//In Austria vincono le forze anti-Bruxelles (di Giuseppe PALMA)

In Austria vincono le forze anti-Bruxelles (di Giuseppe PALMA)

Dopo il sospiro di sollievo tirato da Bruxelles con le elezioni politiche olandesi e quelle presidenziali in Francia, in Europa torna finalmente a soffiare il vento di un sano patriottismo contro le scellerate ed anti-democratiche politiche EUropee.

A dire il vero, in Olanda il partito euroscettico era arrivato secondo, così come in Francia Macron al primo turno aveva ottenuto un misero 24% staccando la signora Le Pen di appena un punto. Ma gli ultra-europeisti, tutto capitalismo finanziario ed euro, avevano brindato ad un’inversione di tendenza rispetto alla Brexit, all’elezione di Trump negli USA e al referendum costituzionale italiano.

Terminato il “sogno” (il loro), ecco che l’UE ripiomba nella realtà. In Germania la signora Merkel ha vinto ma non ha stravinto, con una netta affermazione degli euro-scettici dell’AfD (terzo partito) e un crollo epocale dei social-democratici. Ora la Merkel dovrà formare un esecutivo con i liberali che – come da dichiarazioni rilasciate subito dopo il voto – non intendono addivenire alle proposte di maggiore integrazione europea lanciate da Macron.

Ieri l’Austria ha dato un altro segnale inequivocabile: il partito popolare del trentunenne Sebastian Kurz, con un programma anti-immigrazione, ha vinto le elezioni politiche con il 31,4% dei voti, ottenendo 61 seggi. Secondo il partito di ultra-destra, anti-euro ed anti-immigrazione, guidato da Heinz-Christian Strache con il 27,4% e 53 seggi. Terzi i socialisti con il 26,7% e 52 seggi. Ora bisognerà attendere i risultati del voto per corrispondenza, dove certamente – tra brogli e tarocchi – l’ultra-destra perderà la seconda posizione, esattamente come era avvenuto alle elezioni presidenziali di un anno e mezzo fa. Ma poco importa. La vittoria di Kurz, già di per sé, non fa dormire nè Macron né la Merkel.

Stando alle prime indiscrezioni, Kurz dovrebbe formare un nuovo governo composto da popolari e ultra-destra, lasciando fuori i social-democratici di Christian Kern. Ovvio che ciò porterà l’Austria a mettere il bastone tra le ruote ai progetti di Macron e Merkel.

L’Austria è nel cuore dell’Europa, ma è pur sempre un Paese piccolo. La vera svolta potrebbe invece essere proprio la nostra! Se alle elezioni politiche del prossimo anno Pd e cespugli ultra-europeisti dovessero prendere una sonora lezione e non andare al governo, il progetto che prevede maggiori cessioni di sovranità nazionale proposto dall’asse Parigi-Berlino troverà un arresto definitivo.

Sarà quindi un sano patriottismo costituzionale a salvarci.

Avv. Giuseppe PALMA