//“I COLONI DELL’AUSTERITY”. E’ uscito il nuovo libro di Ilaria BIFARINI

“I COLONI DELL’AUSTERITY”. E’ uscito il nuovo libro di Ilaria BIFARINI

I COLONI DELL’AUSTERITY. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa“. E’ uscito il nuovo libro di Ilaria BIFARINI (con prefazione di Giulietto Chiesa), edito su Amazon.

 

Si legge nell’Introduzione del libro: “L’Africa siamo noi: questa, in estrema sintesi, la motivazione di un libro che si pone l’obiettivo di analizzare le dinamiche economiche che hanno impedito a un continente, ricco di ogni tipo di risorsa, d’intraprendere la strada dello sviluppo post coloniale. Sebbene poco noto alla letteratura economica, se non a una ristretta nicchia relegata al ruolo di controinformazione, il Continente Nero non è solo la culla del primo uomo, ma anche della terribile sciagura che investe oggi l’intero pianeta, l’austerity.

Nulla più dei terribili dati sulle epidemie e le carestie endemiche in questa sfortunata regione del mondo, niente come la disperazione di migliaia e migliaia di migranti ammassati su imbarcazioni di fortuna possono renderci consapevoli degli effetti delle politiche di austerità, ormai adottate su scala universale.

Con alcuni decenni di ritardo, l’Europa e l’Occidente intero stanno vivendo quanto già accaduto nei paesi del Terzo Mondo a partire dagli anni Ottanta. Apertura totale al libero scambio, privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e piani di riduzione del debito hanno devastato le economie già fragili dei paesi africani, inibendone definitivamente lo sviluppo. Il meccanismo utilizzato è lo stesso adottato oggi in Italia e nel resto dei paesi più in difficoltà in Europa: la dipendenza dal debito. Attraverso la concessione di prestiti volti al risanamento del debito pubblico, le organizzazioni economiche internazionali hanno esportato e impiantato in Africa la politica neoliberista di matrice occidentale.

Una narrazione di comodo, improntata al buonismo di facciata e alla semplificazione storico-analitica, secondo la quale le colpe del sottosviluppo africano risiederebbero unicamente nel passato coloniale, mira a occultare gli accadimenti reali e le responsabilità degli investitori e dei creditori internazionali. Approfondire la storia economica moderna del continente africano è fondamentale per comprendere dove ci stia portando l’attuale disegno neoliberista globale e offre la chiave di lettura per interpretare l’odierno fenomeno delle migrazioni di massa.

A seguito di politiche di austerità molto ferree, gran parte dei paesi dell’Africa subsahariana presenta livelli di debito pubblico ormai tra i più bassi al mondo. E’ sorprendente constatare come all’andamento discendente del debito pubblico di alcuni paesi corrisponda un aumento dei flussi migratori verso l’Europa, di cui l’Italia è il principale approdo. La spiegazione è in realtà intuitiva: alle misure di riduzione della spesa governativa e di tagli ai già scarsi servizi pubblici locali corrisponde un peggioramento delle condizioni di vita della popolazione, cui non resta altra alternativa che lasciare il proprio paese e imbarcarsi in impervi viaggi della speranza.

Quella cui stiamo assistendo è un’ondata migratoria indubbiamente senza precedenti. Gli Stati coinvolti, impantanati nelle pastoie di un’Unione Europea poco solidale e alle prese con un’elevata disoccupazione interna – legata a una crisi persistente che non ha risparmiato nessuno – non sono nelle condizioni di affrontare il problema dell’immigrazione in modo risolutivo. I media e l’opinione pubblica non riescono a sganciarsi dalla logica dell’antitesi e ad affrontare l’argomento dell’immigrazione fuori da una dialettica polarizzata e dalle categorie precostituite. Da una parte gli xenofili, fautori dell’accoglienza incontrollata, a prescindere dalle possibilità e dalle condizioni di vita che possono essere offerte ai nuovi arrivati; dall’altra gli xenofobi, favorevoli alle frontiere chiuse, che fanno leva sul senso di paura e precarietà della fascia di popolazione più debole. L’utilizzo di giudizi morali ed etici non consente di analizzare e comprendere il fenomeno nella sua reale natura. I flussi migratori, soprattutto quando di così vasta entità, rappresentano sempre il frutto di stravolgimenti geopolitici di portata globale, le cui cause hanno radici e ripercussioni a livello economico e sociale.

Non basta affermare che l’arrivo di giovani stranieri risolverà il problema dell’invecchiamento della popolazione occidentale e della denatalità delle economie avanzate se essi non hanno possibilità reali di integrazione nel contesto lavorativo e sociale, né di tornare in patria arricchiti di esperienze e competenze da trasmettere alla propria collettività

O forse l’emigrazione è uno strumento di una sorta di nuove politiche malthusiane, in una regione del mondo dove l’indice di natalità non sembra rispondere alle logiche dell’evoluzione demografica?

L’obiettivo di questo trattato è divulgare e rendere fruibili argomenti, volutamente sottaciuti, a un pubblico di lettori interessati a cogliere i nessi meno evidenti e a interpretare le relazioni che legano i fenomeni su scala mondiale.

Esaurire in un manuale la storia dell’Africa dalla nascita dei moderni Stati nazionali a oggi non solo sarebbe stato impossibile, ma avrebbe delimitato il tema a una cerchia di cultori della materia, esperti e appassionati di scienze politiche e relazioni internazionali. Raccogliere dati economici e fornire grafici sullo sviluppo (o meglio sul mancato sviluppo) del continente africano sarebbe stato probabilmente più agevole e avrebbe offerto un contributo scientifico a una letteratura tematica molto carente, soprattutto in Italia.

Ma solo attraverso l’interdisciplinarietà è possibile comprendere l’attuale paradigma neoliberista e il forte condizionamento che esercita sulle vite di miliardi di individui.

Conoscere la storia economica dell’Africa post coloniale può offrirci alcune inaspettate risposte.”.

§§§

Un’opera da non perdere. La verità passa dagli scritti degli autori indipendenti. E questo contributo della mia amica Ilaria va nella direzione di ristabilire una verità totalmente distorta dalla narrativa dei media di regime.

Giuseppe Palma

Per chi volesse acquistare il libro di Ilaria, disponibile sia in e-book che in versione cartaceahttps://www.amazon.it/coloni-dellausterity-Africa-neoliberismo-migrazioni/dp/1980621195/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1522158754&sr=8-2&keywords=ilaria+bifarini