La doppia moneta può essere una soluzione? (di Giuseppe PALMA)

Premetto che l’euro è un crimine contro l’Umanità e chi lo ha introdotto è un vile criminale. E su questo punto non si tratta e non può esservi discussione. Tuttavia, allo scopo di non precludere alcuna soluzione per il bene del Paese, cerco di addentrarmi nel tema spinoso della cosiddetta doppia moneta.

Silvio Berlusconi, che conosce benissimo sia il funzionamento dell’euro che i suoi gravi aspetti di criticità, sa altrettanto bene che – qualora proponesse l’uscita dell’Italia dall’euro – le sue aziende sarebbero immediatamente poste sotto attacco. Gli è già capitato nel 2011 quando, bisbigliando nell’orecchio dell’allora presidente francese Sarkozy circa l’eventualità di un’uscita dell’Italia dall’euro, l’asse franco-tedesco lo fece fuori sostituendolo con Mario Monti, l’uomo della Troika per eccellenza.

Il Cavaliere sa anche che, prima o poi, l’euro imploderà. E lo sa bene. Ma probabilmente, quando ciò accadrà, lui non ci sarà più, quindi tenta di individuare soluzioni alternative. Tra queste, il ripristino parziale della sovranità monetaria attraverso l’introduzione di una doppia moneta nazionale, cioè una Nuova Lira da affiancare alla moneta unica europea, la quale – per effetto dell’introduzione di una doppia moneta nazionale a circuito interno – diverrebbe moneta comune europea.

Ma la questione è anche – e soprattutto – di natura politica: l’alleanza per le prossime elezioni politiche tra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, cioè la classica coalizione di centrodestra che – stando ai sondaggi – è avanti sia al M5S che al PD e suoi cespugli, è compromessa proprio su un punto: l’euro.

Salvini vorrebbe uscirne, così come anche la Meloni, mentre Berlusconi non può affermarlo per i motivi di cui sopra.

Ed ecco che qualche mese fa l’ex presidente del consiglio arrivava a proporre la soluzione della doppia moneta, proposta ribadita più volte anche pochi giorni fa a Porta a Porta:

  • L’euro resterebbe la moneta per l’import/export;
  • La Nuova Lira varrebbe per i cosiddetti consumi interni (una moneta a circuito interno, utilizzabile solo per i consumi e gli scambi in Italia).

Il Cavaliere parla della Nuova Lira riferendosi – come esempio – alle AM-Lire degli anni 1946-1953, ma sbaglia completamente riferimento perché la nuova moneta nazionale non sarebbe paragonabile alla doppia moneta del dopoguerra (per tanti motivi), ma questo è un dettaglio, seppur molto importante.

Anzitutto occorrerebbe sapere cosa sarebbe possibile fare con questa Nuova Lira, la quale, quasi sicuramente, verrebbe convertita 1:1 con l’euro (1 euro = 1 Nuova Lira). Certamente sarebbe una moneta da accreditare inizialmente – forse in egual misura e gratuitamente – su tutti i conti correnti degli italiani in quantità da stabilirsi, quindi – per esempio – insieme ad uno stipendio mensile di 1.500,00 euro, lo Stato ne accrediterebbe un altro – per un periodo da stabilirsi – di 1.500,00 Nuove Lire. Con queste ultime, oltre a poter fare la spesa , si potrà pagare il mutuo già contratto per l’acquisto di una casa? Io credo di no, anche perché i rapporti di debito/credito relativi ai contratti di mutuo già in essere sono tutti regolati in euro, e in euro resterebbero (la banca, almeno per i primi anni, mai accetterebbe di mutare la denominazione dei rapporti debito/credito da euro in Nuove Lire). Si potranno pagare le tasse? Cioè la Nuova Lira avrà valore intrinseco? E qui credo che la risposta non può che essere affermativa, altrimenti nessuno accetterebbe in pagamento la nuova moneta nazionale. Il valore intrinseco della moneta, infatti, incoraggia tutti gli operatori economici ad andarsi a cercare la moneta con la quale pagare le tasse. Si potranno pagare i dipendenti? Credo di sì, altrimenti il datore di lavoro non troverebbe conveniente accettare in pagamento dai propri clienti le Nuove Lire, così come il lavoratore non troverebbe utile accettarla quale retribuzione. Si potrà pagare l’affitto di casa o dell’ufficio? Credo che lo si potrà fare solo per i nuovi contratti, mentre per quelli già in essere la questione dipenderà dalla libera determinazione tra le parti. E lo stesso discorso dicasi per i mutui contratti con gli Istituti di credito: se i vecchi contratti resteranno certamente denominati in euro, un’eventuale nuova Banca pubblica sotto il controllo del Parlamento o del Governo potrebbe erogare mutui in Nuova Lira, risolvendo parzialmente il problema.

Tuttavia, sarebbe preferibile che la nuova moneta nazionale fosse creata direttamente dal Tesoro e non da una Banca, seppur pubblica. In tal caso, il Tesoro o l’eventuale nuova Banca pubblica dovrebbero fungere necessariamente da prestatrice illimitata di ultima istanza. E non potrebbe essere altrimenti, infatti, in caso contrario, non avrebbe neppure senso mettersi a discutere di doppia moneta.

Restano però tutti i problemi connessi alle esportazioni, infatti, dovendo l’euro restare la moneta per l’import/export, l’Italia continuerebbe a soffrire il regime di cambi fissi che impone di scaricare il peso della competitività sul lavoro attraverso la riduzione dei salari e la contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore. Aspetto, questo, che sta massacrando il nostro Paese esautorando e svilendo i principi supremi della Costituzione primigenia.

Ulteriore aspetto che sembra insormontabile è quello dell’eventuale consenso da parte delle Istituzioni europee alla doppia moneta. L’intera sovrastruttura dell’eurozona vive e si regge proprio sul sistema-euro, quindi sulla sostenibilità dei conti pubblici, sulla moneta a debito e sull’assenza di una prestatrice illimitata di ultima istanza, che tradotto significa AUSTERITA’, la quale conduce gli Stati verso il crimine dell’avanzo primario e del pareggio di bilancio, cioè la morte di un Paese! Paradossalmente, se le Istituzioni europee non fossero accecate come lo sono sempre state, proprio la doppia moneta – visto che sarebbe una moneta creata dal nulla dallo Stato italiano – potrebbe garantire non solo la sostenibilità dei conti pubblici (in euro), ma anche una riduzione sia del rapporto deficit/Pil che del rapporto debito pubblico/PIL (stiamo parlando sempre in euro), e ciò per effetto di un incremento del prodotto interno lordo a causa del ripristino – seppur parziale – della sovranità monetaria. Ma ciò non basterebbe, infatti sarebbe in ogni caso necessario ridiscutere i Trattati europei (da Maastricht a Lisbona) ed accantonare definitivamente il Fiscal Compact

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PROBLEMATICHE E SOLUZIONI GIURIDICHE IN ORDINE ALLA DOPPIA MONETA:

L’art. 128 TFUE, primo comma, così recita: “La banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione“.

Leggendo questo articolo sembrerebbe che la soluzione della doppia moneta non sia fattibile in quanto vietata dai Trattati, infatti l’ultimo periodo del primo comma dell’art. 128 TFUE prescrive che le uniche monete aventi corso legale nell’Unione siano quelle create dalla BCE e dalle BC nazionali.

Ma il punto è un altro. La doppia moneta, nei termini in cui ne parla Silvio Berlusconi, sarebbe una moneta a circuito interno, quindi non utilizzabile negli scambi import/export ma solo per gli scambi e i consumi interni (solo in Italia), e ciò renderebbe praticabile la soluzione proposta dall’ex presidente del consiglio in quanto nessuno può vietare ad uno Stato sovrano (seppur quel poco che resta all’Italia della propria sovranità) di creare una unità di misura (da chiamarsi anche moneta) che serva a determinare e a regolare il valore in termini monetari degli scambi interni. 

A tal proposito, se si legge l’art. 117 della Costituzione vigente, introdotto con la revisione costituzionale del 2001, esso attribuisce allo Stato la legislazione esclusiva sulla moneta [lettera e) del medesimo articolo, secondo comma], seppur riferendosi alla ripartizione delle competenze Stato-Regioni. Attraverso la leva costituzionale rappresentata dal predetto articolo l’Italia potrebbe quindi creare una propria moneta (in tal caso la doppia moneta da affiancare all’euro), seppur all’interno dei limiti delineati dall’ultimo periodo dell’art. 128 TFUE! 

Ad avallare la predetta soluzione vi sarebbe la circostanza che l’Italia non ha ceduto sovranità monetaria (atto costituzionalmente illegittimo), bensì l’ha solo limitata (facendo leva sulle cosiddette limitazioni di sovranità di cui parla l’art. 11 della Costituzione), quindi la creazione di una moneta nazionale a circuito interno da affiancare all’euro – in linea generale – non potrebbe essere vietata. Tuttavia, a scanso di equivoci e come ho già dimostrato nei miei libri ed articoli, le limitazioni di sovranità di cui all’art. 11 della Costituzione non si riferivano – leggendo i verbali dei lavori preparatori dell’Assemblea Costituente che costituiscono fonte autentica di interpretazione della Costituzione – né alle limitazioni della sovranità monetaria, né tanto meno a quelle riguardanti la sovranità economica e legislativa! 

Inoltre, la doppia moneta a livello nazionale non è da equiparare neppure lontanamente alle cosiddette monete parallele a livello locale: le due cose sono molto diverse anche alla luce del fatto che, per quanto riguarda l’eventuale creazione di una nuova moneta nazionale da affiancare all’euro, questa sarebbe creata dal nulla dallo Stato italiano che – a tal riguardo – eserciterebbe quel potere di imperio proprio di uno Stato sovrano! 

Tutto ciò premesso, le problematiche giuridiche connesse all’introduzione di una moneta nazionale da affiancare all’euro non sarebbero affatto di facile soluzione! 

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Sempre in ordine alla doppia moneta vi sarebbe anche la soluzione rappresentata dai cosiddetti CCF (Certificati di Credito Fiscale), proposta elaborata dagli amici Giovanni Zibordi, Marco Cattaneo e Stefano Sylos Labini. Ricordo un viaggio da Roma a L’Aquila durante il quale Stefano me ne parlò nel dettaglio. Io nutro serie perplessità sui CCF, tuttavia, non sarebbe – neppure questa – una proposta da scartare a priori, fosse solo per la serietà e l’onestà intellettuale dei tre che l’hanno proposta. Credo però che, trattandosi di certificati di credito fiscale, le Istituzioni europee non sarebbero disponibili a fornire il proprio consenso alla loro introduzione perché verrebbe loro a mancare la base sulla quale l’Unione stessa fonda la propria sopravvivenza (non tanto l’UE quanto l’eurozona), e i motivi li spiegai a Stefano durante quel viaggio.

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Ciò premesso, sui dubbi e sulle perplessità in ordine alla doppia moneta così come proposta da Silvio Berlusconi, non posso che condividere pienamente questo tweet di qualche mese fa di Claudio Borghi, responsabile economico nazionale di Lega Nord:

Claudio ha perfettamente ragione! Quindi le criticità restano…

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Io resto convinto che l’unica soluzione per il bene del Paese sia l’uscita dell’Italia dall’euro ed il ripristino totale della sovranità monetaria, tuttavia, se ad occuparsi della doppia moneta fossero economisti in buona fede che avessero a cuore la Costituzione e l’interesse nazionale, la soluzione non sarebbe da scartare a priori.

L’euro è un crimine, quindi – in un modo o nell’altro – dobbiamo liberarcene!

Avv. Giuseppe PALMA

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P.S. Coloro che volessero approfondire l’argomento EURO, potranno leggere questo mio libro (in e-book)…

…oppure consultare questo mio dossier su come si esce dall’euro:

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Avv. Giuseppe PALMA

 

5 pensieri su “La doppia moneta può essere una soluzione? (di Giuseppe PALMA)

  1. Pingback: La doppia moneta può essere una soluzione? (di Giuseppe PALMA) – Eurocrazia

  2. Giuseppe, i problemi che citi sono tutti risolti dalla formulazione che abbiamo sviluppato per il progetto CCF:

    1) Il problema degli squilibri commerciali esteri non c’è perché una parte delle emissioni di CCF vengono destinate a ridurre il cuneo fiscale a beneficio delle aziende, con effetti analoghi al recupero di competitività che sarebbe prodotto da una svalutazione http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2013/09/una-precisazione-sul-cuneo-fiscale.html

    2) Non si viola il 128 TFUE in quanto stiamo emettendo titoli di sconto fiscale, non banconote in euro a corso legale http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2015/02/un-motivo-in-piu-per-cui-i-ccf-non.html

    3) I CCF non concorrono alla formazione né del deficit né del debito pubblico, quindi non c’è alcuna necessità di chiedere autorizzazioni in sede UE http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2017/04/ancora-sugli-aspetti-giuridico.html

  3. Una moneta ad uso interno allo Stato Italiano l’ho sempre consigliata da 5 anni. E’ piu’ semplice che uscire dall’Euro. Comunque quando si vorra’ uscirne si dovra’ avere gia’ circolante la moneta Nazionale. La cessione limitata di sovranita’ era compatibile con il principio Costituzionale di benessere collettivo, cosa che non si sta verificando per cui svanisce il presupposto fondamentale. Tra l’altro qualsiasi ente pubblico, Regioni, Comuni possono emettere una propria valuta a sostegno di un’economia virtuosa senza debito. Lo Stato puo’ anche emettere monete da 5 – 10 euro per uso interno (ma circolano anche abusivamente nell’Eurozona e nessuno reclama) come avviene in altri Stati Eurozona. La Germania lo ha fatto. In Sicilia entrera’ in funzione la moneta Regionale il Grano. Le monete locali sono un antidoto fondamentale per combattere le monete a debito( della criminalita’ organizzata transnazionale e globalista) distruttive dell’economia reale.

  4. Caro Giuseppe, l’articolo è molto interessante ma noi siamo convinti che l’Italia abbia ancora la sovranità monetaria (anche nell’Eurosistema, visto l’art.128 parla dell’esclusiva delle banconote, non di tutta la moneta legale!).
    La sovranità monetaria può essere esercitata in vari modi, ma sempre emettendo moneta valida solo all’interno del nostro territorio : parliamo di emissione di monete metalliche superiori a 2 euro, di biglietti di stato in euro, di moneta elettronica in euro o infine di moneta fiscale.
    Qui trovi le argomentazioni storiche e giuridiche a supporto delle nostre tesi http://monetapositiva05.blogspot.it/2016/10/la-sovranita-monetaria-e-dello-stato.html. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Grazie. Ciao

  5. Credo che occorra valutare ogni opzione pur di ripristinare la sovranità monetaria, liberandoci dal crimine dell’euro…

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