguenze della crisi economica compiendo un viaggio profondo nella devastazione dell’animo umano a causa della mancanza di lavoro o della precarietà dello stesso…

In questo libretto raccolgo pertanto quattordici mie composizioni poetiche degli ultimi anni su temi sociali e sull’indagine introspettiva dell’animo umano in merito alle conseguenze della crisi economica e della mancanza di lavoro.

Il capitale internazionale, che ha nell’euro il suo più solido strumento di governo, impone salari bassi e comprime le garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore, quindi reprime violentemente – fino ad esautorarne il senso – il principio fondamentale del lavoro sul quale si fonda la nostra Repubblica ai sensi del primo comma dell’art. 1 della Costituzione.

Il resto lo fa l’intellighenzia di casa nostra, la quale, vigliaccamente assoggettatasi all’establishment eurocratico, non solo avalla il corso criminale della restaurazione globalista, ma si spinge addirittura oltre arrivando a giustificare finanche il lavoro gratuito, smembrando e stuprando uno dei pilastri fondamentali sul quale trova fondamento la Repubblica italiana. Il lavoro, infatti, secondo quelle che furono le intenzioni dei nostri Padri Costituenti, costituisce sia strumento di dignitoso sostentamento per il lavoratore e per la sua famiglia, ma anche – e soprattutto – strumento di progresso sociale e di sviluppo della persona umana.

Su questo, gli articoli 1, 4, 35, 36, 37 e 38  della Costituzione sono chiarissimi.

Infine, per quanto riguarda la politica, questa – al pari degli intellettuali salariati e degli scribacchini di regime – altro non fa che eseguire acriticamente gli ordini provenienti dalla sovrastruttura europea e dal capitale internazionale, stuprando quotidianamente la sovranità popolare e tutti i principi inderogabili della Costituzione primigenia.

Finora ho spiegato la modernità Restauratrice attraverso la saggistica e la narrativa. Non potevo non farlo anche attraverso la Poesia.

Questo è il mio 25° libro.

Buona lettura.

 Giuseppe PALMA

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Giuseppe PALMA

 

VIDEO – Una Poesia d’Amore dedicata alla Costituzione: “Una sigaretta con la più bella del mondo” di Giuseppe PALMA

UNA SIGARETTA CON LA PIU’ BELLA DEL MONDO

Poesia d’Amore di Giuseppe PALMA, dedicata alla Costituzione (composta la notte tra il 25 ed il 26 aprile 2016).

VIDEO (lettura della poesia da parte di Giuseppe PALMA durante un convegno sull’euro a Cecina, il 28 aprile 2017):

Testo della Poesia:

UNA SIGARETTA CON LA PIÙ BELLA DEL MONDO

 S’eran fatte le due di notte

e giravo in casa senza sonno.

Accesi l’ultima sigaretta

e d’un tratto m’apparve nel fumo

una Signora, bella che mi pareva

una Madonna. Mi prese per mano

e iniziò a parlare:

«Dove vai figlio mio

così di corsa, dove vai?

Non t’accorgi che stanno

sventrando mamma tua?

Io, che nacqui sugli Appennini

dal sangue dei figli miei,

che fui concepita con dolore

da centomila fratelli tuoi,

che sull’Uguaglianza e la Libertà

costruii la culla tua,

che la Sovranità affidai

alle sole mani vostre,

che sul Lavoro – e nulla più –

fondai la Patria nostra,

che negli Occhi miei scolpii

i Versi e le Spade

dei Padri tuoi,

proprio da te fui tradita

quando a Bruxelles m’imprigionasti.

E poi in catene a Francoforte.

Il Cuore ancora mi sanguina

a morte, figlio mio.

Ma ora, ch’altri figli miei

dal grembo in giù

stuprano questo corpo,

in quella ch’è mia Seconda Parte,

aiuta mamma tua a rialzarsi

e difendila dai vili fratelli tuoi.

Stavolta SALVAMI, figlio mio».

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Giuseppe PALMA

lacostituzioneblog.com