//CETA, l’ennesimo Trattato capestro che uccide i diritti fondamentali (Giuseppe PALMA su AbruzzoWeb)

CETA, l’ennesimo Trattato capestro che uccide i diritti fondamentali (Giuseppe PALMA su AbruzzoWeb)

Qui di seguito un mio articolo sul CETA pubblicato oggi, 5 luglio 2017, su AbruzzoWebhttp://www.abruzzoweb.it/contenuti/accordi-di-libero-scambio-ecco-il-ceta-l-esperto-colpo-a-cittadini-e-democrazia/631963-268/

ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO, ECCO IL CETA: L’ESPERTO, COLPO A CITTADINI E DEMOCRAZIA

di Giuseppe Palma

L’AQUILA – È già stato approvato, in commissione Affari esteri al Senato, il disegno di legge per la ratifica del Trattato di libero scambio Ue-Canada denominato Ceta, Comprehensive economic and trade agreement, letteralmente “Accordo economico e commerciale globale”.

E, come sovente accade per i trattati “capestro”, tali procedure avvengono sempre tra giugno e agosto, cioè quando gli italiani sono al mare o distratti dal calciomercato, anche se oggi, per fortuna, qualcuno, tra associazioni, tra queste la Coldiretti Abruzzo, e semplici cittadini, sta protestando a Roma.

In commissione hanno votato a favore Partito democratico, Forza Italia, i centristi di governo e il senatore a vita Mario Monti.

E fin qui nulla di cui stupirsi, se non il voto favorevole da parte di Fi, anche se non è una vera e propria sorpresa, visto che votarono favorevolmente anche in seno all’Europarlamento.

Nella sostanza e in breve, il Ceta è un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada che consente alle multinazionali delle rispettive aree di esportare e vendere prodotti (Ue-Canada, considerando, però, che parecchie multinazionali americane hanno già trasferito la propria sede legale in Canada), senza trovare intralci né nelle legislazioni nazionali a tutela della salute e del lavoro, né nei diritti fondamentali sanciti dalle Costituzioni degli Stati membri come per esempio il diritto al lavoro, alla giusta retribuzione, al giorno di riposo settimanale, all’orario di lavoro, alla retribuzione minima e così via.

Trattasi dei cosiddetti “irritanti commerciali” che tanto infastidiscono le multinazionali: con il Ceta vengono definitivamente superati.

Senza parlare, poi, della tutela della salute: le legislazioni nazionali di parecchi Stati dell’Unione vietano l’uso di antibiotici negli alimenti, al contrario della legislazione canadese e statunitense.

Con il Ceta arriveranno sulle tavole italiane migliaia di prodotti alimentari intrisi di antibiotici, rendendone vano il principio attivo quando ve ne sarà bisogno.

E gli Stati membri dell’Ue, proprio per effetto di alcune regole capestro contenute nel Ceta, non potranno far valere le proprie legislazioni nazionali a tutela sia della salute che del lavoro.

Il Ceta introduce anche un sistema di giustizia privata, il cosiddetto Isds (Investor-state dispute settlement), cioè una forma di risoluzione privata delle controversie tra investitore e Stato.

Attraverso questo sistema, le multinazionali potranno non tenere conto dei diritti fondamentali vigenti negli Stati e adire organismi di giustizia privata sovranazionali al fine di redimere le controversie con quegli Stati che intendessero rispettare le proprie disposizioni costituzionali a tutela, per esempio, della salute e del lavoro.

Nello specifico, per quanto riguarda il Ceta, questo Isds è mitigato dall’introduzione di un sistema leggermente più democratico, che prende il nome di Ics (Investment Court System), cioè Tribunali pur sempre sovranazionali, ma a doppia istanza e con sedute pubbliche, i quali, stando al ddl approdato in commissione Esteri di palazzo Madama, non dovrebbe poter assumere decisioni contrarie ai diritti fondamentali costituzionalmente garantiti.

Però, si faccia molta attenzione, perché si diceva un gran bene anche del fiscal compact e della costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio. Se approvato, il Ceta sarà un vero e proprio cavallo di troia a tutela del capitale internazionale e a scapito dei diritti fondamentali.

Già approvato dal Parlamento europeo nel febbraio di quest’anno, il Trattato dovrà ora essere ratificato da ciascuno Stato membro a seconda delle procedure costituzionali di ognuno. In Italia, per esempio, stante la disposizione costituzionale di cui all’articolo 80, servirà un voto favorevole, con legge ordinaria, da parte di entrambi i rami del Parlamento, la cosiddetta legge di ratifica.

Al momento, il ddl di ratifica ha ottenuto solo un voto favorevole da parte della commissione competente.  Tra un po’ arriverà in aula, prima a Palazzo Madama e poi a Montecitorio.

Con il Ceta, in sostanza, gli Stati sono definitivamente morti. A Bruxelles continuano la loro opera distruttiva nei confronti delle Costituzioni nazionali, quindi della libertà, dei diritti fondamentali e della democrazia.

Un Parlamento eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali, in grave e palese alterazione dei principi di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, sentenza n. 1/2014; Corte di Cassazione, sentenza n. 8878/2014), continua indisturbato la sua opera distruttiva della Costituzione.

Avv. Giuseppe PALMA

articolo pubblicato su AbruzzoWeb in data 05 luglio 2017http://www.abruzzoweb.it/contenuti/accordi-di-libero-scambio-ecco-il-ceta-l-esperto-colpo-a-cittadini-e-democrazia/631963-268/