//Matteo rischia di restare col cerino in mano (di Giuseppe Palma e Paolo Becchi su Libero)

Matteo rischia di restare col cerino in mano (di Giuseppe Palma e Paolo Becchi su Libero)

Articolo di Giuseppe Palma e Paolo Becchi su Libero del 22/03/2018:

Domani inizieranno le votazioni per eleggere i presidenti di Camera e Senato, dopo Pasqua le consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. La coalizione di centrodestra ha 265 seggi a Montecitorio e 137 a Palazzo Madama. Il Movimento 5 Stelle, che è il primo partito, ha alla Camera 227 seggi, 122 la coalizione di centrosinistra e 14 Leu. Medesime proporzioni al Senato. Nessuno ha la maggioranza e non si sa neppure chi sia la minoranza.

A rigor di logica, al M5S andrebbe la Camera mentre alla Lega Palazzo Madama. E così sembrava. Poter esprimere il presidente del Senato può essere utile in vista delle consultazioni al Colle (si pensi ad esempio ad un incarico istituzionale), ma la politica non segue la logica. La Lega, in teoria, dovrebbe far valere il proprio peso elettorale al cospetto degli alleati, quindi spetterebbe a Salvini indicare la persona da mandare alla presidenza del Senato, ma sembra che Matteo sia disposto a cedere questa partita a Forza Italia. L’accordo tra Salvini e Berlusconi è quello di dare alla Lega la possibilità di indicare il candidato presidente per le regionali del 29 aprile in Friuli-Venezia Giulia. Lombardia e Veneto esprimono già presidenti leghisti, quindi all’appello mancherebbe solo il Piemonte, dove però si vota l’anno prossimo. Un Nord a trazione leghista in cambio della presidenza di Palazzo Madama a Fi.

Ma questo basta a Salvini? Si dirà che in cambio otterrà anche il primo incarico di formare il governo. Sì, d’accordo, ma chi può negarglielo visto che è lui l’azionista di maggioranza del centrodestra, e poi questo non era già scritto nei patti? Ma vi è di più. Ammesso che il presidente della Repubblica conferisca al leader della Lega l’incarico di formare il nuovo esecutivo, non è detto che Matteo ce la faccia. I numeri il centrodestra non li ha, a meno che il M5s non lo voti, bruciando Di Maio. Fantapolitica. Insomma, c’è il rischio che Salvini resti col cerino in mano.

Ne vale proprio la pena che Salvini sacrifichi la presidenza del Senato in cambio del Friuli-Venezia-Giulia? Non si rischia in questo modo di far resuscitare un’altra volta Berlusconi che, da sconfitto, la scamperebbe un’altra volta, ottenendo da perdente addirittura la seconda carica dello Stato?

Poi c’è il problema del Sud, dove il M5S ha fatto cappotto in tutte le regioni. Recuperare quel consenso non è facile, tanto più che lo scambio Lega-Forza Italia sulle presidenze di Senato e Friuli sembra più una mossa da manuale Cencelli che un comportamento da leader che vuole trasformare la Lega in una vera e propria forza politica nazionale e non solo vincente al Nord.

È meglio l’uovo oggi o la gallina domani? La Pasqua porta le uova, non le galline.

Articolo di Giuseppe Palma e Paolo Becchi su Libero del 22/03/2018.