//LA MAGICA ARTE DELL’IMPICCIARSI DEGLI AFFARI ALTRUI: L’ENNESIMO CASO DI INACCETTABILE INGERENZA GIORNALISTICA TEDESCA (di Caterina BETTI)

LA MAGICA ARTE DELL’IMPICCIARSI DEGLI AFFARI ALTRUI: L’ENNESIMO CASO DI INACCETTABILE INGERENZA GIORNALISTICA TEDESCA (di Caterina BETTI)

Articolo di Caterina BETTI

Ecco la traduzione che ho fatto di alcuni frammenti significativi di un articolo pubblicato oggi sull’edizione inglese di Der Spiegel dal titolo “Il Trumpismo Italiano non è meno pericoloso dell’originale” che certifica l’allergia tedesca verso la democrazia e l’autodeterminazione dei popoli, oltre che l’abitudinario tono sprezzante verso l’Italia. Porre al primo posto l’interesse nazionale, invece di fare gli zerbini di tutta l’Europa e anche oltre, come era d’abitudine con il PD, non è concepito, nè lontanamente contemplabile. L’Italia non può star meglio della Germania, non può infrangere i suoi eterni sogni di gloria e dominazione.
Una cosa è certa: hanno paura che il giocattolo gli esploda in mano. Spero abbiano ragione.

“Si pongono come gli esecutori della reale volontà del popolo. Mettono la loro nazione al primo posto, senza alcun riguardo per i trattati internazionali. Ma no, non è di Donald Trump e dei suoi supporter che stiamo parlando. E’ il nuovo governo italiano, che si sta formando e i cui intenti politici potrebbero essere ben riassunti come: prima l’Italia, in un secondo momento la riflessione.

Per l’Unione Europea, comunque, la versione italiana del Trumpismo non è meno pericolosa dell’originale. Le basi politiche della nuova coalizione di governo populista a Roma sono composte principalmente da un ingente taglio delle tasse, allo stesso tempo l’aumento delle pensioni e dei servizi di welfare sociale – che spingerebbero il paese in un indebitamento ancora più alto. E’ un’agenda che porta in sè la costante minaccia di un attacco suicida in Europa: o fai concessioni, o faremo saltare il tuo paese e con lui l’Eurozona.

Ad un primo ascolto, la minaccia suona come quella fatta dal Ministro greco per l’Economia Yanis Varoufakis, che tre anni fa ha minacciato che la moneta comune sarebbe esplosa se gli altri paesi dell’Eurozona non avessero perdonato un significativo pezzo di debito greco. In realtà, comunque, l’attacco che viene da Roma è molto più insolente e pericoloso.

E’ molto più pericoloso perché, in contrasto con la più piccola Grecia, il fondo per il bailout dell’Eurozona sarebbe sufficiente (nel peggiore dei casi) per fornire aiuti all’Italia solo per uno o due anni. Dopodiché è praticamente inevitabile che l’euro sarà gettato in una crisi esistenziale che potrebbe portare le banche e gli istituti finanziari nel mondo giù negli abissi insieme a lui. Se la Grecia ha rappresentato una bomba per l’Eurozona, allora l’Italia è una bomba nucleare.

Oltre a questo, l’offensiva da Roma è stata caratterizzata da un’esclusiva forma di audacia. La Grecia era un paese povero al limite della bancarotta che ha chiesto aiuto in un momento in cui era alle strette. Gli italiani, invece, sono in salute e nella media rispetto ai tedeschi e in molti casi più ricchi di Lettoni e Slovacchi.

I governi dell’Eurozona dovrebbero perciò essere ben consigliati nel rigettare le irragionevoli richieste provenienti da Roma. Inoltre, non possono lasciare alcun dubbio sul fatto che il primo ministro designato Conte debba rispettare le regole di bilancio. Chi comanda a Berlino, Bruxelles e Parigi, contrariamente al consiglio che danno alcuni economisti tedeschi, dovrebbe assolutamente continuare a spingere sui propri piani per la riforma dell’Eurozona. E questo dovrebbe esser fatto nello spirito delle proposte fatte dal Presidente francese Emmanuel Macron mesi fa – proposte di cui beneficerebbe anche l’Italia.

Il migliore alleato della UE sono i mercati finanziari. Per parecchi giorni, lo spread si è alzato e questo trend continuerà se il nuovo governo si attacca a promesse di proibitivi tagli alle tasse e benefit sul welfare. Se, invece, si adatterà alla realtà, allora lo spread scenderà, e il governo dovrà accantonare meno soldi per onorare i suoi debiti. Suonerà paradossale, ma nei fatti è vero che una nazione meglio gestisce il proprio budget, più può spendere. [??????????????]
La questione è quanto ci vorrà per portare i populisti a Roma per accettare tale logica.

E’ tempo per gli imitatori di Trump di imparare qualcosa dall’arte dell’affare.”

(Caterina Betti)

http://www.spiegel.de/international/europe/italian-trumpism-is-no-less-dangerous-than-the-original-a-1209614.html

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1819724358323645&id=1449454232017328