IUS SOLI e CETA: è pronto un altro “COLPO DI STATO” da parte di un PARLAMENTO ABUSIVO! (di Giuseppe PALMA)

Con questo articolo vorrei concentrare la mia analisi sulla legittimazione democratica e costituzionale di questo Parlamento ad adottare provvedimenti come ad esempio quello sullo Ius Soli oppure sull’eventuale voto favorevole alla ratifica del CETA. La classe politica, nel vile tentativo di auto-proteggersi, nonostante la dichiarazione di incostituzionalità dei meccanismi elettorali con i quali è stata eletta anche la Legislatura in corso, si difende affermando che la sentenza n. 1/2014 con la quale la Corte Costituzionale dichiarava l’incostituzionalità del porcellum, avrebbe in ogni caso sancito la legittimità del Parlamento.

Nulla di più falso!

La Consulta, in sentenza, si limita a scrivere soltanto che “le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare. Tanto ciò è vero che, proprio al fine di assicurare la continuità dello Stato, è la stessa Costituzione a prevedere, ad esempio, a seguito delle elezioni, la prorogatio dei poteri delle Camere precedenti «finchè non siano riunite le nuove Camere» (art. 61 Cost.), come anche a prescrivere che le Camere, «anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni» per la conversione in legge di decreti-legge adottati dal Governo (art. 77, secondo comma, Cost.)”.

Ciò detto, non è affatto vero che il Parlamento sia in ogni caso legittimo. Esso è solo indefettibile, cioè organo irrinunciabile, ma non per questo – di fronte ad una pronuncia di incostituzionalità della legge elettorale con la quale risulta costituito – può arrogarsi il titolo di poter fare quello che vuole! A tal proposito la Corte – nella cornice sostanziale dell’esercizio della funzione legislativa delle Camere di fronte a quella pronuncia di incostituzionalità – porta ad esempio l’istituto della prorogatio, cioè di quell’istituto che si applica a Camere sciolte.

Pertanto, cosa possono fare le Camere in regime di prorogatio? Secondo l’interpretazione fornita dai verbali preparatori dell’Assemblea Costituente (che costituiscono fonte autentica di interpretazione della Costituzione), ci viene in soccorso Costantino Mortati, il quale – d’accordo con Piero Calamandrei – giunse alla conclusione che in regime di prorogatio le Camere possano adottare provvedimenti strettamente necessari e non rinviabili (come ad esempio i provvedimenti relativi allo stato di guerra o ad una calamità naturale). A tal proposito, leggasi il verbale della seduta della seconda sottocommissione (Commissione per la Costituzione – Assemblea Costituente) del 6 novembre 1946.

Ciò detto la Legislatura in corso, oltre a smantellare i diritti connessi alla tutela del lavoro (vedesi Jobs Act) e a riformare l’intera Parte Seconda della Costituzione (tentativo fallito grazie all’esito del referendum confermativo dello scorso 4 dicembre), tenta ora di approvare lo Ius Soli (forse a colpi di fiducia) e di ratificare il CETA, l’ennesimo Trattato capestro in grado di smantellare i diritti fondamentali del lavoro e della salute costituzionalmente garantiti.

La Corte Costituzionale dichiarava l’incostituzionalità del porcellum sia nella parte in cui questo non attribuiva all’elettore la facoltà di esprimere le preferenze per i candidati (tant’è che deputati e senatori sono tutti nominati e non scelti direttamente dai cittadini come prescritto dalla Costituzione agli artt. 56 e 57), sia nella parte in cui era prevista l’applicazione di un premio di maggioranza senza la previsione di una soglia minima di voti oltre la quale il premio avrebbe potuto eventualmente trovare applicazione. L’attuale maggioranza parlamentare risulta pertanto costituita da deputati e senatori “eletti” in gran parte per effetto di un premio di maggioranza dichiarato incostituzionale (nei limiti di cui sopra). Va da sé che eventuali voti necessari e sufficienti ad esprimere un voto di fiducia o un voto favorevole a qualsiasi provvedimento, provengono da deputati e senatori tutti nominati ed “eletti” per effetto di un premio di maggioranza che – nei limiti delineati dalla Consulta – non avrebbe mai e poi mai dovuto trovare applicazione! 

Tanto più che, in soccorso alle predette argomentazioni, è intervenuta anche la Corte di Cassazione civile con sentenza n. 8878/2014, la quale – in ordine alla composizione parlamentare scaturita dall’applicazione della legge elettorale dichiarata incostituzionale – dichiarava espressamente la grave alterazione del principio di rappresentatività democratica.

Insomma, siamo di fronte ad un vero e proprio Parlamento abusivo. E di “Parlamento abusivo” parlava anche l’ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, il quale utilizzava proprio il termine “abusivo” in un suo saggio del gennaio 2015 (numero 3/2014 della rivista “Giurisprudenza costituzionale”) a proposito degli effetti della sentenza n. 1/2014 della Consulta.

Il “Colpo di Stato permanente” di cui scriveva il prof. Paolo Becchi in un suo libro è ancora in corso. E a fine Legislatura aspettiamoci altri due colpi di mano: sullo Ius Soli e sul CETA.

Siamo di fronte – non da ora ma dal gennaio del 2014 – all’ipotesi di reato di cui all’art. 287 del codice penale (usurpazione di potere politico), ma nessuno fa niente! Nemmeno il Capo dello Stato. Nel gennaio 2014 l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe dovuto – se avesse avuto senso delle Istituzioni e rispetto della democrazia costituzionale – invitare il Parlamento ad approvare una nuova legge elettorale in modo da sciogliere le Camere e indire nuove elezioni entro un tempo ragionevole (circa un anno sarebbe stato certamente un tempo ragionevole). E invece niente! Addirittura disse che, in considerazione del fatto che il Parlamento era comunque legittimo (argomentazione infondata), le Camere dovevano proseguire nel lavoro di revisione costituzionale. Nel gennaio 2015 arrivò al Quirinale Sergio Mattarella, e anche lui – nonostante un paio di messaggi alle Camere sulla necessità di approvare una nuova legge elettorale – non ha fatto niente! Il Parlamento di abusivi continua quindi lo smantellamento della Costituzione! E lo fa nel totale silenzio dei media di regime e dei giornaloni nazionali!

In nome della Costituzione e della democrazia, fermatevi! 

Avv. Giuseppe Palma

 

5 pensieri su “IUS SOLI e CETA: è pronto un altro “COLPO DI STATO” da parte di un PARLAMENTO ABUSIVO! (di Giuseppe PALMA)

  1. Secondo l’emerito Presidente Sandro Pertini il popolo ha il diritto e direi il dovere di difendere democrazia e Costituzione con ogni mezzo, compresa la violenza in questi casi di palese violazione della volontà popolare espressa legittimamente nella legge fondante e fondamentale della Repubblica !

  2. Non c’è che da restare ancora più sgomenti di quanto già lo siamo anche a livello di percezione, leggendo le puntuali e documentate affermazioni di questo articolo, ad opera di un avvocato che impiega il suo tempo non solo per far soldi, ma per contribuire alla costruzione di una società civile degna di tale nome. I suoi scritti sono per me un autorevole apporto e supporto a quanto vado scrivendo da oltre un decennio, senza purtroppo quei fondamenti giuridici che mi mancano in quanto laureato in una disciplina scientifica. Buon lavoro avvocato!
    P. S. Sto revisionando la sceneggiatura di un film (“Bancarotta”) di denuncia del sistema banco-monetario. L’avevo scritta nel 2012, ma non trovando finanziatori, era rimasta in un cassetto. Oggi ho qualche speranza in più di farcela…

  3. BRAVISSIMO , INTANTO QUESTA MERDA INELETTA CONTINUA A FARE I PROPRI SPORCHI COMODI A CAUSA DI UN POPOLO IGNORANTE ED INCAPACE DI AGIRE CON LA FORZA IN BASE AL TRATTATO DI ALGERI CARTA DI ALGERI DI CUI ALLEGO COPIA AL CAPITOLO SECONDO E’ CHIARO L’INTERVENTO CON LE ARMI ED E’ PRVISTO !
    IN QUESTO CASO LA NATO DEVE TACERE PERCHE’ E’ IL POPOLO ITALIANO A PRETENDERE UN GOVERNO LEGGITTIMATO.http://www.studiperlapace.it/view_news_html?news_id=algeri

  4. BRAVISSIMO , INTANTO QUESTA MERDA INELETTA CONTINUA A FARE I PROPRI SPORCHI COMODI A CAUSA DI UN POPOLO IGNORANTE ED INCAPACE DI AGIRE CON LA FORZA IN BASE AL TRATTATO DI ALGERI CARTA DI ALGERI DI CUI ALLEGO COPIA AL CAPITOLO SECONDO E’ CHIARO L’INTERVENTO CON LE ARMI ED E’ PRVISTO !
    IN QUESTO CASO LA NATO DEVE TACERE PERCHE’ E’ IL POPOLO ITALIANO A PRETENDERE UN GOVERNO LEGGITTIMATO.http://www.studiperlapace.it/view_news_html?news_id=algeri

  5. Pingback: IUS SOLI e CETA: è pronto un altro “COLPO DI STATO” da parte di un PARLAMENTO ABUSIVO! – Eurocrazia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *