I 70 anni della Costituzione presentati ad Ostuni. Il 22 agosto Giuseppe Palma presenta il suo libro nella Città Bianca

Ostuni, martedì 22 agosto. In piazzetta Sant’Oronzo, nei pressi della colonna del Santo ubicata in piazza, verrà presentato il libro dell’avvocato Giuseppe Palma La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni, edito da Key editore.

L’appuntamento è per le ore 20;30. L’evento sarà all’aperto e vi potrà partecipare chiunque.

Il 27 dicembre di quest’anno (2017) ed il 1° gennaio dell’anno prossimo (2018) ricorre il 70° anniversario rispettivamente dalla promulgazione e dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, non a torto definita “la più bella del mondo”.  Il trentanovenne avvocato Giuseppe Palma, ostunese che vive ed esercita la professione a Milano ormai da diversi anni, autore ad oggi di ben ventisei pubblicazioni, presenta ad Ostuni il suo libro “La Costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni(prefazione a cura del prof. Paolo Becchi), edito da Key editore.

A presentare il libro di Giuseppe Palma vi saranno l’avvocato ostunese Michele Conte, presidente del Museo delle civiltà preclassiche, e il dott. Giuseppe Francioso, consigliere comunale di Ostuni, il quale ha curato l’idea e l’organizzazione dell’evento.

Quella ad Ostuni sarà la prima presentazione in Italia di un libro sul 70° anniversario della Costituzione, infatti quella di Palma è la prima pubblicazione in merito alla prestigiosa ricorrenza.

La presentazione del libro riguarderà temi attualissimi. Palma illustrerà infatti i principi fondamentali della Costituzione ed analizzerà il rapporto tra Costituzione da un lato e Trattati europei/euro dall’altro, con un occhio di riguardo al tema del lavoro e dei diritti fondamentali.

Seguirà dibattito ed intervento di Autorità politiche comunali e nazionali.

La Città Bianca vi aspetta.

lacostituzioneblog.com

 

 

Pareggio di bilancio in Costituzione: un ATTENTATO alla Carta! (articolo di Giuseppe PALMA sul Giornale d’Italia di oggi)

Propongo qui di seguito la lettura del mio articolo pubblicato oggi, 18 agosto 2017, su Il Giornale d’Italia (a pagina 3): “Pareggio di bilancio, un attentato alla Carta“:

Era l’aprile del 2012 quando un Parlamento sordo e schiavo votava (in seconda votazione) per l’inserimento in Costituzione del vincolo del pareggio di bilancio. L’esito fu devastante: oltre i 2/3 dei componenti di Camera e Senato vi votarono a favore. In tal modo si evito’ il referendum popolare confermativo! In acritica obbedienza e vile sottomissione nei confronti dell’Unione Europea e della Bce, nel marzo di quello stesso anno il Governo Monti firmava il fiscal compact, un Trattato intergovernativo la cui autorizzazione alla ratifica veniva votata dal Parlamento in estate, mentre gli italiani erano impegnati nelle discussioni di calcio-mercato.
In quei 14 mesi che vanno dal giugno 2011 (quando iniziò la tempesta degli spread) all’agosto 2012 (promulgazione da parte di Giorgio Napolitano della legge di autorizzazione alla ratifica del fiscal compact), passando dal novembre 2011 (Colpo di Stato ai danni del Governo Berlusconi IV), in Italia è stata letteralmente sospesa la democrazia costituzionale! Un manipolo di criminali consegnava definitivamente la sovranità nazionale alla finanza e al capitale internazionale. Ma il lavoro sporco iniziato da Mario Monti non è finito con lui: Letta, Renzi e Gentiloni hanno proseguito – e proseguono – lo smantellamento dei principi inderogabili della nostra Carta! Il pareggio di bilancio in Costituzione, ad esempio, ha condotto la Corte costituzionale stessa a riconoscere la tutela dei diritti fondamentali in quanto compatibili con le risorse finanziarie (vedesi ad esempio la sentenza n. 215/2014), rendendo realizzabili i primi solo se compatibili con le seconde.
Questo non perché lo preveda la Costituzione primigenia, capiamoci, ma perché lo prevede la vile revisione costituzionale del 2012 con la quale si costituzionalizzo’ il vincolo del pareggio di bilancio, il quale – impedendo allo Stato di spendere a deficit – pone i diritti fondamentali costituzionalmente garantiti sullo stesso livello (se non addirittura al di sotto) delle disponibilità finanziarie dello Stato, il cui equilibrio è anch’esso un principio costituzionalmente garantito ma solo dopo la revisione costituzionale di cinque anni fa. L’Italia è ormai uno Stato che, tra le altre cose, ha anche perso sovranità monetaria e soggiace schiavisticamente ai vincoli esterni di matrice europea che stuprano in continuazione i principi fondamentali della nostra Costituzione. Dal 2012 ad oggi
Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica hanno attentato alla Costituzione! Non è un’esagerazione. È andata proprio così. Ma fate attenzione: l’attentato è ancora in corso di esecuzione…

Avv. Giuseppe PALMA

http://edicoladigitale.ilgiornaleditalia.org/giornaleditalia/books/giornaleditalia/2017/20170818giornaleditalia/index.html#/3/

 

Le sciocchezze di Pasquino (di Giuseppe PALMA)

Ad un professore emerito di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, nonché politologo di fama internazionale come il prof. Gianfranco Pasquino, non posso che rispondere scientificamente con due miei papers pubblicati nel 2015. L’uno sull’incompatibilità tra Costituzione e Trattati europei, l’altro sull’incompatibilità tra Costituzione ed eventuale costruzione degli “Stati Uniti d’Europa”.

Nei suoi due tweet di cui sopra il prof. Pasquino richiama sia l’art. 11 della Costituzione, sia il concetto del trasferimento di parte della sovranità nazionale ad organismo sovranazionale. E lo fa avallando sia i trasferimenti di sovranità verso organismo sovranazionale non precisato (errore gravissimo!), sia riportando l’art. 11 della Costituzione quale norma giustificatrice di tali “trasferimenti” (che neppure lessicalmente hanno nulla a che vedere con le “limitazioni” di cui art. 11).

In questi due miei papers (il secondo scritto a quattro mani con il collega avv. Marco Mori) si dimostra che Pasquino ha torto.

Ed ha torto perché dai verbali dei lavori preparatori dell’Assemblea Costituente, che costituiscono fonte autentica di interpretazione della Costituzione, emerge qualcosa di completamente diverso da quello che scrive Pasquino. 

Buona lettura:

a) Giuseppe Palma, “L’incompatibilità tra Costituzione e Trattati dell’Unione Europea” – diritto.it – settembre 2015:

https://docs.google.com/viewerng/viewer?url=http://www.diritto.it/docs/37310-l-incompatibilit-tra-costituzione-italiana-e-trattati-dell-unione-europea/download?header%3Dtrue

b) Giuseppe Palma e Marco Mori, “L’incompatibilità tra Costituzione italiana e l’eventuale costruzione degli Stati Uniti d’Europa – USE – Diritto Italiano – settembre 2015:

Avv. Giuseppe PALMA 

 

“Così il Cavaliere vuole evitare un Salvini pigliatutto” (articolo di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA su LIBERO di oggi)

Proponiamo qui di seguito l’articolo a quattro mani scritto dal prof. Paolo Becchi e dall’avv. Giuseppe Palma, pubblicato su Libero di oggi 6 agosto 2017, a pagina 6.

Titolo: “Così il Cavaliere vuole evitare un Salvini pigliatutto”

 

Testo dell’articolo:

È da tempo che il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, insiste su un sistema elettorale alla tedesca, cioè un sistema sostanzialmente proporzionale in cui ciascuna lista si presenta singolarmente, fatta salva la facoltà – non usata in Germania – che più liste si coalizzino tra loro confluendo in un’unica lista, il cosiddetto listone. Contrariamente a ciò che pensava in passato, di coalizioni tipiche tra singole liste (come avveniva col porcellum) Berlusconi non vuole sentirne parlare, e ciò nonostante il centrodestra unito sia dato oggi praticamente in vantaggio in tutti i sondaggi. Perché?

Eppure Berlusconi non perde occasione, in tv e sui giornali, di rilanciare l’unità del centro-destra. La motivazione del listone al posto della coalizione è tutta politica. Berlusconi sa benissimo che, in caso di legge elettorale che consenta le coalizioni tra singole liste (come avveniva col porcellum, e com’è possibile ancora oggi per l’elezione del Senato, dopo la sentenza di parziale incostituzionalità da parte della Corte costituzionale), Forza Italia potrebbe essere costretta a lasciare la guida del centro-destra, se non addirittura del futuro governo, alla Lega di Matteo Salvini, che i sondaggi danno in forte crescita, perdendo in tal modo il ruolo egemone che ha sempre avuto nella coalizione. Berlusconi, che ha sondaggi ancora più attendibili, lo ha capito.

Per questo ha già più volte ribadito che a settembre occorre ritornare al modello tedesco (che peraltro di tedesco ha ben poco) proprio per creare le condizioni favorevoli alla creazione del listone unico di centro-destra, mantenendo così la Golden Share della coalizione stessa e dell’eventuale futuro governo, relegando Matteo Salvini ad un ruolo subalterno. Senza parlare poi della composizione e dei nominativi dei candidati del listone unitario: se fosse approvata una legge elettorale simile a quella che Berlusconi ha in mente, Forza Italia pretenderebbe il 50% dei collegi uninominali sicuri ed il 50% dei capi-lista bloccati, lasciando l’altra metà in divisione tra Lega, Fratelli d’Italia ed altri possibili alleati che intendano confluire nel listone. In tal modo la forza politica di Salvini sarebbe, sì, importante, ma notevolmente ridimensionata rispetto alla situazione in cui il leader della Lega corresse con il suo nuovo simbolo, in un sistema di coalizioni tra singole liste, vale a dire la tipica alleanza di centro-destra.

In tal modo, oltre alla probabile vittoria elettorale, il centro-destra potrebbe vedere come leader più votato proprio Matteo Salvini, di poco avanti a Silvio Berlusconi. E ciò determinerebbe non solo la scelta della persona da indicare quale Presidente del Consiglio dei ministri, ma soprattutto la linea politica ed il programma di governo da realizzare, che subirebbero una salvifica virata sovranista. Berlusconi tutto questo lo sa. Ecco la ragione del listone. Ma deve anche capire che, se non si parte alla pari proprio con gli alleati (soprattutto sui contenuti del programma politico-elettorale), l’alleanza di centro-destra potrebbe rischiare di non realizzarsi, lasciando la vittoria elettorale nelle mani del M5S.

Paolo BECCHI, Giuseppe PALMA 

 

 

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Giuseppe PALMA

Se ha fatto il patto sui migranti l’ex premier va processato (articolo di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA su Libero di oggi)

Su Libero di oggi, a pagina 6, un articolo a firma di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA sugli eventuali risvolti di natura penale in merito al presunto accordo di Renzi con l’UE sul “baratto” migranti/flessibilità dei conti pubblici:

Se ha fatto il patto sui migranti l’ex premier va processato

Secondo l’ex ministro degli Esteri del governo Letta, Emma Bonino, dal 2014 al 2016 il governo Renzi si sarebbe impegnato per conto dell’Italia, d’accordo con altri governi europei, ad accogliere tutti i migranti che giungevano in Europa. E fin qui nulla di nuovo, visto che ciò è scritto nero su bianco sugli accordi relativi all’operazione Triton. Il problema sorge se, come ha lasciato velatamente intendere l’ex ministro della Difesa del governo Letta, Mario Mauro, ciò fosse avvenuto in cambio di una maggiore flessibilità da parte dell’Ue sui nostri conti pubblici, circostanza non scritta evidentemente da nessuna parte, ma tutto di un eventuale accordo segreto tra il governo Renzi e l’Ue. In cambio di una flessibilità, che gli serviva a scopi politici, è possibile che Renzi abbia tradito il Paese, consentendo l’invasione migratoria, indirizzata unicamente sul nostro territorio? Le dichiarazioni della Bonino e di Mauro, se lette insieme, a tanto porterebbero. Molti ne hanno parlato, avanzando critiche anche dure, ma nessuno ha sottolineato un punto decisivo: se un accordo di quel tipo vi è stato, come l’accordo segreto di scambio tra petrolio e migranti a Malta (di cui su Libero si è già data notizia), la cosa avrebbe persino riflessi penali.

Vi sarebbero infatti responsabilità penali, oltre che politiche, in capo all’ex presidente del Consiglio ed eventuali ministri in concorso con lui. L’art. 243 del codice penale recita: «Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinché uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilità contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, è punito con la reclusione non inferiore a dieci ami. Se la guerra segue o se le ostilità si verificano, si applica l’ergastolo».

La finalità della condotta non deve essere necessariamente la guerra, ma un qualsiasi atto di ostilità verso lo Stato. E, a quanto pare, di accordi segreti si tratterebbe, visto che Renzi si difende parzialmente dichiarando che gli accordi Triton sono scritti nero su bianco, lasciando senza risposta l’altra parte del problema, quello dello scambio con la flessibilità di cui non si fa nessun cenno in tali accordi.

La norma del codice penale punisce la condotta di chiunque stipuli accordi con lo straniero, di qualsiasi tipo, al fine di indurre lo Stato estero (o più Stati esteri) a muovere guerra o comunque a compiere atti di ostilità verso lo Stato italiano, i quali non necessariamente debbono tradursi in atti di violenza. Quali sono quindi gli «atti ostili»? Le «cessioni di sovranità» rientrano nel novero degli atti ostili puniti dall’art. 243 del codice penale? Si parta dal presupposto che l’articolo citato punisce i delitti contro la personalità dello Stato, quindi contro i suoi tre elementi costitutivi: popolo, territorio e potestà di imperio. Venisse meno anche solo uno di essi, verrebbe meno anche lo Stato. Renzi, in cambio di una flessibilità sui conti, che tra l’altro di fatto non c’è stata, avrebbe ceduto una parte ulteriore della nostra sovranità nazionale. E se qualcuno cede porzioni di sovranità nazionale in segreto, senza accordi trasparenti, compie certamente atto ostile nei confronti e a danno dello Stato. In nome di chi avrebbe agito il governo Renzi per quello scellerato accordo (segreto) con lo straniero? Perché di straniero si tratta, parliamoci chiaro. In nome di chi o di cosa, e con chi, Renzi avrebbe barattato la questione migranti con una maggiore flessibilità sui conti pubblici? E a giovamento di chi?

Al fine di fare chiarezza urgono, a nostro avviso, due cose 1) un pubblico ministero che apra un fascicolo e indaghi sulla vicenda; 2) una commissione parlamentare d’inchiesta che faccia luce su questa brutta storia. La cosa più sorprendente è che tutti ne continuino a parlare, ma nessuno faccia veramente qualcosa. I pubblici ministeri sembrano poco interessati e le forze politiche (tutte) anche. Tanto rumor per nulla, in fondo.

Prof. Paolo BECCHI

Avv. Giuseppe PALMA

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Giuseppe PALMA

 

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Avv. Giuseppe PALMA (fondatore e autore principale de lacostituzioneblog.com)

 

Costituzione, Unione Europea ed €uro: quattro libri di Giuseppe PALMA contro il “pensiero unico dominante”

Proponiamo qui di seguito quattro libri (saggistica) scritti dall’avvocato Giuseppe PALMA – fondatore di questo blog – su Costituzione, Unione Europea ed Euro, contro il “pensiero unico dominante”:

LA COSTITUZIONE COME NESSUNO L’HA MAI SPIEGATA. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni“, Key editore, 2017 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

La costituzione come nessuno l’ha mai spiegata. Un viaggio con la più bella del mondo in occasione dei suoi 70 anni

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IL TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE. Dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’Europa. La rinuncia alla sovranità nazionale“, Edizioni Sì, 2016 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

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€UROCRIMINE. Cos’è la moneta unica e come funziona. Soluzioni giuridiche per uscire dall’€uro“, GDS, 2016 (disponibile solo in e-book):

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IL MALE ASSOLUTO. Dallo Stato di Diritto alla modernità Restauratrice. L’incompatibilità tra Costituzione e Trattati dell’UE. Aspetti di criticità dell’Euro“, GDS, 2014 (disponibile sia in formato cartaceo che in e-book):

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Altri libri dell’avv. Giuseppe PALMA (che, in totale, ne ha scritti finora ventiquattro): http://lacostituzioneblog.com/shop/

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lacostituzionablog.com

 

Elezioni amministrative 2017: Giuseppe PALMA si candida al Consiglio comunale di Genova per RISCOSSA ITALIA, con Marco MORI sindaco

Alle elezioni amministrative per il Comune di GENOVA, che si terranno domenica 11 giugno 2017, votatemi al Consiglio comunale!

lista RISCOSSA ITALIA, con Marco MORI sindaco!

Giuseppe PALMA

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Mi candido in qualità di consigliere comunale (capolista) con RISCOSSA ITALIA per le elezioni amministrative a GENOVA – con Marco MORI sindaco!

Coloro che intendessero votarmi, dovranno barrare con una croce sia il simbolo di Riscossa Italia che il nome di Marco MORI in qualità di candidato sindaco (che è già scritto sulla schede elettorale), quindi scrivere a matita il mio nome a fianco del simbolo Riscossa Italia nell’apposito spazio dedicato alle preferenze per il Consiglio comunale: dovrete quindi scrivere Giuseppe Palma oppure Palma Giuseppe o semplicemente solo Palma.

Nel caso in cui si esprimessero due preferenze per il Consiglio comunale, le preferenze espresse debbono essere per candidati di sesso diverso (esempio un uomo e una donna). Nel caso invece si esprimesse – sempre per il Consiglio comunale – una sola preferenza, essa può essere espressa indifferentemente dal sesso!

Tre le mie priorità:

  • NON rispettare il PATTO DI STABILITA’ INTERNO al fine di garantire i DIRITTI INCOMPRIMIBILI (così come sancito dalla Corte costituzionale con Sentenza n. 275/2016), vale a dire – a livello comunale – il diritto all’abitazione, alla salute e ad una vita dignitosa;
  • creare una MONETA COMPLEMENTARE locale allo scopo di ripristinare la DIGNITA’ UMANA soprattutto per le classi meno abbienti;
  • ripristinare, seppur a livello comunale trattandosi di elezioni amministrative, i PRINCIPI INDEROGABILI della Costituzione del 1948!

Ci accusano di essere rivoluzionari, e in parte è vero! Ma in realtà siamo i più restauratori di tutti: vogliamo solo ripristinare la COSTITUZIONE e i DIRITTI FONDAMENTALI in essa sanciti! 

N.B. Qui di seguito (in PDF) il nostro PROGRAMMA ELETTORALE per Genova, oltre che (in via sintetica), il nostro progetto di moneta complementare locale:

P.S. Non sono residente a Genova (vivo e lavoro a Milano), ma, qualora fossi eletto consigliere comunale, NON FARO’ MAI MANCARE LA MIA PRESENZA sia in Consiglio comunale che nell’attività politica a difesa della Città e dei diritti incomprimibili della cittadinanza genovese!

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Per dare a tutti la possibilità di conoscermi, specifico qui di seguito la mia biografia e le mie pubblicazioni:

La mia BIOGRAFIA:

Biografia di Giuseppe Palma

Le mie PUBBLICAZIONI:

Libri di Giuseppe Palma

 

Avv. Giuseppe PALMA (vicesegretario di Riscossa Italia)