//La disoccupazione non cala. Per forza, ce lo chiede l’€uropa (di Giuseppe PALMA)

La disoccupazione non cala. Per forza, ce lo chiede l’€uropa (di Giuseppe PALMA)

Secondo i dati Istat diffusi oggi, con riferimento al mese di settembre 2017, il tasso di disoccupazione resta stabile rispetto al mese precedente, attestandosi all’11,1%.

Aumenta invece il tasso di disoccupazione giovanile, che sale dal 35,1% di agosto al 35,7% di settembre.

Questi dati non mi meravigliano.

Un tasso di disoccupazione così alto è quanto ci chiede l’€uropa, e, nello specifico, la Commissione europea che ha elaborato l’indice NAIRU (non-accelerating inflation rate of unemployment), il quale misura il tasso di disoccupazione di equilibrio, Secondo quanto scritto dalla Commissionela disoccupazione strutturale in Italia non deve scendere sotto l’11%.  Da Monti in avanti il tasso di disoccupazione è infatti balzato fino al 14% per poi scendere all’11%. Tuttavia, visto che fino al novembre 2011 non era salito oltre l’8,4%, ci volevano ben quattro governi graditi a Bruxelles per raggiungere i livelli del NAIRU.

Si parta dai dati del novembre 2011: tasso di disoccupazione all’8,4% (quello giovanile poco sotto il 30%). Con Monti e Letta è salito fino al 14%, per poi scendere a poco più dell’11% con Renzi e Gentiloni. Insomma, innalzano il tasso di disoccupazione per poi abbassarlo un po’, ma ce la fanno passare per occupazione stabile.

Ma la verità è un’altra. Da quando il Paese è entrato nell’euro, il peso della competitività è scaricato non più sulla moneta bensì sul lavoroCon la moneta unica si è passati pertanto dalla svalutazione della moneta alla svalutazione del lavoro!

Tutto il resto è propaganda di regime!

Avv. Giuseppe PALMA