I TRIBUNALI ITALIANI INIZIANO AD APPLICARE IL VINCOLO DEL PAREGGIO DI BILANCIO, A SCAPITO DEI DIRITTI FONDAMENTALI (articolo di Giuseppe PALMA su “Il Giornale d’Italia”)

Propongo qui di seguito il mio articolo pubblicato ieri, 23 agosto 2017, su “Il Giornale d’Italia” (a pagina 5), dal titolo: “PAREGGIO DI BILANCIO: ADDIO DIRITTI – I Tribunali iniziano ad applicare il vincolo, a discapito delle stesse garanzie costituzionali“:

Il Tribunale di Genova, con sentenza n. 2252/2017, pubblicata il 16 agosto 2017, ha posto i diritti fondamentali costituzionalmente tutelati (nel caso di specie il diritto al sostentamento del disoccupato involontario) sullo stesso piano delle esigenze di bilancio, il cui equilibrio è anch’esso costituzionalmente tutelato. Ma con una differenza: se i diritti fondamentali connessi al lavoro e alla dignità umana appartengono alla Costituzione primigenia, cioè quella del 48′, l’equilibrio di bilancio (che il Tribunale riassume nella locuzione utilizzata dalla Consulta: “limiti oggettivi delle risorse disponibili”) appartiene a quel vincolo esterno di matrice sovranazionale che il nostro Parlamento, sordo e schiavo, costituzionalizzò nel 2012 (Il famigerato vincolo capestro del pareggio di bilancio).
In altre parole, l’inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio porta i Tribunali della Repubblica a riconoscere e tutelare i diritti fondamentali solo se compatibili con le risorse finanziarie dello Stato. Pertanto, quei principi scolpiti nella nostra Costituzione restano, al cospetto della sostenibilità finanziaria, autentica lettera morta. Davvero pazzesco, ma è la realtà. Per questo urge abrogare quella vigliaccata del 2012, che fu un vero e proprio stupro ai danni della nostra Costituzione. Che poi, a dirla tutta, uno Stato a moneta sovrana può creare dal nulla tutta la moneta occorrente a garantire i diritti fondamentali. Ma nell’Eurozona non è più così, pur essendo l’euro anch’essa una moneta fiat (creata dal nulla). Infatti nell’area-euro la moneta è creata dal nulla dalla Bce ma non è destinata ai Governi degli Stati dell’eurozona, bensì alle riserve dei mercati dei capitali privati (esempio banche private) ai quali gli Stati vanno a chiederla in prestito, restituendola con gli interessi ma senza la possibilità di creare dal nulla quella stessa moneta con cui “ripagare” i titoli del debito pubblico. Ed ecco perché i diritti fondamentali possono essere garantiti solo se compatibili con le stringenti regole di finanza pubblica, regole dettate dai Trattati europei e dalla Commissione europea.
La causa in primo grado veniva patrocinata a firma dell’avv. Marco Mori, attivissimo nella difesa della Costituzione primigenia.

Avv. Giuseppe PALMA

 

4 pensieri su “I TRIBUNALI ITALIANI INIZIANO AD APPLICARE IL VINCOLO DEL PAREGGIO DI BILANCIO, A SCAPITO DEI DIRITTI FONDAMENTALI (articolo di Giuseppe PALMA su “Il Giornale d’Italia”)

  1. IL nome del giudice che ha emesso la sentenza? Ma la Costituzione non dovrebbe garantire prima i diritti incomprimibili rispetto al vincolo del pareggio di bilancio introdotto con i voti PD ?

  2. Giusto per ricordare che l’Accordo, perchè tale è, sul “Fiscal Compact”, non fa parte del corpus legislativo e dei Trattati dell’Unione Europea. E, tra l’altro, l’accettazione che avvenne da parte dei 25 Stati dell’Unione nel 2012, rendeva l’accettazione dell’Accordo nella abituale prassi utilizzata sul piano legislativo dai Paesi aderenti, lasciando loro facoltà e libertà di modifiche costituzionali sul tema, non obbligatorie. Ora, a fine anno dovrà essere ratificato l’accordo che, svolgendo appieno la sua funzione, nulla cambierà alla prassi in atto. Così, sarebbe un buon segno sul piano nazionale e nei rapporti con gli altri Paesi firmatari, se si riuscisse a non firmare l’Accordo in via definitiva. E la necessità verte sulla matematica e dimostrabile certezza che, così, non potrà esserci che l’implosione dello Stato per fallimento con il ricorso al MES, per renderci sensibili al destino che fu della Grecia. Strano a dirsi, viviamo in un mondo etero diretto, basato su convenzioni che i nostri Governi e Parlamenti di origine partitocratica continuano a sostenere, contro la logica comune del popolo. E pensare che lo stesso popolo ha un diritto-potere che da sempre esprime, affinchè, almeno da 40 anni, al PARLAMENTO, siano eletti quelli indicati dai partiti cui, senza alcuna ragione – visti i risultati – affidiamo il mandato a rappresentarci per cinque anni. Quale grave malattia psichica ha colpito tutti noi, per renderci insensibili al pericolo e al dolore, fino a non farci comprendere che una strada popolare sia possibile? E’ sufficiente che il popolo italiano lasci la partitocrazia, al governo e all’opposizione, isolata e in solitudine per tarpare le ali del potere. Basta ragionare e la soluzione c’è, si tratta di condividerla senza pensare di essere il migliore della classe. Un po’ d’umiltà e il gioco è possibile.

  3. Grazie del post e di tutta l’attivita’che fate. Ho un paio di domande: in caso di applicazione di questa norma e in questa direzione (pro pareggio di bilancio), ci si puo’ appellare alla costituzione primigenia, ed ai diritti fondamentali? Se si, con quali possibilita’ di vedersi finalmente tutelati come cittadini? Faccio queste domande perche’ad oggi e’ ormai chiaro (grazie al vostro lavoro e a quello di molti altri), che i cittadini non sono piu’ tutelati dallo stato, e la costituzione e’ continuamente attaccata per stravolgerla, non certo nell’interesse dei cittadini. Oltre a sapere, credo sia arrivato il momento di reagire. Un caso del genere sarebbe unópportunita’ per misurarsi direttamente con lo stato, e pretendere in sede giudiziaria, di essere tutelati – e non sopraffatti, dalla costituzione.

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