//Nel programma elettorale del Pd e di +Europa la distruzione dello Stato nazionale (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Nel programma elettorale del Pd e di +Europa la distruzione dello Stato nazionale (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero del 4/2/2018:

Ciascuna lista ha presentato il proprio programma elettorale che tutti i cittadini possono consultare sul sito del ministero dell’Interno. Del programma di centrodestra abbiamo già parlato: dai «minibot» utili al ripristino parziale della sovranità monetaria alla «prevalenza della nostra Costituzione sul diritto comunitario», dall’abolizione dei limiti all’utilizzo del denaro contante al no alle politiche di austerità e delle eccessive regolamentazioni da parte dell’Unione europea.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato i suoi venti punti senza alcun riferimento né alla sovranità nazionale né alla revisione dei Trattati – come il Fiscal Compact – che tanto male fanno alla nostra economia. Nel documento programmatico non c’è alcun riferimento neppure all’euro. Esemplare è il punto 17), dove il Movimento propone la «riduzione del rapporto debito pubblico/Pil di 40 punti in 10 anni», il che significa tagli su tagli alla spesa pubblica per compiacere i mercati finanziari e le Istituzioni Ue. Un programma che nei rapporti con l’Unione non presenta significative differenze rispetto a quello del Pd.

STATO NAZIONALE ADDIO

Il Pd, infatti, ha presentato un programma che – in chiave europea – fa molti passi indietro rispetto ai «pugni sul tavolo» che Renzi avrebbe voluto battere a Bruxelles fino a pochi mesi fa. Tant’è che si parla di «Stati Uniti d’Europa», che tradotto significa superamento illegittimo della nostra sovranità, la quale appartiene al popolo ed è esercitata dalle Istituzioni della Repubblica sulla base del principio democratico. Perseguire il cammino che conduce agli «Stati Uniti d’Europa» significa abbattere lo Stato nazionale. Per non farsi mancare nulla, il programma del Pd afferma che l’«appartenenza all’Europa e all’euro non solo non è in discussione ma costituisce elemento di orgoglio politico e istituzionale». Questo è un modo per dimostrare piena sudditanza all’Ue a trazione tedesca, escludendo a priori ogni analisi critica sulla moneta unica – che avvantaggia i tedeschi a scapito soprattutto degli italiani – e sui trattati vigenti.

Dello stesso tenore il programma della lista +Europa di Emma Bonino, che vorrebbe una «federazione leggera» allo scopo di «spostare al centro federale funzioni di governo oggi svolte dagli Stati membri», sempre in preparazione degli «Stati Uniti d’Europa».  Non a caso Renzi e Bonino sono alleati.

SOLO VENDETTE

Del tutto incoerente è il programma di Liberi e Uguali, la lista che vede schierati entrambi i presidenti dei due rami del Parlamento, Grasso e Boldrini. Tante belle parole su lavoro, diritti, dignità per tutti i lavoratori ma nessun cenno al vero ostacolo alla realizzazione di tali diritti, vale a dire l’euro e i vincoli dettati dai Trattati europei. Ma questa lista non conta per il programma: è nata da una vendetta personale di D’Alema contro Renzi e ha solo il compito di indebolire Renzi.

Insomma, l’unica forza politica che ha avuto il coraggio dimettere nel programma il «recupero di sovranità» è il centrodestra. E si tratta dell’unica coalizione che al momento può vincere. Chi predica il caos post elettorale lo fa solo solo per via del programma sovranista del centrodestra. Tutti bravi a lodare o criticare Berlusconi per essere andato a Bruxelles a rassicurare le Istituzioni europee, quando il gioco delle parti tra un Berlusconi «istituzionale» e un Salvini «movimentista» potrebbe, a ben vedere, essere politicamente molto utile in questa fase.

di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero del 4/2/2018.