//Elezioni politiche 4 marzo: ECCO COME SI VOTA (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Elezioni politiche 4 marzo: ECCO COME SI VOTA (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di oggi, 27/02/2018: “Attenti alle trappole della scheda elettorale“. Vademecum su come si vota:

Il 4 marzo è alle porte, ma in pochi hanno capito come si vota. Diciamolo pure, è uno dei sistemi elettorali tra i più complessi dell’intera storia repubblicana. Per questo motivo forniremo oggi ai lettori di Libero un vademecum completo sulla scheda elettorale e su come si vota correttamente per evitare di ritrovarsi il voto annullato. Il rischio è concreto, quindi è bene fare molta attenzione.

All’elettore che ha compiuto il venticinquesimo anno di età verranno consegnate due schede, una per l’elezione della Camera dei deputati e l’altra per il Senato della Repubblica, mentre agli elettori maggiorenni (con età inferiore ai venticinque anni) una sola scheda, quella per l’elezione dei deputati.

Il sistema di espressione del voto è identico per entrambi i rami del Parlamento, per cui alla Camera 386 deputati saranno eletti col sistema proporzionale in 63 collegi plurinominali, mentre 231 col sistema dei collegi uninominali (a loro volta collegati ai collegi plurinominali, nella misura – in media – di 4 collegi uninominali per ciascun collegio plurinominale), dove risulterà eletto il candidato che in ciascun collegio otterrà più voti rispetto agli altri. Al Senato 193 senatori saranno eletti col sistema proporzionale in 33 collegi plurinominali, mentre i restanti 115 col sistema dei collegi uninominali. Non è ammesso il voto disgiunto, quindi non è possibile votare la lista prescelta e il candidato dell’uninominale che non sia collegato a quella lista, e viceversa, cioè non sarà possibile esprimere il proprio voto in favore di un candidato dell’uninominale e contemporaneamente per una lista che non sia a lui collegata nel plurinominale. Ciò determina l’estensione automatica del voto dai collegi plurinominali a quelli uninominali e viceversa.

SETTE CASI

Accanto potete vedere alcuni esempi di come sarà la scheda elettorale. Nella parte sovrastante le liste o le coalizioni di liste l’elettore troverà i nominativi dei candidati del collegio uninominale, mentre sotto a questi troverà le liste o le coalizioni di liste ad essi collegate nel plurinominale, dove – a fianco di ogni lista – sono indicati i nominativi dei candidati del collegio plurinominale (da un minimo di due a un massimo di quattro per ciascuna lista).

Primo esempio (tab n.1): L’elettore esprime il proprio voto in favore del candidato del collegio uninominale e contestualmente in favore di una lista a lui collegata nel collegio plurinominale. Il voto è valido e va attribuito sia al candidato dell’uninominale prescelto che alla lista votata.

Secondo esempio (tab. n.2): l’elettore esprime il suo voto in favore del candidato del collegio uninominale senza esprimere alcun voto di lista. Il voto è valido e va attribuito al candidato dell’uninominale prescelto e distribuito automaticamente in favore delle liste a lui collegate nel plurinominale, in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna
lista (distribuzione proquota).

Terzo esempio (tab. n.3): in tal caso il candidato del collegio uninominale prescelto è  collegato nel plurinominale a una sola lista, che in questo esempio l’elettore ha deciso di non barrare. Il voto è valido e va attribuito al candidato dell’uninominale prescelto e distribuito automaticamente in favore dell’unica lista a lui collegata nel plurinominale, anche se non barrata.

Quarto esempio (tab. n.4): l’elettore ha deciso di esprimere il proprio voto solo in favore di una lista del collegio plurinominale, senza esprimere il voto in favore del candidato ad essa collegato nell’uninominale. Il voto è valido e va attribuito sia alla lista prescelta che al candidato dell’uninominale collegato, anche se non barrato.

Quinto esempio (tab. n.5): questo esempio è identico a quello precedente, con la particolarità che l’elettore ha espresso il proprio voto in favore di una lista coalizzata con altre liste. Il voto è valido e va attribuito sia alla lista prescelta che al candidato collegato nell’uninominale, anche se l’elettore non ha barrato il suo nome.

Sesto esempio (tab. n.6): l’elettore esprime il proprio voto in favore di un candidato del collegio uninominale ma anche per una lista a lui non collegata nel plurinominale. Il voto è nullo perché non è ammesso il voto disgiunto.

Settimo e ultimo esempio (tab. n.7): ricordiamo all’elettore che non è possibile esprimere, per quanto riguarda i collegi plurinominali, un voto di preferenza. In questo esempio l’elettore appone il proprio voto sul nominativo di un candidato di una determinata lista del collegio plurinominale. Il voto è nullo in quanto la legge elettorale vieta di esprimere le preferenze. È inoltre vietato scrivere nomi o numeri, pena l’annullamento del voto.

L’elezione dei candidati dei collegi plurinominali avviene con metodo proporzionale sulla base dei voti ottenuti da ciascuna lista, risultando eletti i candidati a seconda di come sono stati posizionati sulla scheda elettorale dalle segreterie di partito, in ordine decrescente (dal primo all’ultimo), con la conseguenza che risulteranno eletti – per le liste più votate – solo quelli posizionati ai primi posti, mentre per le liste minori solo i candidati posizionati al primo posto, con la particolarità che i partiti più piccoli – tanto per intenderci quelli che supereranno di poco la soglia di sbarramento – eleggeranno il solo capolista nella misura di un eletto ogni quattro-cinque collegi plurinominali.

COMPLICATO

Per la prima volta nella storia delle elezioni italiane, l’elettore troverà sulla scheda delle brevi istruzioni di voto. Tanto è «semplice» il sistema che il Parlamento ha deciso di inserire addirittura sulla scheda una spiegazione di quattro righe su come si deve votare per non sbagliare. Inoltre, sempre per la prima volta, ciascuna scheda sarà dotata di un tagliando anti-frode, per cui sarà difficile porre in essere eventuali sostituzioni di schede, limitando in tal modo i casi di brogli elettorali.

Ciò che l’elettore deve conoscere è anche il meccanismo delle soglie di sbarramento. Per tutte le liste dei collegi plurinominali, quindi sia per quelle coalizzate sia per quelle non coalizzate, la soglia è del 3% su base nazionale, sia per la Camera che per il Senato. Quindi quelle liste che non raggiungeranno il 3% non avranno diritto all’attribuzione di seggi in Parlamento.

Che fine fanno questi voti? Vengono sommati e distribuiti pro-quota (cioè in proporzione ai voti ottenuti) alle liste che hanno invece superato la soglia di sbarramento. Ma con una particolarità per le liste coalizzate. I voti dati a queste liste, se otterranno almeno l’1% dei voti a livello nazionale, verranno distribuiti pro-quota alle sole altre liste della coalizione.

Visti questi particolari meccanismi, ci sentiamo di suggerire all’elettore – al fine di non commettere errori e per semplificare le modalità di voto – di barrare soltanto il simbolo della lista prescelta, previa un’attenta lettura dei nominativi dei candidati indicati a fianco della lista stessa e del nominativo del candidato dell’uninominale collegato.

Un ultimo consiglio. Conservate questa pagina del giornale e rileggetela un attimo prima di recarvi alle urne.

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di oggi, 27/02/2018.

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Per chi volesse approfondire l’argomento, è possibile acquistare e leggere il libro dei medesimi autori, Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI: “I sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi. Dal proporzionale puro della Prima Repubblica al Rosatellum“, Key editore, dicembre 2017 (sia in versione e-book che in formato cartaceo):

https://www.amazon.it/elettorali-dopoguerra-proporzionale-repubblica-Rosatellum/dp/8869596281

https://www.ibs.it/sistemi-elettorali-dal-dopoguerra-a-libro-paolo-becchi-giuseppe-palma/e/9788869596285

https://www.libreriauniversitaria.it/sistemi-elettorali-dopoguerra-oggi-proporzionale/libro/9788869596285

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