Legge elettorale: tutto sembra ormai perduto. Gli abusivi tentano l’ultimo colpo di mano (di Giuseppe PALMA)

Un Parlamento di abusivi, costituitosi per effetto di meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali, tenta di sopravvivere in frode al principio inderogabile della sovranità popolare.

La sentenza con cui la Corte costituzionale dichiarava l’incostituzionalità del porcellum risale al gennaio 2014 (sentenza n. 1/2014). Da allora sono trascorsi più di tre anni e mezzo e di approvare una nuova legge elettorale che sia conforme alla Costituzione neppure a parlarne! Scrivo “che sia conforme alla Costituzione” perché nel 2015 fu, sì, approvata una nuova legge elettorale (l’Italicum), ma anch’essa dichiarata incostituzionale dalla Consulta con sentenza n. 35/2017.

Dal mese di gennaio di quest’anno, data della sentenza sull’Italicum, il Parlamento tiracchia a campare pur di arrivare a fine Legislatura, quindi per portare a compimento gli uleriori crimini rappresentati della ratifica del Ceta e dell’approvazione dello Ius Soli.

In tre anni e mezzo gli abusivi sono riusciti ad approvare lo smantellamento dei diritti fondamentali connessi al lavoro (vedesi Jobs Act), ma non sono invece riusciti nell’intento di smantellare la Costituzione, tentativo fallito con un voto contrario di quasi venti milioni di italiani.

Ma il lavoro sporco non è ancora finito. Bruxelles e Francoforte, quindi il capitale internazionale, chiedono ai loro manovali di ratificare il Ceta e di approvare lo Ius Soli. E i nostri abusivi obbediranno!

Siamo ormai a settembre e di legge elettorale neanche a parlarne. Di restituire forza e dignità al popolo italiano neppure se ne intravede l’intenzione.

Io e Paolo Becchi stiamo scrivendo un libro sui sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi, che uscirà non appena sapremo con quale legge (o leggi) elettorale andremo a votare. Comprenderete fino in fondo come e perché – soprattutto negli ultimi dodici anni – sia stata volutamente esautorata la sovranità popolare!

Invito dunque tutti i gruppi parlamentari a trovare un’intesa su una legge elettorale condivisa, che sia conforme alla Costituzione, e di riconsegnare al più presto la parola al popolo italiano!

Avv. Giuseppe PALMA

 

4 pensieri su “Legge elettorale: tutto sembra ormai perduto. Gli abusivi tentano l’ultimo colpo di mano (di Giuseppe PALMA)

  1. E’ curioso come alla sentenza della Corte Costituzionale non segua alcuna azione giudiziaria.

  2. Visto e concesso che questo e’ un governo abusive,a cominciare con l’entrata del president del consiglio Mario Monti sino a oggi mi sembra opportune chiedere perche’ancora sono liberi di agire per la popolazione Italiana senza che siano fermati da chi ha pieni poteri per farlo la corte dei conti o la Cassazione.Gradirei una vostra risposta grazie,mi congratulo con voi per il lavoro che state a fare,e Riscossa Italia con Marco Mori e Paola De Pin

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  4. E a fine anno c’è la ratifica dell’Accordo sul “fiscal compact”. Dopo di che la solitudine della partitocrazia al Governo e al Parlamento produrrà, sul potere di riforma senza contrappesi, neanche costituzionali, di questa mala pianta endemica che governa l’Italia almeno da 40 anni, prevarrà. Tutto permarrà com’è, nonostante il diritto-potere del popolo sovrano. Eppure, solitudine per solitudine, perchè un Avvocato e un Professore non provano a dialogare con un analista di sistemi per riflettere che la casse uniformata dei cittadini italiani, deprivati di diritti e di tutto il cucuzzaro utile ad una vita sotenibile, degna di essere vissuta, può condurre la sua battaglia per la vita utilizzando gli strumenti attuali? Basta girare le spalle al “potere” e progettare tra il popolo italiano una metodologia adatta allo scopo, tra democrazia partecipativa e consultiva, per scegliere tra noi i concittadini degni e capaci di ricevere il mandato di rappresentanza indiretta per la tutela degli interessi comuni della classe uniformata cui tutti apparteniamo, chi prima, chi dopo. Obietterete che, in base all’art. 49 Cost., solo un partito politico può partecipare alle elezioni per il nuovo Parlamento. Io obietto, da analista, che nulla vieta a tutti i “soggetti” organizzati che ambirebbero riportare in equilibrio lo Stato di diritto che non c’è più, di adottare la metodologia che segue: convenire che la possibilità è concreta e fattibile; ciascuno propone i “soggetti” che ritiene capaci di ricevere il mandato parlamentare; si definisce un “Programma di Governo Unitario” minimo ed essenziale, concentrato sulla attuazione della Costituzione e suo aggiornamento ai tempi; ciascun candidato s’impegna a concorrere a realizzarlo in Parlamento. S’indicono “Primarie Aperte” a tutti i cittadini italiani. Cosa si ottiene: un Programma di Governo popolare essenziale e condiviso; un insieme di “soggetti” scelti dal popolo per essere eletti al parlamento, la cui copertura per collegio elettorale è certa e numericamente “a copertura” del territorio nazionale, fino all’ultimo seggio e in rappresentanza di tutti gli organismi che hanno deciso di partecipare a questo sistema metodologico. Tutto questo soddisfacendo i mille movimenti e organismi che vorrebbero il riequilibrio dello Stato di diritto che, con le Primarie Aperte, avranno la certezza di avere propri rappresentanti eleggibili, in funzione della forza reale di ciascuno e per le regole approriate utilizzabili per garantire al meglio la rappresentanza degli organismi in campo. Ora, su questa realtà, ciascuno con i suoi rappresentanti da eleggere, ma con un programma vincolante e certificato dal popolo sovrano, si forma il partito poltico unitario del popolo. con le sue liste a copertura totale e si va alle elezioni raccogliendo 150000 firme. Si rifletta che la legge elettorale che verrà, così, sarebbe un ossimoro, nel senso che migliore è per la partitocrazia, peggiore è per la partitocrazia, perchè la maggioranza è nelle mani e nel cuore del siritto-potere del popolo sovrano. E’ solo un problema organizzativo ed è fattibile con un investimento sostenibile. Una sintesi di uno studio attento e circostanziato. Che cosa manca? L’umiltà per comprendere che bisogna astrasi dal “chi” e affrontare il “come”, ed è anche più che urgente. Di certo, la gravità è tale che non è un problema ideologico scegliere tra vivere e morire, perchè di questo si tratta, è solo questione di velocità da incrociare.

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