//Abbiamo rischiato di avere il “più Europa” al Senato, ma voi avete ancora fiato per vomitare sulla soluzione Casellati-Fico (di Giuseppe PALMA)

Abbiamo rischiato di avere il “più Europa” al Senato, ma voi avete ancora fiato per vomitare sulla soluzione Casellati-Fico (di Giuseppe PALMA)

Stavamo per ritrovarci Emma Bonino come presidente del Senato. Il rischio c’è stato, quindi teniamoci stretti Casellati e Fico.

Il mio pragmatismo è cosa ormai conosciuta, per questo ho qualche nemico in più da cui difendermi. E anche stavolta, in occasione dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato, leggo ragionamenti fuori dalla realtà e dal perimetro del possibile.

Non capisco di quale malattia mentale soffrano certe persone nel criticare così aspramente l’elezione della Casellati alla presidenza del Senato e di Fico a quella della Camera.
La scelta è ovviamente il frutto di un accordo parlamentare tra chi ha vinto le elezioni: la coalizione di centrodestra e il Movimento 5 Stelle.
L’elezione della Casellati al Senato è poi frutto di un accordo sofferto all’interno del centrodestra, ma questa è un’altra storia.
Sia ben chiaro: a parte il fatto di esserci liberati dei peggiori presidenti delle camere dell’intera storia repubblicana (Boldrini e Grasso ne sono stati la più brutta espressione di sempre), il rischio era quello che – in assenza dell’accordo tra M5S e centrodestra – i pentastellati trovassero sponda fertile nel Pd e in LeU. Pare infatti che Maurizio Martina, segretario reggente del Pd, abbia dichiarato fino a sabato mattina la sua disponibilità a Di Maio di convergere su nomi condivisi.
Sapete cosa avrebbe significato una cosa del genere? Una probabile elezione di Emma Bonino come presidente del Senato, cioè il “più Eiropa” come seconda carica dello Stato nonostante la netta bocciatura popolare alle elezioni del 4 marzo.
Per fortuna Salvini ha avuto un colpo di genio politico ed ha risolto la situazione salvando il centrodestra dal “cul de sac” nel quale l’aveva messo Berlusconi.
Vi ricordo che nessuna forza politica ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, e quindi – in una democrazia parlamentare come la nostra – sono i gruppi parlamentari a doversi parlare allo scopo di trovare un’intesa sia sugli incarichi di garanzia che su quelli politici e di governo. Tenendo pur sempre conto di quella che è stata la volontà popolare espressa nelle urne, altrimenti il passaggio dalla normale dialettica parlamentare al golpe bianco è un attimo.
Ciò detto, Casellati e Fico non saranno proprio il meglio, ma certamente sono il meno peggio, soprattutto alla luce di quello che sarebbe potuto accadere nel caso fosse saltato l’accordo tra M5S e centrodestra.

Finora abbiamo assistito all’elezione di figure di garanzia, ma la partita per il governo è ben altra storia. Dobbiamo vigilare affinché il metodo di formazione del nuovo esecutivo segua lo stesso utilizzato per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, vale a dire un accordo tra chi ha vinto le elezioni: centrodestra e M5S. Eventuali alleanze o accordi esterni con chi ha perso sarebbero viste dal popolo come palese e vile tradimento del risultato elettorale.

Giuseppe PALMA