//Repetita iuvant: IL 40% PUO’ BASTARE PER AVERE LA MAGGIORANZA (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Repetita iuvant: IL 40% PUO’ BASTARE PER AVERE LA MAGGIORANZA (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di oggi, 16 febbraio 2018:

I meccanismi della nuova legge elettorale non sono affatto semplici, si tratta di qualcosa di ibrido e dunque complicato da definire, nonostante siano mesi che proviamo a spiegarli, c’è ancora chi continua a sbagliare. Secondo un articolo pubblicato sul quotidiano ItaliaOggi, il 40% dei voti nei collegi plurinominali non darebbe alcuna garanzia alla lista o coalizione vincente di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. L’analisi si fonda su due presupposti contestabili: il fatto che dal 40% dei voti nei collegi plurinominali scaturisca l’attribuzione di circa il 60% dei seggi dagli uninominali, insufficienti a raggiungere quota 316 seggi alla Camera, e la circostanza che il M5S è molto forte al Sud e potrebbe vincere in più collegi uninominali di quanto si pensi. Che la battaglia alle prossime elezioni il centrodestra le vinca se sfonda anche al Sud è cosa che abbiamo già ripetuto e l’impegno di Salvini è costante in questa direzione, quello di Berlusconi dovrà aumentare nel finale della campagna elettorale.

Dobbiamo però dissentire dall’analisi di ItaliaOggi. Ecco le ragioni. Si parta dal presupposto che a ciascun collegio plurinominale (in totale sono 63) sono collegati in media 4 collegi uninominali (in totale sono 231). A questo punto, considerata l’estensione automatica del voto dai plurinominali agli uninominali e viceversa (dovuta all’assenza di voto disgiunto), la lista o la coalizione di liste che prenderà più voti in ciascun singolo collegio plurinominale si vedrà attribuire tutti i seggi dei collegi uninominali collegati, all’interno dei quali vince il candidato che ottiene un solo voto in più degli altri.

Quindi il M5S, che al Sud otterrà sicuramente un buon risultato, forse anche più del 30% dei voti nei collegi plurinominali, potrebbe vedersi attribuire pochi seggi dai collegi uninominali. Sarà infatti sufficiente che la coalizione di centrodestra prenda anche pochissimi voti in più in ciascun singolo collegio plurinominale per vedersi attribuire tutti i seggi degli uninominali collegati.

Inoltre, il 40% nei plurinominali uguale a 60% negli uninominali non è affatto una relazione automatica. Tutto dipenderà dal distacco in termini di voti nei collegi plurinominali tra il primo e il secondo (su scala nazionale e non regionale). Più questo divario sarà ampio, più possibilità avrà la lista o la coalizione vincente di vedersi attribuire la stragrande maggioranza dei seggi scaturenti dai collegi uninominali collegati a ciascun singolo collegio plurinominale.

Dunque, se a livello nazionale il centrodestra dovesse ottenere nei collegi plurinominali circa il 40% e il M5S il 30%, la maggioranza assoluta dei seggi per la coalizione è sicura. Importante è sfiorare quella soglia, questo alcuni giornalisti continuano a non volerlo capire. Pazienza. La cosa importante è che Berlusconi e Salvini lo abbiano capito benissimo.

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di oggi, 16 febbraio 2018.