“Rinascimento”: critica costruttiva al nuovo libro di Sgarbi e Tremonti (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Qui di seguito l’articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di mercoledì 13 settembre 2017, circa una critica costruttiva al nuovo libro di Vittorio SGARBI e Giulio TREMONTI: “Rinascimento“:

È uscito da qualche giorno un libro che già sta facendo molto discutere dal titolo programmatico “Rinascimento”, edito da Baldini & Castoldi e La nave di Teseo, scritto da Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti. Il libro è molto bello, anche per come si presenta nelle vesti grafiche, perfettamente curato e poi quando c’è la mano di Vittorio Sgarbi ogni pubblicazione acquista sempre una marcia in più. Verrà presentato oggi, alle 18 alla Fondazione del Corriere della Sera (sala Balduzzi, Milano). Dopo che Becchi ne ha già parlato in generale su questo giornale ci siamo spinti nella lettura, soffermandoci nello specifico su due proposte – avanzate da Giulio Tremonti – in ordine alla “questione europea”.

L’ex ministro dell’economia dei Governi Berlusconi propone infatti due soluzioni che – a suo parere – sarebbero idonee a superare l’ empasse nel quale si trova l’Italia ormai da parecchi decenni a causa dell’adesione all’Unione Europea e della moneta unica. La prima riguarda “l’avvio di un referendum, per rimuovere dalla nostra Costituzione la clausola di sottomissione ai “vincoli europei”, riportando l’esempio della Costituzione tedesca, mentre la seconda attiene alla richiesta – da formularsi all’Ue – di “eccezione italiana”, esattamente come fatto lo scorso anno dal Governo Cameron prima della Brexit.

Qui di seguito le nostre osservazioni. La seconda proposta è fattibile, e consisterebbe nel richiedere all’Ue condizioni particolari per noi più vantaggiose per continuare a farne parte, e quindi in deroga agli attuali Trattati europei. La prima proposta, quella del referendum, invece non è perseguibile. E ciò in ordine a diversi motivi che passiamo subito in rassegna.

La nostra Costituzione prevede soltanto due tipi di referendum. Quello abrogativo di cui all’art. 75 della Costituzione (quindi in questo caso non praticabile) e quello confermativo di cui all’art. 138 Cost., ma quest’ultimo presuppone una revisione costituzionale. Forse Tremonti sottintende, perché sia fattibile la sua proposta, l’approvazione di una legge costituzionale ad hoc come quella – ad esempio – che fu approvata dal Parlamento italiano per indire il referendum consultivo del 1989 (anche in quel caso in materia “europea”). Ma perché ciò sia fattibile, occorre appunto l’approvazione di una legge costituzionale secondo la procedura aggravata prevista dall’art. 138 della Carta. Ammesso che ciò avvenga, servono due votazioni sul medesimo testo da parte di Camera e Senato intervallate da un periodo non inferiore ai tre mesi. Ma non solo. Qualora nella seconda votazione la legge costituzionale non fosse approvata da entrambi i rami del Parlamento con una maggioranza di almeno i 2/3 dei componenti di ciascuna Camera, occorrerà – alle condizioni dettate dall’art. 138 Cost. – un referendum popolare di tipo confermativo. Solo successivamente, avvenuti tutti questi passaggi, si potrà indire il referendum suggerito da Tremonti. In parole povere, ci vogliono almeno due anni per realizzarlo e una forte volontà politica. E nel frattempo il Paese continuerebbe a versare in una situazione di agonia irreversibile.

Del tutto condivisibile è invece la seconda proposta avanzata dall’ex ministro. Si va in Europa e si chiede un Protocollo ad hoc che soddisfi le particolari esigenze italiane, in deroga alle pattuizioni previste dai Trattati europei, quindi in deroga non solo a Maastricht e a Lisbona, ma anche al Fiscal Compact. Ma per fare ciò occorre un Governo autorevole che abbia a cuore gli interessi della Nazione. Certo, la proposta di andare in Ue e chiedere per l’Italia un Protocollo eccezionale che tenga conto delle nostre esigenze economico-sociali è difficile che venga accolta. Ma non è questa una ragione sufficiente per non tentare, anche perché consentirebbe di aprire a Bruxelles una seria discussione che fin qui è mancata completamente. E se la proposta non venisse accolta si potrà sempre pensare a “divorziare”. A nostro avviso pertanto quanto proposto da Tremonti e Sgarbi nel loro libro sarebbe il primo obiettivo del futuro governo, sempre che ci lascino votare anzitutto un nuovo Parlamento.

di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA (Libero, 13 settembre 2017, pagina 8).

 

La Costituzione scende in Piazza con Giuseppe Palma, che la presenta al pubblico di Ostuni

Martedì 22 agosto 2017 si è tenuta ad Ostuni, cioè nella mia città dove sono nato e vissuto fino ai ventinove anni di età, la presentazione del mio libroLa Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni” edito da Key editore.

L’evento si è collocato nel 70° anniversario della promulgazione della nostra Costituzione, che ricorre il 27 dicembre di quest’anno.

Qui di seguito l’intervista che ho rilasciato ad OstuniLive all’indomani della grande serata letteraria ostunese (articolo a cura di Leonardo Zizzi):

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La Costituzione scende in Piazza con Giuseppe Palma, che la presenta al pubblico ostunese

Il costituzionalista e scrittore di origini ostunesi ha presentato ieri sera in Piazza Sant’Oronzo il suo ultimo lavoro a un attento pubblico composto anche da giovani e turisti

Si è svolta ieri sera, 22 agosto, in piazzetta Sant’Oronzo a Ostuni, la presentazione dell’ultimo libro dell’Avvocato Giuseppe Palma, scritto in occasione del settantesimo anniversario dalla promulgazione della nostra Costituzione, che si celebra il 27 dicembre di quest’anno. Il volume, dal titolo: “La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni”, ha visto un’ampia partecipazione di concittadini e turisti affascinati dall’interessante dibattito. A prenderne parte, oltre all’autore, v’erano Giuseppe Francioso, consigliere comunale del Comune di Ostuni nonché organizzatore della kermesse letteraria, e Michele Conte, presidente del Consiglio di Amministrazione del Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale.

I temi affrontati nel libro di Palma riguardano sia il difficile rapporto tra Costituzione italiana e Trattati europei /moneta unica, che una chiara spiegazione dei Principi Fondamentali della Carta. “I diritti fondamentali – dichiara l’autore ai nostri microfoni – sono continuamente sotto attacco da parte delle vili esigenze dettate dalla sovrastruttura europea, quindi dalla commissione europea e dalla Bce. La nostra Costituzione mette il diritto al lavoro in primo piano, tant’è che è inserito sia nel primo che nel quarto articolo della Carta, mentre i Trattati europei, benché parlino di piena occupazione, rinchiudono quest’ultima nella cornice capestro della competitività selvaggia e della stabilità dei prezzi, quindi l’opposto del significato primigenio della nostra Costituzione”. Inoltre, nonostante i temi non di semplice comprensione, il pubblico ha seguito attentamente l’intero incontro fino alla fine, affascinandosi a tal punto da richiederne copia del volume. Il sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola e il senatore Vittorio Zizza hanno preso parte all’evento letterario salutando turisti e cittadini.

Palma, che ad oggi ha già scritto e pubblicato ben ventisei libri, concludeva con un’affermazione particolarmente interessante: “I Trattati europei parlano di competitività. Voglio ricordarvi che sono le bestie a competere; l’uomo invece coopera e collabora”. L’autore coglie inoltre l’occasione per ringraziare Giuseppe Francioso, il quale, per il secondo anno consecutivo, si è impegnato affinché le opere letterarie di Palma fossero conosciute anche nella sua città di origine, come in tutta Italia” (http://www.ostunilive.it/news/cultura/516634/la-costituzione-scende-in-piazza-con-giuseppe-palma-che-la-presenta-al-pubblico-ostunese).

Alcune foto dell’evento:

Un breve video di sette minuti che propone uno stralcio della presentazione (come diretta facebook):

https://www.facebook.com/saldifranco48/videos/10212442859417864/

Riporto anche il resoconto della Kermesse letteraria uscito su “OstuniNotizie“: http://www.ostuninotizie.it/it/attualita/2017/08/24/lavvocato-giuseppe-palma-piazza-spiegare-la-costituzione/

Avv. Giuseppe PALMA

 

I 70 anni della Costituzione presentati ad Ostuni. Il 22 agosto Giuseppe Palma presenta il suo libro nella Città Bianca

Ostuni, martedì 22 agosto. In piazzetta Sant’Oronzo, nei pressi della colonna del Santo ubicata in piazza, verrà presentato il libro dell’avvocato Giuseppe Palma La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni, edito da Key editore.

L’appuntamento è per le ore 20;30. L’evento sarà all’aperto e vi potrà partecipare chiunque.

Il 27 dicembre di quest’anno (2017) ed il 1° gennaio dell’anno prossimo (2018) ricorre il 70° anniversario rispettivamente dalla promulgazione e dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, non a torto definita “la più bella del mondo”.  Il trentanovenne avvocato Giuseppe Palma, ostunese che vive ed esercita la professione a Milano ormai da diversi anni, autore ad oggi di ben ventisei pubblicazioni, presenta ad Ostuni il suo libro “La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni(prefazione a cura del prof. Paolo Becchi), edito da Key editore.

A presentare il libro di Giuseppe Palma vi saranno l’avvocato ostunese Michele Conte, presidente del Museo delle civiltà preclassiche, e il dott. Giuseppe Francioso, consigliere comunale di Ostuni, il quale ha curato l’idea e l’organizzazione dell’evento.

Quella ad Ostuni sarà la prima presentazione in Italia di un libro sul 70° anniversario della Costituzione, infatti quella di Palma è la prima pubblicazione in merito alla prestigiosa ricorrenza.

La presentazione del libro riguarderà temi attualissimi. Palma illustrerà infatti i principi fondamentali della Costituzione ed analizzerà il rapporto tra Costituzione da un lato e Trattati europei/euro dall’altro, con un occhio di riguardo al tema del lavoro e dei diritti fondamentali.

Seguirà dibattito ed intervento di Autorità politiche comunali e nazionali.

La Città Bianca vi aspetta.

La notizia è stata riportata anche sui quotidiani on-line e cartacei di Ostuni e provincia:

lacostituzioneblog.com

 

 

L’Infinito di Leopardi come nessuno l’ha mai spiegato (il nuovo libro di Giuseppe PALMA)

Oggi, 20 luglio 2017, è uscito il mio 26° libro. Trattasi di una pubblicazione in formato e-book dal titolo: “L’Infinito di Leopardi come nessuno l’ha mai spiegato. Saggio breve“, Editrice GDS, luglio 2017

Autore: Giuseppe PALMA

Editore: Editrice GDS

Formato: e-book

Mese e anno di pubblicazione: luglio 2017

Genere: Letteratura italiana; critica letteraria

Sinossi

Se non si legge Leopardi non si è completi, né culturalmente né umanamente.

E’ il Poeta dell’anima, il più profondo dell’intera storia della Letteratura italiana. Né Manzoni né Dante, che pur sono i più grandi, entrano nell’animo umano come fa e riesce Leopardi.

Uomo controverso, il grande Leopardi. Schivo e gioviale, riservato e ironico, depresso e innamorato, pessimista e speranzoso, fu Poeta e filosofo. Il più grande Poeta dell’Era moderna e contemporanea.

Sarà quindi – insieme a Dante, Foscolo, Manzoni, Verga, Carducci, Pascoli, Pirandello e D’Annunzio – Padre indiscusso e supremo della Letteratura italiana.

Patriota sincero, pur non avendo avuto la fortuna di vivere a lungo per essere anch’egli tipicamente annoverato – al pari di Manzoni, Gioberti, Berchet e Mercantini – tra i Padri della letteratura risorgimentale, proprio in tema di Patria e sul concetto di Nazione darà una lezione a tutti, compresi – e soprattutto – i contemporanei. Nei “Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura” esprime infatti un concetto attualissimo, vale a dire che l’Europa non può esserci data come Patria: “La patria moderna dev’essere abbastanza grande, ma non tanto che la comunione d’interessi non vi si possa trovare, come chi ci volesse dare per patria l’Europa. La propria nazione, coi suoi confini segnati dalla natura, è la società che ci conviene. E conchiudo che senza amor nazionale non si dà virtú grande”. Un insegnamento di un’attualità sorprendente. Insegnamento che ribadirà con fermezza in “Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze” e “All’Italia”, di cui me ne occuperò brevemente nel terzo paragrafo di questo saggio.

La modernità e il cambiamento – termini utilizzati a sproposito dall’attuale classe politica abusiva e non rappresentativa della sovranità popolare – non sempre sono positivi, anzi, potrebbero a volte sortire conseguenze negative e dannose. Sul punto, nei Pensieri (XI) il Poeta scrive: “V’è qualche secolo che, per tacere del resto, nelle arti e nelle discipline presume di rifar tutto, perché nulla sa fare”.

E ai giovani dico sempre: leggete Leopardi. E sentirete finalmente nelle narici il senso profondo della Vita, esplorerete l’animo umano in una dimensione spicciola e sconfinata al tempo stesso.

I contemporanei, e mi riferisco solo a quegli autori appositamente spinti nella capillare diffusione editoriale da quel capitale internazionale che maneggia e indirizza l’editoria, rappresentano il nulla vestito di patinato e dannoso perbenismo globalista. In altre parole, il vuoto assoluto. Quindi, leggete e rileggete Leopardi!

Morto nel 1837 a soli 39 anni, il Poeta di Recanati non troverà pari nella poesia, sia in Italia che nel mondo.

Ho già scritto sull’Infinito ben sette anni fa, pubblicando all’epoca un saggio breve intitolato “Sull’Infinito di Leopardi”. Questa nuova pubblicazione è dunque una seconda edizione – aggiornata, ampliata e corretta – di quella del 2010. Con il presente libro vi spiego quindi L’Infinito di Leopardi come in pochi l’hanno spiegato finora, cioè leggendo Leopardi e non semplicemente interpretandolo, svolgendo a tal proposito alcuni raffronti tra L’Infinito e altre opere del Poeta.

Si consiglia la lettura, oltre che del testo del saggio, anche delle note esplicative.

Avv. Giuseppe PALMA

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Il libro è disponibile solo in formato e-book. Coloro che volessero acquistarlo, potranno farlo attraverso una qualsiasi libreria on-line:

Amazonhttps://www.amazon.it/dp/B074333NJM/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1500549870&sr=1-1&keywords=l%27infinito+di+leopardi

BookRepublic: https://www.bookrepublic.it/book/9788867826513-linfinito-di-leopardi-come-nessuno-lha-mai-spiegato/

Feltrinellihttp://www.lafeltrinelli.it/ebook/giuseppe-palma/l-infinito-leopardi-come-nessuno/9788867826513

Ibshttps://www.ibs.it/infinito-di-leopardi-come-nessuno-ebook-giuseppe-palma/e/9788867826513?inventoryId=81414472

Mondadorihttp://www.mondadoristore.it/Infinito-Leopardi-come-Giuseppe-Palma/eai978886782651/

Costo dell’e-book: € 1,99

L’elenco delle librerie on-line è in continuo aggiornamento. Nelle prossime ore verranno specificate altre librerie on-line presso cui sarà possibile acquistare l’ebook.

Avv. Giuseppe PALMA

La doppia moneta può essere una soluzione? (di Giuseppe PALMA)

Premetto che l’euro è un crimine contro l’Umanità e chi lo ha introdotto è un vile criminale. E su questo punto non si tratta e non può esservi discussione. Tuttavia, allo scopo di non precludere alcuna soluzione per il bene del Paese, cerco di addentrarmi nel tema spinoso della cosiddetta doppia moneta.

Silvio Berlusconi, che conosce benissimo sia il funzionamento dell’euro che i suoi gravi aspetti di criticità, sa altrettanto bene che – qualora proponesse l’uscita dell’Italia dall’euro – le sue aziende sarebbero immediatamente poste sotto attacco. Gli è già capitato nel 2011 quando, bisbigliando nell’orecchio dell’allora presidente francese Sarkozy circa l’eventualità di un’uscita dell’Italia dall’euro, l’asse franco-tedesco lo fece fuori sostituendolo con Mario Monti, l’uomo della Troika per eccellenza.

Il Cavaliere sa anche che, prima o poi, l’euro imploderà. E lo sa bene. Ma probabilmente, quando ciò accadrà, lui non ci sarà più, quindi tenta di individuare soluzioni alternative. Tra queste, il ripristino parziale della sovranità monetaria attraverso l’introduzione di una doppia moneta nazionale, cioè una Nuova Lira da affiancare alla moneta unica europea, la quale – per effetto dell’introduzione di una doppia moneta nazionale a circuito interno – diverrebbe moneta comune europea.

Ma la questione è anche – e soprattutto – di natura politica: l’alleanza per le prossime elezioni politiche tra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, cioè la classica coalizione di centrodestra che – stando ai sondaggi – è avanti sia al M5S che al PD e suoi cespugli, è compromessa proprio su un punto: l’euro.

Salvini vorrebbe uscirne, così come anche la Meloni, mentre Berlusconi non può affermarlo per i motivi di cui sopra.

Ed ecco che qualche mese fa l’ex presidente del consiglio arrivava a proporre la soluzione della doppia moneta, proposta ribadita più volte anche pochi giorni fa a Porta a Porta:

  • L’euro resterebbe la moneta per l’import/export;
  • La Nuova Lira varrebbe per i cosiddetti consumi interni (una moneta a circuito interno, utilizzabile solo per i consumi e gli scambi in Italia).

Il Cavaliere parla della Nuova Lira riferendosi – come esempio – alle AM-Lire degli anni 1946-1953, ma sbaglia completamente riferimento perché la nuova moneta nazionale non sarebbe paragonabile alla doppia moneta del dopoguerra (per tanti motivi), ma questo è un dettaglio, seppur molto importante.

Anzitutto occorrerebbe sapere cosa sarebbe possibile fare con questa Nuova Lira, la quale, quasi sicuramente, verrebbe convertita 1:1 con l’euro (1 euro = 1 Nuova Lira). Certamente sarebbe una moneta da accreditare inizialmente – forse in egual misura e gratuitamente – su tutti i conti correnti degli italiani in quantità da stabilirsi, quindi – per esempio – insieme ad uno stipendio mensile di 1.500,00 euro, lo Stato ne accrediterebbe un altro – per un periodo da stabilirsi – di 1.500,00 Nuove Lire. Con queste ultime, oltre a poter fare la spesa , si potrà pagare il mutuo già contratto per l’acquisto di una casa? Io credo di no, anche perché i rapporti di debito/credito relativi ai contratti di mutuo già in essere sono tutti regolati in euro, e in euro resterebbero (la banca, almeno per i primi anni, mai accetterebbe di mutare la denominazione dei rapporti debito/credito da euro in Nuove Lire). Si potranno pagare le tasse? Cioè la Nuova Lira avrà valore intrinseco? E qui credo che la risposta non può che essere affermativa, altrimenti nessuno accetterebbe in pagamento la nuova moneta nazionale. Il valore intrinseco della moneta, infatti, incoraggia tutti gli operatori economici ad andarsi a cercare la moneta con la quale pagare le tasse. Si potranno pagare i dipendenti? Credo di sì, altrimenti il datore di lavoro non troverebbe conveniente accettare in pagamento dai propri clienti le Nuove Lire, così come il lavoratore non troverebbe utile accettarla quale retribuzione. Si potrà pagare l’affitto di casa o dell’ufficio? Credo che lo si potrà fare solo per i nuovi contratti, mentre per quelli già in essere la questione dipenderà dalla libera determinazione tra le parti. E lo stesso discorso dicasi per i mutui contratti con gli Istituti di credito: se i vecchi contratti resteranno certamente denominati in euro, un’eventuale nuova Banca pubblica sotto il controllo del Parlamento o del Governo potrebbe erogare mutui in Nuova Lira, risolvendo parzialmente il problema.

Tuttavia, sarebbe preferibile che la nuova moneta nazionale fosse creata direttamente dal Tesoro e non da una Banca, seppur pubblica. In tal caso, il Tesoro o l’eventuale nuova Banca pubblica dovrebbero fungere necessariamente da prestatrice illimitata di ultima istanza. E non potrebbe essere altrimenti, infatti, in caso contrario, non avrebbe neppure senso mettersi a discutere di doppia moneta.

Restano però tutti i problemi connessi alle esportazioni, infatti, dovendo l’euro restare la moneta per l’import/export, l’Italia continuerebbe a soffrire il regime di cambi fissi che impone di scaricare il peso della competitività sul lavoro attraverso la riduzione dei salari e la contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore. Aspetto, questo, che sta massacrando il nostro Paese esautorando e svilendo i principi supremi della Costituzione primigenia.

Ulteriore aspetto che sembra insormontabile è quello dell’eventuale consenso da parte delle Istituzioni europee alla doppia moneta. L’intera sovrastruttura dell’eurozona vive e si regge proprio sul sistema-euro, quindi sulla sostenibilità dei conti pubblici, sulla moneta a debito e sull’assenza di una prestatrice illimitata di ultima istanza, che tradotto significa AUSTERITA’, la quale conduce gli Stati verso il crimine dell’avanzo primario e del pareggio di bilancio, cioè la morte di un Paese! Paradossalmente, se le Istituzioni europee non fossero accecate come lo sono sempre state, proprio la doppia moneta – visto che sarebbe una moneta creata dal nulla dallo Stato italiano – potrebbe garantire non solo la sostenibilità dei conti pubblici (in euro), ma anche una riduzione sia del rapporto deficit/Pil che del rapporto debito pubblico/PIL (stiamo parlando sempre in euro), e ciò per effetto di un incremento del prodotto interno lordo a causa del ripristino – seppur parziale – della sovranità monetaria. Ma ciò non basterebbe, infatti sarebbe in ogni caso necessario ridiscutere i Trattati europei (da Maastricht a Lisbona) ed accantonare definitivamente il Fiscal Compact

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PROBLEMATICHE E SOLUZIONI GIURIDICHE IN ORDINE ALLA DOPPIA MONETA:

L’art. 128 TFUE, primo comma, così recita: “La banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione“.

Leggendo questo articolo sembrerebbe che la soluzione della doppia moneta non sia fattibile in quanto vietata dai Trattati, infatti l’ultimo periodo del primo comma dell’art. 128 TFUE prescrive che le uniche monete aventi corso legale nell’Unione siano quelle create dalla BCE e dalle BC nazionali.

Ma il punto è un altro. La doppia moneta, nei termini in cui ne parla Silvio Berlusconi, sarebbe una moneta a circuito interno, quindi non utilizzabile negli scambi import/export ma solo per gli scambi e i consumi interni (solo in Italia), e ciò renderebbe praticabile la soluzione proposta dall’ex presidente del consiglio in quanto nessuno può vietare ad uno Stato sovrano (seppur quel poco che resta all’Italia della propria sovranità) di creare una unità di misura (da chiamarsi anche moneta) che serva a determinare e a regolare il valore in termini monetari degli scambi interni. 

A tal proposito, se si legge l’art. 117 della Costituzione vigente, introdotto con la revisione costituzionale del 2001, esso attribuisce allo Stato la legislazione esclusiva sulla moneta [lettera e) del medesimo articolo, secondo comma], seppur riferendosi alla ripartizione delle competenze Stato-Regioni. Attraverso la leva costituzionale rappresentata dal predetto articolo l’Italia potrebbe quindi creare una propria moneta (in tal caso la doppia moneta da affiancare all’euro), seppur all’interno dei limiti delineati dall’ultimo periodo dell’art. 128 TFUE! 

Ad avallare la predetta soluzione vi sarebbe la circostanza che l’Italia non ha ceduto sovranità monetaria (atto costituzionalmente illegittimo), bensì l’ha solo limitata (facendo leva sulle cosiddette limitazioni di sovranità di cui parla l’art. 11 della Costituzione), quindi la creazione di una moneta nazionale a circuito interno da affiancare all’euro – in linea generale – non potrebbe essere vietata. Tuttavia, a scanso di equivoci e come ho già dimostrato nei miei libri ed articoli, le limitazioni di sovranità di cui all’art. 11 della Costituzione non si riferivano – leggendo i verbali dei lavori preparatori dell’Assemblea Costituente che costituiscono fonte autentica di interpretazione della Costituzione – né alle limitazioni della sovranità monetaria, né tanto meno a quelle riguardanti la sovranità economica e legislativa! 

Inoltre, la doppia moneta a livello nazionale non è da equiparare neppure lontanamente alle cosiddette monete parallele a livello locale: le due cose sono molto diverse anche alla luce del fatto che, per quanto riguarda l’eventuale creazione di una nuova moneta nazionale da affiancare all’euro, questa sarebbe creata dal nulla dallo Stato italiano che – a tal riguardo – eserciterebbe quel potere di imperio proprio di uno Stato sovrano! 

Tutto ciò premesso, le problematiche giuridiche connesse all’introduzione di una moneta nazionale da affiancare all’euro non sarebbero affatto di facile soluzione! 

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Sempre in ordine alla doppia moneta vi sarebbe anche la soluzione rappresentata dai cosiddetti CCF (Certificati di Credito Fiscale), proposta elaborata dagli amici Giovanni Zibordi, Marco Cattaneo e Stefano Sylos Labini. Ricordo un viaggio da Roma a L’Aquila durante il quale Stefano me ne parlò nel dettaglio. Io nutro serie perplessità sui CCF, tuttavia, non sarebbe – neppure questa – una proposta da scartare a priori, fosse solo per la serietà e l’onestà intellettuale dei tre che l’hanno proposta. Credo però che, trattandosi di certificati di credito fiscale, le Istituzioni europee non sarebbero disponibili a fornire il proprio consenso alla loro introduzione perché verrebbe loro a mancare la base sulla quale l’Unione stessa fonda la propria sopravvivenza (non tanto l’UE quanto l’eurozona), e i motivi li spiegai a Stefano durante quel viaggio.

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Ciò premesso, sui dubbi e sulle perplessità in ordine alla doppia moneta così come proposta da Silvio Berlusconi, non posso che condividere pienamente questo tweet di qualche mese fa di Claudio Borghi, responsabile economico nazionale di Lega Nord:

Claudio ha perfettamente ragione! Quindi le criticità restano…

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Io resto convinto che l’unica soluzione per il bene del Paese sia l’uscita dell’Italia dall’euro ed il ripristino totale della sovranità monetaria, tuttavia, se ad occuparsi della doppia moneta fossero economisti in buona fede che avessero a cuore la Costituzione e l’interesse nazionale, la soluzione non sarebbe da scartare a priori.

L’euro è un crimine, quindi – in un modo o nell’altro – dobbiamo liberarcene!

Avv. Giuseppe PALMA

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P.S. Coloro che volessero approfondire l’argomento EURO, potranno leggere questo mio libro (in e-book)…

…oppure consultare questo mio dossier su come si esce dall’euro:

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Avv. Giuseppe PALMA

 

Esco da “Riscossa Italia” e torno a fare ciò che so fare meglio: scrivere e divulgare per il bene del Paese e allo scopo di salvare la Costituzione (Giuseppe PALMA)

Ho iniziato la mia attività di scrittore e divulgatore culturale nel lontano 2010 (mentre tutti dormivano), quando, attraverso la letteratura e la storia del diritto moderno, denunciai scientificamente come la magistratura sia purtroppo in grado di attaccare – e in alcuni casi sostituire – governi democraticamente eletti (qualcuno ricorderà il mio libro “Il Fiore e la Lama“, giugno 2011). E nel 2012, prima degli altri, denunciai la nascita della nuova Aristocrazia Europea che prendeva il posto – dopo duecento anni – dell’Ancien Régime (alcuni ricorderanno il mio libro “La Rivoluzione francese e i giorni nostri. Dall’Ancien Régime alla nuova Aristocrazia Europea“, GDS, ottobre 2013, la cui stesura iniziava nel luglio 2012).

Da allora ho scritto ben venticinque libri: dal diritto costituzionale al diritto dell’Unione Europea, dalla storia moderna e contemporanea alla critica letteraria, dalla narrativa alla poesia.

Nel 2014 fui trai i primi scrittori italiani a denunciare – dopo Luciano Barra Caracciolo, Giuseppe Guarino, Paolo Maddalena e Paolo Barnard – i gravissimi aspetti di criticità esistenti nel rapporto tra Costituzione da un lato e Trattati europei/moneta unica dall’altro! Ricorderete a tal proposito il mio libro “Il male assoluto“, GDS, ottobre 2014, recensito positivamente da Barnard, che nuovamente ringrazio.

Nel gennaio 2015 mi telefonò il prof. Antonio Maria Rinaldi per chiedermi se volessi scrivere per il blog scenarieconomici.it. Con Antonio c’erano anche Marco Mori, Luigi Pecchioli, Fabio Lugano, Maurizio Gustinicchi, Luca Mussati, Giampaolo Atzori, Jean Sebastien Lucidi e tanti altri… una squadra che giunse a costruire – senza neppure un centesimo – un blog da circa dieci milioni di pagine viste ogni anno.

Il potere ci temeva. Ci leggeva. Ci rispettava!

Non c’era parlamentare della Repubblica che non consultava i nostri articoli. Eravamo diventati un punto di riferimento critico per l’intero Paese. E di questo ringrazio Antonio Maria Rinaldi. A lui devo il vasto pubblico di lettori che ho oggi!

Una volta un deputato di opposizione mi disse: <<Caro Palma, un parlamentare su tre legge sotto banco il Suo libro “Figli Destituenti”. Parecchi interventi in aula sono ripresi dal Suo libro>>.

Ma devo ringraziare una persona in particolare, che è il collega Marco Mori, il quale, cedendo a me alcune sue conferenze, ovvero chiedendo agli organizzatori di chiamare anche me insieme a lui (comprese alcune ospitate in TV), mi ha letteralmente regalato un ampio pubblico di lettori e veri propri fans. Se c’è una cosa che non appartiene a Marco, quella è proprio l’invidia! Generoso come pochi, sincero come nessuno!

Poi è arrivata la politica. Prima Alternativa per l’Italia e poi Riscossa Italia.

Ci sono tre motivi sui quali gli uomini rovinano i rapporti personali:

a) i soldi;

b) le donne;

c) la politica.

A noi ci ha fulminato la politica! Infatti è stata proprio la politica a rovinare – in un vortice senza ragione – i rapporti con Antonio Maria Rinaldi, anche se tra me e lui restano sinceri rapporti cordiali. Eravamo una famiglia. Ora siamo nulla più che semplici persone distanti… Ahi, quanto dolore e quante notti insonni… 

Ma per fortuna con Marco Mori abbiamo un solido rapporto di amicizia che va oltre la politica. Il nostro rapporto non sarà mai scalfito da questioni politiche. Si resta legati da un profondo sentimento di amicizia sincera e da un obiettivo comune: estirpare il crimine dell’euro e liberare il Paese dalle catene di Bruxelles e Francoforte!

Marco è come Robespierre: puro d’animo, autentico, incorruttibile e incapace di scendere a compromessi. Per lui esiste solo la rivoluzione! E per la rivoluzione sacrifica ogni cosa! Su questo, chapeau amico mio!

Io, invece, sono come Danton: pronto ad arrabbiarmi ma incapace di portare rancore, disponibile a trattare con chiunque – anche col nemico, se necessario – pur di raggiungere un nobile obiettivo comune allo scopo di ripristinare i principi inderogabili della Costituzione primigenia.

Ciò premesso, dopo le mie dimissioni da vice-segretario di “Riscossa Italia” rassegnate mercoledì 14 giugno per motivi personali, oggi – lunedì 19 giugno 2017 – rassegno le mie dimissioni anche da semplice membro del medesimo partito.

Torno a fare ciò che so fare meglio: scrivere libri ed articoli allo scopo di salvare il Paese e proteggere la nostra Costituzione!

Caro Marco, Ti aspetto in quello che sappiamo fare meglio e lì dove eri un vero campione, un autentico fuoriclasse senza eguali: la divulgazione scientifica e letteraria su temi come Costituzione, Unione Europea, Trattati europei, Euro! Il Paese ha ancora bisogno di noi! Ma come scrittori e divulgatori però! La politica, al momento, lasciamola stare. Ricordi Padova? Più di quattrocento persone in piedi ad applaudirci senza che avessimo mai avuto una minima comparizione televisiva! Ricordi Urbino? Persone fuori dalla porta perché erano finiti i posti a sedere! Arriverà il giorno che da Roma ci chiameranno – come tecnici – per contribuire a salvare il Paese. Tu, amico mio, a Genova hai fatto il possibile. Più di come Ti sei impegnato non potevi fare! Non hai nulla da rimproverarTi. Ora però, a mio modesto parere, devi tornare a fare divulgazione da indipendente! Questo è, ovviamente, solo un semplice consiglio da amico… è nella libera divulgazione scientifica e culturale la leva più efficace per salvare l’Italia!

Io torno a scrivere e a divulgare come ho sempre fatto, cioè con rigore scientifico ed onestà intellettuale, da uomo libero e indipendente!

Ma un appunto sul “fronte sovranista” me lo lascerete fare: tutte prime donne! Tutti che ritengono di essere più bravi degli altri! Tutti che si ritengono indispensabili! E no, cari amici combattenti! Il Paese non lo si libera facendo le prime donne! Il Paese lo liberiamo solo se ciascuno di noi rispetta l’altro per le sue competenze ed il suo valore! Il resto è pubblicità. Serve a un cazzo! E scusate il francesismo! 

Ma nutro ancora una speranza: la Rivoluzione francese nacque sotto un unico club, quello dei giacobini, che raccoglieva dal conte di Mirabeau a Robespierre, dall’abate di Sieyès a Brissot! Poi si divisero. E fu lì che la Rivoluzione inghiottì se stessa! Noi, invece, partiamo divisi in partenza. Per proprietà transitiva dovremmo unirci alla fine. E forse sarà proprio alla fine che, invece di inghiottire noi stessi, insieme – e sottolineo insieme – riusciremo a liberare il Paese! 

Un saluto ed un abbraccio sincero anche all’amico Luigi Pecchioli, uomo come pochi e di equilibrio invidiabile, alle senatrici Paola De Pin e Monica Casaletto, ai combattenti Caterina Betti, Tiziano Tanari, Filippo Altobelli (un ragazzo speciale ed unico), Valerio Palandri, Vittorio Banti, Giorgio Gaetani e tantissimi altri… Con ciascuno di voi realizzerò tutto quello che serve per liberare il Paese dalla schiavitù sovranazionale che l’opprime! Ma io lo farò da semplice scrittore e divulgatore culturale, libero e indipendente!

Un caro saluto e un abbraccio a tutti.

Giuseppe PALMA

 

 

Comuni italiani, sforate il patto di stabilità interno! L’intervista che Giuseppe PALMA ha rilasciato ad AbruzzoWeb

Riportiamo qui di seguito l’intervista che l’avv. Giuseppe PALMA, candidato a Genova come Consigliere comunale con la lista “Riscossa Italia” – Marco MORI sindaco, ha rilasciato al quotidiano on-line AbruzzoWeb (05 giugno 2017):

Comuni italiani, sforate il patto di stabilità interno!

 (direttamente da AbruzzoWebhttp://www.abruzzoweb.it/contenuti/comuni-italiani-sforate-patto-stabilita-e-strozzinaggio-ora-piu-spesa-pubblica-/629253-2/)

Articolo a firma di Roberto Santilli
L’AQUILA – “Tecnicamente, i Comuni italiani non hanno più soldi. C’è il patto di stabilità interno, la cui genesi è nei vincoli esterni dell’Unione Europea, costituzionalizzati con la legge n. 1 del 2012 che è, per riassumere, quella del pareggio di bilancio in Costituzione sia a livello locale che nazionale. E allora, per cominciare, i Comuni sforino il patto di stabilità e lascino perdere i fondi europei, uno degli strumenti di ricatto e di maggiore impoverimento del Paese”.

Così ad AbruzzoWeb Giuseppe Palma, avvocato e scrittore che di recente è stato tra i relatori a L”Aquila del convegno sull’uscita dell’Italia dall’Euro, “Italexit”, organizzato da questo giornale.

Nel clima della campagna elettorale in Italia per le elezioni comunali, Palma punta a spiegare, come sta facendo a Genova (candidandosi al Consiglio comunale) con il candidato sindaco di “Riscossa Italia” Marco Mori – avvocato che in passato ha denunciato, chiedendone l’arresto, tra gli altri, l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex premier Mario Monti, – quelle questioni che difficilmente trovano spazio nei dibattiti e nelle proposte elettorali.

“Siamo ormai al punto in cui i Comuni chiedono in prestito i soldi alle banche – spiega, polemizzando, l’avvocato Palma – le quali, ovviamente, applicano tassi di interesse come se si trattasse di un normale prestito a chiunque. I Comuni, quindi, usano le tasse per ripagare il prestito, come un poveretto che chiede i soldi allo strozzino”.

“E si faccia attenzione quando i politici e i tecnici si riempiono la bocca con aggettivi come ‘virtuoso’, o con i fondi europei, altro strumento folle nell’Italia dell’Euro – prosegue l’esperto –. Essere virtuosi è una ottusità alla Monti, è un concetto sdoganato da lui e da quelli come lui. Lo Stato, gli Enti locali, non sono come una famiglia. La famiglia deve poter risparmiare, Stato ed Enti locali assolutamente no! Per fare gli interessi della collettività occorre più spesa pubblica, non tagli! Nel sistema dell’euro e dei vincoli esterni, invece, se qualcuno non lo ha ancora inteso, si tagliano le voci di spesa pubblica più sensibili e si privatizzano i servizi pubblici essenziali, in pratica si massacrano i più deboli, si crea povertà diffusa.

E attenzione anche quando ci parlano degli sprechi, i quali, benché deprecabili, non c’entrano assolutamente nulla con la crisi economica.

Perché, parlando solo e soltanto di sprechi, non si dà mai spazio al fatto, ad esempio, che da oltre vent’anni l’Italia fa avanzo primario, cioè tassa più di quanto spende, al netto degli interessi passivi sul debito pubblico, in un sistema, quello dell’Euro, che costringe gli Stati privi ormai di sovranità monetaria a prendere in prestito i soldi dai mercati dei capitali privati, cioè dagli strozzini, e che quindi diventano proprietari delle nostre vite e delle Istituzioni”.

“È lo Stato che deve garantire i trasferimenti agli Enti Locali in misura di ciò che occorre a soddisfarne tutte le esigenze – dice ancora Palma – altrimenti, sarà sempre più facile tagliare tutto per tenersi in piedi. L’originaria formulazione dell’articolo 119 della Costituzione era perfetta: lo Stato trasferiva agli Enti Locali ciò che serviva per soddisfarne tutti i bisogni. Punto. Ora, con l’euro e l’Unione Europea, non è più così”.

Sui Comuni che non possono creare lavoro, Palma afferma che “Possono invece farlo nei limiti di spesa. È tuttavia impossibile nel sistema euro creare la piena occupazione, mentre  in passato era diverso. Perché si chiedevano i trasferimenti allo Stato, perché soprattutto al sud deindustrializzato si toglievano le persone dalle rovine della disoccupazione assumendole nelle amministrazioni locali, mentre al nord il fenomeno era meno ‘forte’, ma anche il nord ormai è pressoché deindustrializzato. Gli ‘orrori’ del modello economico neoliberista si trovano anche al nord”.

Dunque, per il giurista e scrittore di origini pugliesi, “Bisogna aumentare la spesa pubblica, non diminuirla. Quindi, per quel che riguarda i Comuni, è necessario violare il patto di stabilità interno. Non va mai dimenticato che c’è una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 275 del 2016, che dice che il principio dell’equilibrio di bilancio, cioè il pareggio di bilancio, non può mai prevalere sui diritti incomprimibili. Quindi, va da sé che per garantire questi diritti, si possa violare il patto di stabilità interno. E chi parla di fondi europei è come quel tale che ti consiglia di andare dallo strozzino. Idem i project financing, alla fine si va sempre a bussare al privato, facendo più danni di quanti se ne possano immaginare”.

Sulla campagna elettorale al fianco di Mori a Genova – conclude Palma – “La stiamo portando avanti sul territorio, utlilizzando al meglio anche i social network e le tv locali. Non so come risponderà elettoralmente la cittadinanza, ma per noi è arrivata l’ora di spezzare le catene euriste. Le stesse che producono il terribile e criminale patto di stabilità interno”.

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Intervista che l’avvocato Giuseppe PALMA ha rilasciato al quotidiano on-line AbruzzoWeb il 05 giugno 2017: http://www.abruzzoweb.it/contenuti/comuni-italiani-sforate-patto-stabilita-e-strozzinaggio-ora-piu-spesa-pubblica-/629253-2/

 

lacostituzioneblog.com

 

 

 

Costituzione, Unione Europea ed €uro: quattro libri di Giuseppe PALMA contro il “pensiero unico dominante”

Proponiamo qui di seguito quattro libri (saggistica) scritti dall’avvocato Giuseppe PALMA – fondatore di questo blog – su Costituzione, Unione Europea ed Euro, contro il “pensiero unico dominante”:

LA COSTITUZIONE COME NESSUNO L’HA MAI SPIEGATA. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni“, Key editore, 2017 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

La costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

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IL TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE. Dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’Europa. La rinuncia alla sovranità nazionale“, Edizioni Sì, 2016 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

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€UROCRIMINE. Cos’è la moneta unica e come funziona. Soluzioni giuridiche per uscire dall’€uro“, GDS, 2016 (disponibile solo in e-book):

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IL MALE ASSOLUTO. Dallo Stato di Diritto alla modernità Restauratrice. L’incompatibilità tra Costituzione e Trattati dell’UE. Aspetti di criticità dell’Euro“, GDS, 2014 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

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Altri libri dell’avv. Giuseppe PALMA (che, in totale, ne ha scritti finora ventiquattro): http://lacostituzioneblog.com/shop/

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lacostituzionablog.com

 

Convegno Italexit a L’Aquila: Giuseppe PALMA spiega la via giuridica per uscire dall’euro (VIDEO)

Sabato 13 maggio 2017, a L’Aquila, si è tenuto il convegno Italexit organizzato dal quotidiano on-line AbruzzoWeb.

Tra i relatori, oltre a me, l’eurodeputato Marco Zanni, il prof. Massimo Pivetti (già ordinario di economia politica all’Università di Roma), il dott. Stefano Sylos Labini (figlio dell’economista Paolo) e il dott. Esposito, esperto di mercati finanziari e sistema bancario.

Qui di seguito il VIDEO del mio intervento (in sintesi) sulla via giuridica per uscire dall’euro:

Avv. Giuseppe PALMA

 

IMPERDIBILE! Sette lezioni-video su EURO e UE (a cura di Giuseppe PALMA)

Propongo qui di seguito sette mie lezioni-video (della durata massima di dieci minuti ciascuna) sul funzionamento e sui principali aspetti di criticità dell’Unione Europea e dell’euro, già trasmesse pochi mesi fa sulla pagina facebook “Economia Democratica“. Molto importanti sono le gravi criticità esistenti nel rapporto tra la nostra Costituzione e i Trattati europei.

Buona visione:

PRIMA LEZIONE (COS’E’ L’EURO E COME FUNZIONA):

SECONDA LEZIONE (RAPPORTO COSTITUZIONE/TRATTATI EUROPEI: GLI ASSETTI ISTITUZIONALI):

TERZA LEZIONE (RAPPORTO COSTITUZIONE/TRATTATI EUROPEI: L’ESERCIZIO DELLA FUNZIONE LEGISLATIVA):

QUARTA LEZIONE (I CONTRO-LIMITI, CIOE’ LA “LINEA DEL PIAVE” A DIFESA DEI PRINCIPI FONDAMENTALI E DEI DIRITTI INALIENABILI DELLA PERSONA):

QUINTA LEZIONE (IL VINCOLO DEL PAREGGIO DI BILANCIO E LE PAROLE DI CALAMANDREI):

SESTA LEZIONE (LA COSTITUZIONALIZZAZIONE DEL VINCOLO DEL PAREGGIO DI BILANCIO):

SETTIMA ED ULTIMA LEZIONE (L’INCOSTITUZIONALITA’ DEGLI EVENTUALI “STATI UNITI D’EUROPA”):

 

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Avv. Giuseppe PALMA