//La quarta gamba finirà per essere un regalo a Salvini (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

La quarta gamba finirà per essere un regalo a Salvini (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di oggi, 10 gennaio 2018:

 

La quarta gamba è – ammettiamolo pure – una genialata di Silvio Berlusconi, che tuttavia potrebbe avere conseguenze non previste. I filosofi parlano di Heterogonie der Zwecke, eterogenesi dei fini. Vediamo perché, dopo un preciso ragionamento. I tre principali partiti della coalizione di centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) arrivano oggi nei sondaggio circa il 37-38% dei voti, ma per ottenere con sicurezza la maggioranza assoluta dei seggi – come abbiamo più volte scritto su questo giornale – serve circa il 40%. Ed ecco che a dare la spintarella decisiva arriva la cosiddetta quarta gamba, una lista ibrida che si attesta oggi tra l’1 ed il 2% dei consensi, ma che potrebbe ulteriormente crescere. Anche se non riuscisse a raggiungere il 3% sarebbe comunque importante per consegnare alla coalizione una vittoria senza riserve.

Ma da chi pesca questa quarta gamba? Qual è, insomma, il suo elettorato di riferimento? Vediamo i nomi dei principali esponenti, che sono l’ex forzista Raffaele Fitto e i democristiani Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi (quest’ultimo ex Forza Italia). Tutti e tre di ispirazione liberale, seppur con distinguo.

All’interno della stessa coalizione, l’elettorato della quarta gamba è il medesimo di quello di Forra Italia. L’elettorato di Salvini, invece, è principalmente di stampo “sovranista”, e\o identitario, quindi la quarta gamba non toglierà neppure un voto alla Lega. Stesso discorso per Fratelli d’Italia, di ispirazione patriottica e sociale. La trippa per i gatti è tutta nell’elettorato di Forza Italia, con la particolarità che Lupi è forte a Milano ed interland, Cesa in Sicilia e Fitto in Puglia, tutti territori dove Forza Italia ha sempre avuto buoni riscontri elettorali.

La sfida interna nel centrodestra fra Berlusconi e Salvali su chi prenderà più voli, con la conseguenza che chi vince indicherà il premier, si gioca anche su questo. AI momento la distanza non è incolmabile, anche se bisogna pur dirlo Berlusconi nell’ultimo periodo non sta sbagliando un colpo. Ma ecco il punto. La quarta gamba vale 1-2 punti percentuali, senza escludere che potrebbe anche arrivare al 3%. Ma l’elettorato di riferimento è lo stesso di quello di Forza Italia, che perderà tanti punti percentuali quanti ne prenderà la quarta gamba, avvantaggiando così indirettamente Salvini. Berlusconi potrebbe dire che la quarta gamba è una sua invenzione e che quindi i voti di questa vanno sommali a Forza Italia, ma Salvini a sua volta potrebbe replicare che il polo “sovranista” di centrodestra (Lega e Fratelli d’Italia) ha più voti. Sempre che la Meloni stia al gioco. Una baruffa infinita.

Noi crediamo che il nome del premier da indicare al Capo dello Stato debba essere scelto dalla lista che otterrà più voti all’interno della coalizione, senza strane sommatorie e forse questo punto andrebbe chiarito sin d’ora.

di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero di oggi, 10 gennaio 2018.