//Analisi del voto in Molise. Grillini e compagni perdono voti. Come potrebbero governare insieme a livello nazionale? (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Analisi del voto in Molise. Grillini e compagni perdono voti. Come potrebbero governare insieme a livello nazionale? (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI  su Libero del 24 aprile 2018:

Tutti davano per scontata la vittoria a mani basse del M5S e invece i pentastellati perdono nella regione più di tredici punti percentuali rispetto al voto nazionale del 4 marzo (dal 44,8 al 31,5% circa). Meno grave la situazione per il candidato presidente dei 5Stelle che, per effetto del voto disgiunto, ottiene il 38%, ma l’analisi complessiva non cambia. Dilagante invece l’affermazione delle liste del centrodestra che, tenendo conto del voto disgiunto, vincono con oltre il 49% dei voti (guadagnando nella regione circa venti punti percentuali rispetto alle politiche di un mese e mezzo fa), con Forza Italia avanti alla Lega, ma con una forbice tra i due partiti che si riduce rispetto al voto del 4 marzo. Il candidato presidente Toma si attesta poco sotto al 44% dei consensi, confermando il trend del dato delle liste .

Tutto ciò racchiude tre significati. Il primo è che Berlusconi non è politicamente morto, il secondo è che Salvini mantiene la posizione anche al Sud in occasione di una tornata elettorale di tipo regionale, confermandosi come il papabile leader di tutto il centrodestra. Il terzo: il forte ridimensionamento dei 5Stelle. Partiamo da questo. Tredici punti percentuali in meno nel giro di neanche due mesi in una regione come il Molise rappresenta una sconfitta. Certo, amministrative e politiche sono due cose diverse, ma il dato è significativo. Alle elezioni politiche il Sud – quindi anche il Molise – ha votato il MoVimento solo per ottenere in cambio il reddito di cittadinanza. Il risultato nazionale dei pentastellati è scaturito da percentuali che andavano dal 40 al 46 percento nelle regioni meridionali. Il Molise rispecchia fedelmente questa fotografia perché i 5Stelle il 4 marzo ottennero in terra di Contado quasi il 45% dei voti. Ma le elezioni regionali sono cosa assai diversa.

Il reddito di cittadinanza non fa parte delle proposte elettorali e il consenso a favore dei 5Stelle crolla. Il dato è confermato anche dall’affluenza. Se non c’è il reddito di cittadinanza tanti giovani non sono interessati a recarsi alle urne.

Per quanto riguarda invece la partita interna al centrodestra era molto difficile che nel profondo Sud la Lega superasse Forza Italia, infatti il sorpasso non c’è stato, ma il partito di Salvini ha confermato l’8% dei voti ottenuti il 4 marzo. In calo Forza Italia, che rispetto alle politiche perde circa sei/sette punti percentuali, ma il fattore che ha determinato questa contrazione è collegato alle liste civiche, le quali, avendo una forte connotazione territoriale, hanno sottratto voti al partito di Berlusconi.

Berlusconi può comunque tirare un sospiro di sollievo e prendersi la rivincita contro la presunta superiorità “morale” fatta valere nelle scorse settimane da Di Maio. La sentenza palermitana sulla trattativa Stato Mafia, intervenuta proprio nel mezzo delle consultazioni per la formazione del nuovo governo, non ha avuto alcun peso. Berlusconi quando non segue i consigli delle sue badanti ma il suo fiuto riesce ancora a fare il risultato.

Altro dato da non trascurare è la disfatta del centrosinistra, che in Molise aveva vinto le regionali del 2013. Il risultato di domenica è un vero e proprio bollettino di guerra. La coalizione ha ottenuto il 17% dei voti (un punto in meno rispetto alle politiche), con il Pd che è crollato al 9%. Quello che fino ad un anno fa era considerato il “partito della Nazione” è oggi un partitino che gli elettori hanno condannato a recitare il ruolo di comparsa. La sconfitta del partito di Renzi e Martina lancia un segnale anche al M5S. Un’alleanza di governo tra 5Stelle e Pd avrebbe come significato la totale mancanza di rispetto della volontà popolare. Il dato del Molise non fa altro che confermare questa argomentazione. E ora la partita si sposta in Friuli. Fico cominci pure il secondo giro. Il governo aspetta Godot.

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI  su Libero del 24 aprile 2018.