//Vi spiego il perché Fiano e Boldrini se la prendono con il fascismo (di Giuseppe PALMA)

Vi spiego il perché Fiano e Boldrini se la prendono con il fascismo (di Giuseppe PALMA)

Dopo la guerra, né Togliatti né Nenni sentirono l’esigenza di distruggere i simboli fascisti. La Costituzione si limitava, e si limita, a sancire il divieto di ricostituzione del disciolto partito fascista. Punto. E la Legge Scelba, approvata solo negli anni Cinquanta, fu stemperata da una Sentenza della Corte costituzionale (seguita da numerovoli pronunce della Corte di Cassazione) che ne fornì un’impostazione sulla scia del mero dettato costituzionale. Dello stesso tenore la Legge Mancino dei primi anni Novanta.

La neonata Repubblica del 1946, libera e sovrana, non aveva paura dei fantasmi, tant’è che fu consentita la costituzione del Movimento Sociale italiano dopo appena un anno e mezzo dalla fine della guerra. E nessuno impedì all’ MSI, sin dalle elezioni del 1948, di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento.
Del resto, personaggi come Ingrao, Scalfari e Napolitano – chi più chi meno – erano stati fascisti.
Così come fascisti sono ancora oggi 3 codici su 4, fascista è l’Enciclopedia Treccani (all’epoca Enciclopedia italiana), fascisti furono D’Annunzio, Ungaretti e Pirandello.
Se oggi personaggi come Laura Boldrini ed Emanuele Fiano vogliono abbattere la simbologia fascista (nel caso della prima) e punire la gestualità o chi propaganda le immagini del Ventennio (il secondo), il motivo è uno solo. La sinistra del secondo Novecento aveva l’obiettivo di tutelare il lavoro e i diritti fondamentali sanciti nella Costituzione. E poteva farlo perché l’Italia era uno Stato sovrano sulla moneta, sull’economia e sulle leggi. Oggi, avendo illegittimamente ceduto la sovranità monetaria ed economica all’antidemocratica sovrastruttura europea, non potendo più difendere lavoro e Costituzione per via di uno scellerato cambio fisso e di una politica monetaria nelle mani di una banca centrale indipendente e senza Stato, alla sinistra è rimasta una sola possibilità: resuscitare i fantasmi del passato per convincere se stessa – da morta – di essere ancora viva. 

Avv. Giuseppe PALMA