//Pareggio di bilancio in Costituzione: un ATTENTATO alla Carta! (articolo di Giuseppe PALMA sul Giornale d’Italia di oggi)

Pareggio di bilancio in Costituzione: un ATTENTATO alla Carta! (articolo di Giuseppe PALMA sul Giornale d’Italia di oggi)

Propongo qui di seguito la lettura del mio articolo pubblicato oggi, 18 agosto 2017, su Il Giornale d’Italia (a pagina 3): “Pareggio di bilancio, un attentato alla Carta“:

Era l’aprile del 2012 quando un Parlamento sordo e schiavo votava (in seconda votazione) per l’inserimento in Costituzione del vincolo del pareggio di bilancio. L’esito fu devastante: oltre i 2/3 dei componenti di Camera e Senato vi votarono a favore. In tal modo si evito’ il referendum popolare confermativo! In acritica obbedienza e vile sottomissione nei confronti dell’Unione Europea e della Bce, nel marzo di quello stesso anno il Governo Monti firmava il fiscal compact, un Trattato intergovernativo la cui autorizzazione alla ratifica veniva votata dal Parlamento in estate, mentre gli italiani erano impegnati nelle discussioni di calcio-mercato.
In quei 14 mesi che vanno dal giugno 2011 (quando iniziò la tempesta degli spread) all’agosto 2012 (promulgazione da parte di Giorgio Napolitano della legge di autorizzazione alla ratifica del fiscal compact), passando dal novembre 2011 (Colpo di Stato ai danni del Governo Berlusconi IV), in Italia è stata letteralmente sospesa la democrazia costituzionale! Un manipolo di criminali consegnava definitivamente la sovranità nazionale alla finanza e al capitale internazionale. Ma il lavoro sporco iniziato da Mario Monti non è finito con lui: Letta, Renzi e Gentiloni hanno proseguito – e proseguono – lo smantellamento dei principi inderogabili della nostra Carta! Il pareggio di bilancio in Costituzione, ad esempio, ha condotto la Corte costituzionale stessa a riconoscere la tutela dei diritti fondamentali in quanto compatibili con le risorse finanziarie (vedesi ad esempio la sentenza n. 215/2014), rendendo realizzabili i primi solo se compatibili con le seconde.
Questo non perché lo preveda la Costituzione primigenia, capiamoci, ma perché lo prevede la vile revisione costituzionale del 2012 con la quale si costituzionalizzo’ il vincolo del pareggio di bilancio, il quale – impedendo allo Stato di spendere a deficit – pone i diritti fondamentali costituzionalmente garantiti sullo stesso livello (se non addirittura al di sotto) delle disponibilità finanziarie dello Stato, il cui equilibrio è anch’esso un principio costituzionalmente garantito ma solo dopo la revisione costituzionale di cinque anni fa. L’Italia è ormai uno Stato che, tra le altre cose, ha anche perso sovranità monetaria e soggiace schiavisticamente ai vincoli esterni di matrice europea che stuprano in continuazione i principi fondamentali della nostra Costituzione. Dal 2012 ad oggi
Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica hanno attentato alla Costituzione! Non è un’esagerazione. È andata proprio così. Ma fate attenzione: l’attentato è ancora in corso di esecuzione…

Avv. Giuseppe PALMA

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