//QUESTA E’ L’ITALIA, NON SPARTA (di Caterina BETTI)

QUESTA E’ L’ITALIA, NON SPARTA (di Caterina BETTI)

A cura di Caterina BETTI

Ecco la traduzione della parte più significativa di un interessante articolo pubblicato oggi sul noto blog di economia e finanza Zerohedge. Si parla del nuovo governo italiano, i mercati possono veramente stare così tranquilli o la semplice mossa di spostare Savona ha veramente funzionato nel sedarli?

“Parliamo dell’Italia: non riesco a capire da dove venga l’ottimismo (in riferimento all’impennata dei mercati europei all’indomani del nuovo governo italiano, n.d.r).
La coalizione M5S-Lega non ha mai fatto segreto del suo programma e delle sue intenzioni. Solo perché il preannunciato euroscettico Paolo Savona è stato spostato dal Ministero dell’Economia a quello degli Affari Europei non fa tutta questa differenza. Il nuovo Ministro dell’Economia Tria sarà anche meno schietto di Savona, ma di certo non è pro-Euro e insieme i due possono rappresentare un colpo doloroso alle spalle dell’Europa. Questa è l’Italia. Non è Sparta.

L’essenza del programma M5S-Lega è dolorosamente semplice: rifiutano l’austerità come base della politica economica. E l’austerità è l’unico fondamento su cui le politiche europee si siano mai basate negli ultimi decenni. Questo significa andare in rotta di collisione. E non ci sono indicazioni sul fatto che la nuova coalizione abbia intenzione di concedere sconti su questo. Tsipras ne avrà avuto l’intenzione in Grecia, ma la grandezza dell’Italia porta ad una ben maggiore influenza in Eurozona.

Per iniziare, il programma vuole sforare la regola del 3%. Si parla di una flat tax al 15-20%, e di un reddito di cittadinanza di 780 euro. Queste due misure costeranno fra i 109 mld e i 126.
“Le azioni di governo prevedono una riduzione del debito pubblico non attraverso tasse ed austerità, politiche che non hanno raggiunto i loro traguardi, bensì attraverso la crescita del PIL tramite l’aumento della domanda interna.” dice il programma. Esatto, questo è l’opposto dell’austerità.
I partiti vogliono un superamento del precedente sistema pensionistico con la quota 100. Se qualcuno ha lavorato ed ha versato i contributi per 40 anni, sarà in grado di andare in pensione a 60, non a 67 come allo stato attuale.
E poi ci sono i mini-Bot, un sistema monetario parallelo. In sostanza, vorrebbero permettere al governo di pagare i suoi debiti sotto forma di simil-cambiali, che possono poi essere usate per pagare le tasse ed altri servizi pubblici. Gli affari nazionali si risolverebbero in casa.

L’Italia, come un crescente numero di nazioni in Eurozona, sta cercando una via per mettere la testa fuori dal cappio di Bruxelles/Berlino che minaccia di soffocarla. Se l’Unione Europea non reagisce a questo, presto e in una maniera positiva, salterà in aria da sola. Sì, se l’Italia inizierà a lasciare il suo palloncino del debito, la Commissione Europea potrebbe rimproverarla ed emettere multe. Ma la Commissione non oserà farlo. Questa è l’Italia. Questa non è Sparta.”

Caterina BETTI