//M5S e Dem vogliono fregare il centrodestra (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

M5S e Dem vogliono fregare il centrodestra (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero del 14/03/2018 (dalla prima pagina):

La maggioranza non ce l’ha nessuno. Il centrodestra ha vinto le elezioni, ma per colpa degli errori commessi in campagna elettorale da Berlusconi e soprattutto dal suo cerchio magico, non ha ottenuto i seggi sufficienti per il raggiungimento della maggioranza assoluta in Parlamento. Il M5S è invece il primo partito, ma ha meno seggi della coalizione di centrodestra.

Se si vuole rispettare il giudizio degli elettori, il nuovo governo non può tenere fuori il centrodestra.

In tanti sostengono che sia invece possibile conferire l’incarico a Di Maio (primo partito, ma dietro la coalizione di centrodestra) che avrà poi l’onere di andarsi a trovare la maggioranza in Parlamento, compreso l’appoggio esterno di Pd e Leu, i veri sconfitti di queste elezioni.

Al netto di quello che farà il Pd, che a quanto pare non ha nessuna intenzione di reggere il moccolo ai 5Stelle, questa soluzione nasconde alcuni aspetti davvero inquietanti anche se teoricamente praticabili.

Non è mai successo, dal 1946 ad oggi, che chi vincesse le elezioni fosse tenuto fuori dalla formazione del governo.

Durante i cinquant’anni di Prima Repubblica la Democrazia Cristiana, forza politica che prendeva più voti di tutti, ha sempre preso parte all’esecutivo. Il più delle volte esprimendo la figura del presidente del Consiglio, altre indicando il maggior numero di ministri.

A differenza del sistema di voto della Prima Repubblica, l’attuale legge elettorale prevede però anche le coalizioni, quindi il risultato delle elezioni va letto tenuto conto dei dati complessivi sia delle singole liste sia delle coalizioni. Per di più, la coalizione di centrodestra aveva un programma comune, condiviso tra le forze politiche che la compongono. I cittadini hanno dato la maggioranza relativa sia dei voti che dei seggi a quel programma e hanno deciso al contempo che c’è un nuovo leader della coalizione: Matteo Salvini.

E se ci affacciamo nel resto d’Europa, al di là delle differenze dei sistemi costituzionali ed elettorali, a parità di situazione non si è mai tenuta fuori dal governo la lista o la coalizione che ha vinto le elezioni.

È il caso di Kurtz in Austria, Merkel in Germania, May in Gran Bretagna e Rajoy in Spagna. Tutti vincitori, ma senza maggioranza assoluta dei seggi, e tuttavia non per questo all’opposizione. Hanno tutti ricevuto l’incarico di formare il governo (per la Merkel è in arrivo addirittura il quarto mandato) perché avanti agli altri in termini di voti ottenuti pur senza una maggioranza auto-sufficiente.

I giornaloni e molti voltagabbana passati subito sul carro del vincitore, dopo aver adorato per anni Renzi, dicono che non si può fare un governo senza il M5S. Ecco, ancor meno lo si può fare senza il centrodestra. Il primo incarico, a meno che il presidente della Repubblica non voglia cominciare con un mandato «esplorativo» ad una carica istituzionale, non può che andare a Matteo Salvini.

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero del 14/03/2018 (dalla prima pagina).