Cacciamo via i nostri Tarquini (di Giuseppe PALMA)

Era il 509 a.C. quando i romani cacciarono via da Roma l’ultimo tiranno della dinastia etrusca dei Tarquini, Tarquinio il Superbo.

Oggi, a distanza di circa 2500 anni, non molto è cambiato rispetto ad allora, se non il fatto che noi – a differenza dei romani – non abbiamo il coraggio di cacciare via i nostri Tarquini.

La nostra democrazia e le nostre Istituzioni sono ormai nelle mani dei tiranni, i quali continuano lo smantellamento del Paese e della Costituzione senza neppure doversi difendere dall’ira del popolo.

Eletti (si fa per dire!) con una legge elettorale dichiarata incostituzionale e in grave alterazione del principio di rappresentatività democratica (Corte Costituzionale, sent. 1/2014; Corte di Cassazione sent. 8878/2014), i nostri parlamentari continuano lo stupro della Costituzione e dei diritti fondamentali in essa sanciti. Da Monti a Gentiloni abbiamo avuto il Fiscal Compact, le due leggi Fornero, la costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio, il Jobs Act, la deforma costituzionale che tentava di darci allo straniero e, da ultimo, sono pronti i colpi di coda dello Ius Soli e del CETA. Tutti crimini contro il popolo e contro la Costituzione allo scopo di salvare l’euro, una moneta criminale introdotta su volere di autentici assassini della democrazia e dei diritti fondamentali, alcuni dei quali siedono ancora in Parlamento.

Senza parlare poi della vera e propria invasione da parte di un “esercito industriale di riserva” cui il Partito Democratico ci ha condannato, oppure delle vili armi di distrazione di massa come ad esempio l’idiozia della legge Fiano sull’antifascismo; una legge neo-fascista contro il falso pericolo di un fascismo che non c’è più.

L’Italia e la sua Costituzione sono ormai a terra, stuprate, derise e gettate nel fango. In lacrime per i continui stupri subiti dagli usurpatori, urlano di rabbia e dolore. Agli abusivi non interessano le esigenze del popolo; essi debbono portare a compimento la “soluzione finale” imposta dal capitale internazionale e dalla sovrastruttura europea, cioè lo smantellamento dei principi inderogabili della Costituzione primigenia. Di fronte a questo crimine, la sovranità popolare non conta proprio nulla!

Alzati popolo! E caccia via da Roma i tuoi Tarquini! Riprenditi la tua Italia!

Ascolta il tuo Poeta: “O compagni sul letto di morte, o fratelli sul libero suol“.

Avv. Giuseppe PALMA 

 

 

L’antifascismo dei neo-fascisti (di Giuseppe PALMA)

E’ in discussione in questi giorni alla Camera dei deputati l’introduzione dell’art. 293 bis del codice penale, che – come proposto dal relatore Emanuele Fiano del Partito Democratico – così reciterebbe:  (Propaganda del regime fascista e nazifascista) “Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici
”.

Il tenore della norma è aberrante, oltre che palesemente incostituzionale. Il primo comma dell’art. 21 della Costituzione, infatti, garantisce e tutela la libertà del pensiero, qualunque sia il mezzo di diffusione dello stesso: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Ma non è solo questo il punto.

Trattasi di reato d’opinione, del tutto in contrasto con lo spirito ed il dettato costituzionale. Chi può assumersi la responsabilità di affermare che un’idea, qualunque essa sia, anche la più sbagliata, sia penalmente perseguibile? E poi perché solo il partito fascista e il partito nazionalsocialista tedesco? E il comunismo allora, con i suoi centocinquanta milioni di morti? E il neo-liberismo, che sta uccidendo migliaia di persone da un decennio a questa parte? Sono più pericolosi i saluti romani e le bottoglie di vino con su scritto Dux o il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio in Costituzione? E’ più pericolosa la memoria di un uomo morto settantadue anni fa o l’euro, che smantella salari e diritti costituzionalmente garantiti? Fa più paura la Germania nazista o il lager neo-nazista UE-euro?

E fin qui, credo che né Fiano né Renzi mi risponderanno.

Ma il problema è addirittura culturale. Ora, parlare di cultura citando il Partito Democratico è un’offesa per la cultura stessa, ma la storia – qualunque essa sia – non può e non deve essere cancellata o – peggio – perseguita penalmente!

Durante il fascismo, per esempio, il Ministro della Pubblica Istruzione del primo Governo Mussolini, Giovanni Gentile (e non Valeria Fedeli), diede avvio alla grande opera dell’Enciclopedia italiana di scienze, lettere e arti (oggi Enciclopedia Treccani), un vero e proprio capolavoro che metteva insieme dalla letteratura all’economia, dalla scienza al diritto. Vogliamo dunque bruciare in piazza l’Enciclopedia di Gentile perché fascista?

E che dire dei quattro codici? Durante il regime fascista furono infatti approvati il codice civile, il codice di procedura civile, il codice penale e quello di procedura penale. Fatta eccezione per quest’ultimo, rimasto in vigore fino al 1989, gli altri tre sono tutt’ora vigenti nella loro interezza, salvo le molteplici modifiche intervenute nei decenni. Bruciamo anche i codici perché fascisti? E cosa ce ne facciamo dell’enciclopedia dei poeti italiani fascisti all’interno della quale vi sono le composizioni di Pietro Ingrao? Bruciamo anche quella? E dell’obelisco all’Eur con la scritta Mussolini che facciamo? Lo buttiamo giù? E dei tombini fognari in ghisa con l’immagine della verga fascista? Li togliamo e li sostituiamo con quelli in plastica? E le opere di Gabriele D’Annunzio? Le vietiamo? Mutiamo il nome dell’Università di Pescara?

Rivolgiamo istanza all’Accademia di Svezia per togliere il Nobel per la Letteratura a Pirandello? Vietiamo che nelle scuole si legga Il fu Mattia Pascal o Uno, nessuno, centomila? Così scriveva Pirandello a Benito Mussolini nel 1924: «Eccellenza, sento che questo è per me il momento più proprio di dichiarare una fede nutrita e servita sempre in silenzio. Se l’E.V. mi stima degno di entrare nel Partito Nazionale Fascista, pregerò come massimo onore tenermi il posto del più umile e obbediente gregario. Con devozione intera». Dichiariamo fuori legge Pirandello? Puniamo chi legge le sue novelle?

E che faranno tutti quegli italiani che in casa hanno immagini, statuette e quadri raffiguranti Benito Mussolini? Li processiamo tutti?

Cosa ancor più terribile è il vile e falso accostamento fatto dal Partito Democratico tra l’introduzione della norma penale con i movimenti sovranisti che criticano UE ed euro! Un vero e proprio colpo basso degno di neo-fascisti! Vigliacchi!

Come scrisse Pasolini su Il Corriere della Sera del 16 maggio 1974: “Attenti al fascismo degli antifascisti!”.

§§§

La sinistra €urista, legatasi mani e piedi al capitale internazionale, visto che non è più in grado di garantire né il lavoro né nessuno dei diritti costituzionalmente tutelati, dimostra a se stessa di essere ancora viva attraverso il nulla. Perché del nulla si tratta!

Ciò premesso, l’art. 293 bis del codice penale, così come proposto dal relatore Fiano, corrisponde quindi al nulla in senso assoluto. Ma, qualora fosse approvato, instaurerebbe in Italia una vera e propria dittatura del pensiero unico dominante!

Avv. Giuseppe PALMA

 

Ballottaggi: débacle epocale del PD! Ora elezioni anticipate, non più tardi di novembre! (di Giuseppe PALMA)

Oltre 4 milioni i cittadini chiamati alle urne nei 111 Comuni nei quali si è tenuto il secondo turno di ballottaggio alle elezioni amministrative 2017.

Il Partito Democratico, che aveva sostanzialmente tenuto al primo turno, al secondo turno ne è uscito letteralmente con le ossa rotte! E a vincere è stata la coalizione di centro-destra formata da Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Il dato elettorale, seppur limitato ad elezioni locali, contiene tuttavia un dato politico molto importante: la bocciatura del Partito Democratico sia nelle grandi città che nelle sue principali roccaforti storiche! Da Sesto San Giovanni a Pistoia, da L’Aquila a La Spezia!

Ma il PD ha perso anche a Monza, Piacenza, Verona, Lodi, Catanzaro, Alessandria, Rieti e soprattutto a Genova! La sconfitta di Genova è comunque quella più significativa perché mai, dal dopoguerra, era stata amministrata dalla destra.

Tuttavia, almeno simbolicamente, la Waterloo per il centro-sinistra è la sonora sconfitta di Sesto San Giovanni, la “Stalingradod’Italia”, che per oltre settant’anni è sempre stata amministrata dalla sinistra! 

A questo punto, di fronte alla netta sconfitta elettorale, l’unico modo che il PD ha di dimostrare rispetto nei confronti del popolo italiano è quello che il Presidente del Consiglio Gentiloni rassegni immediatamente le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, che dovrebbe mandare il Paese ad elezioni anticipate non più tardi di novembre. Se questa fosse la strada – e sinceramente non ne vedo altre percorribili se si ha un minimo di rispetto nei confronti della sovranità popolare – Gentiloni potrebbe restare in carica per gli affari correnti.

Resta però il nodo della legge elettorale, ma se PD e centro-destra vogliono, entro fine luglio possono approvare una nuova legge oppure omogenizzare i due sistemi usciti dalle sentenze della Corte costituzionale (n. 1/2014 e n. 35/2017). Serve solo la volontà politica. In un mese, massimo due, si può fare!

Ma v’è di più. Il risultato dei ballottaggi dovrebbe impedire a questo Parlamento (a maggioranza piddina), eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali, sia di approvare la legge sullo Ius Soli che ratificare il CETA, due provvedimenti assurdi e molto pericolosi per il nostro Paese! In queste condizioni, sarebbe davvero un vile tradimento nei confronti del popolo italiano ratificare un Trattato come il CETA o approvare una legge molto controversa come quella sullo Ius Soli, soprattutto alla luce del fatto che manca del tutto una corrispondenza democratica tra volontà popolare e composizione parlamentare…

Oltre alla doppia sconfitta elettorale subita da PD e suoi alleati (referendum dello scorso dicembre e ballottaggi di ieri), sarebbe a dir poco inaccettabile che una maggioranza parlamentare costituitasi in frode alla Costituzione possa permettersi di approvare lo Ius Soli o ratificare il CETA! In nome di chi, poi? Non di certo del popolo italiano, la cui volontà è stata sin da subito totalmente tradita, manipolata e ribaltata! 

Non c’è più tempo. Non possiamo consentire, dopo i risultati elettorali del referendum costituzionale e delle amministrative, che un Parlamento costituitosi in grave alterazione del principio di rappresentatività democratica (Corte di Cassazione, sent. n. 8878/2014) continui a legiferare in modo pericoloso e dannoso per l’intero Paese!

Dal gennaio 2014 (ma a dire il vero già dal novembre 2011) l’Italia è un Paese a democrazia limitata, dove le Istituzioni sono state occupate illegittimamente dal PD e suoi cespugli, con il benestare della sovrastruttura europea che ha proprio nel PD il vassallo più feroce e più fedele! Questa drammatica situazione deve trovare fine. Adesso!

Ciò premesso, questo blog – nato proprio a difesa della Costituzione – chiede immediate dimissioni del Governo Gentiloni e conseguenti elezioni anticipate da tenersi non più tardi di novembre! 

Si dia finalmente voce sovrana al popolo italiano!

Giuseppe PALMA

 

 

lacostituzioneblog.com supera le 50.000 visualizzazioni in meno di 70 giorni! Grazie!

Oggi, sabato 22 aprile 2017, questo blog da me fondato il 14 febbraio, in appena 68 giorni ha superato le 50.000 visualizzazioni! E dire che, a parte qualche rara eccezione, sono il solo ed unico autore…

Grazie a tutti e continuate a seguirmi! Insieme salveremo i principi inderogabili della Costituzione primigenia…

Per tutti coloro che volessero sostenere questo blog a difesa della Costituzione del 1948: http://lacostituzioneblog.com/donazioni/

Giuseppe Palma

(lacostituzioneblog.com)

 

 

Il traditore Bersani… ascoltatelo…

Propongo la visione e l’ascolto del seguente VIDEO (quantomeno la prima parte):

Il tradimento della Costituzione è palese! Questo personaggio, tra i peggiori della politica italiana degli ultimi decenni, insieme al suo partito (all’epoca il PD) ha vigliaccamente stuprato i principi inderogabili della Costituzione primigenia!

Giuseppe PALMA

 

 

La regina Elisabetta II ha apposto il Royal Assent: è BREXIT (di Giuseppe PALMA)

La novantunenne regina d’Inghilterra, Elisabetta II, ha apposto il Royal Assent sulla legge che dà il via libera alla Brexit. In pratica, Sua Maestà ha promulgato la legge con la quale il governo britannico presieduto da Theresa May è autorizzato ad avviare la procedura formale di divorzio dall’Unione Europea.

Il percorso, dal 23 giugno dello scorso anno (quando il popolo della Gran Bretagna votò democraticamente per l’uscita dall’UE), è stato tutt’altro che facile.

Inizialmente l’establishment tentò – goffamente a dire la verità – di far ripetere il referendum attraverso una campagna di sensibilizzazione che sin da subito si rivelò totalmente manovrata, per poi arrivare alle carte bollate vere e proprie. Un gruppo di uomini e donne d’affari chiesero infatti all’autorità giudiziaria di inibire il governo May dall’avviare la procedura d’uscita senza un voto preventivo da parte di Westminster (il Parlamento britannico), essendo il referendum del 23 giugno un voto meramente consultivo. E dopo due gradi di giudizio la magistratura ha dato ragione ai ricorrenti. Per questo il governo May ha presentato in Parlamento un disegno di legge che autorizzi l’esecutivo ad avviare la procedura prevista dall’art. 50 TUE, senza alcuna condizione da imporsi al governo medesimo. La Camera dei Comuni (la Camera bassa) l’approvava a larghissima maggioranza, mentre la Camera dei Lord approvava due emendamenti: l’uno che prevedeva di non applicare alcuna misura restrittiva nei confronti degli immigrati UE già in Gran Bretagna, il secondo di riservare al Parlamento un voto finale sull’esito e sul contenuto delle trattative con l’Unione Europea. Il provvedimento, tornato alla Camera bassa, veniva approvato – sempre a larghissima maggioranza – nella versione originaria proposta dal governo, respingendo gli emendamenti dei Lord.

Ieri, giovedì 16 marzo, la regina ha apposto il Royal Assent sulla legge! E’ Brexit, anzi, hard brexit, come l’ha definita il primo ministro britannico!

Entro la fine di questo mese il governo May invierà quindi comunicazione ufficiale al Consiglio europeo ex art. 50 TUE con la quale si aprirà la fase di recesso della Gran Bretagna dall’Unione Europea, le cui trattative dovrebbero durare circa due anni, o forse un po’ di più.

L’establishment europeista, pensando di complicare la strada della brexit, ha tentato di porvi un freno attraverso un passaggio parlamentare che avrebbe potuto produrre pesanti limitazioni nei confronti del governo nelle trattative con l’UE. Ma il risultato è stato esattamente l’opposto: ora il primo ministro conservatore Theresa May non solo agirà in forza della sovranità popolare, ma anche del pieno ed incondizionato assenso da parte del Parlamento britannico. Diciamo che l’establishment ha sbagliato i tempi: se avesse fatto presentare il ricorso dopo l’avvio ufficiale delle trattative, il governo si sarebbe trovato davvero in grandi difficoltà. Per fortuna è accaduto tutto prima. In tal modo Theresa May agirà non solo in nome del popolo britannico, ma anche dei suoi rappresentanti! Il tutto con il sigillo reale!

La democrazia britannica, in tutte le sue forme, ha vinto sulla tirannia europea!

Giuseppe PALMA

 

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