//“Così il Cavaliere vuole evitare un Salvini pigliatutto” (articolo di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA su LIBERO di oggi)

“Così il Cavaliere vuole evitare un Salvini pigliatutto” (articolo di Paolo BECCHI e Giuseppe PALMA su LIBERO di oggi)

Proponiamo qui di seguito l’articolo a quattro mani scritto dal prof. Paolo Becchi e dall’avv. Giuseppe Palma, pubblicato su Libero di oggi 6 agosto 2017, a pagina 6.

Titolo: “Così il Cavaliere vuole evitare un Salvini pigliatutto”

 

Testo dell’articolo:

È da tempo che il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, insiste su un sistema elettorale alla tedesca, cioè un sistema sostanzialmente proporzionale in cui ciascuna lista si presenta singolarmente, fatta salva la facoltà – non usata in Germania – che più liste si coalizzino tra loro confluendo in un’unica lista, il cosiddetto listone. Contrariamente a ciò che pensava in passato, di coalizioni tipiche tra singole liste (come avveniva col porcellum) Berlusconi non vuole sentirne parlare, e ciò nonostante il centrodestra unito sia dato oggi praticamente in vantaggio in tutti i sondaggi. Perché?

Eppure Berlusconi non perde occasione, in tv e sui giornali, di rilanciare l’unità del centro-destra. La motivazione del listone al posto della coalizione è tutta politica. Berlusconi sa benissimo che, in caso di legge elettorale che consenta le coalizioni tra singole liste (come avveniva col porcellum, e com’è possibile ancora oggi per l’elezione del Senato, dopo la sentenza di parziale incostituzionalità da parte della Corte costituzionale), Forza Italia potrebbe essere costretta a lasciare la guida del centro-destra, se non addirittura del futuro governo, alla Lega di Matteo Salvini, che i sondaggi danno in forte crescita, perdendo in tal modo il ruolo egemone che ha sempre avuto nella coalizione. Berlusconi, che ha sondaggi ancora più attendibili, lo ha capito.

Per questo ha già più volte ribadito che a settembre occorre ritornare al modello tedesco (che peraltro di tedesco ha ben poco) proprio per creare le condizioni favorevoli alla creazione del listone unico di centro-destra, mantenendo così la Golden Share della coalizione stessa e dell’eventuale futuro governo, relegando Matteo Salvini ad un ruolo subalterno. Senza parlare poi della composizione e dei nominativi dei candidati del listone unitario: se fosse approvata una legge elettorale simile a quella che Berlusconi ha in mente, Forza Italia pretenderebbe il 50% dei collegi uninominali sicuri ed il 50% dei capi-lista bloccati, lasciando l’altra metà in divisione tra Lega, Fratelli d’Italia ed altri possibili alleati che intendano confluire nel listone. In tal modo la forza politica di Salvini sarebbe, sì, importante, ma notevolmente ridimensionata rispetto alla situazione in cui il leader della Lega corresse con il suo nuovo simbolo, in un sistema di coalizioni tra singole liste, vale a dire la tipica alleanza di centro-destra.

In tal modo, oltre alla probabile vittoria elettorale, il centro-destra potrebbe vedere come leader più votato proprio Matteo Salvini, di poco avanti a Silvio Berlusconi. E ciò determinerebbe non solo la scelta della persona da indicare quale Presidente del Consiglio dei ministri, ma soprattutto la linea politica ed il programma di governo da realizzare, che subirebbero una salvifica virata sovranista. Berlusconi tutto questo lo sa. Ecco la ragione del listone. Ma deve anche capire che, se non si parte alla pari proprio con gli alleati (soprattutto sui contenuti del programma politico-elettorale), l’alleanza di centro-destra potrebbe rischiare di non realizzarsi, lasciando la vittoria elettorale nelle mani del M5S.

Paolo BECCHI, Giuseppe PALMA