//Il fattore B. dopo il primo giro di consultazioni (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Il fattore B. dopo il primo giro di consultazioni (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Articolo di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero del 07/04/2018:

Il primo giro di consultazioni è terminato. La coalizione di centrodestra è salita al Colle con tre delegazioni differenti, ognuna per ciascun singolo gruppo parlamentare di Camera e Senato. Così ha deciso Berlusconi nonostante molti, tra cui noi proprio noi su questo giornale, avessimo insistito sulla opportunità di presentarsi davanti al Presidente della Repubblica con una delegazione unitaria.

Berlusconi ha voluto, ancora una volta, dimostrare che nonostante tutto «Silvio c’è»: niente di male in sé, e anche comprensibile dopo la batosta elettorale, se avesse detto cose concordate con gli alleati, ma il fatto grave è che ha detto cose esattamente opposte a quelle: per lui nessun accordo è possibile con il M5S, meglio riaprire le porte al Pd, mentre Salvini subito dopo ha ribadito che partendo dalla coalizione di centrodestra non c’è un’alternativa al confronto con i 5 stelle per la formazione del nuovo governo. Una bella figura di merda rispetto al Presidente della Repubblica, che ha dovuto prendere atto della dissonanza interna al centrodestra. Ma anche rispetto a Di Maio: come può Salvini, in quanto leader del centrodestra, iniziare una trattativa di governo con Di Maio in queste condizioni? Certo, è vero, Berlusconi è stato ripetutamente provocato da Di Maio, ma era abbastanza vaccinato per non accettare quelle provocazioni semplicemente ignorandole.

Come che sia, ora si aprono problemi giganteschi su cui il centrodestra dovrà riflettere in questi giorni. Chi è il vero leader del centrodestra? Salvini, dal momento che il suo partito è quello che ha ottenuto più voti, o Berlusconi che continua a svolgere lo stesso ruolo di prima pur non avendone il diritto? E poi, strettamente connessa a questa domanda, qual è la linea del centrodestra: quella salviniana, più volte pubblicamente ribadita, o quella berlusconiana, che continua a strizzare l’occhio al Pd? Questi nodi devono essere risolti con chiarezza prima delle prossime consultazioni con un incontro vis à vis tra Salvini e Berlusconi.

Le prime consultazioni non erano decisive, le seconde potrebbero diventarlo. E il centrodestra ha finalmente dato prova di unità, annunciando che manderà al Quirinale un’unica delegazione guidata da Salvini. Se la coalizione fosse andata al Quirinale con tre delegazioni separate (e messaggi politici diversi) il segnale sarebbe stato inequivocabilmente quello della spaccatura, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Diciamo la verità: Salvini le sta provando davvero tutte per tenere unita la coalizione, mentre Berlusconi non perde occasione per minarne la tenuta. Lo si è visto nel caso dell’elezione dei Presidenti delle Assemblee, e lo vediamo ora in questa nuova partita delle consultazioni al Quirinale. Berlusconi faccia un passo di lato, metabolizzi il senso della sconfitta elettorale: il suo tempo è passato. Invece di continuare a mettere il bastone tra le ruote a Salvini dovrebbe agevolarlo. Non ci sono molte alternative ad una «staffetta» tra Di Maio e Salvini per la prossima legislatura. E una staffetta ben studiata potrebbe mettere d’accordo tutti. O «staffetta» o elezioni e una nuova possibile tornata elettorale rappresenterebbe per Forza Italia il colpo di grazia. Questo Berlusconi dovrebbe saperlo.

Articolo di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero del 07/04/2018.