//Smontiamo la bufala che il contratto di governo prevede cessioni di sovranità o gli Use (di Giuseppe PALMA)

Smontiamo la bufala che il contratto di governo prevede cessioni di sovranità o gli Use (di Giuseppe PALMA)

Fermo restando che le critiche nei confronti del contratto di governo mosse da alcuni amici giuristi sono in parte da me condivise, vorrei smontare alcune bufale sul punto 29 del contratto medesimo (cioè dove si parla dei rapporti con l’Ue), bufale che stanno facendo il giro della rete.

Iniziamo a ristabilire la verità: nel contratto di governo NON sono previste né cessioni di sovranità né tanto meno gli Stati Uniti d’Europa (Use), ma solo il rafforzamento di alcune prerogative che il Trattato di Maastricht e quello Lisbona assegnano all’Ue, prerogative del tutto opposte a quanto previsto dal Fiscal Compact come purtroppo è avvenuto negli ultimi anni (da Monti a Gentiloni). In cambio, Lega e 5Stelle chiedono la restituzione di alcune importanti materie agli Stati.
E quando si vogliono riprendere alcune materie, già attualmente in mano a Bruxelles, è l’esatto opposto delle cessioni di sovranità, tanto più che – nel capitolo delle riforme istituzionali – è prevista l’affermazione della prevalenza della nostra Costituzione sul diritto comunitario, così come è previsto l’adeguamento dell’equilibrio di bilancio alle necessità economiche e sociali del Paese. In altre parole i due partiti ci stanno dicendo che se ne fregano del pareggio di bilancio se questo è contrario alle condizioni socio-economiche della Nazione. Punto.

Inoltre, la revisione dei Trattati – inizialmente prevista nel capitolo sull’Ue – è stata spostata nel capitolo sul deficit. Così a Bruxelles non se ne accorgono e non scatenano il fuoco d’artiglieria.
Il punto fondamentale del contratto (sempre nel capitolo sull’Ue) è lì dove viene previsto l’importante obiettivo di rivedere, insieme agli altri Paesi, la politica monetaria (cioè l’euro), il Fiscal Compact e il Mes.


Semmai bisognerebbe chiedersi cosa davvero farà il governo giallo-verde qualora a Bruxelles e a Francoforte ci dicessero di No. Questo è il punto fondamentale. Il resto è solo polemica inutile. Tsipras si piegò nel luglio 2015. L’Italia si è già piegata nel novembre 2011. Si giudichi il contratto di governo dopo aver visto cosa farà il nuovo esecutivo una volta che l’Ue ci dirà di No.

Diciamoci la verita: se non edulcoravano il contratto, non potevano neppure partire le trattative per il governo. La prima versione prevedeva addirittura la possibilità di porre in essere gli strumenti per uscire dall’euro. Dopo che si è scatenato l’inferno (spread, FT, Commissione europea e giornaloni di casa nostra) Lega e 5Stelle in tre giorni hanno levigato lessico e contenuti, altrimenti le trattative si sarebbero fermate a metà strada.
I nemici interni sono più pericolosi di quelli all’estero.

P.S. Negli ultimi giorni sono stato attaccato brutalmente sulle mie parole di fiducia nei confronti del contratto di governo. Rispondo a costoro che nel 2014, quando il popolo ancora dormiva, io davo alle stampe “Il male assoluto“. In ordine cronologico, il secondo libro in Italia sul rapporto difficile tra Costituzione e Trattati europei. Il primo, edito nel 2013, fu quello di Luciano Barra Caracciolo. Un anno dopo il mio e poi tutti gli altri. In questo passaggio non menziono Guarino perche è arrivato prima di tutti. Coloro che oggi mi attaccano vadano quindi a leggersi i miei libri e papers.

Giuseppe PALMA

Nel link qui di seguito riportato trovate un’analisi in agro-dolce del contratto di governo (a firma mia e di Paolo Becchi): https://scenarieconomici.it/il-contratto-di-governo-m5s-lega-lanalisi-in-agro-dolce-di-becchi-e-palma/