//Così l’Unione Europea ha ucciso l’Europa (di Paolo BEECHI e Giuseppe PALMA su Libero)

Così l’Unione Europea ha ucciso l’Europa (di Paolo BEECHI e Giuseppe PALMA su Libero)

Articolo di Giuseppe Palma e Paolo Becchi su Libero del 4 marzo 2018:

L’Unione Europea non è l’Europa. Se non si comprende questa distinzione non si comprende niente.

A Roma, nel 1957, non nacque l’Ue ma un’idea di Europa completamente diversa da quella poi tracciata a partire da Maastricht. Con i Trattati di Roma ciascuno Stato restava sovrano sulla moneta, sull’economia e sulle leggi, ma con un mercato comune.

A Maastricht, nel 1992, nacque invece l’Unione Europea, una vera e propria sovrastruttura istituzionale e giuridica che imponeva ai singoli Stati non solo parametri economici capestro, ma addirittura la nascita futura di una moneta unica che ha visto poi la luce con un regolamento comunitario del 1997 peraltro persino difforme rispetto alla previsione dei Trattati.

L’euro di oggi altro non è che un accordo di cambi fissi che mira al perseguimento del pareggio di bilancio e allo smantellamento dei diritti fondamentali.

Il Trattato di Maastricht, tanto per capirci, è quello che ci ha imposto il famigerato tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil, ribadito col successivo Trattato di Lisbona del 2007 e definitivamente superato – a ribasso – dal Fiscal Compact del 2012 col quale fu introdotto addirittura il pareggio di bilancio, cioè la fine dello stato sociale e dei diritti fondamentali sanciti nella nostra Costituzione.

LA MONETA

A parte l’introduzione dell’euro, dal 1992 e per i successivi quindici anni non vi sono stati particolari sconvolgimenti. È il Trattato di Lisbona del 2007 a dettare ulteriori cessioni di sovranità, una su tutte quella economica. Se a questo ci aggiungiamo il vincolo del pareggio di bilancio introdotto col Fiscal Compact la sottomissione è pressoché totale.

Chi oggi osa denunciare questi aspetti viene immediatamente tacciato di essere anti-europeista, ma non è così. L’Europa esiste da migliaia di anni, con le sue meravigliose diversità, le sue tradizioni e le sue radici. L’Unione Europea è invece un prodotto di quel capitalismo finanziario delle élites di cui parla Steve Bannon, strettamente funzionale al processo di globalizzazione.

L’Europa è una cosa, l’Unione Europea un’altra. L’Europa è nata ad Atene con la filosofia, a Roma con il diritto e a Gerusalemme con la Cristianità, ma sarà pur sempre a Roma che Pietro edificherà la Chiesa. La Grecia, dove sono nati la democrazia e il pensiero, è oggi una colonia governata dalla Bce e dal Fondo Monetario Internazionale. L’Italia, culla del diritto, ha una Costituzione sottoposta ai vincoli esterni.

I PADRI

No, non è questa l’Europa. L’Europa che amiamo è quella che vide Carlo Martello trionfare a Poitiers, ma anche quella che seppe formare generazioni di pensatori liberi e indipendenti sugli scritti di Giordano Bruno o di Erasmo da Rotterdam, e anche quella che rispetta le singole patrie nelle loro molteplici diversità secondo il pensiero di Giacomo Leopardi e persino l’Europa delle «piccole patrie» di cui parlava Carlo Cattaneo.

Chi oggi parla di «più Europa» e vuole solo più Unione Europea bara.

La nuova Europa nascerà sull’orlo della tomba di quella attuale.

Articolo di Giuseppe Palma e Paolo Becchi su Libero del 4 marzo 2018.