LEGGE FIANO: il regime totalitario è alle porte (di Giuseppe PALMA)

Quando un regime intende sentirsi vivo, non potendo più sentirsi tale coi contenuti in quanto esautoratosi da solo, cerca di combattere i fantasmi. Quelli del passato.

E’ il caso della proposta di “legge Fiano”, la quale – approvata ieri alla Camera dei deputati – mira a perseguire penalmente l’ideologia fascista e del partito nazionalsocialista tedesco, punendo con il carcere addirittura anche coloro che producono, distribuiscono, diffondono o vendono beni che raffigurano persone, immagini o simboli riferiti al fascismo o al nazionalsocialismo tedesco.

Ecco il testo dell’art. 293 bis del codice penale approvato ieri a Montecitorio:

Art. 293 bis c.p. «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

In pratica vuol dire che chi produce o vende bottiglie di vino o accendini con la faccia di Mussolini rischia di essere punito con la reclusione da sei mesi a due anni. Pena che sarà aumentata di un terzo se un ragazzo posterà su twitter o facebook il capoccione del Duce con sotto scritto “ci manchi”! Siamo giunti ormai a questi livelli di censura autoritaria.

Ma l’idiozia arriva con la gestualità. Faccio un esempio: se sto parlando in piazza della Costituzione e dei suoi principi fondamentali, e mi metto con busto dritto e le mani sui fianchi, alzando magari leggermente il mento, commetto reato e rischio fino a due anni di carcere. Roba da matti, ma è così. E se lo faccio postando un video su facebook, la pena è aumentata di un terzo.

E poi, perché punire solo fascismo e nazionalsocialismo tedesco? E il comunismo allora? Conti alla mano, i morti e le atrocità di fascismo e nazismo sono ben poca cosa rispetto ai crimini efferati del comunismo!

Tuttavia, perseguire penalmente un’ideologia – sia pur essa la più sbagliata – è degno dei peggiori tiranni! Chi ha votato questa legge ha dei nomi: Partito Democratico (Renzi), Alternativa Popolare (Alfano), Articolo Uno (Bersani e Speranza) e cespuglietti affini.

Contrari: Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Emanuele Fiano – non so se consapevolmente o meno – ha dato avvio all’instaurazione conclamata del nuovo regime fascista. Non quello di Mussolini. Ma quello del Partito Democratico e della sua idiozia. Ricordate George Orwell in 1984? «Il partito è democratico»!

Renzi, Bersani, Fiano, Speranza e compagnia bella, essendosi legati mani e piedi all’euro e ai vincoli capestro di Bruxelles, non possono più attuare i diritti fondamentali costituzionalmente garantiti. Per questo, allo scopo di sentirsi vivi, tentano di emergere e sopravvivere in due modi: regalando diritti cosmetici e perseguendo i fantasmi. In questo caso addirittura l’ideologia di un partito che non esiste più, fondato da un uomo morto ben 72 anni fa.

Del resto, dal punto di vista giuridico, l’art. 293 bis del codice penale sarebbe in palese contrasto con il primo comma dell’art. 21 della Costituzione, oltre che con la XIIa disposizione transitoria e finale della Carta, la quale vieta espressamente solo la ricostituzione del disciolto partito fascista e non anche l’ideologia. Ma chi scrisse la Costituzione si chiamava Benedetto Croce, Meuccio Ruini, Piero Calamandrei. Mica Emanuele Fiano, Roberto Speranza o Valeria Fedeli.

Altri tempi. Altro livello culturale. Altri uomini.

Ora il provvedimento, per diventare legge, dovrà essere approvato nel medesimo testo anche al Senato. Preparatevi: la dittatura è alle porte.

Avv. Giuseppe PALMA

P.S. Per approfondire l’argomento, è possibile leggere questo mio articolo pubblicato a luglio sempre su questo blog: http://lacostituzioneblog.com/2017/07/11/lantifascismo-dei-neo-fascisti-di-giuseppe-palma/

 

 

 

L’antifascismo dei neo-fascisti (di Giuseppe PALMA)

E’ in discussione in questi giorni alla Camera dei deputati l’introduzione dell’art. 293 bis del codice penale, che – come proposto dal relatore Emanuele Fiano del Partito Democratico – così reciterebbe:  (Propaganda del regime fascista e nazifascista) “Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici
”.

Il tenore della norma è aberrante, oltre che palesemente incostituzionale. Il primo comma dell’art. 21 della Costituzione, infatti, garantisce e tutela la libertà del pensiero, qualunque sia il mezzo di diffusione dello stesso: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Ma non è solo questo il punto.

Trattasi di reato d’opinione, del tutto in contrasto con lo spirito ed il dettato costituzionale. Chi può assumersi la responsabilità di affermare che un’idea, qualunque essa sia, anche la più sbagliata, sia penalmente perseguibile? E poi perché solo il partito fascista e il partito nazionalsocialista tedesco? E il comunismo allora, con i suoi centocinquanta milioni di morti? E il neo-liberismo, che sta uccidendo migliaia di persone da un decennio a questa parte? Sono più pericolosi i saluti romani e le bottoglie di vino con su scritto Dux o il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio in Costituzione? E’ più pericolosa la memoria di un uomo morto settantadue anni fa o l’euro, che smantella salari e diritti costituzionalmente garantiti? Fa più paura la Germania nazista o il lager neo-nazista UE-euro?

E fin qui, credo che né Fiano né Renzi mi risponderanno.

Ma il problema è addirittura culturale. Ora, parlare di cultura citando il Partito Democratico è un’offesa per la cultura stessa, ma la storia – qualunque essa sia – non può e non deve essere cancellata o – peggio – perseguita penalmente!

Durante il fascismo, per esempio, il Ministro della Pubblica Istruzione del primo Governo Mussolini, Giovanni Gentile (e non Valeria Fedeli), diede avvio alla grande opera dell’Enciclopedia italiana di scienze, lettere e arti (oggi Enciclopedia Treccani), un vero e proprio capolavoro che metteva insieme dalla letteratura all’economia, dalla scienza al diritto. Vogliamo dunque bruciare in piazza l’Enciclopedia di Gentile perché fascista?

E che dire dei quattro codici? Durante il regime fascista furono infatti approvati il codice civile, il codice di procedura civile, il codice penale e quello di procedura penale. Fatta eccezione per quest’ultimo, rimasto in vigore fino al 1989, gli altri tre sono tutt’ora vigenti nella loro interezza, salvo le molteplici modifiche intervenute nei decenni. Bruciamo anche i codici perché fascisti? E cosa ce ne facciamo dell’enciclopedia dei poeti italiani fascisti all’interno della quale vi sono le composizioni di Pietro Ingrao? Bruciamo anche quella? E dell’obelisco all’Eur con la scritta Mussolini che facciamo? Lo buttiamo giù? E dei tombini fognari in ghisa con l’immagine della verga fascista? Li togliamo e li sostituiamo con quelli in plastica? E le opere di Gabriele D’Annunzio? Le vietiamo? Mutiamo il nome dell’Università di Pescara?

Rivolgiamo istanza all’Accademia di Svezia per togliere il Nobel per la Letteratura a Pirandello? Vietiamo che nelle scuole si legga Il fu Mattia Pascal o Uno, nessuno, centomila? Così scriveva Pirandello a Benito Mussolini nel 1924: «Eccellenza, sento che questo è per me il momento più proprio di dichiarare una fede nutrita e servita sempre in silenzio. Se l’E.V. mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregerò come massimo onore tenermi il posto del più umile e obbediente gregario. Con devozione intera». Dichiariamo fuori legge Pirandello? Puniamo chi legge le sue novelle?

E che faranno tutti quegli italiani che in casa hanno immagini, statuette e quadri raffiguranti Benito Mussolini? Li processiamo tutti?

Cosa ancor più terribile è il vile e falso accostamento fatto dal Partito Democratico tra l’introduzione della norma penale con i movimenti sovranisti che criticano UE ed euro! Un vero e proprio colpo basso degno di neo-fascisti! Vigliacchi!

Come scrisse Pasolini su Il Corriere della Sera del 16 maggio 1974: “Attenti al fascismo degli antifascisti!”.

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La sinistra €urista, legatasi mani e piedi al capitale internazionale, visto che non è più in grado di garantire né il lavoro né nessuno dei diritti costituzionalmente tutelati, dimostra a se stessa di essere ancora viva attraverso il nulla. Perché del nulla si tratta!

Ciò premesso, l’art. 293 bis del codice penale, così come proposto dal relatore Fiano, corrisponde quindi al nulla in senso assoluto. Ma, qualora fosse approvato, instaurerebbe in Italia una vera e propria dittatura del pensiero unico dominante!

Avv. Giuseppe PALMA