//Un governo M5S-Pd? Il Golpe è alle porte! (di Giuseppe PALMA)

Un governo M5S-Pd? Il Golpe è alle porte! (di Giuseppe PALMA)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l’incarico esplorativo al Presidente della Camera Roberto Fico, affinché questo verifichi se v’è la possibilità di una maggioranza parlamentare M5S-Pd.
Se l’intento riuscisse, si verificherebbe un vero e proprio tradimento della volontà popolare, con la coalizione più votata fuori dal governo. Questo si chiama Golpe.

Il 4 marzo gli italiani si sono espressi in modo inequivocabile bocciando i partiti di sistema, che pur unendo i propri seggi in Parlamento non sarebbero in grado di formare una maggioranza parlamentare idonea a sostenere un governo, premiando le forze anti-establishment.

Dopo un tira e molla vergognoso tra centrodestra e M5S, tra veti e insulti reciproci, la strada che Mattarella ha indicato oggi a Fico è quella di individuare se v’è la possibilità di formare un governo M5S-Pd. In questo, e devo ammettere che il mio amico Paolo Becchi sul punto ha ragione, il Presidente della Repubblica non c’entra assolutamente nulla perché la scorsa settimana aveva incaricato la presidente del Senato Alberti Casellati per constatare se vi fossero le possibilità per la formazione di un governo Centrodestra-M5S. E’ finita come tutti sappiamo.

Fallito quel tentativo, entro giovedì Roberto Fico sonderà la disponibilità del Partito democratico a formare un governo coi 5Stelle. Se il Pd accettasse, avremmo nel giro di qualche settimana un governo M5S-Pd, sostenuto anche da Leu, cioè i due partiti (Pd e LeU) che gli italiani hanno sonoramente bocciato nelle urne.

Gli elettori del M5S che hanno votato Di Maio & Company per mandare a casa il Pd, potrebbero ben presto ritrovarsi il Pd al governo, come se le elezioni del 4 marzo non ci fossero mai state.

L’imbroglio è semplice: voto il M5S per mandare a casa il Pd ma poi mi ritrovo al governo di nuovo il Pd, con addirittura la coalizione che ha preso più voti (il centrodestra) fuori dal governo.

E a nulla vale l’argomentazione che il M5S sia il primo partito perché la legge elettorale prevede le coalizioni, quindi il dato politico non può in ogni caso prescindere dal risultato elettorale sia delle singole liste che delle coalizioni.

Nel popolo maturerà ben presto la convinzione che il suo voto non conta più nulla. Alla faccia del “principio democratico“.

Buonanotte democrazia.

Giuseppe PALMA