//QUALCHE PUNTUALIZZAZIONE SULLA GRECIA (di Giulio BETTI)

QUALCHE PUNTUALIZZAZIONE SULLA GRECIA (di Giulio BETTI)

Proponiamo qui di seguito un articolo di Giulio Betti (“Economia Democratica”) sulla Grecia. Buona lettura.

Il pil greco è in questi anni in crescita, trainato dalle esportazioni e dall’aumento del turismo.

Ma la realtà economica?

Beh, rispetto all’inizio dell’austerità imposta dalla Troika, il potere d’acquisto della popolazione greca è calato di circa il 29%, grazie ad una maggiore tassazione sui redditi medi, tagli alle pensioni superiori ai 3.000 euro e la disoccupazione che va dal 20% dei lavoratori adulti al 45% dei lavoratori giovani. Nel 2010 erano rispettivamente il 12,5% e il 30%.

Il 22,2% della popolazione greca ha vere e proprie difficoltà a soddisfare i bisogni di prima necessità: pagamento delle bollette, del riscaldamento o del mutuo. Molte famiglie sono costrette a fare affidamento su un solo reddito o sulla pensione di un ascendente.

Gli stipendi sono da fame, con un terzo dei lavoratori del settore privato (più di mezzo milione di persone) che guadagna così poco che lo stipendio non è sufficiente per sopravvivere, secondo un’inchiesta del settimanale Der Spiegel, non proprio una rivista anti-austerity.
Sempre secondo il settimanale, questi lavoratori sono pagati meno di 376 euro al mese, ovvero meno del 60 per cento del salario medio.
Quasi il 9 per cento dei dipendenti deve accontentarsi di meno di 200 euro.
E secondo i dati del Ministero Del Lavoro greco vi sono 126.956 dipendenti che hanno un salario lordo mensile di 100 euro, e 343.760 dipendenti che hanno un salario lordo mensile tra i 100 e i 400 euro.

Dai creditori è stata richiesta ovviamente anche la liberalizzazione del mercato del lavoro, oltre alle privatizzazioni di cui abbiamo già ampiamente parlato in questa pagina.
Da allora, il Parlamento ha approvato tutta una serie di leggi che hanno attenuato in modo significativo le protezioni dei lavoratori.
E’ stato abbassato il salario minimo del 22%, portandolo a 586 euro.

In questi anni si sono susseguite le proteste dei lavoratori del Paese contro i tagli al Welfare, le proteste più accese sono state quelle degli insegnanti, del personale ospedaliero, dei vigili del fuoco e anche degli agricoltori: dopo le riforme del 2015, secondo la lettera del Ministro dell’Economia greco al Financial Times, la spesa per le pensioni in Grecia è scesa dall’11 al 9% del Pil.
Il 43% dei pensionati riceve meno di 660 euro al mese.

E in cambio degli “aiuti” di 15 miliardi di euro concordati dall‘Eurogruppo, per cui sono state fatte dalla Grecia stessa 88 riforme negli ultimi anni, sono stati già previsti ulteriori tagli alle pensioni e ingenti aumenti alle tasse che colpiranno, ancora una volta, il ceto medio.

Ma Tsipras è contento perchè potrà posticipare di 10 anni, dal 2022 al 2032, il pagamento dei 110 miliardi di euro di prestiti ricevuti dal vecchio fondo salva-Stati Efsf. E viene esteso di ulteriori 10 anni il ‘periodo di grazia‘, cioè quello in cui non scattano sanzioni se non si ripaga il prestito.

Così può fare il giochino della cravatta

Giulio BETTI

Fonti: http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/armut-in-griechenland-gruppe-der-working-poor-steigt-rasant-betroffene-erzaehlen-a-1175963.html

http://www.keeptalkinggreece.com/2016/07/22/shocking-data-127k-greek-workers-are-paid-wages-of-up-e100-per-month/

http://www.lastampa.it/2017/02/20/esteri/nella-grecia-ostaggio-della-crisi-fra-ospedali-al-collasso-e-miseria-MyExPRAWlBrVtkvNT9QWSM/pagina.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/22/grecia-accordo-alleurogruppo-uscita-da-piano-di-aiuti-e-alleggerimento-del-debito-ma-continua-monitoraggio/4443547/

http://lacostituzioneblog.com/2018/04/25/la-devastazione-della-grecia-si-scrive-privatizzazione-degli-asset-statali-si-legge-svendita-di-caterina-betti/