Costituzione, Unione Europea ed €uro: quattro libri di Giuseppe PALMA contro il “pensiero unico dominante”

Proponiamo qui di seguito quattro libri (saggistica) scritti dall’avvocato Giuseppe PALMA – fondatore di questo blog – su Costituzione, Unione Europea ed Euro, contro il “pensiero unico dominante”:

LA COSTITUZIONE COME NESSUNO L’HA MAI SPIEGATA. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni“, Key editore, 2017 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

La costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

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IL TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE. Dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’Europa. La rinuncia alla sovranità nazionale“, Edizioni Sì, 2016 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

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€UROCRIMINE. Cos’è la moneta unica e come funziona. Soluzioni giuridiche per uscire dall’€uro“, GDS, 2016 (disponibile solo in e-book):

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IL MALE ASSOLUTO. Dallo Stato di Diritto alla modernità Restauratrice. L’incompatibilità tra Costituzione e Trattati dell’UE. Aspetti di criticità dell’Euro“, GDS, 2014 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

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Altri libri dell’avv. Giuseppe PALMA (che, in totale, ne ha scritti finora ventiquattro): http://lacostituzioneblog.com/shop/

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lacostituzionablog.com

 

lacostituzioneblog.com supera le 50.000 visualizzazioni in meno di 70 giorni! Grazie!

Oggi, sabato 22 aprile 2017, questo blog da me fondato il 14 febbraio, in appena 68 giorni ha superato le 50.000 visualizzazioni! E dire che, a parte qualche rara eccezione, sono il solo ed unico autore…

Grazie a tutti e continuate a seguirmi! Insieme salveremo i principi inderogabili della Costituzione primigenia…

Per tutti coloro che volessero sostenere questo blog a difesa della Costituzione del 1948: http://lacostituzioneblog.com/donazioni/

Giuseppe Palma

(lacostituzioneblog.com)

 

 

ATTENZIONE! “La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni” (il nuovo libro di Giuseppe PALMA)

E’ uscito il mio nuovo libro (con prefazione del prof. Paolo Becchi):

LA COSTITUZIONE COME NESSUNO L’HA MAI SPIEGATA. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

(Key editore, 31 marzo 2017)

Autore: Giuseppe PALMA

Prefazione di Paolo BECCHI

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Il 27 dicembre di quest’anno (2017), e il 1° gennaio dell’anno prossimo (2018), ricorrono i settant’anni rispettivamente dalla promulgazione e dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, non a torto definita la più bella del mondo.

Ho dunque sentito il dovere, ma soprattutto la felicità, di scrivere questo libro che non ha affatto la pretesa di essere esaustivo, infatti non spiega tutti gli articoli della Costituzione, ma svolge un compito ancor più importante e difficile: racconta il senso profondo della Costituzione, cioè entra nell’anima della Carta fondamentale dello Stato e ne presenta radici e finalità, fornendone la chiave di lettura autentica secondo le intenzioni dei Padri Costituenti.

Dopo una presentazione un tantinello “romantica”, cerco di riassumere l’intera Costituzione in un viaggio storico-giuridico, addentrandomi successivamente nell’analisi dei Principi Fondamentali della Carta che sono a fondamento della Repubblica, vero obiettivo di questa pubblicazione.

Dopo aver commentato nel dettaglio i primi dodici articoli della Costituzione, svolgo un’analisi sulle gravi criticità scaturenti dal rapporto tra i principi inderogabili della Costituzione primigenia con la moneta unica europea e con la vile costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio, strumenti del potere sovranazionale europeo che hanno esautorato gran parte di quei “principi supremi” sui quali trova fondamento l’intero ordinamento costituzionale.

Successivamente analizzo, nel dettaglio, il rapporto difficile – per non dire impossibile – tra Costituzione e Trattati europei.

Infine svolgo un’analisi critica nei confronti della revisione costituzionale respinta dal popolo in sede referendaria lo scorso 4 dicembre, in ordine al tentativo (fortunatamente scongiurato) di costituzionalizzare il vincolo esterno UE.

Coloro che leggeranno per intero questo mio nuovo lavoro avranno la fortuna – quantomeno nelle mie intenzioni – di percepire finanche l’odore dei sassi di quel percorso e di quel programma che i Padri Costituenti vollero lasciare in dono alle generazioni future, le quali, ignorando del tutto la bellezza di una creatura unica e irripetibile, l’hanno consegnata in catene prima a Bruxelles e poi a Francoforte.

Lo scorso anno, il 2016, ho girato l’Italia da nord a sud con il mio libro “Figli destituenti” per spiegare le ragioni del NO al referendum costituzionale del 4 dicembre. Ho sempre trovato ad accogliermi sale stracolme e persone che pendevano dalle mie labbra. C’era gente che, mentre andavo via, mi inseguiva con carta e penna per chiedermi conforto o chiarimenti.  Un giorno a Ferrara, verso la metà di novembre, una donna – ascoltando le mie parole – ha pianto. Sì, ha pianto e – con la voce strozzata dalle lacrime – mi ha detto: «Avvocato, Lei mi ha fatto capire cose che ignoravo completamente. Da domani mattina mi impegnerò anch’io personalmente per salvare la nostra Costituzione». Non lo dimenticherò mai! Quella donna non l’ho più rivista, e forse non la rivedrò mai più, però mi dicono che da quella sera non è più la stessa: ha iniziato a parlare di Costituzione con tutti i suoi amici e parenti.

Adesso ho quasi trentanove anni, ma ho iniziato ad amare la nostra Costituzione sin dai tempi delle scuole superiori quando, studiando per la prima volta il diritto pubblico, sentii dentro di me una forza ed un piacere che non ho più sentito per nessun’altra cosa.

Amate la Costituzione, amatela e vigilate su di essa come un bambino vigila sui suoi giochi, con possessività, gelosia, rispetto e Amore. Credevamo fosse una conquista irreversibile, e invece, a causa della colpevole disattenzione dei suoi figli, è oggi indifesa e inapplicata.

Avv. Giuseppe PALMA

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Per l’acquisto:

Per acquistare il libro, momentaneamente disponibile in e-book (tra qualche giorno sarà disponibile anche la versione cartacea), è possibile farlo direttamente dal sito della Key editore oppure attraverso una qualsiasi libreria on-line:

La lista delle librerie on-line verrà continuamente aggiornata nelle prossime ore.

N.B. Si precisa che il formato cartaceo della pubblicazione sarà in vendita su tutto il territorio nazionale nelle principali librerie giuridiche, i cui nominativi e indirizzi sono reperibili sul sito dell’editore: http://www.keyeditore.it/mappa-punti-vendita/

Solo per l’edizione cartacea: nel caso in cui dall’elenco delle librerie indicate nel sito dell’editore non doveste trovare la vostra città, è possibile acquistare il libro effettuando un ordine on-line (dal sito della casa editrice o tramite una qualsiasi libreria on-line), oppure recandovi in una qualsiasi libreria della vostra città ed ordinarlo.

http://www.homebookshop.it/index.php/diritto/diritto-pubblico/la-costituzione-come-nessuno-l-ha-mai-spiegata.html

La costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

La costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

 

 

 

 

 

 

 

Oggi in Senato la conferenza-stampa per presentare il DDL di revisione costituzionale che ripristina la sovranità nazionale (di Giuseppe PALMA)

Oggi, giovedì 23 marzo 2017, ore 12, terrò una conferenza stampa in Senato per presentare il mio DDL di revisione costituzionale (n. 2703 comunicato alla Presidenza il 15 febbraio 2017), a firma delle senatrici Paola De Pin e Monica Casaletto (di Riscossa Italia – Gruppo Misto).

Appuntamento presso il Senato della Repubblica, sala ISMA (Istituto Santa Maria in Aquiro), P.zza Capranica n. 72, Roma, giovedì 23 marzo 2017 ore 12;00. 

A partire da mezzogiorno sarà disponibile la diretta facebook!

Alla conferenza stampa, oltre a me, prenderanno parte la senatrice Paola De Pin (co-firmataria del DDL), quindi gli avvocati Marco Mori e Luigi Pecchioli (rispettivamente segretario e presidente di “Riscossa Italia“).

I principali obiettivi di questo mio DDL di revisione costituzionale sono:

  • la costituzionalizzazione dei contro-limiti così come sanciti dalla Corte costituzionale (Sentenze numm. 284/2007 e 238/2014);
  • l’abrogazione del vincolo del pareggio di bilancio vigliaccamente introdotto in Costituzione nel 2012, oltre alla costituzionalizzazione del suo ripudio;
  • la costituzionalizzazione dell’inderogabilità della sovranità monetaria (quindi il suo ripristino addirittura per via costituzionale);
  • il ripristino della sovranità nazionale attraverso la costituzionalizzazione della preminenza della legislazione nazionale su quella europea ed internazionale;
  • la costituzionalizzazione dell’obbligo per la Repubblica di perseguire l’obiettivo della piena occupazione;
  • la costituzionalizzazione dei limiti all’imposizione fiscale;
  • il mantenimento del sistema del bicameralismo paritario ma con l’introduzione di una commissione parlamentare di conciliazione che funzioni attraverso procedure democratiche previste da legge costituzionale. L’approvazione delle leggi avverrà sempre e comunque da parte di entrambe le aule parlamentari in un sistema di bicameralismo paritario, ma con un tentativo di miglioramento del sistema stesso, pur garantendo il ruolo paritario delle due Camere.

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Per poter legge il mio DDL è possibile scaricarlo direttamente dal sito del Senato cliccando uno dei seguenti link:

Versione in PDF, stampabile (con allegata Relazione al DDL):

Versione a video:

 Versione stampabile (da video):

Avvocato Giuseppe PALMA

 

 

Giovedì 23 marzo la mia conferenza-stampa in Senato per presentare il DDL di revisione costituzionale da me redatto, che ripristina la sovranità (di Giuseppe PALMA)

Giovedì 23 marzo 2017, ore 12, terrò una conferenza stampa in Senato per presentare il mio DDL di revisione costituzionale (n. 2703 comunicato alla Presidenza il 15 febbraio 2017), a firma delle senatrici Paola De Pin e Monica Casaletto (di Riscossa Italia – Gruppo Misto).

23 marzo 2017, ore 12, Senato della Repubblica, sala ISMA (Istituto Santa Maria in Aquiro), P.zza Capranica n. 72, Roma.

Per accreditarsi e quindi partecipare all’incontro, inviate una e-mail a: ierardi.michela@gmail.com  specificando nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e quindi l’intenzione di partecipare.

I dettagli nella locandina:

Alla conferenza stampa, oltre a me, prenderanno parte la senatrice Paola De Pin (co-firmataria del DDL), quindi gli avvocati Marco Mori e Luigi Pecchioli (rispettivamente segretario e presidente di “Riscossa Italia“).

I principali obiettivi di questo mio DDL di revisione costituzionale sono:

  • la costituzionalizzazione dei contro-limiti così come sanciti dalla Corte costituzionale (Sentenze numm. 284/2007 e 238/2014);
  • l’abrogazione del vincolo del pareggio di bilancio vigliaccamente introdotto in Costituzione nel 2012, oltre alla costituzionalizzazione del suo ripudio;
  • la costituzionalizzazione dell’inderogabilità della sovranità monetaria (quindi il suo ripristino addirittura per via costituzionale);
  • il ripristino della sovranità nazionale attraverso la costituzionalizzazione della preminenza della legislazione nazionale su quella europea ed internazionale;
  • la costituzionalizzazione dell’obbligo per la Repubblica di perseguire l’obiettivo della piena occupazione;
  • la costituzionalizzazione dei limiti all’imposizione fiscale;
  • il mantenimento del sistema del bicameralismo paritario ma con l’introduzione di una commissione parlamentare di conciliazione che funzioni attraverso procedure democratiche previste da legge costituzionale. L’approvazione delle leggi avverrà sempre e comunque da parte di entrambe le aule parlamentari in un sistema di bicameralismo paritario, ma con un tentativo di miglioramento del sistema stesso, pur garantendo il ruolo paritario delle due Camere.

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Per poter legge il mio DDL è possibile scaricarlo direttamente dal sito del Senato cliccando uno dei seguenti link:

Versione in PDF, stampabile (con allegata Relazione al DDL):

Versione a video:

 Versione stampabile (da video):

 

Avvocato Giuseppe PALMA

 

Legge elettorale, una proposta di Giuseppe PALMA: il “LODO PALMA”

Ripropongo ai miei lettori, e non, una mia proposta di legge elettorale pubblicata il 3 febbraio 2017 su “Il Giornale d’Italia” e denominata “LODO PALMA

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Vi presento, in pillole, uno schema riassuntivo circa una mia proposta di legge elettorale.

Voglio anzitutto precisare che, in linea di principio, sono favorevole al proporzionale puro (esatta corrispondenza tra voto popolare e relativa traduzione di questa in seggi) con soglia di sbarramento molto bassa (1 o 2 per cento al massimo), ma sono altrettanto convinto che, vivendo in un periodo storico molto particolare dove la maggior parte delle forze politiche sono a libro paga – o sotto ricatto – della sovrastruttura EUropea e del capitale internazionale, e che per questo sventrano in continuazione la Costituzione e i diritti fondamentali in essa sanciti, occorre una legge elettorale, sì, proporzionale, ma con equilibrata e diversificata correzione maggioritaria che consenta ad eventuali forze anti-crimin€ di ottenere la maggioranza in Parlamento e portarci finalmente fuori (quantomeno) dalla gabbia dell’euro.

Fatta questa doverosa premessa, ecco lo schema della mia proposta di legge elettorale:

1) se nessuna lista dovesse superare la soglia del 30% dei voti validamente espressi, i seggi dovranno essere assegnati con metodo proporzionale puro (cioè esatta corrispondenza tra voto popolare e traduzione in seggi);

2) se la lista vincente dovesse superare la soglia del 30% dei voti validamente espressi (cioè prendere almeno il 30% + 1 dei voti), ma non dovesse superare il 40%, le verrebbe assegnato un premio di maggioranza pari al 7% (esempio: la lista A vince le elezioni con il 31,7% dei voti, quindi ottiene il premio di maggioranza del 7%, cioè ottiene seggi pari al 38,7%);

3) se la lista vincente dovesse superare la soglia del 40% dei voti validamente espressi (cioè prendere almeno il 40% + 1 dei voti), le verrebbe assegnato un premio di maggioranza pari al 10% (esempio: la lista B vince le elezioni con il 41,9% dei voti, quindi ottiene il premio di maggioranza del 10%, cioè ottiene seggi pari al 51,9%);

4) qualunque sia la sommatoria tra esatta percentuale dei voti ottenuti e percentuale del premio di maggioranza attribuito, il numero dei seggi assegnati alla lista vincente non dovrà in nessun caso superare i 340 alla Camera e i 170 al Senato, salvo il solo caso che un numero più alto di seggi non venga regolarmente ottenuto con voto popolare (cioè se la lista vincente dovesse ottenere ad esempio il 58% del voto popolare, si aggiudica regolarmente il 58% dei seggi);

5) soglia di sbarramento al 2% su base nazionale;

6) gli elettori dovranno poter esprimere fino ad un massimo di tre preferenze tra i candidati della lista prescelta (NO a liste bloccate e NO a capilista imposti);

7) ciascun candidato non potrà candidarsi in più di 10 circoscrizioni e, se eletto in più circoscrizioni, varrà il sistema del sorteggio (che stabilirà la circoscrizione d’elezione) così come enunciato pochi giorni fa dalla Corte costituzionale;

8) ciascuna lista, all’atto del deposito delle liste dei candidati o anche sul proprio simbolo presente sulla scheda elettorale, avrà la facoltà di indicare il nominativo della persona indicata a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei ministri (fatto salvo, in ogni caso, quanto previsto dalla Costituzione in merito al conferimento dell’incarico da parte del Capo dello Stato al Presidente del Consiglio);

9) perché ciascuna lista possa presentarsi in tutte le circoscrizioni elettorali, occorrerà – a mio parere – diminuire il numero di firme necessarie da raccogliere, portandolo (ad esempio) a non più di 5.000 firme valide (complessivamente), indifferentemente dalle aree geografiche dove le stesse verrebbero raccolte (in tal modo si amplierebbe la partecipazione democratica e si garantirebbero le minoranze);

10) si ritiene sia meglio non prevedere coalizioni tra liste (in senso stretto), bensì alleanze politico-elettorali (in sede di elezioni) tra liste diverse che potranno confluire in un’unica lista. Il resto (cioè la formazione di una maggioranza parlamentare) dovrebbe essere demandato alle alleanze in Parlamento.

Questa, in breve, la mia proposta. Da un lato verrebbe garantita la rappresentatività democratica e l’esatta (o quantomeno tendenziale) traduzione in seggi della sovranità popolare espressa col voto, dall’altro si eviterebbe che le liste esecutrici del crimine dell’euro abbiano sempre e comunque la golden share per la formazione del Governo.

 Avv. Giuseppe PALMA

mio articolo pubblicato su “Il Giornale d’Italia” venerdì 3 febbraio 2017:

 

 

Dalla CEE all’UE: il 25 marzo a Roma vi sarà una riedizione della festa dell’ “Essere Supremo” di Robespierre. Finì male! Finirà così anche l’UE? (di Giuseppe PALMA)

 

Riporto qui di seguito il contenuto del mio articolo pubblicato oggi, 7 marzo 2017, su “Il Giornale d’Italia” (a pagina 4):

DALLA CEE ALL’UE: CELEBRAZIONI O FUNERALI?

Il 25 marzo si celebrano i sessant’anni dei Trattati di Roma. La parata si terrà a Roma e sarà certamente possente: si sprecheranno parole come “pace”, “opportunità” e “insieme”. In realtà sessant’anni fa nacque un’Europa totalmente diversa da quella che conosciamo oggi. I Trattati di Roma diedero vita alla CEE, la Comunità Economica Europea che creava una prima fase del mercato comune, senza infierire in alcun modo sulla sovranità di ciascuno Stato firmatario, che restava indipendente e sovrano sulla moneta, sulla politica, sulle leggi, sul fisco, sulle forze armate e sull’economia.

L’anno zero dell’Europa che conosciamo oggi è invece il 1989, vale a dire quando cadde il muro di Berlino, cioè quando il mondo smetteva di essere diviso in due (USA-URSS) e venivano unificate le due Germanie (Germania ovest e Germania est): lì nacque l’Unione Europea, che prese forma nel 1992 a Maastricht consolidandosi a Lisbona nel 2007.

L’Unione Europea è un qualcosa di completamente diverso dalla CEE, quindi le celebrazioni del 25 marzo prossimo a Roma saranno un qualcosa di pretestuoso e infondato.

Quella che oggi opprime popoli ed economie nazionali nasce da un’idea sbagliata di superamento degli Stati nazionali: togliere sovranità agli Stati per consegnarla nelle mani della finanza e di apparati burocratici non eletti si chiama CRIMINE!

Ma il peggio è arrivato successivamente con l’introduzione della moneta unica europea, l’euro, una moneta completamente sbagliata che rende gli Stati e la politica totalmente assoggettati all’economia e alla finanza, dove il lavoro non è più strumento di dignità umana ma grimaldello del capitale che ha il solo scopo di realizzare il massimo profitto, e ciò a scapito dei diritti fondamentali.

Chi ha creato l’Unione Europea non lo ha fatto per il benessere dei popoli, bensì per la tutela del capitale internazionale. L’UE è un recinto schiavistico e nulla ha a che fare con il concetto di Europa.

L’Europa nata a Roma sessant’anni fa non uccideva gli Stati e i loro popoli. L’UE nata a Maastricht comprime invece le Costituzioni nazionali degli Stati membri, i cui principi inderogabili sono continuamente stuprati dalla moneta unica e dai parametri capestro previsti dai Trattati.

Sono sicuro che durante le celebrazioni del 25 marzo la politica serva della sovrastruttura europea chiederà “più Europaproponendo la creazione dell’ulteriore crimine degli “Stati Uniti d’Europa, vale a dire la morte delle Costituzioni nazionali degli Stati membri e dei principi fondamentali in esse scolpiti! Occorre fermare questo scempio. Come diceva uno dei più autorevoli Padri Costituenti, Piero Calamandrei, “sulla libertà bisogna vigilare!”.

Credo che a Roma vi sarà una riedizione contemporanea della festa dell’ “Essere Supremo” del giugno 1794, quando Robespierre – presumendo l’infallibilità del Terrore – si ergeva a capo insostituibile dell’intera Francia. Finì male dopo appena un mese e mezzo. Sarà la stessa fine che attende l’UE?

Per questo ho una mia proposta: visto che il 25 marzo si celebrano i sessant’anni dell’Europa, cioè i sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma del 1957 e non l’Unione Europea di Maastricht-Lisbona, potremmo benissimo procedere allo smantellamento dell’UE e dell’euro – che massacrano democrazie, principi fondamentali e libertà – e tornare alla CEE del 1957, restituendo a ciascuno Stato la sovranità monetaria, politica, economica e legislativa.

Avv. Giuseppe PALMA

Mio articolo su “Il Giornale d’Italia” del 7 marzo 2017 (a pagina 4): http://edicoladigitale.ilgiornaleditalia.org/giornaleditalia/books/giornaleditalia/2017/20170307giornaleditalia/index.html#/5/

 

 

Arriva il DDL di revisione costituzionale che salva il Paese e lo libera dalle catene di Bruxelles e Francoforte (redatto da Giuseppe PALMA, a firma delle senatrici De Pin e Casaletto)

Arriva il DDL di revisione costituzionale che salva il Paese e lo libera dalle catene di Bruxelles e Francoforte

(redatto da Giuseppe PALMA, a firma delle senatrici De Pin e Casaletto)

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Vi presento il mio DDL di revisione costituzionale (n. 2703 comunicato alla Presidenza il 15 febbraio 2017), a firma delle senatrici Paola De Pin e Monica Casaletto (di Riscossa Italia – Gruppo Misto).

A breve terrò la conferenza-stampa in Senato per la presentazione di questo DDL da me redatto, alla quale prenderanno parte le senatrici De Pin e Casaletto (firmatarie del DDL), oltre agli avvocati Marco Mori e Luigi Pecchioli (rispettivamente segretario e presidente di “Riscossa Italia“).

I principali obiettivi di questo mio DDL di revisione costituzionale sono:

  • la costituzionalizzazione dei contro-limiti così come sanciti dalla Corte costituzionale (Sentenze numm. 284/2007 e 238/2014);
  • l’abrogazione del vincolo del pareggio di bilancio vigliaccamente introdotto in Costituzione nel 2012, oltre alla costituzionalizzazione del suo ripudio;
  • la costituzionalizzazione dell’inderogabilità della sovranità monetaria (quindi il suo ripristino per via costituzionale);
  • il ripristino della sovranità nazionale attraverso la costituzionalizzazione della preminenza della legislazione nazionale su quella europea ed internazionale;
  • la costituzionalizzazione dell’obbligo per la Repubblica di perseguire l’obiettivo della piena occupazione;
  • la costituzionalizzazione dei limiti all’imposizione fiscale;
  • il mantenimento del sistema del bicameralismo paritario ma con l’introduzione di una commissione parlamentare di conciliazione che funzioni attraverso procedure democratiche previste da legge costituzionale. L’approvazione delle leggi avverrà sempre e comunque da parte di entrambe le aule parlamentari in un sistema di bicameralismo paritario, ma con un tentativo di miglioramento del sistema stesso, pur garantendo il ruolo paritario delle due Camere.

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Per poter legge il mio DDL è possibile scaricarlo direttamente dal sito del Senato cliccando uno dei seguenti link:

Versione in PDF, stampabile (con allegata Relazione al DDL):

Versione a video:

 Versione stampabile (da video):

 

Avvocato Giuseppe PALMA

 

 

 

 

Berlusconi propone la DOPPIA MONETA: “cavallo di Troia” o progetto fallimentare? (di Giuseppe PALMA)

Che Silvio Berlusconi sia personalmente contrario all’euro non v’è dubbio. Le plurime testimonianze su quel terribile 2011 non lasciano spazio ad interpretazioni: Berlusconi e Tremonti avviarono, seppur solo informalmente e a livello confidenziale, minime indagini per imbastire un”uscita ordinata dell’Italia dall’euro. Per questo il Governo Berlusconi IV fu destituito con un autentico e moderno colpo di stato in salsa italo/europea.

L’ex Presidente del Consiglio sa perfettamente come funziona l’euro e sa anche che questo è un crimine, ma, allo stesso tempo, non può dichiarare in pubblico di sostenerne l’abbandono sia perché le sue aziende sono quotate in borsa e pertanto sarebbero oggetto di ritorsioni, sia perché alcuni falchi del suo partito – da Antonio Tajani a Lara Comi – sono euristi senza scrupoli (hanno certamente la loro convenienza personale a sostenere la moneta unica).

Ma il Cavaliere sa perfettamente che, continuando sulla strada dell’euro, il Paese è destinato a morte certa.

Per questo pochi giorni fa ha presentato una proposta di DOPPIA MONETA, vale a dire una MONETA PARALLELA all’euro. Quindi una nuova moneta nazionale (nuova lira) che funzionerebbe pressappoco come le AM-LIRE del primo dopo guerra, che Berlusconi ricorda benissimo perché mamma Rosa lo mandava a fare la spesa con quelle.

In pratica funzionerebbe così: per le transazioni con l’estero, le operazioni bancarie, i rapporti debito/credito e il debito pubblico verrebbe mantenuto l’euro, mentre per gli scambi interni verrebbero utilizzati sia l’euro che la nuova moneta nazionale, che tutti sarebbero obbligati ad accettare come mezzo di pagamento.

La nuova lira verrebbe distribuita gratuitamente a tutti i cittadini italiani in un ammontare prestabilito e, dopo due anni, potrà essere convertita in euro dal Tesoro e la si potrà utilizzare per pagare le tasse (quindi le verrebbe attribuito valore intrinseco?) o debiti verso la Pubblica Amministrazione.

A mio parere, seppur non sia da scartare a priori, la proposta della doppia moneta potrebbe NON funzionare. E ciò in ordine a diversi motivi:

1) i rapporti debito/credito continuerebbero ad essere regolati solo in euro, quindi la rata del mutuo o il canone di locazione  (che costituiscono quasi il 50% della spesa familiare) non si potrebbero pagare in nuova moneta nazionale, bensì solo in euro;

2) il debito pubblico non verrebbe convertito in nuova lira, pertanto non troverebbe applicazione il principio della lex monetae, quindi, restando in euro, non avremmo risolto alcun problema in merito alla sostenibilità del debito pubblico, anche perché privi – come adesso – di una prestatrice illimitata di ultima istanza;

3) la doppia moneta, considerata la limitatezza temporale della proposta (Berlusconi ha parlato di due anni), potrebbe essere un palliativo: trascorsi infatti i due-tre anni di esperimento, ci ritroveremo nella terribile situazione di adesso;

4) non convertendo il debito pubblico in nuova moneta nazionale, e non disponendo di una prestatrice illimitata di ultima istanza, saremmo comunque sotto perenne ricatto dei mercati, col rischio di doverci trovare nel continuare a dover rispettare i parametri forcaioli imposti dai Trattati europei, rivisti in peius dai tiranni di Bruxelles e Francoforte;

5) introdurre una moneta parallela all’euro come proposto da Berlusconi non significa riappropriarsi della sovranità monetaria. Certo, sarebbe pur sempre un ripristino minimo di sovranità sulla moneta, ma del tutto insufficiente e non risolutivo.

Tuttavia la moneta parallela potrebbe essere un “cavallo di Troia“, cioè uno strumento indiretto di distruzione dell’euro. E poi non è detto che, dopo i primi due anni di esperimento, non si pensi di utilizzarla anche come mezzo di pagamento dei rapporti debito/credito: strada facendo le si potrebbe infatti estendere il campo di applicazione, pur sempre nell’interesse nazionale. Del resto, la Rivoluzione francese non iniziò con la ghigliottina ma con la monarchia costituzionale di Mirabeau e Seyès, monarchici convinti. La Rivoluzione entrò mantenendo la Corona sulla testa del re e si sviluppò tagliando testa e Corona.

Io, tuttavia, resto dell’idea che l’unica soluzione possibile sia l’uscita dall’euro. La libertà e la sovranità sono cose serie. Per questo ripropongo il mio PIANO GIURIDICO PER USCIRE DALL’EURO:

Avv. Giuseppe PALMA

 

PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE: CHIAMATELO PURE CRIMINE. LA CORTE COSTITUZIONALE LO TOLGA DI MEZZO (di Giuseppe PALMA e Luca TIBALDI)

 

PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE: CHIAMATELO PURE CRIMINE. LA CORTE COSTITUZIONALE LO TOLGA DI MEZZO

(di Giuseppe PALMA e Luca TIBALDI)

Pochi mesi fa, ed esattamente a settembre 2016, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, del Partito democratico, ha ammesso spudoratamente di provare vergogna per il fatto che il Parlamento, nel 2012, avesse provveduto ad inserire in Costituzione, senza neppure un minimo di discussione nel Paese, il vincolo del pareggio di bilancio, circostanza discutibile anche nel merito (così disse il ministro!).

Ma il forte clamore per l’ammissione del ministro non è scaturito tanto per questo, quanto per il fatto che lo stesso abbia addirittura ammesso che, se non l’avessero fatto, la Banca centrale europea avrebbe chiuso i rubinetti. 

Questa ammissione si aggiunge alle dichiarazioni, tra gli altri, di Massimo Garavaglia, senatore della Lega Nord, che qualche anno fa descrisse una situazione similare: a seguito di una visita dei commissari della Bce nel 2011 fu chiesto ai senatori della commissione bilancio del Senato se avrebbero sostenuto un allora ipotetico governo Monti. Dopo che i senatori evidenziarono che un governo in quel momento esisteva ancora e che godeva della fiducia del Parlamento, gli inviati della Bce risposero: “Se voi non sostenete il governo di Mario Monti, noi non compriamo i vostri Titoli di Stato per due mesi e andate in fallimento“.

Da tali dichiarazioni emergono principalmente tre gravissimi aspetti criminali: 1) che l’Italia è un Paese ormai schiavo e totalmente sottomesso ai criminali di Bruxelles e Francoforte; 2) che nel 2012 il Parlamento fu addirittura “costretto” a costituzionalizzare il vincolo esterno del pareggio di bilancio capace di uccidere i principi inderogabili della Costituzione primigenia, uno su tutti il diritto al lavoro e il suo significato costituzionale; 3) che se il Parlamento non l’avesse fatto, la Bce avrebbe chiuso i rubinetti, dichiarazione che ammette esplicitamente le terribili conseguenze connesse alla perdita di sovranità monetaria, circostanza che pone lo Stato in una situazione di pericolosa sudditanza nei confronti della Bce stessa, quindi di perenne ricatto da parte dei mercati finanziari e della stessa banca centrale europea, che è indipendente dalla politica e non funge neppure da prestatrice di ultima istanza.

Ciò detto, è evidente che la perdita di sovranità monetaria altro non ha prodotto che aver posto il nostro Paese in una pesante ed insopportabile posizione di schiavitù.

La costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio blinda invece la “naturale” prosecuzione del crimine! 

Se lo Stato italiano non può scegliere in autonomia le politiche monetarie e fiscali, ma al contrario è costretto ad ottenere la liquidità di cui necessita dai grandi mercati dei capitali privati, automaticamente si lega mani e piedi, incapace non solo di agire, ma addirittura di affrontare una qualsiasi emergenza, senza poter neppure garantire e incoraggiare il risparmio dei cittadini (come dovrebbe fare ai sensi dell’articolo 47 della Costituzione).

Lo Stato, a seguito dell’introduzione della moneta Euro e della costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio, è del tutto impotente.

Per fortuna, pochi mesi fa, la Corte costituzionale – con l’importante sentenza n. 275/2016 – ha sancito il principio che l’equilibrio di bilancio di cui all’art. 81 della Costituzione (quel vincolo del pareggio di bilancio inserito nel 2012) non può costituire un limite quando lo Stato è chiamato a garantire i “diritti incomprimibili“. È l’equilibrio di bilancio che deve conformarsi ai “diritti incomprimibili” e non il contrario! 

Ora la Corte costituzionale deve però mostrare più coraggio e spingersi a dichiarare l’incostituzionalità del vincolo costituzionale del pareggio di bilancio – introdotto con legge costituzionale n. 1/2012 – per palese violazione dei principali inderogabili della Costituzione primigenia.

Occorre al più presto liberare la Costituzione dalle catene della schiavitù imposte dalla criminale sovrastruttura EUropea!

 Giuseppe PALMA e Luca TIBALDI

Articolo pubblicato su AbruzzoWeb il 6 gennaio 2017: http://www.abruzzoweb.it/contenuti/pareggio-di-bilancio-chiamatelo-crimine-corte-costituzionale-lo-tolga-di-mezzo-/617085-2/