//Legge Elettorale: gli “abusivi” non vogliono farci votare (articolo di Giuseppe PALMA su “Il Giornale d’Italia”)

Legge Elettorale: gli “abusivi” non vogliono farci votare (articolo di Giuseppe PALMA su “Il Giornale d’Italia”)

Propongo qui di seguito il mio articolo pubblicato oggi su “Il Giornale d’Italia” (a pagina 2) dal titolo: “Legge Elettorale: gli “abusivi” non vogliono farci votare“:

http://edicoladigitale.ilgiornaleditalia.org/giornaleditalia/books/giornaleditalia/2017/20170630giornaleditalia/index.html#/2/

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/primopiano/889183/Legge-elettorale–gli–abusivi.html#.WVaw9ZvcIyw.facebook

VERSIONE INTEGRALE:

E’ davvero paradossale vedere come in una democrazia, che fino a qualche decennio fa sembrava aver raggiunto apparentemente una certa maturità, non si può andare al voto perché manca la volontà politica sull’approvare una legge elettorale che sia conforme alla Costituzione.

Ed è altrettanto paradossale che, di fronte ad una sentenza della Corte costituzionale (la numero 1 del 2014) che dichiarava l’incostituzionalità della legge elettorale con la quale si è formata anche la Legislatura in corso, il Parlamento continui da tre anni e mezzo a legiferare come se nulla fosse accaduto.

Nello specifico, la Corte dichiarava l’incostituzionalità del porcellum (legge n. 270/2005) sia nella parte in cui non prevedeva la facoltà per l’elettore di esprimere le preferenze per i candidati, sia nella parte in cui assegnava alla lista o coalizione di liste vincente il premio di maggioranza senza prevedere una soglia minima di voti perché il premio trovasse applicazione.

Ne consegue che l’attuale compagine parlamentare è composta da deputati e senatori tutti nominati (non scelti direttamente dai cittadini ma precompilati dalle segreterie di partito prima del voto) e in gran parte “eletti” con un premio di maggioranza che – nei termini di cui sopra – la Consulta dichiarava incostituzionale.

Ciononostante, la Legislatura ancora in corso non solo tentava di riformare la Costituzione a colpi di maggioranza artificiale (tentativo svanito grazie a quasi venti milioni di No al referendum confermativo dello scorso 4 dicembre), ma smantellava anche le garanzie costituzionali a tutela del lavoro (vedesi jobs act) e ora tenta addirittura di ratificare l’ennesimo Trattato capestro (il CETA) e di approvare lo Ius Soli, fortemente osteggiato da gran parte dell’opinione pubblica.

Ma a questi, dell’opinione pubblica, non gliene frega assolutamente nulla! Devono eseguire gli ordini impartiti dalla sovrastruttura europea e dal capitale internazionale, quindi se ne fottono altamente della sovranità popolare!

Al momento, quindi, in materia elettorale, abbiamo per Camera e Senato due leggi diverse: alla Camera il Legalicum (l’Italicum parzialmente corretto dalla Corte costituzionale con sentenza n. 35/2017) mentre al Senato il Consultellum (il porcellum smembrato dalla Corte costituzionale con sentenza n. 1/2014). Con sentenza n. 35/2017 la Consulta invitava altresì le Camere ad uniformare i due sistemi elettorali vigenti per entrambi i rami del Parlamento. Tuttavia, se il Paese tornasse alle urne senza una nuova legge elettorale, si andrebbe al voto con i due diversi sistemi di cui sopra. Quindi non è vero che non si può restituire sin da subito la parola ai cittadini!

Ma, stando alle dichiarazioni dei leader di partito dell’attuale maggioranza parlamentale (maggioranza artificiale, intendiamoci!), perché si vada al voto occorre quantomeno uniformare prima Legalicum e Consultellum! Ma non lo fanno. Dormono! Vivacchiano! Dopo il tentativo, miseramente fallito, di approvare il cosiddetto Tedescum, la conferenza dei capi-gruppo a Montecitorio ha deciso di rinviare il tema della legge elettorale addirittura a settembre, perdendo praticamente due mesi! Una vera e propria presa in giro nei confronti del popolo italiano!

A proposito di legge elettorale, io e il prof. Paolo Becchi stiamo scrivendo a quattro mani un libro sui sistemi elettorali vigenti in Italia dal dopoguerra ad oggi, ma abbiamo dovuto fermarci dinanzi all’inerzia di un Parlamento volutamente incapace! Il libro uscirà pertanto non appena gli “abusivi” decideranno il da farsi sulle cosiddette regole del gioco. E potete stare tranquilli che io e Paolo vi spiegheremo nel dettaglio come i “ladri di democrazia” siano in grado di manomettere e falsare la volontà popolare!

Cinquanta milioni di elettori che non possono andare a votare perché 945 “abusivi”, oltre a temere gli esiti del voto popolare, devono prima eseguire gli ordini provenienti da Bruxelles e da Francoforte: ratificare il CETA e approvare la legge sullo Ius Soli!

La democrazia è sospesa! La sovranità popolare è morta!

Avv. Giuseppe PALMA