//Voti in arrivo dall’estero. Il centrodestra ha deciso di non farsi più fregare (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Voti in arrivo dall’estero. Il centrodestra ha deciso di non farsi più fregare (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di oggi, 01/03/2018

Può essere utile una informazione sul voto all’estero dei nostri connazionali. Nella circoscrizione Estero verranno eletti 12 deputati e 6 senatori. Qualche parlamentare in più può davvero far comodo, soprattutto al Senato, dove la maggioranza assoluta è stata – quantomeno negli ultimi anni – un problema per tutti. Vediamo perché questa volta il centrodestra parte in vantaggio. La circoscrizione Estero è suddivisa in 4 ripartizioni elettorali: Europa (5 deputati e 2 senatori), America meridionale (4 deputati e 2 senatori), America settentrionale e centrale (2 deputati e 1 senatore) e infine Africa, Asia, Oceania e Antartide (1 deputato e 1 senatore), per un totale di poco meno di cinque milioni di potenziali elettori. I seggi sono assegnati alle liste attraverso il sistema proporzionale puro con preferenze, col metodo dei più alti resti. Ciascun elettore riceve due schede, una per la Camera e l’altra per il Senato.

A fianco della lista prescelta potrà esprimere le preferenze per i candidati tenendo conto del criterio della parità di genere. Questo sistema, introdotto con una modifica costituzionale del 2001 e successivamente con la Legge Tremaglia, ha fatto finora discutere molto. A parte i sospetti di brogli, ciò che davvero lascia perplessi è il fatto che la circoscrizione Estero è diventata ormai un feudo del centrosinistra. Nel 2006, ad esempio, la coalizione di centrodestra non ottenne neppure un seggio al Senato, infatti 5 senatori risultarono eletti nelle liste del centrosinistra e uno come indipendente, che andò poi a sostenere ugualmente Prodi, il quale ottenne la fiducia a Palazzo Madama grazie proprio al sostegno di tutti i senatori eletti all’estero. Diversamente, non avrebbe avuto la maggioranza. Stavolta pare invece che il centro-destra non voglia farsi più fregare. Guardando bene le schede, infatti, i tre leader della coalizione – Berlusconi, Salvini e Meloni – hanno costituito un’unica lista, mentre Pd e M5S corrono da soli ciascuno col proprio simbolo.

Essendo il sistema di attribuzione dei seggi un proporzionale puro, è evidente che quell’unica lista che riunisce l’intera coalizione di centro-destra (fatta eccezione per Noi con l’Italia, che si presenta da sola) avrà maggiori possibilità di aggiudicarsi più seggi, soprattutto al Senato, dove ad esempio nelle ripartizioni elettorali America Settentrionale e centrale e Africa, Asia, Oceania, Antartide viene eletto un solo senatore per ciascuna ripartizione. Chiaro che – avendo tre liste unito le proprie forze in un’unica lista, considerato il sistema elettorale proporzionale e alla luce del fatto che viene eletto un solo senatore per ciascuna delle due ripartizioni – quei due senatori saranno molto probabilmente espressione del centro-destra, ai quali vanno aggiunti – svolgendo un calcolo ragionevole – uno nella ripartizione Europa e un altro in quella dell’America meridionale, dove tuttavia il Pd è molto forte. Conti alla mano, il centro-destra dovrebbe aggiudicarsi non meno di tre senatori su sei, forse addirittura quattro, un numero che potrebbe risultare sufficiente per far raggiungere alla coalizione la maggioranza assoluta dei seggi, che a Palazzo Madama è 161. Se il centro-destra ottenesse infatti anche al Senato il 40% circa dei voti nei collegi plurinominali a livello nazionale, pur essendo l’attribuzione dei seggi su base regionale, dovrebbe garantirsi non meno di 157-160 senatori. Capite che un senatore in più eletto nella circoscrizione Estero darebbe alla coalizione non solo la maggioranza assoluta dei seggi anche a Palazzo Madama, ma addirittura un margine di maggiore sicurezza. Bene dunque hanno fatto i tre leader a presentarsi con un’unica lista.

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di oggi, 01/03/2018 (a pagina 2).