//Il Rosatellum bis è frutto degli errori del M5S commessi sul tedeschellum (Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Il Rosatellum bis è frutto degli errori del M5S commessi sul tedeschellum (Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero)

Qui di seguito l’articolo di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI pubblicato su Libero il 27 ottobre 2017:

Titolo: “I grillini ora protestano in piazza ma questo testo è figlio dei loro errori

Sulla legge elettorale con cui andremo a votare bisogna distinguere il piano giuridico da quello politico. Sotto il profilo giuridico il Rosatellum bis prevede un sistema elettorale misto con assegnazione dei seggi in misura di poco più di un terzo con collegi uninominali a turno unico e poco meno di due terzi con sistema proporzionale. L’elettore potrà quindi votare il candidato prescelto del collegi uninominale e contestualmente una sola lista tra quelle a lui collegate per la quota proporzionale. Non sarà possibile esprimere alcuna preferenza. Non sarà ammesso inoltre il voto disgiunto, pertanto chi intendesse votare un candidato del collegio uninominale ma nessuna lista dei collegi plurinominali ad esso collegate, vedrà il suo voto estendersi pro-quota in favore delle liste della coalizione collegate al candidato dell’uninominale. Il rischio di una terza legge elettorale incostituzionale c’è, soprattutto a causa della mancanza del voto disgiunto. Ma di questo si parlerà tra una decina di anni, intanto si vota con questo sistema elettorale.

Il M5S protesta. È comprensibile. Grillo vede addirittura Roma per la prima volta pulita, per forza è bendato. Tuttavia, dal punto di vista politico, Grillo & Associati hanno sbagliato tutto dimostrando una imbarazzante incapacità politica. È vero che il Rosatellum bis penalizza il M5S nei collegi uninominali (soprattutto per l’assenza del voto disgiunto e per il fatto che i grillini non fanno alleanze), ma è altrettanto vero che se la sono cercata. A giugno, incredibilmente, avevano in mano la possibilità di portare a termine – insieme a Pd, Forza Italia e Lega – il cosiddetto tedeschellum, cioè un sistema elettorale che, pur prevedendo un terzo di collegi uninominali, attribuiva tutti i seggi esclusivamente su base proporzionale, cioè in proporzione alle percentuali di voti ottenuti da ciascuna lista, senza la possibilità di coalizioni tra liste. In pratica una legge cucita su misura per il M5S: risultando il primo partito, Di Maio avrebbe ottenuto dal presidente della Repubblica l’incarico di formare il nuovo governo e si sarebbe quindi presentato in Parlamento a chiedere la fiducia. A quel punto, per evitare il verificarsi di un «piano b» rappresentato dall’inciucio Pd-Forza Italia, sarebbe stato probabile il voto di fiducia di Lega e Fratelli d’Italia al governo targato 5S, pur non facendovi parte (il cosiddetto appoggio esterno), concordando soltanto quattro o cinque punti fondamentali dell’agenda di governo.

Tuttavia, per totale incapacità i grillini a giugno hanno teso un tranello al Pd sul famoso emendamento Biancofiore-Fraccaro, smascherato da un errore di Laura Boldrini nell’aver reso palese un voto che invece era segreto. Il Rosatellum bis è dunque arrivato solo dopo il naufragio del tedeschellum, di cui sono responsabili proprio i grillini. E così, dopo aver regalato prima la Regione Liguria, poi la città di Genova al centrodestra, ora Grillo gli ha servito su un piatto d’argento il governo dell’intero Paese. Sì, perché questa legge elettorale avvantaggia proprio Lega e Forza Italia, che non a caso hanno fatto di tutto per farla passare. Berlusconi, in particolare, ha subito fiutato l’affare e non se lo è fatto sfuggire. Pochi lo hanno capito, e tra questi Napolitano che non a caso ha fatto di tutto per bloccarla.

Dulcis in fundo, i parlamentari 5S votarono a fine maggio il testo del tedeschellum in Commissione Affari Costituzionali alla Camera (prima dell’approdo in aula): quel testo prevedeva i listini bloccati, esattamente come il Rosatellum bis contro il quale in questi giorni scendono in piazza. Naufragato il tedeschellum per la loro stupidità, oggi denunciano il Rosatellum bis per la presenza dei listini bloccati sui quali loro stessi si erano espressi favorevolmente. Coerenza zero, solo tanta, tanta rabbia per aver perso una occasione d’oro.

Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI su Libero del 27 ottobre 2017 (a pagina 7).