Ballottaggi: débacle epocale del PD! Ora elezioni anticipate, non più tardi di novembre! (di Giuseppe PALMA)

Oltre 4 milioni i cittadini chiamati alle urne nei 111 Comuni nei quali si è tenuto il secondo turno di ballottaggio alle elezioni amministrative 2017.

Il Partito Democratico, che aveva sostanzialmente tenuto al primo turno, al secondo turno ne è uscito letteralmente con le ossa rotte! E a vincere è stata la coalizione di centro-destra formata da Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Il dato elettorale, seppur limitato ad elezioni locali, contiene tuttavia un dato politico molto importante: la bocciatura del Partito Democratico sia nelle grandi città che nelle sue principali roccaforti storiche! Da Sesto San Giovanni a Pistoia, da L’Aquila a La Spezia!

Ma il PD ha perso anche a Monza, Piacenza, Verona, Lodi, Catanzaro, Alessandria, Rieti e soprattutto a Genova! La sconfitta di Genova è comunque quella più significativa perché mai, dal dopoguerra, era stata amministrata dalla destra.

Tuttavia, almeno simbolicamente, la Waterloo per il centro-sinistra è la sonora sconfitta di Sesto San Giovanni, la “Stalingradod’Italia”, che per oltre settant’anni è sempre stata amministrata dalla sinistra! 

A questo punto, di fronte alla netta sconfitta elettorale, l’unico modo che il PD ha di dimostrare rispetto nei confronti del popolo italiano è quello che il Presidente del Consiglio Gentiloni rassegni immediatamente le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, che dovrebbe mandare il Paese ad elezioni anticipate non più tardi di novembre. Se questa fosse la strada – e sinceramente non ne vedo altre percorribili se si ha un minimo di rispetto nei confronti della sovranità popolare – Gentiloni potrebbe restare in carica per gli affari correnti.

Resta però il nodo della legge elettorale, ma se PD e centro-destra vogliono, entro fine luglio possono approvare una nuova legge oppure omogenizzare i due sistemi usciti dalle sentenze della Corte costituzionale (n. 1/2014 e n. 35/2017). Serve solo la volontà politica. In un mese, massimo due, si può fare!

Ma v’è di più. Il risultato dei ballottaggi dovrebbe impedire a questo Parlamento (a maggioranza piddina), eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali, sia di approvare la legge sullo Ius Soli che ratificare il CETA, due provvedimenti assurdi e molto pericolosi per il nostro Paese! In queste condizioni, sarebbe davvero un vile tradimento nei confronti del popolo italiano ratificare un Trattato come il CETA o approvare una legge molto controversa come quella sullo Ius Soli, soprattutto alla luce del fatto che manca del tutto una corrispondenza democratica tra volontà popolare e composizione parlamentare…

Oltre alla doppia sconfitta elettorale subita da PD e suoi alleati (referendum dello scorso dicembre e ballottaggi di ieri), sarebbe a dir poco inaccettabile che una maggioranza parlamentare costituitasi in frode alla Costituzione possa permettersi di approvare lo Ius Soli o ratificare il CETA! In nome di chi, poi? Non di certo del popolo italiano, la cui volontà è stata sin da subito totalmente tradita, manipolata e ribaltata! 

Non c’è più tempo. Non possiamo consentire, dopo i risultati elettorali del referendum costituzionale e delle amministrative, che un Parlamento costituitosi in grave alterazione del principio di rappresentatività democratica (Corte di Cassazione, sent. n. 8878/2014) continui a legiferare in modo pericoloso e dannoso per l’intero Paese!

Dal gennaio 2014 (ma a dire il vero già dal novembre 2011) l’Italia è un Paese a democrazia limitata, dove le Istituzioni sono state occupate illegittimamente dal PD e suoi cespugli, con il benestare della sovrastruttura europea che ha proprio nel PD il vassallo più feroce e più fedele! Questa drammatica situazione deve trovare fine. Adesso!

Ciò premesso, questo blog – nato proprio a difesa della Costituzione – chiede immediate dimissioni del Governo Gentiloni e conseguenti elezioni anticipate da tenersi non più tardi di novembre! 

Si dia finalmente voce sovrana al popolo italiano!

Giuseppe PALMA

 

 

Tedeschellum (o Tedescum): a breve uscirà un libro di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA sui sistemi elettorali! Un utile vademecum sulla nuova legge elettorale

Potrebbe uscire già a giugno, comunque non più tardi di luglio.

Si tratta di un nuovo libro, scritto a quattro mani dal prof. Paolo BECCHI e dall’avv. Giuseppe PALMA, con il quale gli autori – oltre a spiegare i meccanismi di quella che sarà la nuova legge elettorale italiana – svolgeranno ampie analisi anche sui sistemi elettorali vigenti in Italia dal 1946 ai giorni nostri, presentandone criticità e aspetti poco conosciuti.

Becchi e Palma ci spiegheranno dunque come i sistemi elettorali siano capaci di incidere – soprattutto in chiave negativa – sulla democrazia e sugli equilibri istituzionali: compresi gli ampi aspetti critici di quello che sarà il cosiddetto Tedeschellum o Tedescum

E’ bene che gli italiani, prima di recarsi a votare, conoscano sufficientemente la nuova legge elettorale. Il professore e l’avvocato si assumono pertanto questo onore ed onere: l’assoluta mancanza di una corretta informazione sul porcellum determinò i disastri che tutti ben conosciamo. E ciò non deve più accadere…

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