Ora anche Padoan “vede” la possibile fine dell’euro (da QuiFinanza)

Proponiamo qui di seguito un articolo di oggi, 26 maggio 2017, pubblicato su QuiFinanza, dal titolo “Ora anche Padoan “vede” la possibile fine dell’euro”: http://quifinanza.it/soldi/ora-anche-padoan-vede-la-possibile-fine-delleuro/122848/?ref=libero

 

26 Maggio 2017 – Cogliendo al volo l’occasione dell’elezione di Emmanuel Macron in Francia, il ministro delle Finanze italiano Pier Carlo Padoan ha cercato una sponda Oltralpe per condividere le politiche europee del prossimo futuro. E per la prima volta anche Padoan – in una lunga intervista col Financial Times – ha parlato dei problemi legati al paradigma dell’austerità, della necessità di crescita e persino della possibilità della fine dell’euro senza un cambio di rotta.

Padoan – come nota Paolo Annoni su ilsussidiario.net – ha avvertito l’Europa dei rischi che si potrebbero correre se ci si limitasse a politiche fiscali restrittive perché “correremmo gli stessi rischi del 2010 e del 2011”. A cinque anni di distanza è ormai pacifico, anche per Padoan, che l’austerity è stata controproducente e tutti, o quasi, concordano che senza gli effetti devastanti sull’economia oggi gli indici di finanza pubblica sarebbero migliori. Sicuramente quelli dell’Italia, che ha subito prima una recessione senza precedenti e poi le sue conseguenze sul sistema bancario: cinque anni di depressione e crisi di fiducia grazie all’austerity.

Macron ha richiesto la possibilità di un budget comune europeo che riduca le differenze tra le economie, perché “queste divergenze hanno creato le tensioni di cui ha sofferto l’Italia recentemente”. Padoan aggiunge: “L’incubo dell’elettore medio tedesco è perdere i soldi dandoli ai terribili europei del sud. Siamo seri: la storia ci dice che l’integrazione monetaria richiede qualche forma di redistribuzione. Altrimenti l’aggiustamento che verrà presto o tardi sarà molto più dannoso per tutti i Paesi”.

Dunque, dice Padoan, non può esserci un’unione monetaria, con la stessa valuta, la stessa banca centrale e le stesse leggi in cui ci sono Paesi con la disoccupazione al 25% e altri al 5%, in cui alcuni hanno un surplus finanziario e altri un deficit.

La crescita delle divergenze in Europa non è un incidente dell’euro, ma la sua inevitabile conseguenza nella misura in cui si impone una rigidità a Paesi diversi senza nessun meccanismo di redistribuzione interna. “L’aggiustamento dannoso” di cui parla Padoan senza la redistribuzione si chiama rottura dell’euro.

Se si vuole continuare l’esperimento dell’Unione europea e dell’euro devono accadere due cose simultaneamente: che i Paesi del sud si adeguino alle richieste dell’Europa e che l’Europa, in quanto tale, si faccia carico della crescita e della redistribuzione. Questo implica che il cittadino tedesco accetti che l’Europa raccolga tasse per dare un sussidio di disoccupazione a un greco o per costruire una fabbrica o un ponte ad Atene, come faceva un veneto per la Calabria. Al di fuori di questo è pura follia ipotizzare che la distanza tra Grecia e Germania si possa accorciare quando, via austerity, è ormai chiaro a tutto il mondo che può solo allargarsi.

Senza questo cambiamento – si legge ancora – non solo l’euro finisce, ma finisce malissimo con la Germania circondata dalle macerie in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia (140 milioni di europei – mezza Europa) e forse anche in Francia. Se l’Italia accetta di inserire in Costituzione il pareggio di bilancio trasferendo sovranità alla Germania via Europa, la Germania deve accettare che l’Europa tassi i tedeschi per pagare i sussidi di disoccupazione, deve accettare che i greci abbiano qualcosa da dire sulle tasse dei tedeschi esattamente come i tedeschi decidono le riforme in Grecia. Altrimenti la Germania si tiene, lecitamente, i suoi soldi e l’Italia ritorna alla lira con cui ha dimostrato di saper vivere benissimo con i suoi pregi e i suoi difetti.

Articolo pubblicato oggi, 26 maggio 2017, su QuiFinanza

Fonte: http://quifinanza.it/soldi/ora-anche-padoan-vede-la-possibile-fine-delleuro/122848/?ref=libero

 

 

Costituzione, Unione Europea ed €uro: quattro libri di Giuseppe PALMA contro il “pensiero unico dominante”

Proponiamo qui di seguito quattro libri (saggistica) scritti dall’avvocato Giuseppe PALMA – fondatore di questo blog – su Costituzione, Unione Europea ed Euro, contro il “pensiero unico dominante”:

LA COSTITUZIONE COME NESSUNO L’HA MAI SPIEGATA. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni“, Key editore, 2017 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

La costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

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IL TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE. Dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’Europa. La rinuncia alla sovranità nazionale“, Edizioni Sì, 2016 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

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€UROCRIMINE. Cos’è la moneta unica e come funziona. Soluzioni giuridiche per uscire dall’€uro“, GDS, 2016 (disponibile solo in e-book):

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IL MALE ASSOLUTO. Dallo Stato di Diritto alla modernità Restauratrice. L’incompatibilità tra Costituzione e Trattati dell’UE. Aspetti di criticità dell’Euro“, GDS, 2014 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

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Altri libri dell’avv. Giuseppe PALMA (che, in totale, ne ha scritti finora ventiquattro): http://lacostituzioneblog.com/shop/

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lacostituzionablog.com

 

Attentato terroristico a Manchester: i soliti vigliacchi chiedono “più Europa”! (di Giuseppe PALMA)

Concerto di Ariana Grande a Manchester, ieri 22 maggio 2017.

Alle 22;35 un criminale si è fatto esplodere nei pressi della biglietteria dell’Arena causando 22 morti ed oltre 60 feriti (dati non definitivi), tra i quali parecchi minorenni.

L’attentato, di stampo terroristico, dalle prime indiscrezioni potrebbe essere di matrice islamica.

Come avvenuto subito dopo gli attentati a Charlie Hebdo e al Bataclan del 2015, e come accaduto poco dopo gli attentati del 2016 a Bruxelles e a Nizza, i soliti vigliacchi chiedono “più Europa“!

Sull’onda emotiva e sfruttando lo sgomento generale, c’è dunque chi cerca di speculare sui morti e sul terrore propinandoci ulteriori ed illegittime cessioni di sovranità addirittura in campo militare e di intelligence, svuotando definitivamente gli Stati di quelle residue porzioni di sovranità che ancora detengono!

L’intero apparato €urocratico fa dunque leva sul sangue di inermi cittadini (in questo caso anche minorenni) al fine di spingere e giustificare quel progetto criminale degli “Stati Uniti d’Europa”!

C’è addirittura chi, in queste ore, sta vigliaccamente attribuendo le cause dell’attentato alla Brexit! I vigliacchi euroinomani non hanno né dignità né decoro intellettuale, tanto più che la Brexit – al momento – non ha neppure avuto inizio se non da un mero aspetto prettamente formale! E, in ogni caso, è ovvio che la decisione dell’UK di uscire dall’UE non ha alcuna attinenza – né diretta né indiretta – con l’attentato di ieri! Ma i soliti vigliacchi sfruttano ogni situazione – anche le più delicate – pur di giustificare il loro sporco progetto €urocratico! Non è un caso, infatti, che un evento così sconvolgente entri a gamba tesa in piena campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni politiche dell’8 giugno.

Teniamo alta la guardia! TV e media di regime sono totalmente asserviti al crimine!

Al momento non posso far altro che esprimere un sentito cordoglio alle vittime innocenti di Manchester e alle loro famiglie.

Giuseppe PALMA

 

Clamoroso! Nella legge elettorale tornano i listini bloccati! Il cittadino non potrà scegliere! (di Giuseppe PALMA)

Chiamatelo pure Tedeschellum, VerdinellumRosatellum o Mattarellum corretto… se non è zuppa, è pan bagnato!

Dopo aver affossato in Commissione Affari Costituzionali alla Camera il testo base del Legalicum (l’Italicum smembrato dalla Corte costituzionale ed esteso anche al Senato), il PD di Matteo Renzi, sotto un forte impulso di quest’ultimo, tenta un vero e proprio atto di forza presentando una propria proposta di legge elettorale (relatore Fiano), vale a dire un Mattarellum corretto (impropriamente detto alla tedesca).

Ma vediamo cosa prevede il testo base presentato ieri in Commissione:

  • il 50% dei seggi verrebbero assegnati con sistema maggioritario a turno unico (maggioritario secco), cioè – limitandomi all’esempio della Camera – il territorio nazionale verrebbe suddiviso in 303 collegi uninominali dove – per ogni collegio – risulterebbe eletto il candidato che ottiene più voti (esattamente come avveniva col Mattarellum). In pratica, è il sistema elettorale adottato per le elezioni legislative in Gran Bretagna e USA. I nominativi dei candidati di ciascuna lista per ciascun collegio uninominale sono decisi a tavolino dai partiti e indicati sulla scheda elettorale. Per ciascun collegio uninominale risulta eletto un solo candidato con il sistema “first past the post” (quello che ottiene più voti – anche la sola maggioranza relativa – viene eletto) ;
  • il restante 50% dei seggi verrebbe invece attribuito con sistema proporzionale, con soglia di sbarramento molto alta (al 5%) e senza scorporo. In pratica – sempre limitandomi all’esempio della Camera – 303 seggi verrebbero attribuiti secondo criterio proporzionale (tanti seggi quanti sono i voti ottenuti in percentuale da ciascuna lista che abbia ottenuto almeno il 5% dei voti);
  • Per quanto riguarda i seggi attribuiti con il sistema proporzionale, l’elettore NON potrà esprimere nessuna preferenza, infatti il testo base prevede unicamente i listini bloccati, quindi i candidati da far eleggere in Parlamento saranno scelti a priori dalle segreterie di partito, che per ogni lista indicheranno – in ciascuno dei collegi plurinominali – quattro candidati bloccati. A differenza del porcellum (dichiarato incostituzionale), i nomi dei candidati nel proporzionale saranno indicati sulla scheda elettorale esattamente come avveniva con il Mattarellum. All’elettore spetterà soltanto, con il proprio voto, determinare i rapporti di forza;
  • i restanti seggi spetteranno invece alle circoscrizioni estero (12 seggi per la Camera e 6 per il Senato);
  • La scheda elettorale sarà una soltanto: da un lato il sistema uninominale e dall’altro quello proporzionale.

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In pratica il Partito Democratico non ha affatto compreso la lezione della Corte costituzionale, la quale, pur non dichiarando incostituzionali i capi-lista bloccati (con Sentenza sull’Italicum), dichiarava invece incostituzionale il porcellum (Sentenza n. 1/2014) anche nella parte in cui non consentiva all’elettore di esprimere preferenze per i candidati!

Ciò premesso, trattandosi ancora di un testo baseè molto probabile che – nell’iter in Commissione e successivamente nel doppio passaggio parlamentare – il testo venga modificato, nell’ambito del 50% dei seggi attribuiti col sistema proporzionale, prevedendo sia i capi-lista bloccati che la facoltà per l’elettore di esprimere fino a tre preferenze per i candidati. Anche alla luce del fatto che, per il restante 50% dei seggi attribuiti col sistema maggioritario a turno unico, i candidati per ciascun collegio uninominale saranno già imposti dai partiti (pur sempre con indicazione dei nominativi sulla scheda elettorale), con il solo aspetto positivo che – trattandosi di 309 collegi uninominali – ciascun candidato avrà certamente un forte collegamento con il territorio e con gli elettori (ciascun collegio uninominale comprenderà infatti circa 160.000 elettori, a dispetto dei circa 500.000 previsti dall’Italicum o dal Legalicum).

In conclusione, lasciando al momento da parte le criticità connesse al sistema maggioritario (che sono tante) e limitando la mia analisi al restante 50% dei seggi da attribuirsi con sistema proporzionale, evidenzio quanto segue:

A) la soglia di sbarramento del 5% deve essere necessariamente ridotta al 2-3% in modo tale da garantire il diritto di tribuna;

B) deve essere necessariamente attribuita all’elettore la possibilità di esprimere direttamente le preferenze per i candidati, senza listini precompilati e – possibilmente – senza capi-lista bloccati.

Se fossero apportate le due modifiche di cui sopra alla parte del testo riguardante il sistema proporzionale, il Tedeschellum/Verdinellum/Rosatellum non rischierebbe la terza bocciatura di fila da parte della Corte costituzionale! E’ infatti fuori dubbio che, in un sistema politico pluralista come il nostro, il diritto di tribuna debba essere garantito in ogni caso anche – e soprattutto – alle formazioni minori, quindi la soglia di sbarramento al 5% è troppo alta e va certamente ridotta! Così come sarebbe impensabile, e gravissimo, mantenere listini precompilati senza dare all’elettore la facoltà di esprimere le preferenze per i candidati.

Matteo Renzi ha già chiesto che il testo giunga in Aula (alla Camera) il 29 maggio e sia approvato entro i primi di giugno, in modo tale che il Senato possa deliberare in via definitiva entro luglio.

Staremo a vedere… io credo che, senza le due modifiche che ho proposto, il Mattarellum corretto così come proposto ieri dal PD sia l’ennesima legge elettorale suscettibile di dichiarazione di incostituzionalità da parte della Consulta.

Avv. Giuseppe PALMA

 

Legge elettorale: Legalicum o Mattarellum corretto? Sarà Legalicum, e vi spiego il perché (di Giuseppe PALMA)

In commissione Affari Costituzionali alla Camera dei deputati è approdato, per mano del suo presidente, un testo di legge elettorale che altro non è che l’Italicum smembrato dalla Corte costituzionale, il cosiddetto Legalicum, esteso anche al Senato.

In pratica un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 3% (nazionale alla Camera e regionale al Senato) con premio di maggioranza di circa il 55% dei seggi alla lista (e non alla coalizione di liste, che non sono previste) che ottiene almeno il 40% dei voti validamente espressi (il premio di maggioranza è nazionale per la Camera e regionale per il Senato).

Tuttavia, non sono escluse (e non potrebbe essere altrimenti) coalizioni tra liste che confluissero eventualmente in liste unitarie

Per il resto vi sono 100 collegi per la Camera e 50 per il Senato, con capi-lista bloccati e la facoltà per l’elettore di esprimere fino ad un massimo di due preferenze.

Il Movimento 5 Stelle ha già detto che, se il PD dovesse convergere su questo testo, lo voterà sia in commissione che in Aula, dando al Paese una legge elettorale non più tardi di luglio.

Tuttavia, considerato che al momento appare impossibile per chiunque raggiungere il 40% dei voti perché trovi applicazione il premio di maggioranza, il Legalicum altro non è che una legge proporzionale! E ciò lascia ampiamente scontento il segretario del PD Matteo Renzi, che invece si è espresso favorevolmente per un ritorno al Mattarellum, ipotizzandone alcune correzioni: il 50% dei parlamentari eletti col sistema maggioritario per collegio (a turno unico, quindi all’inglese) e l’altra metà con sistema proporzionale con preferenze ma con soglia di sbarramento al 5%!

Credo che la soluzione migliore, giunti a questo punto della Legislatura, sia il Legalicum, ma il PD tenterà sicuramente di apportarne significative correzioni maggioritarie (ad esempio abbassando la soglia circa l’applicazione del premio di maggioranza dal 40% al 35%, circostanza che sicuramente troverà d’accordo i Grillo e adepti), oppure di virare sul Mattarellum corretto, ma quest’ultima soluzione non trova – già sin d’ora – l’assenso né dei 5S né di Forza Italia!

Considerato che il PD non ha la maggioranza al Senato, occorre ovviamente che la legge elettorale sia approvata anche da una parte delle opposizioni: Forza Italia, M5S e Lega voterebbero sicuramente il Legalicum, mentre il Mattarellum corretto troverebbe i voti favorevoli solo di PD e Lega.

Staremo a vedere. Sperando che non si verifichi l’ennesima soluzione incostituzionale. Infatti, dal 2005 in avanti, abbiamo avuto due leggi elettorali (porcellum e italicum) entrambe dichiarate incostituzionali!

Sabato pomeriggio ho avuto una lunga chiacchierata telefonica con l’amico Paolo BECCHI, e insieme abbiamo convenuto che – al netto di eventuali sorprese – il Legalicum dovrebbe convenire a tutti per i seguenti motivi:

  1. al PD perché, essendo il Legalicum di facile “soluzione” parlamentare, sarebbe approvato non oltre luglio con la conseguenza che Renzi potrebbe tentare il colpaccio di andare a votare ad ottobre e sfruttare l’onda buona delle primarie, anticipando le mosse degli altri partiti ed evitando – nel caso lo scioglimento delle Camere avvenisse prima del 15 settembre – una campagna elettorale all’attacco da parte del M5S nei confronti del Partito Democratico per aver fatto maturare il vitalizio;
  2. al M5S perché potrebbe, stando ad alcuni sondaggi, risultare la lista più votata (pur non raggiungendo la soglia del 40%) e ricevere comunque dal Presidente della Repubblica l’incarico di formare il nuovo Governo;
  3. a Silvio Berlusconi perché, nel caso in cui nessuna lista ottenesse il 40% dei voti per l’applicazione del premio di maggioranza, tornerebbe trionfalmente in sella facendo pesare la sua forza parlamentare al fine di sostenere un eventuale Governo targato Matteo Renzi (o affini);
  4. alla Lega e a Fratelli d’Italia perché, nel caso in cui il M5S dovesse risultare il primo partito pur senza raggiungere la soglia premiale del 40%, sosterrebbero in Parlamento (col voto di fiducia) un eventuale Governo pentastellato (pur non facendone parte) tenendolo “per le palle” e dirigendolo verso sincere posizioni anti-euro e anti-UE;
  5. ad Alfano, Casini e montiani perché, prevedendo il Legalicum una soglia di sbarramento al 3% (nazionale alla Camera e soprattutto regionale al Senato), potrebbero essere rieletti in un listone unico che comprenda Alternativa Popolare, quel che resta dei centristi e Scelta Civica;
  6. ad Articolo Uno e Sinistra Italiana perché, nel caso a vincere le elezioni fosse il PD (pur senza raggiungere la soglia premiale del 40%), Bersani, D’Alema e Co. farebbero pesare – e molto – il loro eventuale appoggio ad un eventuale Governo targato PD, mettendo il veto sulla persona di Matteo Renzi!

Insomma, per dirla con parole semplici, il Legalicum conviene a tutti! Il Mattarellum invece, originario o corretto, parte sconfitto in partenza!

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Da parte mia, avevo invece pensato alla seguente ipotesi di legge elettorale che – a mio parere – avrebbe messo d’accordo tuttihttp://lacostituzioneblog.com/2017/03/10/legge-elettorale-una-proposta-di-giuseppe-palma-il-lodo-palma/

Avv. Giuseppe PALMA

 

 

Elezioni amministrative 2017: Giuseppe PALMA si candida al Consiglio comunale di Genova per RISCOSSA ITALIA, con Marco MORI sindaco

Alle elezioni amministrative per il Comune di GENOVA, che si terranno domenica 11 giugno 2017, votatemi al Consiglio comunale!

lista RISCOSSA ITALIA, con Marco MORI sindaco!

Giuseppe PALMA

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Mi candido in qualità di consigliere comunale (capolista) con RISCOSSA ITALIA per le elezioni amministrative a GENOVA – con Marco MORI sindaco!

Coloro che intendessero votarmi, dovranno barrare con una croce sia il simbolo di Riscossa Italia che il nome di Marco MORI in qualità di candidato sindaco (che è già scritto sulla schede elettorale), quindi scrivere a matita il mio nome a fianco del simbolo Riscossa Italia nell’apposito spazio dedicato alle preferenze per il Consiglio comunale: dovrete quindi scrivere Giuseppe Palma oppure Palma Giuseppe o semplicemente solo Palma.

Nel caso in cui si esprimessero due preferenze per il Consiglio comunale, le preferenze espresse debbono essere per candidati di sesso diverso (esempio un uomo e una donna). Nel caso invece si esprimesse – sempre per il Consiglio comunale – una sola preferenza, essa può essere espressa indifferentemente dal sesso!

Tre le mie priorità:

  • NON rispettare il PATTO DI STABILITA’ INTERNO al fine di garantire i DIRITTI INCOMPRIMIBILI (così come sancito dalla Corte costituzionale con Sentenza n. 275/2016), vale a dire – a livello comunale – il diritto all’abitazione, alla salute e ad una vita dignitosa;
  • creare una MONETA COMPLEMENTARE locale allo scopo di ripristinare la DIGNITA’ UMANA soprattutto per le classi meno abbienti;
  • ripristinare, seppur a livello comunale trattandosi di elezioni amministrative, i PRINCIPI INDEROGABILI della Costituzione del 1948!

Ci accusano di essere rivoluzionari, e in parte è vero! Ma in realtà siamo i più restauratori di tutti: vogliamo solo ripristinare la COSTITUZIONE e i DIRITTI FONDAMENTALI in essa sanciti! 

N.B. Qui di seguito (in PDF) il nostro PROGRAMMA ELETTORALE per Genova, oltre che (in via sintetica), il nostro progetto di moneta complementare locale:

P.S. Non sono residente a Genova (vivo e lavoro a Milano), ma, qualora fossi eletto consigliere comunale, NON FARO’ MAI MANCARE LA MIA PRESENZA sia in Consiglio comunale che nell’attività politica a difesa della Città e dei diritti incomprimibili della cittadinanza genovese!

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Per dare a tutti la possibilità di conoscermi, specifico qui di seguito la mia biografia e le mie pubblicazioni:

La mia BIOGRAFIA:

Biografia di Giuseppe Palma

Le mie PUBBLICAZIONI:

Libri di Giuseppe Palma

 

Avv. Giuseppe PALMA (vicesegretario di Riscossa Italia)

 

Convegno Italexit a L’Aquila: Giuseppe PALMA spiega la via giuridica per uscire dall’euro (VIDEO)

Sabato 13 maggio 2017, a L’Aquila, si è tenuto il convegno Italexit organizzato dal quotidiano on-line AbruzzoWeb.

Tra i relatori, oltre a me, l’eurodeputato Marco Zanni, il prof. Massimo Pivetti (già ordinario di economia politica all’Università di Roma), il dott. Stefano Sylos Labini (figlio dell’economista Paolo) e il dott. Esposito, esperto di mercati finanziari e sistema bancario.

Qui di seguito il VIDEO del mio intervento (in sintesi) sulla via giuridica per uscire dall’euro:

Avv. Giuseppe PALMA

 

VIDEO – Una Poesia d’Amore dedicata alla Costituzione: “Una sigaretta con la più bella del mondo” di Giuseppe PALMA

UNA SIGARETTA CON LA PIU’ BELLA DEL MONDO

Poesia d’Amore di Giuseppe PALMA, dedicata alla Costituzione (composta la notte tra il 25 ed il 26 aprile 2016).

VIDEO (lettura della poesia da parte di Giuseppe PALMA durante un convegno sull’euro a Cecina, il 28 aprile 2017):

Testo della Poesia:

UNA SIGARETTA CON LA PIÙ BELLA DEL MONDO

 S’eran fatte le due di notte

e giravo in casa senza sonno.

Accesi l’ultima sigaretta

e d’un tratto m’apparve nel fumo

una Signora, bella che mi pareva

una Madonna. Mi prese per mano

e iniziò a parlare:

«Dove vai figlio mio

così di corsa, dove vai?

Non t’accorgi che stanno

sventrando mamma tua?

Io, che nacqui sugli Appennini

dal sangue dei figli miei,

che fui concepita con dolore

da centomila fratelli tuoi,

che sull’Uguaglianza e la Libertà

costruii la culla tua,

che la Sovranità affidai

alle sole mani vostre,

che sul Lavoro – e nulla più –

fondai la Patria nostra,

che negli Occhi miei scolpii

i Versi e le Spade

dei Padri tuoi,

proprio da te fui tradita

quando a Bruxelles m’imprigionasti.

E poi in catene a Francoforte.

Il Cuore ancora mi sanguina

a morte, figlio mio.

Ma ora, ch’altri figli miei

dal grembo in giù

stuprano questo corpo,

in quella ch’è mia Seconda Parte,

aiuta mamma tua a rialzarsi

e difendila dai vili fratelli tuoi.

Stavolta SALVAMI, figlio mio».

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Giuseppe PALMA

lacostituzioneblog.com

 

Attenzione! Il FISCAL COMPACT potrebbe entrare presto nei Trattati europei (di Giuseppe PALMA)

Il 2 marzo 2012 venticinque Stati dell’Unione Europea firmarono il famigerato FISCAL COMPACT (per noi firmò l’allora Presidente del consiglio Mario Monti), cioè quel Trattato intergovernativo che – tra le altre scempiaggini – prevede l’obbligo di perseguimento del pareggio di bilancio e la riduzione sistematica del rapporto debito pubblico/PIL al ritmo di 1/5 ogni anno (in pratica un vero e proprio massacro sociale!).

L’Italia, unico tra i Paesi firmatari, ha addirittura provveduto – sotto il ricatto dei mercati finanziari e della BCE – a costituzionalizzare il vincolo del pareggio di bilancio (Legge costituzionale n. 1/2012).

Ciò detto, nonostante la Legge costituzionale n. 1/2012 avrebbe dovuto trovare applicazione a partire dal 2014, il Governo Renzi è riuscito ad ottenere uno slittamento al 2019.

Considerato che facciamo avanzo primario da oltre vent’anni (cioè lo Stato spende meno di quanto incassa), e che il deficit annuale è dato esclusivamente dagli interessi passivi sul debito pubblico, immaginate il livello di macelleria sociale cui andremo incontro ora che dovremo fare addirittura pareggio di bilancio…

Ma al peggio non v’è limite. A Bruxelles spingono senza freni affinché, addirittura entro il 2017, il FISCAL COMPACT entri a far parte dei Trattati europei, cioè del diritto originario dell’UE! Un bel cappotto di cemento che condannerebbe il nostro Paese, e non solo, a morte certa!

Ma i “patrioti europei” sono impegnati ad esultare per la vittoria di Macron, il banchiere al servizio dei Rothschild costruito a tavolino dall’establishment finanziario ed eurocratico! Contenti loro…

Al momento il FISCAL COMPACT è “solo” un Trattato intergovernativo (già ratificato dai Parlamentari nazionali degli Stati firmatari) , ma entro l’anno potrebbe entrare a far parte dei Trattati dell’UE, con tutte le nefaste conseguenze che ciò comporterebbe! 

È proprio il caso di dirlo… ce lo chiede l’Europa!

La nostra Costituzione è ormai stuprata, senza alcuna pietà, da una classe politica criminale e priva di qualsivoglia legittimazione democratica! E con essa vengono violentemente stuprati i principi inderogabili ivi sanciti! 

Auguri!

Giuseppe PALMA

 

 

Il programma elettorale comunale di Marco MORI, candidato sindaco di Genova (elezioni amministrative 2017)

(nella foto Marco MORI, candidato sindaco di Genova per Riscossa Italia, alle elezioni amministrative 2017)

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Propongo qui di seguito il file del PROGRAMMA ELETTORALE comunale di Marco MORI (Riscossa Italia), candidato sindaco di Genova (elezioni amministrative 2017):

Avv. Giuseppe PALMA