//Fiscal Compact: perché Renzi non abrogò il pareggio di bilancio in Costituzione con la sua riforma costituzionale? (articolo di Giuseppe Palma su “Il Giornale d’Italia” di oggi)

Fiscal Compact: perché Renzi non abrogò il pareggio di bilancio in Costituzione con la sua riforma costituzionale? (articolo di Giuseppe Palma su “Il Giornale d’Italia” di oggi)

Propongo la lettura del mio articolo pubblicato oggi su “Il Giornale d’Italia“, a pagina 3, dal titolo: “A proposito di Fiscal Compact: perché Renzi con la sua riforma non abrogò il pareggio di bilancio?

http://edicoladigitale.ilgiornaleditalia.org/giornaleditalia/books/giornaleditalia/2017/20170713giornaleditalia/index.html#/3/

Testo dell’articolo: 

Nel suo ultimo libro “Avanti. Perché l’Italia non si ferma“, uscito pochi giorni fa, Matteo Renzi propone di superare il Fiscal Compact (che prevede, tra le altre scempiaggini, zero spesa a deficit) e di portare il livello di spesa pubblica annuale al 2,9% del rapporto deficit/Pil, insomma, tornare ai parametri di Maastricht.

Che poi, a dirla tutta, al netto degli interessi passivi sul debito pubblico, faremmo sempre e comunque avanzo primario. Quindi serve a nulla! Tanto più che, proprio lo stesso Renzi, fino a qualche anno fa affermava che il tetto del 3% era anacronistico e dannoso, mentre adesso sarebbe salvifico. In pratica ci hanno fatto sprofondare all’inferno per poi dirci che il purgatorio era buono.

Ciò detto, dopo l’uscita di “Avanti“, tutto il Partito Democratico sembra essersi convertito sulla necessità di rinnegare il Fiscal Compact, dopo che – nel 2012 – oltre ad esprimere voto favorevole alla sua ratifica (è un Trattato intergovernativo), votò in favore anche della vile costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio, una norma capestro che esautora non solo il diritto al lavoro di cui ai Principi Fondamentali della nostra Costituzione, ma anche la specificazione del predetto diritto agli articoli 35 e seguenti rubricati alla Parte Prima della Carta.

Era il 2012. Renzi si è insediato a Palazzo Chigi nel febbraio 2014 e vi è rimasto fino al dicembre 2016. In quasi tre anni l’ex Presidente del Consiglio altro non ha fatto che rispettare le indicazioni capestro provenienti da Bruxelles, ottenendo solo briciole. Anzi, spesso usava dire che bisognava rispettare le regole europee, anche se sbagliate.

E dov’era il Segretario del PD quando, pochi mesi fa, Bruxelles ci chiedeva una manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro e il Governo Gentiloni obbediva acriticamente facendosela votare proprio da quel PD di cui Renzi era ed è il Segretario?

Ma il problema è un altro.

Ricordate la riforma costituzionale bocciata a furor di popolo in sede referendaria lo scorso 4 dicembre? Bene. Quella riforma, il cui ddl iniziale recava firma Renzi-Boschi, NON provvedeva all’abrogazione del vincolo del pareggio di bilancio introdotto in Costituzione nel 2012! Quindi, caro Matteo, cosa ci sei venuto a dire? Se davvero avessi voluto superare il Fiscal Compact, avresti potuto benissimo provvedere ad abrogare il vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione con la Tua riforma costituzionaleCosa che non hai fatto. Quindi, adesso, cosa vuoi dal popolo? Che Ti creda come nel 2014?

Che poi, a dire il vero, il veto che Renzi dice di voler porre sul Fiscal Compact è solo riferito all’introduzione dello stesso all’interno dei Trattati europei, cioè del diritto originario dell’UE. Il Trattato intergovernativo siglato e ratificato nel 2012, quello, purtroppo, resta. Così come resta il vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione!

Il Partito Democratico è ormai allo sbando. E con esso il suo Segretario. E ancor peggio i fuoriusciti Bersani e company, cioè quelli che pigiarono materialmente il tasto verde nelle Aule parlamentari in ratifica del Fiscal Compact e in approvazione del vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione.

E’ dunque giunta l’ora di tornare alle urne. Più passa il tempo e più un Parlamento abusivo, costituitosi in grave alterazione del principio di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, sent. 1/2014; Corte di cassazione, sent. 8878/2014), reca gravi danni al Paese!

Avv. Giuseppe PALMA