//La Ue “riscrive” il Regolamento di Dublino ma per l’Italia rimane una fregatura (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

La Ue “riscrive” il Regolamento di Dublino ma per l’Italia rimane una fregatura (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Qui di seguito l’articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero del 18 novembre 2017 (a pagina 8), dal titolo: “L’Europa riscrive il trattato sui profughi ma per l’Italia rimane una fregatura“:

Il problema dell’immigrazione, se in casa nostra ha determinati toni e una particolare veemenza nelle discussioni politiche, in Europa è affrontato in modo diverso, anche da quei partiti nostrani che fanno della lotta all’immigrazione clandestina il nocciolo centrale della loro azione politica.

In questi giorni si sta discutendo a Bruxelles la riforma del cosiddetto Regolamento di Dublino, vale a dire quell’insieme di norme che lasciano al primo Paese europeo in cui approdano i migranti la patata bollente di decidere in merito alle domande di asilo politico. Fino ad oggi, e non è una novità, è stata proprio l’Italia – vuoi per ragioni di scarso peso politico ai tavoli europei, vuoi perché è geograficamente il Paese più facile in cui sbarcare – ad occuparsi di tutto questo, con le innumerevoli conseguenze che ben conosciamo. Dopo che i governi Renzi e Gentiloni hanno fatto finta di sbattere i pugni sul tavolo europeo per anni, ecco che si profila per noi un contentino ridicolo. Il 16 novembre il Parlamento europeo ha approvato (con 390 voti favorevoli, 175 contrari e 44 astenuti) la norma che riforma parzialmente le regole sui richiedenti asilo. Qualora il provvedimento dovesse poi trovare un’approvazione definitiva (se ne riparlerà sicuramente il prossimo anno) da parte del Consiglio dell’Ue, per quanto riguarda i richiedenti asilo vi sarà una ripartizione «pro quota» tra tutti i Paesi dell’Unione europea.

LA FREGATURA NEI DETTAGLI

Letta così, sarebbe una buona notizia, ma la fregatura sta nei dettagli. La riforma, ad oggi, non prevede assolutamente nulla in merito ai cosiddetti migranti economici, cioè quelli che sbarcano senza alcun diritto d’asilo ma che costituiscono soprattutto nuova forza lavoro in competizione con la nostra. Le richieste d’asilo politico accolte sono davvero una minima parte, il 5 per cento circa, un numero talmente esiguo da non costituire un problema reale. La vera questione, invece, è proprio quella dei migranti economici, i quali resteranno in Italia esattamente come avviene da circa tre anni a questa parte.

In pratica, per il nostro Paese non cambierà assolutamente nulla rispetto ad oggi. La Merkel ci ha fregati un’altra volta, e con il nostro consenso. La riforma ha infatti ottenuto in sede europea i voti favorevoli del Partito democratico e di Forza Italia, mentre il Movimento Cinque Stelle ha votato contro. La Lega invece si è astenuta.

SCAMBI DI ACCUSE

A questo punto, vista l’astensione della Lega, il Movimento Cinque Stelle è partito all’attacco arrivando a tacciare la Lega di tradimento politico in un post sul blog di Grillo. Sentir parlare di tradimento da parte di un partito che si è venduto al sistema, e in segno di gratitudine ha ricevuto persino la vicepresidenza del Parlamento europeo, fa sorridere. Astenersi su un provvedimento non significa condividerlo, ma bisogna stare attenti a certi tatticismi politici, che i cittadini non comprendono: non puoi astenerti in Europa su un provvedimento che in Italia avresti attaccato perché è solo fumo negli occhi.

E non ci si può neppure giustificare dicendo che questo voto comunque ha scarsa rilevanza, perché se il Consiglio approva quel testo il Parlamento europeo non lo può più modificare e la frittata è fatta. Un no non avrebbe voluto dire che non si vuole cambiare nulla perché va bene quello che c’è, un no chiaro avrebbe voluto soltanto dire che non ci lasciamo più prendere per il culo.

di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero del 18 novembre 2017 (a pagina 8).