//“Rosatellum bis: i limiti di un sistema bloccato” (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI sul SecoloXIX del 14 ottobre 2017)

“Rosatellum bis: i limiti di un sistema bloccato” (di Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI sul SecoloXIX del 14 ottobre 2017)

Qui di seguito l’articolo scritto da Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI, pubblicato sul SecoloXIX di sabato 14 ottobre 2017:

Rosatellum, i limiti di un sistema bloccato

Il dibattito politico di questi ultimi giorni si è concentrato quasi più sulla questione di fiducia posta dal governo che sui contenuti della legge elettorale. Nello specifico il Movimento 5 Stelle è sceso in piazza davanti a Montecitorio per denunciare l’incostituzionalità sia del voto di fiducia in materia elettorale sia dei listini bloccati previsti dal Rosatellum bis nei collegi plurinominali.

Cerchiamo di fare chiarezza. Porre la questione di fiducia sulla legge elettorale, benché sicuramente disdicevole come procedura, non è di per sé un atto contrario al dettato costituzionale. Si tratta solo di una questione di opportunità politica. Diversa invece la questione dei listini bloccati. La Costituzione, agli artt. 56 e 58 fa esplicito riferimento al voto diretto, così come la Corte costituzionale – con la sentenza n. 1/2014 – ha dichiarato l’incostituzionalità del porcellum anche nella parte in cui questo non consentiva all’elettore di esprimere le preferenze per i candidati. Fa scalpore, tuttavia, che il M5S protesti oggi sui listini bloccati visto che appena quattro mesi fa trovò un’intesa col Pd sul cosiddetto tedeschellum, il quale prevedeva proprio i listini bloccati. Poi l’accordo per palese incapacità politica pentastellata saltò, e oggi il Dibba protesta nelle piazze. Sarebbe il caso di dire “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. Prendersela poi con Salvini non ha molto senso. Avrebbe dovuto votare contro una legge che lo favorisce? Sarebbe stato un bel pirla. Ma cosa non funziona in questa legge? Il Rosatellum bis o Mattarellum capovolto è, contrariamente a quanto si dice, migliore del Porcellum, ma non per questo conforme alla Costituzione. Uno dei punti nevralgici che caratterizzano l’incostituzionalità della nuova legge elettorale, oltre alla mancanza delle preferenze, è dato dall’assenza del voto disgiunto, che invece era garantito dal Mattarellum del 1993 per l’elezione della Camera dei deputati. Con le tre elezioni politiche tenutesi dal 1994 al 2001 all’elettore venivano consegnate due schede: l’una per il maggioritario e l’altra per il proporzionale. Il cittadino poteva votare il candidato di una lista nel collegio uninominale e cambiare completamente voto per la quota proporzionale, arrivando anche a non esprimere alcun voto. Con il Rosatellum bis la situazione è completamente diversa. Ed è questo il suo vero limite. L’elettore potrà votare il candidato prescelto del collegio uninominale e contestualmente una sola lista tra quelle ad egli collegate per la quota proporzionale (collegi plurinominali), dove i nomi dei candidati saranno espressamente indicati sulla scheda elettorale. Non essendo ammesso il voto disgiunto, l’elettore che intendesse votare solo il candidato del collegio uninominale troverà il suo voto automaticamente distribuito (pro-quota) in favore delle liste collegate nei collegi plurinominali, senza che abbia la facoltà di poter esprimere una scelta differente, se non quella di votare obbligatoriamente per una lista collegata al candidato dell’uninominale. E medesimo discorso vale anche nel caso contrario: qualora l’elettore esprimesse il proprio voto solo per la lista della quota proporzionale (collegi plurinominali), esso si estenderà automaticamente anche al candidato del collegio uninominale.

Insomma col Rosatellum bis sei costretto a votare per un candidato che non avresti voluto votare. Ed essere costretti a votare per qualcuno cozza con l’idea di democrazia.

Giuseppe PALMA e Paolo BECCHI sul SecoloXIX di sabato 14 ottobre 2017 (occhiello in prima pagina e continuazione all’interno).


Becchi e Palma sono autori dell’e-book“Come finisce una democrazia, i sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi”, Arianna editrice