//Similitudini nella storia: cos’hanno in comune i minibot di Borghi con la prima fase della Rivoluzione francese? (di Giuseppe PALMA)

Similitudini nella storia: cos’hanno in comune i minibot di Borghi con la prima fase della Rivoluzione francese? (di Giuseppe PALMA)

La storia ci insegna molto.
E va letta con attenzione, soprattutto per capirne il presente.
I minibot di Claudio Borghi – che io e Paolo Becchi abbiamo ben spiegato su Libero una decina di giorni fa (http://lacostituzioneblog.com/tag/giuseppe-palma-sui-minibot/) – sono come i primi due anni della Rivoluzione francese: col re sul trono ma con una Costituzione che ne limitava e delineava il potere, dando al popolo i primi barlumi di libertà.
La fine arrivò solo dopo quasi due anni dall’adozione della Costituzione del 1791.
E lo stesso sarà per l’euro.
Si poteva passare dalla tirannia alla libertà in breve tempo? No, occorreva un passaggio intermedio, cioè una Costituzione che mantenesse (momentaneamente) il re sul trono.
Il re lo accettò? Assolutamente no! La monarchia assoluta non poteva essere messa in discussione. Esattamente come le élite fanno oggi con l’euro: una difesa ad oltranza e da tifoseria.

Re Luigi XVI, pur accettando la corona di spine messagli sul capo da Mirabeau e dall’Assemblea Costituente, fece di tutto per restaurare la monarchia assoluta. Ma non vi riuscì. I suoi piani naufragarono a Varennes. Le élite che oggi tengono in piedi l’euro avranno medesime mire e medesimo destino.
Robespierre, il rivoluzionario più sanguinario, un mese prima della caduta della monarchia si disse ancora convintamente monarchico. E la notte del 10 agosto 1792 – mentre i parigini si dirigevano alle Tuilleries – lui si nascose in cantina.
Danton, il più grande tra i rivoluzionari, rimase monarchico fino alla notte antecedente la caduta della monarchia, quando se ne andò a dormire nel bel mentre che il popolo marciava verso il Palazzo reale.

Ciò significa che la storia, quella vera, è molto diversa dalle leggende lasciateci dagli intellettuali salariati. Ed è proprio dalla storia vera che occorre trarre gli insegnamenti necessari per comprendere il presente e sconfiggerne le storture.
Per proprietà transitiva, che nella storia si ripropone quasi sempre, la fine dell’euro dovrà passare da una fase intermedia (i minibot per l’appunto), esattamente come la fine dell’assolutismo monarchico passò da una fase intermedia di monarchia costituzionale.

E chi non vorrebbe la fine di una tirannia nel minor tempo possibile? E l’euro rappresenta certamente la peggiore delle tirannie. Ben peggiore dell’Ancien Regime, il quale aveva comunque in sé parecchi aspetti positivi. Ma per potersi liberare dall’euro occorrerà prima creare le condizioni necessarie per non avere la pistola fumante della Bce puntata alla tempia. E i minibot sono – a mio parere – una buona soluzione.

L’assolutismo monarchico fu distrutto passando da una Costituzione che manteneva ancora il re sul trono. Per questo occorrerà distruggere la feroce tirannia dell’euro con la massima sapienza, sapendo che occorrerà un periodo di transizione.

Avv. Giuseppe PALMA