//IL PETALOPARLAMENTO EUROPEO LIMITA LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE SUL WEB: WIKIPEDIA SI RIBELLA (di Caterina BETTI)

IL PETALOPARLAMENTO EUROPEO LIMITA LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE SUL WEB: WIKIPEDIA SI RIBELLA (di Caterina BETTI)

Il 5 luglio il PetaloParlamento Europeo si appresta ad approvare una proposta di direttiva proveniente dalla Commissione Europea che regolamenterà il diritto d’autore sul web e varie tecnologie digitali. Ecco perché oggi Wikipedia ha oscurato le pagine italiane dell’enciclopedia online.

Tra gli obblighi contestati spiccano i controversi articoli 11 e 13:

➡ ART. 11: prevede l’acquisizione di una licenza per i siti di informazione per pubblicare link, i quali saranno tassati con una sorta di link tax, limitando di fatto la possibilità di inserire fonti ipertesto a siti minori, blog e pagine come la nostra, che informano liberamente e a costo zero.

➡ ART. 13 riguarda più specificatamente gli UGC (user generated content) e contiene misure atte ad evitare le violazioni del copyright: qualora il regolamento fosse approvato avremmo la legittimazione di “filtri preventivi” che tramite un sistema di riconoscimento automatico rileverebbero l’utilizzo di link e riferimenti protetti da copyright ed eliminerebbero nell’immediato l’intero contenuto prodotto.

Ricordo, per inciso, che nel nostro ordinamento forme di censura preventiva non sono permesse, in quando costituiscono chiaramente una limitazione della libertà di manifestazione del pensiero, che deve poter essere esercitata da tutti attraverso “ogni mezzo” (art.21Cost). Emerge una volontà di circoscrivere la libertà di espressione tramite web ai soli grandi poli di informazione, ostacolando le possibilità che offre anche all’informazione indipendente e non finanziata di inserire fonti ed altri generi di link ipertesto utili al fine informativo.

Wikipedia, principale enciclopedia online realizzata tramite UGC, 169 accademici delle Università di tutto il mondo e altre associazioni si oppongono a quello che io stessa ritengo sia un improduttivo passo indietro rispetto alle potenzialità costruttive che il mezzo offre, senza andare ad intaccare quelle fonti di disinformazione verso le quali è in atto una vera e propria caccia alle streghe ma che spesso, invece, campeggiano anche (per non dire soprattutto) tra i titoloni prezzolati della stampa mainstream.

Caterina BETTI