//Elezioni politiche 2018: SOVRANITÀ COSTITUZIONALE VS “STATI UNITI D’EUROPA”: LA VERA PARTITA CHE SI GIOCA IL 4 MARZO (di Giuseppe PALMA su “Interesse Nazionale”)

Elezioni politiche 2018: SOVRANITÀ COSTITUZIONALE VS “STATI UNITI D’EUROPA”: LA VERA PARTITA CHE SI GIOCA IL 4 MARZO (di Giuseppe PALMA su “Interesse Nazionale”)

Propongo qui di seguito un mio articolo pubblicato ieri sulla rivista “Interesse Nazionale“: http://www.interessenazionale.net/blog/sovranit-costituzionale-vs-stati-uniti-deuropa-vera-partita-che-si-gioca-4-marzo-0

Finita la guerra Sandro Pertini revocò la sua firma dal “Manifesto di Ventotene“, al quale aveva aderito in buona fede e sulla fiducia. Non appena il futuro Presidente della Repubblica si accorse di quello che c’era scritto, ritirò la propria sottoscrizione.
Il documento infatti prevedeva il superamento definitivo degli Stati nazionali in favore di una sovrastruttura europea a divenire, prevedendo che per realizzare un simile progetto – potendo alcuni popoli ribellarsi o comunque opporre resistenza – occorreva una strategia. Spinelli e sodali pensarono quindi che il passaggio dovesse avvenire sospendendo momentaneamente il processo democratico.

L’Unione europea, infatti, è nata e si è sviluppata attraverso Trattati totalmente sganciati dalla volontà popolare. Comprendo quindi perfettamente il perché Pertini decise di togliere la sua firma.
Trascorsi ormai 73 anni dalla fine della guerra, il progetto di Ventotene – che mai finora aveva subito una seria battuta d’arresto – si trova fortunatamente arenato sulle coste della Brexit, senza alcuno slancio o segnale di ripresa.
Ma il drago, ferito e malconcio, tenterà l’ultimo colpo di coda subito dopo che in Germania sarà nata la quarta “Grande Coalizione” e sotto l’impulso del presidente francese Macron: lo smantellamento degli Stati nazionali verso i cosiddetti “Stati Uniti d’Europa”, esattamente come previsto dal “Manifesto di Ventotene”, cioè a prescindere dai processi democratici.
Ma per gli assetti politici europei sono importanti anche le elezioni politiche italiane del 4 marzo: qualora nessuno tra i favoriti raggiungesse la maggioranza assoluta dei seggi in entrambi i rami del Parlamento, si avrà un governissimo filo-europeista che tanto piace a Bruxelles e a Francoforte, cioè un “Gentiloni bis” oppure un “Di Maio” sostenuto da un consistente gruppo di fuoriusciti del Pd e da Liberi e Uguali.

A tal proposito, guardando proprio in casa nostra, sia nel programma elettorale del Partito Democratico che in quello della lista +Europa di Emma Bonino sono espressamente previsti gli “Stati Uniti d’Europa”. E uno degli esponenti di spicco di Liberi e Uguali, Laura Boldrini, è stata la prima a tracciare negli anni passati proprio la strada degli “Stati Uniti d’Europa”.

Ma cosa sono esattamente? In parole semplici si tratta della cessione definitiva di qualsiasi residuo di sovranità nazionale in favore di una sovrastruttura unitaria e verticistica a livello europeo. In pratica la morte definitiva degli Stati. Il tutto in nome del libero mercato e del massimo profitto del capitale internazionale. E poco importa se il lavoro diventa merce e il lavoratore uno zingaro più o meno capace di consumare, senza più famiglia, senza più radici, senza il “nido” di cui scriveva il nostro Pascoli. Con un’unica lingua, quella del padrone (l’inglese), e un pensiero unico, omologato a seconda delle esigenze di profitto del capitale internazionale.

Ma per l’Italia, fortunatamente, esiste un “barriera” di natura costituzionale. Da un lato l’art. 11 non consente cessioni di sovranità bensì solo limitazioni in favore di organizzazioni internazionali in grado di assicurare la pace e la giustizia tra le Nazioni (dove un’eventuale sovrastruttura europea fu messa ai voti e bocciata in sede di lavori dell’Assemblea Costituente), mentre dall’altro l’art. 139 prevede espressamente che la “forma repubblicana” non è oggetto di revisione costituzionale.
Mi soffermero’ su quest’ultimo punto. Secondo le intenzioni dei Padri Costituenti (rinvenibili dai verbali dei lavori preparatori dell’Assemblea Costituente, che sono fonte di “interpretazione autentica” della Costituzione), la “forma repubblicana” di cui all’art. 139 non è da intendere solo quale forma di Stato opposta alla monarchia, bensì va estesa a quelli che sono i tre elementi costitutivi dello Stato, che nel nostro caso veste gli abiti della Repubblica:
1) popolo;
2) territorio;
3) potestà di imperio, cioè la sovranità.

Se uno Stato rinuncia anche ad uno solo di questi tre elementi, non è più uno Stato. L’Italia, insieme agli altri Paesi dell’eurozona, ha già rinunciato alla sovranità monetaria e in parte anche a quella economica e legislativa, quindi si dirige verso la propria morte.
Qualora ciò accadesse, sappiate che è contro la Costituzione italiana del 1948, quella stessa Costituzione con la quale si lavano indegnamente la bocca quei medesimi esecutori del progetto degli “Stati Uniti d’Europa”.
Per fermare questa deriva tirannica ed eversiva pochi giorni fa è uscita in e-book la miaEnciclopedia giuridica della Sovranità per un sano patriottismo costituzionale“, da me personalmente curata e realizzata, con prefazione di Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte costituzionale, edita da Gds. Un lavoro di circa 1.400 pagine che raccoglie gli scritti degli otto giuristi italiani, tra cui i miei e quelli di Maddalena, che negli ultimi anni hanno lottato a difesa della Patria per il ripristino della sovranità costituzionale (http://lacostituzioneblog.com/2018/02/15/e-uscita-lenciclopedia-giuridica-della-sovranita-per-un-sano-patriottismo-costituzionale-a-cura-di-giuseppe-palma-prefazione-di-paolo-maddalena/).

Ma, ad onor del vero, non possiamo nascondere che l’Unione europea sia già nata morta per altre cause, vale a dire l’euro e l’eccessiva regolamentazione (talvolta capestro) della vita di circa 400 milioni di persone. Limitandomi alla causa dell’euro, ricordo al lettore che in un regime di cambi fissi (come appunto la moneta unica europea), per poter riacquistare posizioni in termini di competitività, non essendo più possibile scaricarne il peso sulla moneta, lo si scarica tutto sul lavoro. In che modo? Attraverso la precarizzazione dei rapporti lavorativi, la mobilità incontrollata dei lavoratori, la riduzione dei salari e la forte contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore dei lavoratori.

Queste verità non le vede solo chi non le vuole vedere. Per questo il vero nemico dell’Europa – da non confondere con l’Ue – è proprio l’euro, che ormai è divenuto una religione, un dogma da difendere seppur sbagliato. Invece di comprendere il problema e cercare di salvare l’Europa smantellando l’euro, si tenta di salvare sia Ue che euro costruendo gli “Stati Uniti d’Europa“, cioè la “soluzione finale” del crimine neo-liberista.
Il progetto degli “Stati Uniti d’Europa” è dunque l’ultimo tentativo col quale l’élite finanziaria (cioè quella che detiene il capitale internazionale) cercherà di portare a compimento il crimine più grande degli ultimi tre Secoli di storia del Vecchio Continente.
Gli “Stati Uniti d’Europa” rappresentano dunque un progetto eversivo e incostituzionale.

Ricordatevelo quantomeno il 4 marzo. Il 5 potrebbe essere già tardi.

Avv. Giuseppe PALMA

http://www.interessenazionale.net/blog/sovranit-costituzionale-vs-stati-uniti-deuropa-vera-partita-che-si-gioca-4-marzo-0