Elezioni amministrative 2017: Giuseppe PALMA si candida al Consiglio comunale di Genova per RISCOSSA ITALIA, con Marco MORI sindaco

Alle elezioni amministrative per il Comune di GENOVA, che si terranno domenica 11 giugno 2017, votatemi al Consiglio comunale!

lista RISCOSSA ITALIA, con Marco MORI sindaco!

Giuseppe PALMA

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Mi candido in qualità di consigliere comunale (capolista) con RISCOSSA ITALIA per le elezioni amministrative a GENOVA – con Marco MORI sindaco!

Coloro che intendessero votarmi, dovranno barrare con una croce sia il simbolo di Riscossa Italia che il nome di Marco MORI in qualità di candidato sindaco (che è già scritto sulla schede elettorale), quindi scrivere a matita il mio nome a fianco del simbolo Riscossa Italia nell’apposito spazio dedicato alle preferenze per il Consiglio comunale: dovrete quindi scrivere Giuseppe Palma oppure Palma Giuseppe o semplicemente solo Palma.

Nel caso in cui si esprimessero due preferenze per il Consiglio comunale, le preferenze espresse debbono essere per candidati di sesso diverso (esempio un uomo e una donna). Nel caso invece si esprimesse – sempre per il Consiglio comunale – una sola preferenza, essa può essere espressa indifferentemente dal sesso!

Tre le mie priorità:

  • NON rispettare il PATTO DI STABILITA’ INTERNO al fine di garantire i DIRITTI INCOMPRIMIBILI (così come sancito dalla Corte costituzionale con Sentenza n. 275/2016), vale a dire – a livello comunale – il diritto all’abitazione, alla salute e ad una vita dignitosa;
  • creare una MONETA COMPLEMENTARE locale allo scopo di ripristinare la DIGNITA’ UMANA soprattutto per le classi meno abbienti;
  • ripristinare, seppur a livello comunale trattandosi di elezioni amministrative, i PRINCIPI INDEROGABILI della Costituzione del 1948!

Ci accusano di essere rivoluzionari, e in parte è vero! Ma in realtà siamo i più restauratori di tutti: vogliamo solo ripristinare la COSTITUZIONE e i DIRITTI FONDAMENTALI in essa sanciti! 

N.B. Qui di seguito (in PDF) il nostro PROGRAMMA ELETTORALE per Genova, oltre che (in via sintetica), il nostro progetto di moneta complementare locale:

P.S. Non sono residente a Genova (vivo e lavoro a Milano), ma, qualora fossi eletto consigliere comunale, NON FARO’ MAI MANCARE LA MIA PRESENZA sia in Consiglio comunale che nell’attività politica a difesa della Città e dei diritti incomprimibili della cittadinanza genovese!

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Per dare a tutti la possibilità di conoscermi, specifico qui di seguito la mia biografia e le mie pubblicazioni:

La mia BIOGRAFIA:

Biografia di Giuseppe Palma

Le mie PUBBLICAZIONI:

Libri di Giuseppe Palma

 

Avv. Giuseppe PALMA (vicesegretario di Riscossa Italia)

 

Un progetto di MONETA COMPLEMENTARE per Marco MORI sindaco di Genova (di Luigi PECCHIOLI e Giuseppe PALMA)

Propongo qui di seguito il file (in PDF) del progetto redatto in forma sintetica di un’ipotesi di MONETA COMPLEMENTARE per Marco MORI sindaco di Genova, elaborato e scritto a quattro mani da me e dal collega Luigi Pecchioli.

Il presente progetto fa parte del programma elettorale dell’avvocato Marco MORI, candidato sindaco per Riscossa Italia alle elezioni amministrative 2017 per il Comune Genova.

Qualora Marco risultasse eletto sindaco, nominerà un’apposita commissione di economisti – tra i maggiori esperti nel settore – che provvederà a redigere un piano tecnico dettagliato per la concreta attuazione del presente progetto di MONETA COMPLEMENTARE:

 

Avv. Giuseppe PALMA

 

 

Berlusconi propone la DOPPIA MONETA: “cavallo di Troia” o progetto fallimentare? (di Giuseppe PALMA)

Che Silvio Berlusconi sia personalmente contrario all’euro non v’è dubbio. Le plurime testimonianze su quel terribile 2011 non lasciano spazio ad interpretazioni: Berlusconi e Tremonti avviarono, seppur solo informalmente e a livello confidenziale, minime indagini per imbastire un”uscita ordinata dell’Italia dall’euro. Per questo il Governo Berlusconi IV fu destituito con un autentico e moderno colpo di stato in salsa italo/europea.

L’ex Presidente del Consiglio sa perfettamente come funziona l’euro e sa anche che questo è un crimine, ma, allo stesso tempo, non può dichiarare in pubblico di sostenerne l’abbandono sia perché le sue aziende sono quotate in borsa e pertanto sarebbero oggetto di ritorsioni, sia perché alcuni falchi del suo partito – da Antonio Tajani a Lara Comi – sono euristi senza scrupoli (hanno certamente la loro convenienza personale a sostenere la moneta unica).

Ma il Cavaliere sa perfettamente che, continuando sulla strada dell’euro, il Paese è destinato a morte certa.

Per questo pochi giorni fa ha presentato una proposta di DOPPIA MONETA, vale a dire una MONETA PARALLELA all’euro. Quindi una nuova moneta nazionale (nuova lira) che funzionerebbe pressappoco come le AM-LIRE del primo dopo guerra, che Berlusconi ricorda benissimo perché mamma Rosa lo mandava a fare la spesa con quelle.

In pratica funzionerebbe così: per le transazioni con l’estero, le operazioni bancarie, i rapporti debito/credito e il debito pubblico verrebbe mantenuto l’euro, mentre per gli scambi interni verrebbero utilizzati sia l’euro che la nuova moneta nazionale, che tutti sarebbero obbligati ad accettare come mezzo di pagamento.

La nuova lira verrebbe distribuita gratuitamente a tutti i cittadini italiani in un ammontare prestabilito e, dopo due anni, potrà essere convertita in euro dal Tesoro e la si potrà utilizzare per pagare le tasse (quindi le verrebbe attribuito valore intrinseco?) o debiti verso la Pubblica Amministrazione.

A mio parere, seppur non sia da scartare a priori, la proposta della doppia moneta potrebbe NON funzionare. E ciò in ordine a diversi motivi:

1) i rapporti debito/credito continuerebbero ad essere regolati solo in euro, quindi la rata del mutuo o il canone di locazione  (che costituiscono quasi il 50% della spesa familiare) non si potrebbero pagare in nuova moneta nazionale, bensì solo in euro;

2) il debito pubblico non verrebbe convertito in nuova lira, pertanto non troverebbe applicazione il principio della lex monetae, quindi, restando in euro, non avremmo risolto alcun problema in merito alla sostenibilità del debito pubblico, anche perché privi – come adesso – di una prestatrice illimitata di ultima istanza;

3) la doppia moneta, considerata la limitatezza temporale della proposta (Berlusconi ha parlato di due anni), potrebbe essere un palliativo: trascorsi infatti i due-tre anni di esperimento, ci ritroveremo nella terribile situazione di adesso;

4) non convertendo il debito pubblico in nuova moneta nazionale, e non disponendo di una prestatrice illimitata di ultima istanza, saremmo comunque sotto perenne ricatto dei mercati, col rischio di doverci trovare nel continuare a dover rispettare i parametri forcaioli imposti dai Trattati europei, rivisti in peius dai tiranni di Bruxelles e Francoforte;

5) introdurre una moneta parallela all’euro come proposto da Berlusconi non significa riappropriarsi della sovranità monetaria. Certo, sarebbe pur sempre un ripristino minimo di sovranità sulla moneta, ma del tutto insufficiente e non risolutivo.

Tuttavia la moneta parallela potrebbe essere un “cavallo di Troia“, cioè uno strumento indiretto di distruzione dell’euro. E poi non è detto che, dopo i primi due anni di esperimento, non si pensi di utilizzarla anche come mezzo di pagamento dei rapporti debito/credito: strada facendo le si potrebbe infatti estendere il campo di applicazione, pur sempre nell’interesse nazionale. Del resto, la Rivoluzione francese non iniziò con la ghigliottina ma con la monarchia costituzionale di Mirabeau e Seyès, monarchici convinti. La Rivoluzione entrò mantenendo la Corona sulla testa del re e si sviluppò tagliando testa e Corona.

Io, tuttavia, resto dell’idea che l’unica soluzione possibile sia l’uscita dall’euro. La libertà e la sovranità sono cose serie. Per questo ripropongo il mio PIANO GIURIDICO PER USCIRE DALL’EURO:

Avv. Giuseppe PALMA