Cari euroinomani, state “tranquilli”! Sarà ugualmente “HARD BREXIT”! Theresa May ha vinto le elezioni e formerà il Governo con gli unionisti irlandesi del Dup (di Giuseppe PALMA)

I giornalai di regime firmano editoriali farlocchi scrivendo che Theresa May ha perso le elezioni! Nei talk-show stessa musica: commentatori idioti, e a libro paga del capitale internazionale, fanno analisi pietose e in mala fede!

Sappiate che ciò che vi dicono è falso! Totalmente falso!

Certamente è svanito l’obiettivo del primo ministro britannico di ottenere quella solida maggioranza parlamentare che le avrebbe consentito un percorso più agevole nelle trattative con Bruxelles, ma da qui a dire che ha perso le elezioni ce ne vuole… bisogna proprio essere scribacchini al servizio della finanza internazionale per scrivere che Theresa May ha perso le elezioni!

I conservatori hanno ottenuto 318 seggi, mentre i laburisti 261, quindi lo scarto tra i due principali partiti britannici è di ben 57 seggi. Il vero sconfitto è invece il partito nazionale scozzese che ha ottenuto appena 35 seggi (21 in meno di quelli conquistati due anni fa), cioè quello che – tanto per intenderci – è sempre stato fortemente contrario alla Brexit, arrivando a minacciare la secessione qualora il Governo britannico avesse avviato le trattative di uscita dall’UE. Partito punito! Seggi quasi dimezzati!

Inoltre, nella sommatoria totale dei voti a livello nazionale (che per il sistema elettorale del Regno Unito non conta nulla perché vige un sistema maggioritario secco a turno unico), i Conservatori guidati da Theresa May hanno ottenuto addirittura il 42,4% dei voti (cioè il 5,5% in più rispetto al 2015 quando ottennero invece la maggioranza assoluta dei seggi), mentre i Laburisti di Jeremy Corbyn hanno ottenuto il 40%, in forte crescita di quasi dieci punti percentuali rispetto a due anni fa.

I Conservatori non ottengono quindi la maggioranza assoluta dei seggi, come nelle intenzioni della signora May, tuttavia vincono le elezioni sia in termini di attribuzione dei seggi, sia in termini di sommatoria dei voti popolari sull’intero territorio nazionale.

Ma i giornalai di regime scrivono che Theresa May ha perso. Sapete perché lo fanno? Per creare confusione sulla Brexit millantando all’opinione pubblica che il popolo si sarebbe pentito degli esiti referendari dello scorso 23 giugno. Nulla di più falso! A parte il fatto che Theresa May (che è quella della “hard Brexit“) non ha perso le elezioni ma le ha vinte (semmai non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi ma solo quella relativa, cioè otto seggi in meno di quella assoluta), si sappia che anche i laburisti sono – in parte – per la Brexit! Inoltre, il leader laburista Jeremy Corbyn, pur avendo lo scorso anno sostenuto il remain (come anche Theresa May, del resto), in campagna elettorale ha annunciato che – in caso di una vittoria dei laburisti – lui avrebbe avviato un ampio piano di nazionalizzazioni, quindi un progetto totalmente incompatibile con l’eventuale permanenza del Regno unito nell’Unione Europea. Sulla Brexit, infatti, Corbyn ha più volte espresso la sua intenzione di rispettare la decisione del popolo dello scorso 23 giugno, ma che avrebbe avviato le trattative di recesso in modo più morbido rispetto a quanto invece annunciato da Theresa May. Tutto qui! Ma i giornalai di regime ci raccontano ugualmente una “verità” che non esiste!

Tanto per “tranquillizzare” gli euroinomani tifosi circa la loro speranza di fermare la Brexit, si sappia che la signora May ha da poche ore ricevuto l’incarico dalla Regina di formare il nuovo Governo (e non poteva essere altrimenti, vista la vittoria elettorale), e lo farà con gli unionisti nord-irlandesi del Dup, una formazione politica fortemente euroscettica che ha ottenuto 10 seggi (due in più rispetto al 2015). La Camera dei Comuni è composta da 650 membri, quindi la maggioranza assoluta dei seggi è di 326. Se ai 318 scranni dei Conservatori si aggiungono i 10 seggi degli alleati del Dup, ecco che il primo ministro della hard brexit ha la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni!

Sarà dunque Brexit, miei cari euroinomani! Hard Brexit! Fatevene una ragione!

Giuseppe PALMA

 

Attentato terroristico a Manchester: i soliti vigliacchi chiedono “più Europa”! (di Giuseppe PALMA)

Concerto di Ariana Grande a Manchester, ieri 22 maggio 2017.

Alle 22;35 un criminale si è fatto esplodere nei pressi della biglietteria dell’Arena causando 22 morti ed oltre 60 feriti (dati non definitivi), tra i quali parecchi minorenni.

L’attentato, di stampo terroristico, dalle prime indiscrezioni potrebbe essere di matrice islamica.

Come avvenuto subito dopo gli attentati a Charlie Hebdo e al Bataclan del 2015, e come accaduto poco dopo gli attentati del 2016 a Bruxelles e a Nizza, i soliti vigliacchi chiedono “più Europa“!

Sull’onda emotiva e sfruttando lo sgomento generale, c’è dunque chi cerca di speculare sui morti e sul terrore propinandoci ulteriori ed illegittime cessioni di sovranità addirittura in campo militare e di intelligence, svuotando definitivamente gli Stati di quelle residue porzioni di sovranità che ancora detengono!

L’intero apparato €urocratico fa dunque leva sul sangue di inermi cittadini (in questo caso anche minorenni) al fine di spingere e giustificare quel progetto criminale degli “Stati Uniti d’Europa”!

C’è addirittura chi, in queste ore, sta vigliaccamente attribuendo le cause dell’attentato alla Brexit! I vigliacchi euroinomani non hanno né dignità né decoro intellettuale, tanto più che la Brexit – al momento – non ha neppure avuto inizio se non da un mero aspetto prettamente formale! E, in ogni caso, è ovvio che la decisione dell’UK di uscire dall’UE non ha alcuna attinenza – né diretta né indiretta – con l’attentato di ieri! Ma i soliti vigliacchi sfruttano ogni situazione – anche le più delicate – pur di giustificare il loro sporco progetto €urocratico! Non è un caso, infatti, che un evento così sconvolgente entri a gamba tesa in piena campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni politiche dell’8 giugno.

Teniamo alta la guardia! TV e media di regime sono totalmente asserviti al crimine!

Al momento non posso far altro che esprimere un sentito cordoglio alle vittime innocenti di Manchester e alle loro famiglie.

Giuseppe PALMA

 

Mentre Theresa May loda (per diplomazia) i valori europei, il Parlamento di Westminster scoppia a ridere (di Giuseppe PALMA)

I britannici abbandonano felicemente il recinto schiavistico dell’UE!

Mentre il primo ministro Theresa May leggeva a Westminster la lettera con la quale il governo dava avvio il 29 marzo scorso alla procedura con la quale la Gran Bretagna recede dai Trattati dell’UE (art. 50 TUE), lodando i valori europei di democrazia, i deputati scoppiavano a ridere!

La frase della May è certamente un’affermazione diplomatica e di circostanza, infatti anch’ella non nasconde un simpatico ghigno, tipico di chi sa che non è così.

Tuttavia, ascoltando le parole di Theresa May, questa sottolinea che l’UK non abbandona l’Europa, bensì l’Unione Europea, che è cosa ben diversa.

Video:

§§§

Beati loro, che se ne vanno!

Giuseppe PALMA

 

 

Brexit: l’ambasciatore britannico consegnerà oggi ai vertici di Bruxelles la lettera di recesso dall’Unione Europea (di Giuseppe PALMA)

Ieri sera il primo ministro britannico Theresa May ha firmato la lettera con cui la Gran Bretagna attiva l’art. 50 del TUE, vale a dire il recesso dell’UK dai Trattati europei e quindi dall’appartenenza all’Unione Europea.

La lettera, in originale, è stata portata questa notte a Tim Barrow, ambasciatore britannico presso l’Unione Europea, che alle ore 13;30 (le 12;30 a Londra) provvederà a consegnarla a Donald Tusk, presidente pro-tempore del Consiglio europeo.

Le trattative dureranno due anni, come previsto dai Trattati (fino al 28 marzo 2019), salvo eventuali proroghe concordate tra le parti. Tuttavia, fino al maggio 2019 i parlamentari europei espressione del Regno Unito conserveranno il seggio all’Europarlamento, ma, a partire dalla prossima legislatura, la GB non avrà più rappresentanti nell’assemblea sovranazionale.

La volontà popolare espressa lo scorso 23 giugno è stata rispettata. La Gran Bretagna esce dall’Unione Europea!

God Save the Queen!

Giuseppe PALMA

 

Il 29 marzo la Gran Bretagna avvierà ufficialmente la BREXIT (di Giuseppe PALMA)

23 giugno 2016 – 29 marzo 2017. Ci sono voluti ben nove mesi per avviare ufficialmente la procedura di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Il percorso è stato insidioso in quanto, per effetto di una decisione giudiziale (a seguito di due gradi di giudizio), il Governo ha dovuto ottenere prima un voto favorevole da parte del Parlamento di Westminster, essendo il referendum popolare dello scorso 23 giugno un voto di tipo consultivo!

Il popolo ha scelto di abbandonare l’UE. Il Parlamento ha confermato la volontà del popolo. La regina vi ha apposto il Royal Assent! Il Governo avvierà le trattative! 

Oggi, 20 marzo, il primo ministro britannico Theresa May ha annunciato che mercoledì 29 marzo il Governo d’oltre manica invocherà ufficialmente l’art. 50 del Trattato sull’Unione Europea (TUE) che prevede il recesso dall’Unione!

E’ davvero Brexit! Gli inglesi se ne vanno! E i politici inglesi sanno rispettare la volontà popolare.

Le trattative dureranno fino al 29 marzo 2019 (due anni), salvo eventuali proroghe concordate tra le parti.

Questi i risultati ufficiali del referendum popolare dello scorso 23 giugno:

Remain (restare nell’UE): 16.141.241 voti (48,1%)

Leave (uscire dall’UE): 17.410.742 voti (51,9%)

W la democrazia!

Giuseppe PALMA

 

 

La regina Elisabetta II ha apposto il Royal Assent: è BREXIT (di Giuseppe PALMA)

La novantunenne regina d’Inghilterra, Elisabetta II, ha apposto il Royal Assent sulla legge che dà il via libera alla Brexit. In pratica, Sua Maestà ha promulgato la legge con la quale il governo britannico presieduto da Theresa May è autorizzato ad avviare la procedura formale di divorzio dall’Unione Europea.

Il percorso, dal 23 giugno dello scorso anno (quando il popolo della Gran Bretagna votò democraticamente per l’uscita dall’UE), è stato tutt’altro che facile.

Inizialmente l’establishment tentò – goffamente a dire la verità – di far ripetere il referendum attraverso una campagna di sensibilizzazione che sin da subito si rivelò totalmente manovrata, per poi arrivare alle carte bollate vere e proprie. Un gruppo di uomini e donne d’affari chiesero infatti all’autorità giudiziaria di inibire il governo May dall’avviare la procedura d’uscita senza un voto preventivo da parte di Westminster (il Parlamento britannico), essendo il referendum del 23 giugno un voto meramente consultivo. E dopo due gradi di giudizio la magistratura ha dato ragione ai ricorrenti. Per questo il governo May ha presentato in Parlamento un disegno di legge che autorizzi l’esecutivo ad avviare la procedura prevista dall’art. 50 TUE, senza alcuna condizione da imporsi al governo medesimo. La Camera dei Comuni (la Camera bassa) l’approvava a larghissima maggioranza, mentre la Camera dei Lord approvava due emendamenti: l’uno che prevedeva di non applicare alcuna misura restrittiva nei confronti degli immigrati UE già in Gran Bretagna, il secondo di riservare al Parlamento un voto finale sull’esito e sul contenuto delle trattative con l’Unione Europea. Il provvedimento, tornato alla Camera bassa, veniva approvato – sempre a larghissima maggioranza – nella versione originaria proposta dal governo, respingendo gli emendamenti dei Lord.

Ieri, giovedì 16 marzo, la regina ha apposto il Royal Assent sulla legge! E’ Brexit, anzi, hard brexit, come l’ha definita il primo ministro britannico!

Entro la fine di questo mese il governo May invierà quindi comunicazione ufficiale al Consiglio europeo ex art. 50 TUE con la quale si aprirà la fase di recesso della Gran Bretagna dall’Unione Europea, le cui trattative dovrebbero durare circa due anni, o forse un po’ di più.

L’establishment europeista, pensando di complicare la strada della brexit, ha tentato di porvi un freno attraverso un passaggio parlamentare che avrebbe potuto produrre pesanti limitazioni nei confronti del governo nelle trattative con l’UE. Ma il risultato è stato esattamente l’opposto: ora il primo ministro conservatore Theresa May non solo agirà in forza della sovranità popolare, ma anche del pieno ed incondizionato assenso da parte del Parlamento britannico. Diciamo che l’establishment ha sbagliato i tempi: se avesse fatto presentare il ricorso dopo l’avvio ufficiale delle trattative, il governo si sarebbe trovato davvero in grandi difficoltà. Per fortuna è accaduto tutto prima. In tal modo Theresa May agirà non solo in nome del popolo britannico, ma anche dei suoi rappresentanti! Il tutto con il sigillo reale!

La democrazia britannica, in tutte le sue forme, ha vinto sulla tirannia europea!

Giuseppe PALMA