Legge elettorale: “Come finisce una democrazia” – VIDEO di presentazione del libro di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI

VIDEO di presentazione del mio nuovo libro (attualmente disponibile in e-book) scritto a quattro mani con il prof. Paolo Becchi:

Per approfondire l’argomento:

http://lacostituzioneblog.com/2017/09/22/legge-elettorale-e-uscito-il-libro-di-paolo-becchi-e-giuseppe-palma-come-finisce-una-democrazia-i-sistemi-elettorali-dal-dopoguerra-ad-oggi-arianna-editrice-in-ebook/

Avv. Giuseppe PALMA

 

Legge elettorale: VIDEO di presentazione del libro “Come finisce una democrazia. I sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi” (Giuseppe PALMA – Paolo BECCHI)

Video-presentazione del libro “Come finisce una democrazia. I sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi“, Arianna editrice, settembre 2017.

Autori del libro (e-book): Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA

Video di Giuseppe PALMA:

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Per chi volesse acquistare il librohttp://lacostituzioneblog.com/2017/09/22/legge-elettorale-e-uscito-il-libro-di-paolo-becchi-e-giuseppe-palma-come-finisce-una-democrazia-i-sistemi-elettorali-dal-dopoguerra-ad-oggi-arianna-editrice-in-ebook/

 

250.000 visualizzazioni in circa 7 mesi. Grazie a tutti!

Questo blog, nato per difendere i principi inderogabili della Costituzione primigenia, ha aperto i battenti il 14 febbraio 2017. In poco più di sette mesi ha superato le 250.000 visualizzazioni!

E dire che, a parte qualche rara eccezione, sono l’unico che vi ci scrive…

Grazie a tutti e continuate a seguirmi…

Avv. Giuseppe PALMA

Libero presenta il nuovo libro di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA: “Come finisce una democrazia. I sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi”

Dal quotidiano Libero del 23 settembre 2017:

Pubblichiamo in anteprima uno stralcio di Come finisce una democrazia, ebook di Paolo Becchi e Giuseppe Palma uscito per la casa editrice Arianna

Se da un lato il sistema elettorale vigente nel Paese dal 1946 al 1993 rispettava il dettato costituzionale, quelli venuti dopo hanno cercato – chi più chi meno – di manipolare la volontà degli elettori. Nel caso del Mattarellum abbiamo visto come la democrazia rappresentativa e pluralista lasciava il posto ad un sistema maggioritario che – pur non essendo mai finito dinanzi al giudizio della Consulta -vanificava almeno in parte i risultati elettorali ottenuti dai partiti minori (…).

Tuttavia il Mattarellum rientrava ancora nell’architettura costituzionale disegnata dai Padri Costituenti (…). Con il porcellum, invece, le cose sono precipitate perché, oltre ad avere deputati e senatori tutti nominati e non scelti direttamente dai cittadini, la composizione di entrambe le Camere era falsata da un premio di maggioranza attribuito senza neppure la previsione di una soglia minima di voti oltre la quale il premio avrebbe dovuto trovare applicazione. Il problema, oltre che tecnico-costituzionale, è però politico: dalla democrazia rappresentativa della Prima Repubblica (con i suoi difetti) siamo passati alla democrazia dei video-spot, per poi evolverci verso la post-democrazia del clic … È innegabile l’esistenza di un filo rosso che collega le scelte politiche degli ultimi decenni alle leggi elettorali adottate. Il porcellum, infatti, andava nella direzione di esautorare la volontà degli elettori (…). E così anche con i tentativi seguenti. Ci hanno provato sia con le leggi elettorali sia con la Costituzione, ma, visti gli esiti dell’ultimo referendum confermativo dello scorso 4 dicembre, ci sono riusciti solo in parte. Scriviamo «in parte» perché in realtà la Costituzione ha subìto – con esito favorevole – la modifica del 2012 sull’introduzione nella Carta costituzionale del vincolo del pareggio di bilancio, l’ennesimo «vincolo esterno» imposto dalla sovrastruttura europea, del tutto in contrasto con i principi inderogabili della Costituzione. Era solo un tassello del progetto già iniziato con il Trattato di Maastricht e soprattutto con i seguenti regolamenti con i quali è stato introdotto l’euro … In materia di legge elettorale i giochi – al momento – sono ancora aperti. Alla data di uscita di questo libro – nella versione digitale – sul tavolo vi sono ancora quattro possibilità: 1) l’eventuale approvazione entro la fine della Legislatura, qualora vi fossero condizioni politiche favorevoli, del nuovo testo presentato dal Partito Democratico (…) Rosatellum bis; 2) la ripresa del dibattito parlamentare sul modello «tedesco all’italiana»; 3) nessuna nuova legge elettorale con la conseguenza che si andrà al voto con il Legalicum per la Camera ed il Consultellum per il Senato, cioè rispettivamente con l’Italicum ed il porcellum (…); 4) l’armonizzazione delle due leggi elettorali oggi vigenti (Legalicum e Consultellum) attraverso alcuni ritocchi alle stesse, così come auspicato e suggerito dalla Corte costituzionale (…) A parere nostro non esiste un sistema migliore di un altro. Qualunque legge elettorale non può in ogni caso prescindere dal rispetto dei principi costituzionali. (…) Resuscitare il Mattarellum originario sarebbe in effetti la cosa più semplice, ma siamo certi che proprio per questo non avverrà…

Articolo apparso su Libero il 23 settembre 2017.

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Per chi volesse acquistare il libro (attualmente disponibile solo in e-book):

L’elenco delle librerie on-line sarà in continuo aggiornamento.

IMPORTANTE! APPENDICE al libro sul MATTARELLUM CAPOVOLTO o ROSATELLUM bis:

 

 

Legge elettorale: è uscito il libro di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA “COME FINISCE UNA DEMOCRAZIA. I SISTEMI ELETTORALI DAL DOPOGUERRA AD OGGI” – Arianna editrice (in ebook)

In primo piano

COME FINISCE UNA DEMOCRAZIA. I sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi

di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA

Arianna editrice, 22 settembre 2017 (in e-book)

Elenco delle librerie on-line presso le quali è possibile acquistare l’e-book:

Il tema della legge elettorale, con tutti i suoi inevitabili tecnicismi, non attira nessuno se non il solito pubblico molto ristretto degli addetti ai lavori o appassionati dell’argomento. Eppure, in fin dei conti, dopo la Costituzione si tratta della legge più importante di un Paese, quella che stabilisce le regole del “gioco democratico” che devono essere rispettose del dettato costituzionale. Ora, il nostro Parlamento è riuscito per ben due volte ad adottare leggi elettorali che, sottoposte entrambe al vaglio della Corte costituzionale, non l’hanno superato.

Sconcertati da tutto ciò abbiamo deciso di presentare un contributo che tracci, in modo sintetico, la storia dei sistemi elettorali che si sono succeduti in Italia dal dopoguerra ad oggi, prospettando ed analizzando anche le possibili soluzioni con le quali andremo a votare alle prossime elezioni politiche: dalle due leggi elettorali uscite dalle sentenze della Consulta numm. 35/2017 e 1/2014 (vale a dire il Legalicum alla Camera e il Consultellum al Senato, cioè l’Italicum e il porcellum così come falcidiati dalla Corte costituzionale), all’ipotesi di un modello tedesco “all’italiana” – un porcellinum con crauti – sul quale sembrava che tutti fossero d’accordo – e che poi si è arenato, sino alla novità dell’ ultima ora rappresentata dal Mattarellum capovolto.

Questa storia infinita dimostra una cosa sola. Renzi con la sconfitta al referendum ha perso la sua battaglia politica e ora sta cercando di fare approvare una legge elettorale in cui tutti saranno al contempo vincitori e perdenti. La conseguenza? Un caos post-elettorale di cui sapranno approfittare i poteri forti. Così finisce una democrazia.

ATTENZIONE!Come finisce una democrazia. I sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi” è uscito a ridosso della presentazione, da parte del Partito Democratico, di una nuova proposta di legge elettorale giornalisticamente definita Mattarellum capovolto o Rosatellum bis, depositata in Commissione Affari Costituzionali alla Camera dei deputati nella seduta di giovedì 21 settembre 2017. Tale nuovo sistema è stato spiegato nel libro molto brevemente e in linea generale, senza eccessivi tecnicismi, anche per entrare sin da subito e a pieno titolo nel dibattito politico e parlamentare. Ciò rende necessaria la pubblicazione di un’APPENDICE/INTEGRAZIONE qui di seguito riportata in pdf, nella quale spieghiamo nel dettaglio (e con i necessari tecnicismi) i meccanismi elettorali del MATTARELLUM CAPOVOLTO o ROSATELLUM BIS (in ordine al testo approvato dalla Camera dei deputati – con voto di fiducia – nella giornata di giovedì 12 ottobre 2017), oltre all’indicazione della scheda elettorale, dei profili di incostituzionalità e di alcune correzioni. Per scaricare l’APPENDICE è sufficiente cliccare sul link sottostante:

L’APPENDICE di cui sopra verrà opportunamente aggiornata nell’eventualità il Mattarellum capovolto o Rosatellum bis giungesse ad approvazione definitiva da parte di entrambe le Camere entro fine Legislatura. 

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VIDEO di presentazione del libro:

 

Giuseppe PALMA, Paolo BECCHI

 

“Rinascimento”: critica costruttiva al nuovo libro di Sgarbi e Tremonti (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Qui di seguito l’articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di mercoledì 13 settembre 2017, circa una critica costruttiva al nuovo libro di Vittorio SGARBI e Giulio TREMONTI: “Rinascimento“:

È uscito da qualche giorno un libro che già sta facendo molto discutere dal titolo programmatico “Rinascimento”, edito da Baldini & Castoldi e La nave di Teseo, scritto da Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti. Il libro è molto bello, anche per come si presenta nelle vesti grafiche, perfettamente curato e poi quando c’è la mano di Vittorio Sgarbi ogni pubblicazione acquista sempre una marcia in più. Verrà presentato oggi, alle 18 alla Fondazione del Corriere della Sera (sala Balduzzi, Milano). Dopo che Becchi ne ha già parlato in generale su questo giornale ci siamo spinti nella lettura, soffermandoci nello specifico su due proposte – avanzate da Giulio Tremonti – in ordine alla “questione europea”.

L’ex ministro dell’economia dei Governi Berlusconi propone infatti due soluzioni che – a suo parere – sarebbero idonee a superare l’ empasse nel quale si trova l’Italia ormai da parecchi decenni a causa dell’adesione all’Unione Europea e della moneta unica. La prima riguarda “l’avvio di un referendum, per rimuovere dalla nostra Costituzione la clausola di sottomissione ai “vincoli europei”, riportando l’esempio della Costituzione tedesca, mentre la seconda attiene alla richiesta – da formularsi all’Ue – di “eccezione italiana”, esattamente come fatto lo scorso anno dal Governo Cameron prima della Brexit.

Qui di seguito le nostre osservazioni. La seconda proposta è fattibile, e consisterebbe nel richiedere all’Ue condizioni particolari per noi più vantaggiose per continuare a farne parte, e quindi in deroga agli attuali Trattati europei. La prima proposta, quella del referendum, invece non è perseguibile. E ciò in ordine a diversi motivi che passiamo subito in rassegna.

La nostra Costituzione prevede soltanto due tipi di referendum. Quello abrogativo di cui all’art. 75 della Costituzione (quindi in questo caso non praticabile) e quello confermativo di cui all’art. 138 Cost., ma quest’ultimo presuppone una revisione costituzionale. Forse Tremonti sottintende, perché sia fattibile la sua proposta, l’approvazione di una legge costituzionale ad hoc come quella – ad esempio – che fu approvata dal Parlamento italiano per indire il referendum consultivo del 1989 (anche in quel caso in materia “europea”). Ma perché ciò sia fattibile, occorre appunto l’approvazione di una legge costituzionale secondo la procedura aggravata prevista dall’art. 138 della Carta. Ammesso che ciò avvenga, servono due votazioni sul medesimo testo da parte di Camera e Senato intervallate da un periodo non inferiore ai tre mesi. Ma non solo. Qualora nella seconda votazione la legge costituzionale non fosse approvata da entrambi i rami del Parlamento con una maggioranza di almeno i 2/3 dei componenti di ciascuna Camera, occorrerà – alle condizioni dettate dall’art. 138 Cost. – un referendum popolare di tipo confermativo. Solo successivamente, avvenuti tutti questi passaggi, si potrà indire il referendum suggerito da Tremonti. In parole povere, ci vogliono almeno due anni per realizzarlo e una forte volontà politica. E nel frattempo il Paese continuerebbe a versare in una situazione di agonia irreversibile.

Del tutto condivisibile è invece la seconda proposta avanzata dall’ex ministro. Si va in Europa e si chiede un Protocollo ad hoc che soddisfi le particolari esigenze italiane, in deroga alle pattuizioni previste dai Trattati europei, quindi in deroga non solo a Maastricht e a Lisbona, ma anche al Fiscal Compact. Ma per fare ciò occorre un Governo autorevole che abbia a cuore gli interessi della Nazione. Certo, la proposta di andare in Ue e chiedere per l’Italia un Protocollo eccezionale che tenga conto delle nostre esigenze economico-sociali è difficile che venga accolta. Ma non è questa una ragione sufficiente per non tentare, anche perché consentirebbe di aprire a Bruxelles una seria discussione che fin qui è mancata completamente. E se la proposta non venisse accolta si potrà sempre pensare a “divorziare”. A nostro avviso pertanto quanto proposto da Tremonti e Sgarbi nel loro libro sarebbe il primo obiettivo del futuro governo, sempre che ci lascino votare anzitutto un nuovo Parlamento.

di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA (Libero, 13 settembre 2017, pagina 8).

 

LEGGE FIANO: il regime totalitario è alle porte (di Giuseppe PALMA)

Quando un regime intende sentirsi vivo, non potendo più sentirsi tale coi contenuti in quanto esautoratosi da solo, cerca di combattere i fantasmi. Quelli del passato.

E’ il caso della proposta di “legge Fiano”, la quale – approvata ieri alla Camera dei deputati – mira a perseguire penalmente l’ideologia fascista e del partito nazionalsocialista tedesco, punendo con il carcere addirittura anche coloro che producono, distribuiscono, diffondono o vendono beni che raffigurano persone, immagini o simboli riferiti al fascismo o al nazionalsocialismo tedesco.

Ecco il testo dell’art. 293 bis del codice penale approvato ieri a Montecitorio:

Art. 293 bis c.p. «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

In pratica vuol dire che chi produce o vende bottiglie di vino o accendini con la faccia di Mussolini rischia di essere punito con la reclusione da sei mesi a due anni. Pena che sarà aumentata di un terzo se un ragazzo posterà su twitter o facebook il capoccione del Duce con sotto scritto “ci manchi”! Siamo giunti ormai a questi livelli di censura autoritaria.

Ma l’idiozia arriva con la gestualità. Faccio un esempio: se sto parlando in piazza della Costituzione e dei suoi principi fondamentali, e mi metto con busto dritto e le mani sui fianchi, alzando magari leggermente il mento, commetto reato e rischio fino a due anni di carcere. Roba da matti, ma è così. E se lo faccio postando un video su facebook, la pena è aumentata di un terzo.

E poi, perché punire solo fascismo e nazionalsocialismo tedesco? E il comunismo allora? Conti alla mano, i morti e le atrocità di fascismo e nazismo sono ben poca cosa rispetto ai crimini efferati del comunismo!

Tuttavia, perseguire penalmente un’ideologia – sia pur essa la più sbagliata – è degno dei peggiori tiranni! Chi ha votato questa legge ha dei nomi: Partito Democratico (Renzi), Alternativa Popolare (Alfano), Articolo Uno (Bersani e Speranza) e cespuglietti affini.

Contrari: Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Emanuele Fiano – non so se consapevolmente o meno – ha dato avvio all’instaurazione conclamata del nuovo regime fascista. Non quello di Mussolini. Ma quello del Partito Democratico e della sua idiozia. Ricordate George Orwell in 1984? «Il partito è democratico»!

Renzi, Bersani, Fiano, Speranza e compagnia bella, essendosi legati mani e piedi all’euro e ai vincoli capestro di Bruxelles, non possono più attuare i diritti fondamentali costituzionalmente garantiti. Per questo, allo scopo di sentirsi vivi, tentano di emergere e sopravvivere in due modi: regalando diritti cosmetici e perseguendo i fantasmi. In questo caso addirittura l’ideologia di un partito che non esiste più, fondato da un uomo morto ben 72 anni fa.

Del resto, dal punto di vista giuridico, l’art. 293 bis del codice penale sarebbe in palese contrasto con il primo comma dell’art. 21 della Costituzione, oltre che con la XIIa disposizione transitoria e finale della Carta, la quale vieta espressamente solo la ricostituzione del disciolto partito fascista e non anche l’ideologia. Ma chi scrisse la Costituzione si chiamava Benedetto Croce, Meuccio Ruini, Piero Calamandrei. Mica Emanuele Fiano, Roberto Speranza o Valeria Fedeli.

Altri tempi. Altro livello culturale. Altri uomini.

Ora il provvedimento, per diventare legge, dovrà essere approvato nel medesimo testo anche al Senato. Preparatevi: la dittatura è alle porte.

Avv. Giuseppe PALMA

P.S. Per approfondire l’argomento, è possibile leggere questo mio articolo pubblicato a luglio sempre su questo blog: http://lacostituzioneblog.com/2017/07/11/lantifascismo-dei-neo-fascisti-di-giuseppe-palma/

 

 

 

La Costituzione scende in Piazza con Giuseppe Palma, che la presenta al pubblico di Ostuni

Martedì 22 agosto 2017 si è tenuta ad Ostuni, cioè nella mia città dove sono nato e vissuto fino ai ventinove anni di età, la presentazione del mio libroLa Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni” edito da Key editore.

L’evento si è collocato nel 70° anniversario della promulgazione della nostra Costituzione, che ricorre il 27 dicembre di quest’anno.

Qui di seguito l’intervista che ho rilasciato ad OstuniLive all’indomani della grande serata letteraria ostunese (articolo a cura di Leonardo Zizzi):

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La Costituzione scende in Piazza con Giuseppe Palma, che la presenta al pubblico ostunese

Il costituzionalista e scrittore di origini ostunesi ha presentato ieri sera in Piazza Sant’Oronzo il suo ultimo lavoro a un attento pubblico composto anche da giovani e turisti

Si è svolta ieri sera, 22 agosto, in piazzetta Sant’Oronzo a Ostuni, la presentazione dell’ultimo libro dell’Avvocato Giuseppe Palma, scritto in occasione del settantesimo anniversario dalla promulgazione della nostra Costituzione, che si celebra il 27 dicembre di quest’anno. Il volume, dal titolo: “La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni”, ha visto un’ampia partecipazione di concittadini e turisti affascinati dall’interessante dibattito. A prenderne parte, oltre all’autore, v’erano Giuseppe Francioso, consigliere comunale del Comune di Ostuni nonché organizzatore della kermesse letteraria, e Michele Conte, presidente del Consiglio di Amministrazione del Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale.

I temi affrontati nel libro di Palma riguardano sia il difficile rapporto tra Costituzione italiana e Trattati europei /moneta unica, che una chiara spiegazione dei Principi Fondamentali della Carta. “I diritti fondamentali – dichiara l’autore ai nostri microfoni – sono continuamente sotto attacco da parte delle vili esigenze dettate dalla sovrastruttura europea, quindi dalla commissione europea e dalla Bce. La nostra Costituzione mette il diritto al lavoro in primo piano, tant’è che è inserito sia nel primo che nel quarto articolo della Carta, mentre i Trattati europei, benché parlino di piena occupazione, rinchiudono quest’ultima nella cornice capestro della competitività selvaggia e della stabilità dei prezzi, quindi l’opposto del significato primigenio della nostra Costituzione”. Inoltre, nonostante i temi non di semplice comprensione, il pubblico ha seguito attentamente l’intero incontro fino alla fine, affascinandosi a tal punto da richiederne copia del volume. Il sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola e il senatore Vittorio Zizza hanno preso parte all’evento letterario salutando turisti e cittadini.

Palma, che ad oggi ha già scritto e pubblicato ben ventisei libri, concludeva con un’affermazione particolarmente interessante: “I Trattati europei parlano di competitività. Voglio ricordarvi che sono le bestie a competere; l’uomo invece coopera e collabora”. L’autore coglie inoltre l’occasione per ringraziare Giuseppe Francioso, il quale, per il secondo anno consecutivo, si è impegnato affinché le opere letterarie di Palma fossero conosciute anche nella sua città di origine, come in tutta Italia” (http://www.ostunilive.it/news/cultura/516634/la-costituzione-scende-in-piazza-con-giuseppe-palma-che-la-presenta-al-pubblico-ostunese).

Alcune foto dell’evento:

Un breve video di sette minuti che propone uno stralcio della presentazione (come diretta facebook):

https://www.facebook.com/saldifranco48/videos/10212442859417864/

Riporto anche il resoconto della Kermesse letteraria uscito su “OstuniNotizie“: http://www.ostuninotizie.it/it/attualita/2017/08/24/lavvocato-giuseppe-palma-piazza-spiegare-la-costituzione/

Avv. Giuseppe PALMA

 

I 70 anni della Costituzione presentati ad Ostuni. Il 22 agosto Giuseppe Palma presenta il suo libro nella Città Bianca

Ostuni, martedì 22 agosto. In piazzetta Sant’Oronzo, nei pressi della colonna del Santo ubicata in piazza, verrà presentato il libro dell’avvocato Giuseppe Palma La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni, edito da Key editore.

L’appuntamento è per le ore 20;30. L’evento sarà all’aperto e vi potrà partecipare chiunque.

Il 27 dicembre di quest’anno (2017) ed il 1° gennaio dell’anno prossimo (2018) ricorre il 70° anniversario rispettivamente dalla promulgazione e dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, non a torto definita “la più bella del mondo”.  Il trentanovenne avvocato Giuseppe Palma, ostunese che vive ed esercita la professione a Milano ormai da diversi anni, autore ad oggi di ben ventisei pubblicazioni, presenta ad Ostuni il suo libro “La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni(prefazione a cura del prof. Paolo Becchi), edito da Key editore.

A presentare il libro di Giuseppe Palma vi saranno l’avvocato ostunese Michele Conte, presidente del Museo delle civiltà preclassiche, e il dott. Giuseppe Francioso, consigliere comunale di Ostuni, il quale ha curato l’idea e l’organizzazione dell’evento.

Quella ad Ostuni sarà la prima presentazione in Italia di un libro sul 70° anniversario della Costituzione, infatti quella di Palma è la prima pubblicazione in merito alla prestigiosa ricorrenza.

La presentazione del libro riguarderà temi attualissimi. Palma illustrerà infatti i principi fondamentali della Costituzione ed analizzerà il rapporto tra Costituzione da un lato e Trattati europei/euro dall’altro, con un occhio di riguardo al tema del lavoro e dei diritti fondamentali.

Seguirà dibattito ed intervento di Autorità politiche comunali e nazionali.

La Città Bianca vi aspetta.

La notizia è stata riportata anche sui quotidiani on-line e cartacei di Ostuni e provincia:

lacostituzioneblog.com

 

 

Le sciocchezze di Pasquino (di Giuseppe PALMA)

Ad un professore emerito di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, nonché politologo di fama internazionale come il prof. Gianfranco Pasquino, non posso che rispondere scientificamente con due miei papers pubblicati nel 2015. L’uno sull’incompatibilità tra Costituzione e Trattati europei, l’altro sull’incompatibilità tra Costituzione ed eventuale costruzione degli “Stati Uniti d’Europa”.

Nei suoi due tweet di cui sopra il prof. Pasquino richiama sia l’art. 11 della Costituzione, sia il concetto del trasferimento di parte della sovranità nazionale ad organismo sovranazionale. E lo fa avallando sia i trasferimenti di sovranità verso organismo sovranazionale non precisato (errore gravissimo!), sia riportando l’art. 11 della Costituzione quale norma giustificatrice di tali “trasferimenti” (che neppure lessicalmente hanno nulla a che vedere con le “limitazioni” di cui art. 11).

In questi due miei papers (il secondo scritto a quattro mani con il collega avv. Marco Mori) si dimostra che Pasquino ha torto.

Ed ha torto perché dai verbali dei lavori preparatori dell’Assemblea Costituente, che costituiscono fonte autentica di interpretazione della Costituzione, emerge qualcosa di completamente diverso da quello che scrive Pasquino. 

Buona lettura:

a) Giuseppe Palma, “L’incompatibilità tra Costituzione e Trattati dell’Unione Europea” – diritto.it – settembre 2015:

https://docs.google.com/viewerng/viewer?url=http://www.diritto.it/docs/37310-l-incompatibilit-tra-costituzione-italiana-e-trattati-dell-unione-europea/download?header%3Dtrue

b) Giuseppe Palma e Marco Mori, “L’incompatibilità tra Costituzione italiana e l’eventuale costruzione degli Stati Uniti d’Europa – USE – Diritto Italiano – settembre 2015:

Avv. Giuseppe PALMA