//Perché usano il fascismo contro Salvini (un corsivo di Giuseppe PALMA)

Perché usano il fascismo contro Salvini (un corsivo di Giuseppe PALMA)

La campagna elettorale che conduce alle elezioni politiche del 4 marzo ha come tema principale il nulla, cioè la lotta contro un fantomatico fascismo del tutto inesistente. Lo scopo è chiaro: spostare l’attenzione del popolo il più lontano possibile dai temi concreti come l’euro che massacra i diritti fondamentali costituzionalmente garantiti, i Trattati capestro che uccidono la nostra economia e un’ormai finta democrazia che risponde all’esigenza di conservare il potere nelle mani di chi meglio sa garantire gli scopi del capitale internazionale. 

Ormai siamo al tiro al bersaglio contro chiunque proponga il ripristino e la tutela dell’interesse nazionale. E in mancanza di argomenti, si usa un morto: il fascismo. 

Ne è un esempio la strumentalizzazione dei fatti di Macerata contro Matteo Salvini, etichettato da Roberto Saviano e Laura Boldrini addirittura come il mandante morale delle azioni criminali di un pazzo che ha sparato a sei immigrati. Ma Saviano, per parte sua, è stato adeguatamente “sistemato” da quanto brillantemente annotato dal mio amico Diego Fusaro, quindi non me ne occuperò: “Dalla cella di Antonio Gramsci a Turi all’attico di Roberto Saviano a Nuova York. Uno parlava in nome dei dominati, l’altro in nome dei dominanti. È tutto qui il senso della tragicomica parabola degli intellettuali“. E gli articoli di Paolo Becchi su Libero sono ancor più pungenti, soprattutto in ordine alla vile strumentalizzazione che gli intellettuali salariati fanno sul tema della sovranità, collegandola vigliaccamente al fascismo.

A questo punto un corsivo sul tema “fascismo” me lo dovete consentire:

La dottrina del fascismo“, opera omnia la cui prima parte fu scritta da Giovanni Gentile e la seconda da Benito Mussolini, fu pubblicata nel 1932 in una voce dell’Enciclopedia italiana (quella che oggi conosciamo come Treccani).
Ora, se il fascismo è frutto di una dottrina (così come anche il comunismo), in parte elaborata da uno dei maggiori filosofi italiani di tutti i tempi (Giovanni Gentile), cos’hanno nella zucca quelli che sbraitano e che vorrebbero reprimere con leggi dello Stato una dottrina politica?
Non entro nel merito di cosa fosse giusto o sbagliato di quel pensiero, e chi mi conosce sa che non ho mai simpatizzato per il fascismo, ma per chi oggi vede una dottrina politica come un pericolo, le cose sono due: o è un idiota oppure, cosa più probabile, non ha un’idea o un progetto politico valido.
Il fascismo ha cessato di esistere 73 anni fa, il 28 aprile 1945, cioè quando è morto Benito Mussolini. Chi oggi rievoca il pericolo fascista lo fa soltanto perché non sa contrapporne, nei contenuti, un proprio progetto politico.

Avv. Giuseppe PALMA

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